Lo stato di emergenza è una situazione di carattere eccezionale all'interno di uno Stato che comporta l'emanazione di norme e/o restrizioni per fronteggiare una particolare emergenza all'interno della società.Messina, Giovanni. "Stato economico d'eccezione e teoria della governance: ovvero la fine della politica." Revista Brasileira De Estudos Politicos no. 107 (July 2013): 99.

Storia L'istituto era già presente nel diritto romano: il Iustitium, cioè lo stato di eccezioneVega, Facundo. "Horadar la excepción: Intersticios del derecho Giorgio Agamben: Stato di eccezione, Estado de excepción, Adriana Hidalgo editora, Buenos Aires, 2004, 171 páginas." (2006)., comportava la sospensione delle garanzie repubblicane, cui dava accesso l'emanazione del senatus consultum ultimum. Nel diritto costituzionale moderno tali esigenze vengono talvolta recepite mediante norme presenti nelle Costituzioni, che prevedono modalità di sospensione delle garanzie di libertà, sebbene con procedure e modalità delimitate nel tempo; peraltro, alcune di esse si limitano a prevedere l'utilizzo dello strumento emergenziale per derogare ad alcune procedure decisionali che, in via ordinaria, coinvolgerebbero poteri diversi da quello esecutivo (in primis il potere legislativo, che dispone della spesa pubblica).

La Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite adottò nel 1981 una dichiarazione per definire quando l'ipotesi possa essere utilizzata dagli Stati; ad esempio, l'Egitto, tra gli altri, è stato censurato a livello internazionale per il suo continuo ricorso allo stato di emergenza dal 1981.

Descrizione All'origine della proclamazione di uno stato di emergenza non vengono in rilievo, però, le sole esigenze interne agli Stati. Anche gli strumenti pattizi internazionali, che regolano la tutela dei diritti civili e politici e delle libertà fondamentali, prevedono delle deroghe alle loro stesse previsioni, valide sia per il caso di guerra che per casi riconducibili allo stato d’emergenza: in tali casi la previsione è interpretata in modo più rigoroso, in quanto si giustifica soltanto con un pericolo imminente per la civile convivenza interna allo Stato, che deve essere sottoposta ad una pubblica minaccia.

Negli Stati di diritto contemporanei, la proclamazione dello stato di emergenza non deroga da taluni diritti fondamentali e divieti assoluti, tra cui in particolare il "diritto alla vita", divieto di tortura e trattamenti inumani e degradanti, la schiavitù e la servitù e la "libertà di pensiero, coscienza e religione"Fornasari, Gabriele e Marchi, Ilaria, Stato di eccezione, istanze securitarie e diritto penale. (2014), UNIV DI TRENTO BIBLIOTECA D'ATENEO..

Nel diritto internazionale L'articolo 4 della Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici delle Nazioni Unite del 1966 regola lo stato di emergenza a livello del diritto internazionale. Essa prevede in particolare che:

Anche la Convenzione europea dei diritti dell'uomo del 4 novembre 1950 consente, all'articolo 15, che all’interno di uno Stato membro del Consiglio d'Europa e parte della Convenzione siano adottate misure di deroga alla garanzia dei diritti di libertà previsti dalla Convenzione stessa: ciò può avvenire “in caso di guerra o di altro pericolo pubblico che minacci la vita della nazione”, ma previa notifica ed a condizione di non violare il diritto alla vita, il divieto di tortura o di schiavitù od il principio nullum crimen sine lege.

Nel mondo Canada

In Canada, durante le proteste del Convoglio della libertà, Justin Trudeau invocò l'Emergency Act, azione condannata da molte associazioni, come Canadian civil liberties association, che giudicò la misura incostituzionale.

Egitto In Egitto la legge di emergenza n. 162/1958 è stata applicata continuamente dal 1967 fino al 2012. Inizialmente è stata imposta durante la guerra dei sei giorni del 1967, e dal 1981 è stata applicata ininterrottamente per un trentennio dal presidente Hosni Mubarak, succeduto ad Anwar al-Sadat assassinato lo stesso anno. Quando questa legge è in vigore vengono estesi i poteri della polizia, i diritti costituzionali sono sospesi e la censura viene legalizzata. La legge circoscrive rigorosamente qualsiasi attività politica non governativa: le manifestazioni, le organizzazioni politiche non approvate e le donazioni finanziarie non registrate sono formalmente proibite. Circa 17.000 persone sono state poste in arresto e si stimano fino a 30.000 prigionieri politici. Lo stato di emergenza si è concluso il 31 maggio 2012.

Nel gennaio 2013 il presidente eletto Mohamed Morsi dichiara nuovamente lo stato di emergenza in seguito a disordini. Il 14 agosto dello stesso anno viene poi dichiarato un altro stato di emergenza della durata di un mese dopo gli scontri con i sostenitori del presidente Mohammed Morsi nel frattempo appena deposto, con le forze armate poste a supporto del Ministero dell'interno.

Nel 2014 viene adottata la nuova costituzione egiziana che tra l'altro pone dei limiti ai poteri del presidente di dichiarare uno stato di emergenza indefinito, attribuendo al Parlamento un maggior ruolo di controllo. Da allora, nell'aprile 2017 è stato dichiarato un nuovo stato di emergenza nazionale, della durata di tre mesi, dal presidente ʿAbd al-Fattāḥ al-Sīsī in seguito all'attacco delle chiese copte a Tanta ed Alessandria.

Francia In Francia, létat d'urgence è una situazione speciale che limita le libertà pubbliche e che «conferisce alle autorità del territorio dove è applicata dei poteri di polizia eccezionali che portano sulla regolamentazione della circolazione, sul soggiorno delle persone, sulla chiusura dei luoghi pubblici e sul sequestro delle armi». Lo stato d'emergenza fu istituito in Francia con la Legge nº 385 del 3 aprile 1955 «Loi nº 55-385 du 3 avril 1955 instituant un état d'urgence et en déclarant l'application en Algérie».

Questo regime eccezionale regolato della legge nº 385 del 1955, e tuttora in vigore, coesiste insieme ad altre modalità di gestione di crisi: lo stato d'assedio previsto dall'articolo 36 della Costituzione, i poteri eccezionali previsti dall'articolo 16 della Costituzione e infine la teoria delle circostanze eccezionali.

Lo stato d'emergenza viene dichiarato con un decreto dal Consiglio dei ministri, su tutto o una parte del territorio nazionale e può rimanere in vigore al massimo per 12 giorni, la sua durata può essere prolungata con una legge che ne fissa la durata definitiva.

Storicamente votata per fronteggiare gli eventi legati alla guerra d'Algeria, la legge è tuttora in vigore. La sua ultima applicazione risale agli attentati del 13 novembre 2015 a Parigi su tutto il territorio della Francia metropolitana; era dalla fine della guerra d'Algeria che lo stato d'emergenza non veniva dichiarato in tutta la Francia metropolitana.

Lo stato d'emergenza in Francia è stato decretato 6 volte nelle seguenti occasioni: Il 3 aprile 1955, in occasione della creazione della legge, lo stato d'emergenza è stato dichiarato in Algeria francese per 12 mesi. ll 17 maggio 1958, dopo il colpo di Stato del 13 maggio 1958 ad Algeri, lo stato d'emergenza è stato dichiarato in tutta la Francia per 3 mesi. ll 22 aprile 1961, dopo il putsch dei generali del 21 aprile 1961 ad Algeri, lo stato d'emergenza è stato dichiarato in tutta la Francia e prolungato fino al 31 maggio 1963. Il 12 gennaio 1985, lo stato d'emergenza è stato dichiarato in Nuova Caledonia e dipendenze, esso è stato confermato con la legge nº 96 del 1985 fino al 30 giugno 1985. In questa occasione il Consiglio Costituzionale, su richiesta dell'opposizione di centro-destra, si è pronunciato circa la costituzionalità dello stato di emergenza e ne ha confermato la costituzionalità. L8 novembre 2005, dopo le rivolte del 2005 nelle banlieue francesi, lo stato d'emergenza è stato dichiarato in 25 dipartimenti (tra i quali tutti quelli dell'Île-de-France) fino al 4 gennaio 2006G. Sclaunich, Francia, le banlieue 10 anni dopo la crisi: «Non è cambiato niente» - Corriere.it - 26 ottobre 2015 - consultato il 13 novembre 2015. Nella notte del 14 novembre 2015, dopo gli attentati del 13 novembre 2015 a Parigi, lo stato d'emergenza è stato dichiarato, con 3 decreti, in tutta la Francia metropolitana (Corsica compresa), unitamente al Plan rouge alpha e alla chiusura delle frontiere (che era già stata decisa per la COP21). Lo stato di emergenza è stato in seguito esteso, con 2 decreti, alla Francia d'oltremare.

Lo Stato d'urgenza è stato poi confermato e prolungato diverse volte: con la legge nº 1501 del 20 novembre 2015, di altri 3 mesi a partire dal 26 novembre 2015; con la legge nº 162 del 19 febbraio 2016, di altri 3 mesi a partire dal 26 febbraio 2016; con la legge nº 629 del 20 maggio 2016, di altri 2 mesi a partire dal 26 maggio 2016; con la legge nº 87 del 21 luglio 2016, di altri 6 mesi a partire dal 26 luglio 2016; da notare che, in occasione del consueto discorso del 14 luglio, il presidente Hollande aveva dichiarato che lo stato d'urgenza (che si sarebbe concluso il 26 luglio) non sarebbe stato prolungato; la sera stessa avviene la strage di Nizza e il presidente prolunga lo stato d'urgenza di altri 6 mesi; con la legge nº 1767 del 19 dicembre 2016, fino al 15 luglio 2017, per coprire le elezioni presidenziali e legislative del 2017; con la legge nº 1154 dell'11 luglio 2017, fino al 1º novembre 2017; lo stato d'urgenza è stato sostituito dalla nuova legge nº 1510 del 30 ottobre 2017 rinforzante la sicurezza interna e la lotta contro il terrorismo.

Recentemente, per fronteggiare la Pandemia di COVID-19 in Francia, l’Assemblea Nazionale ha introdotto con una legge del 23 marzo 2020 (Loi 2020-290), un nuovo stato d’urgenza: lo stato di emergenza sanitaria (in francese état d'urgence sanitaire), al fine di evitare di dover ricorrere ai poteri presidenziali eccezionali previsti dall’articolo 16 della Costituzione francese o al normale état d'urgence, generalmente inadatto a situazioni epidemiche. Esso fu attuato fino al 10 luglio 2020 incluso e, in seguito, riautorizzato (una volta terminato il periodo transitorio a partire dall'11 luglio 2020, predisposto tramite un decreto del 10 luglio (Décret 2020-860), che autorizzava il governo a mantenere e allentare le precedenti misure e, qualora necessario, ad adottare e mantenere nuove misure eccezionali, fino al 31 ottobre 2020). La riautorizzazione avvenne dalla mezzanotte del 17 ottobre 2020 tramite decreto (Décret 2020-1257) La legge del 14 novembre 2020 (Loi 2020-1379) ha prorogato, per la prima volta, lo stato di emergenza sanitaria fino al 16 febbraio 2021. La legge del 15 febbraio 2021 (Loi 2021-160) ha poi esteso lo stato di emergenza sanitaria fino al 1º giugno 2021, mentre la legge del 31 maggio 2021 (Loi 2021-689) sulla gestione dell'uscita dalla crisi sanitaria e la legge del 10 novembre 2021 (Loi 2021-1465) hanno stabilito varie disposizioni sulla “vigilanza sanitaria”, organizzando il regime di uscita dallo stato di emergenza sanitaria.

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