Durante la seconda guerra mondiale, il Regio Esercito utilizzò diversi tipi di divisioni, per la maggior parte di fanteria. La maggioranza si sciolsero sul territorio metropolitano o nelle zone occupate (Francia, Grecia, Balcani) in seguito mentre alcune furono dichiarate sciolte per "eventi bellici" nei vari fronti di guerra in cui fu coinvolta l'Italia (Nordafrica ed Orientale Italiana in particolare).Nota metodologica. I dati all'interno delle tabelle sono tratti dal sito internet http://www.regioesercito.it, ed eventualmente integrati dove indicato. In particolare, gli ordini di battaglia, intesi come i reggimenti e le legioni CC.NN. di ogni divisione, con le rispettive designazioni/numerazioni, sono prese da qui, mentre per i nomi dei reggimenti di artiglieria i dati sono tratti da qui. La scelta è stata dettata dal fatto che in alcuni casi le fonti non concordano.

Caratteristiche generali La divisione era l'unità di base del Regio Esercito. Il 10 giugno 1940 l'esercito italiano aveva un totale di 75 divisioni: 57 divisioni di fanteria, 3 della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, 2 coloniali libiche, 5 di Alpini, 3 celeri, 3 corazzate e 2 motorizzate. La gran parte di questa grandi unità era dislocata nel territorio metropolitano o in Libia, e solo due erano in Africa Orientale Italiana (la cui guarnigione era composta in gran parte da unità di Camicie Nere e da brigate coloniali).

La riorganizzazione del 1938 aveva portato alla costituzione di divisioni di fanteria cosiddette binarie, poiché erano composti da due reggimenti di fanteria (invece dei precedenti tre)L'organico di un reggimento di fanteria era di 3.279 uomini su due battaglioni (ognuno su cinque compagnie: 3 di fanteria, una comando ed una di armi di accompagnamento), oltre che una compagnia di mortai da 81 e una di cannoni anticarro da 47/32 Mod. 1935 (6 pezzi). Fonte: regioesercito.it , oltre ad uno di artiglieriaSulla carta, un reggimento di artiglieria era costituito da un gruppo cannoni ippotrainato da 75/27 (12 pezzi) e due gruppi obici, uno ippotrainato (12 pezzi da 100/17) e l'altro someggiato (12 pezzi da 75/13). Completavano la dotazione 8 cannoni antiaerei da 20 mm.. Nel corso della guerra diverse divisioni di fanteria attivarono un terzo reggimento di fanteria (contraddistinti da numerazioni superiori a 300) per meglio svolgere incarichi di guarnigione o per conversione di unità già di Camicie Nere.

A partire dal 1º marzo 1940, alle divisioni di fanteria ordinarie e da montagna venne aggregata una Legione d'Assalto della MVSN, composta da due battaglioni di CC.NN. e una compagnia mitraglieri.Si trattava di circa 1.300 uomini.Fonte: regioesercito.it . L'effettiva assegnazione avvenne abbastanza a rilento per problemi addestrativi e per la limitata disponibilità di materiali, ed era ancora largamente incompleta al momento dell'entrata in guerra.

Numerose sulla carta, in realtà al momento della dichiarazione di guerra la maggior parte delle divisioni italiane era incompleta sia in termini di uomini che di materiali, difatti su 75 divisioni appena 35 potevano dirsi complete di organico e materiali. Questa situazione non venne mai interamente rettificata durante il corso della guerra e una parte considerevole delle divisioni sul territorio metropolitano o impegnate in compiti di guarnigione in Francia e nei Balcani rimasero incomplete dal punto di vista dei materiali, dovendo anzi spesso cedere parte delle proprie dotazioni per sostenere le divisioni impegnate nelle zone di operazioni.

Successivamente all'ingresso in guerra, verranno costituite numerose altre unità di livello Divisionale. Tra queste, vi erano anche divisioni di paracadutisti (due, con una terza mai completata) ed oltre venti divisioni costiere. Queste ultime erano essenzialmente di reparti di seconda linea, di consistenza variabile a seconda della zona di impiego.

Divisioni corazzate L'Italia entrò nella seconda guerra mondiale con tre divisioni corazzate, tutte inizialmente dispiegate nel territorio metropolitano.

Una divisione corazzata era composta da un reggimento corazzato (di solito su tre battaglioni carri), un reggimento di artiglieria e uno di bersaglieri. Completavano l'organico una compagnia anticarro, una compagnia mista del genio, una sezione sanità, due ospedali da campo, una sezione di sussistenza ed un autogruppo per il trasporto dei carri armatiRegioesercito.it - Organizzazione, e successivamente un raggruppamento esplorante corazzato. Al 10 giugno 1940, l'organico standard di un'unità di questo tipo era di circa 7.439 uomini, equipaggiati con 184 carri, 48 cannoni (16 antiaerei da 20 mm, 8 anticarro da 47/32 e 24 campali da 75/27), 486 mitragliatrici (410 pesanti e 76 leggere). La componente motorizzata era costituita, oltre ai carri, da 581 veicoli a motore, 48 trattori di artiglieria e 1.170 motocicli.

I carri erano inizialmente del tipo CV35, estremamente leggeri e di limitata utilità bellica. Quando fu disponibile un carro medio come l'M13/40, le divisioni corazzate italiane acquisirono maggiori capacità operative, ma la produzione limitata e le gravi perdite in combattimento non permisero mai di riequipaggiare interamente le divisioni disponibili. Per quanto riguarda le dotazioni di artiglieria, verso il 1942 entrarono in servizio semoventi con obice da 75 mm e pezzi da 90 mm autoportati.

Le tre divisioni originarie furono distrutte alla conclusione della campagna del Nordafrica. Nel corso del 1942 si tentò di attivare altre due divisioni, la 134ª Freccia (tentativo cui si rinunciò completamente dopo pochi mesi) e la 136ª Giovani Fascisti (che non superò mai gli organici di una debole Brigata motorizzata, praticamente senza alcuna componente corazzata). Nel 1943 venne costituita la 135ª Divisione corazzata Ariete II (formata da unità di cavalleria) e si iniziò la costituzione della 136ª Divisione corazzata Centauro II (mai completata, per trasformazione delle 1ª Divisione Corazzata di Camicie Nere M).

Nome divisione Composizione Creazione Scioglimento Rgt. carri Rgt. bersaglieri Rgt. artiglieria corazzata Unità originarie Data costituzione Data/periodo Località131ª Centauro31º5º131º Centauro1ª Brigata corazzata20 aprile 193918 aprile 1943Enfidaville, Tunisia132ª Ariete32º8º132º Ariete2ª Brigata corazzata1º febbraio 19398 dicembre 1942El Agheila, Libia133ª Littorio33º12º133º LittorioDivisione Volontari del Littorionovembre 193925 novembre 1942El Alamein134ª Freccia10º Lancieri di Vittorio Emanuele II1º134°2ª Divisione celere Emanuele Filiberto Testa di Ferro1 maggio 19421 agosto 1942Ferrara135ª Ariete II 10º Lancieri di Vittorio Emanuele IIIn configurazione di Reggimento Carri,8º Lancieri di MontebelloIn configurazione di R.E.Co. - Reparto Esplorante Corazzato,16° Cavalleggeri di LuccaIn configurazione di Reggimento cavalleria appiedata motorizzata135º Ariete IIe235º Art. sem. Ariete II1º aprile 194312 settembre 1943Roma136ª Giovani FascistiDal 1º marzo 1943 si sarebbe dovuta trasformare nella 45ª Div.Fant. "Bersaglieri d'Africa", trasformazione mai avvenuta. 1º Reggimento fanteria carrista,Previsto, ma mai effettivamente assegnato. Gruppo Battaglioni GG.FF.8ºGià della disciolta 132ª Div.Cor.Ariete, assegnato nel dicembre 1942.136º Giovani FascistiGruppo Battaglioni Giovani Fascisti24 maggio 194213 maggio 1943Tunisia136ª Centauro II 131º Reggimento Fanteria Carrista,Da costituirsi per consolidamento del Gruppo Carri CCNN "M" "Leonessa" e del XIX Battaglione Carri.Reggimento Legionario MotorizzatoDa costituirsi per consolidamento dei Gruppi Battaglioni CCNN "M" "Tagliamento" e "Leonessa".18ºIn afflusso al momento dello scioglimento della Divisione, mai effettivamente inquadrato.136º Centauro IIDa costituirsi per conversione del Ragg.Art. CCNN "M" "Valle Scrivia".1ª Divisione Corazzata di Camicie Nere M, poi 136ª Divisione legionaria Corazzata "Centauro"15 agosto 1943Inizialmente col nome di 136ª Divisione Corazzata Legionaria "Centauro"12 settembre 1943Roma

Divisioni fanteria ordinarie Le divisioni di fanteria ordinarie erano le più numerose nel Regio Esercito. Si trattava di divisioni cosiddette binarie, composte cioè da due reggimenti di fanteria (solitamente su tre battaglioni) ed uno di artiglieria. Alla maggior parte di queste unità, successivamente, venne aggregata una Legione d'Assalto di CC. NN. A queste, occorre poi aggiungere un battaglione di mortai da 81, una compagnia con artiglieria anticarro8 pezzi da 47/32 su 4 plotoni, una compagnia del genio, una mista con telegrafisti e marconisti, oltre a diverse sezioni (fotoelettricisti, sanità, sussistenza e pesante).

Al 10 giugno 1940, una divisione di questo tipo risultava composta da 12.979 uomini13.400 secondo regioesercito.it, equipaggiati con 60 pezzi di artiglieria (8 antiaerei da 20mm, 8 anticarro da 47/32, 8 da fanteria da 65/17, 12 75/13, 12 75/27 e 12 da 100/17), 177 mortai (24 da 81mm e 153 da 45) e 350 mitragliatrici (270 leggere e 80 pesanti). Per il trasporto erano disponibili 3.424 animali, 154 carri, 153 biciclette, 71 motocicli e 131 mezzi di vario tipo.