L'attacco a Malta fu un'azione militare, denominata Operazione Malta Due, avvenuta durante la seconda guerra mondiale ad opera della Regia Marina italiana nel 1941.
L'attacco venne sferrato da una squadra di incursori della Xª Flottiglia MAS, speciale unità d'assalto, a bordo di barchini esplosivi e siluri a lenta corsa, contro le installazioni portuali dell'isola, e si risolse in un disastro per gli attaccanti, con gravi perdite umane e nessun risultato sostanziale.
Le ricognizioni Partendo dalla base navale di Augusta due MAS guidati dal capitano di fregata Vittorio Moccagatta effettuarono il 25 maggio 1941 una ricognizione, portandosi fino a 4 miglia dal forte di La Valletta. Fu quindi programmata per il 30 maggio l'"Operazione Malta 1", ma la mancanza di navi in rada rilevata da una ricognizione aerea, rinviò l'operazione al 28 giugno, per essere poi rinviata ancora.
Lo svolgimento
Nel luglio 1941 l'ambiziosa e temeraria azione contro Malta, denominata Malta 2, fu operativa. Con due Mas, partiti la sera del 25 luglio da Augusta, il 26 luglio la Xª MAS provò ad attaccare il possedimento inglese partendo dalla nave appoggio Diana. Vi presero parte il "451" del sottotenente di vascello Giorgio Sciolette e il "452" al comando del tenente di vascello Giobatta Parodi (recante a bordo il capitano Moccagatta e il capitano medico Bruno Falcomatà); con loro un consistente gruppo di barchini esplosivi M.T.M. (con a bordo tra gli altri Fiorenzo Capriotti, preso prigioniero nell'azione e decorato con la medaglia d'argento al valor militare). e due SLC: il piano operativo prevedeva che durante la notte l'SLC facesse saltare le ostruzioni di ponte sant'Elmo che chiudevano il porto di La Valletta, e immediatamente i barchini avrebbero dovuto irrompere nel varco e colpire le navi all'ancora. L'altro SLC avrebbe dovuto attaccare i sommergibili inglesi in porto. Gli inglesi già quando i natanti italiani si trovavano a 14 miglia dalla costa, erano in stato d'allerta e con i cannoni pronti, avendoli individuati grazie ai radar terrestriAlberto Santoni, Due secoli di guerra sul mare, vol I, Libreria militare Ares, 2012.
L'attacco iniziale alle ostruzioni doveva essere portato dal maggiore Tesei, fondatore del gruppo, che visto il ritardo accumulato a causa delle varie avarie ai mezzi si portò con il suo SLC insieme con il 2° capo palombaro Alcide Pedretti per far saltare le ostruzioni. Le difese dell'isola erano però entrate in stato di allerta grazie agli avvistamenti radar; Tesei allora si fece saltare in aria col suo mezzo, spolettando il siluro a tempo zero (esplosione immediata)Un'altra versione in Spigai 2007 dove l'autore insiste due volte (a p. 191 e nelle pp. 193-194) sul fatto che, dagli studi tecnici effettuati, la regolazione minima delle spolette era di trenta minuti, pertanto Tesei non avrebbe potuto farsi esplodere all'istante. Spigai ipotizza che dopo aver regolato la spoletta al minimo, l'assaltatore sia stato colpito da un malore (e sarebbe quindi esploso insieme con il mezzo trenta minuti dopo) o direttamente da un proiettile nemico che avrebbe fatto saltare in aria lui e l'ordigno facendo crollare una parte del ponte girevole di sant'Elmo, e a quel punto l'M.T.M.2 di Frassetto e M.T.M.3 di Carabelli si diressero in successione contro il ponte saltando in aria, ma ostruendo anche il passaggio.
Allora gli incursori si lanciarono contro l'entrata, ma molti vennero falciati dalle postazioni che difendevano l'imboccatura di una delle due baie che costituiscono il porto, Marsamuscetto (Marsamxett in maltese, l'altra è il Grand Harbour, o Porto Grande); due di loro, Costa e Barla, sbarcati sulle coste maltesi, furono catturati, così come Frassetto, caduto in acqua.
Infine, all'alba, decollarono dagli aeroporti dell'isola (Ħal Far e Luqa) trenta aerei da caccia Hurricane inglesi del 126°, 185° e 251° Squadron che individuarono le navi appoggio italiane e le colpirono duramente, causando anche molti morti e feriti, tra i quali Moccagatta, nonostante venissero contrastati da dieci caccia Macchi MC.200 del 1º Stormo 6 gruppo (squadriglie 79-81-88) e il Mas 451 fu distrutto e 9 uomini d'equipaggio catturati.
Nella battaglia aerea secondo Giulio LazzatiI soliti 4 gatti, capitolo "Non ce l'abbiamo fatta!", p.49. vennero abbattuti tre Hurricane e persi due Macchi, mentre i britannici affermarono di aver abbattuto tre Macchi perdendo un solo Hurricane, confermando quello del Pilot Officer Denis Winton (matricola Z4946/GL-E) del 185 Squadron; il pilota si lanciò col paracadute e fu salvato da un idrovolante britannico che lo riportò a Malta. Non si conoscono i nominativi dei piloti italiani eventualmente abbattuti dai britannici.
L'esito e le conseguenze Il bilancio complessivo dell'azione fu di 15 morti, 18 prigionieri e la perdita di due MAS, due SLC, otto MTM e un MTL per la Regia Marina. Dei diretti partecipanti all'incursione solo 11 naufraghi del MAS 452, trasbordati sul MTSM che stavano rimorchiando, riuscirono a raggiungere l'Avviso Diana al largo di Capo Passero, e da lì Augusta. È stato il singolo fatto d'arme per il quale sono state conferite il maggior numero di Medaglie d'oro al Valor militare (1 a vivente e 8 alla memoria), come segue: Capitano di fregata Vittorio Moccagatta Capitano di corvetta Giorgio Giobbe Maggiore genio navale Teseo Tesei Capitano medico Bruno Falcomatà Sottotenente di vascello Carlo Bosio Sottotenente armi navali Aristide Carabelli Sottotenente di vascello Roberto Frassetto 2º Capo palombaro Alcide Pedretti Sottocapo silurista Guido Vincon
Furono inoltre conferite 13 medaglie d'argento al V.M. (di cui due alla memoria)Capitano di corvetta Mario Di Muro, Capitano Armi Navali Vincenzo Martellotta, Capitano Armi Navali Gian Gastone Bertozzi, Tenente di Vascello Franco Costa, Tenente di Vascello Giobatta Parodi (alla memoria), Sottotenente di vascello Giorgio Sciolette, Sottonocchiere Tindaro Paratore, Sergente palombaro Luigi Barla, 2º Capo cannoniere Vincenzo Montanari (alla memoria), 2º Capo istruttore di educazione fisica Enrico Pedrini, Capo nocchiere di 3ª classe Pietro Zaniboni, 2º Capo motorista Fiorenzo Capirotti, Segnalatore Vittorio Marchisio, 7 medaglie di bronzo al V.M. (di cui 2 alla memoria)Tenente di Vascello Pietro Miniati, Guardiamarina Vittorio Pinto, Capo palombaro di 3ª Classe Mario Marino, Capo nocchiere di 3ª Classe Francesco Malfa, Sottocapo Cannoniere Leonildo Zocchi (alla memoria), Sottocapo Motorista Luigi Costantini (alla memoria), 2º Capo motorista Alessandro Follieri, e una Croce di Guerra al Valor MilitareNocchiere Corrado Gianni.
Il vicegovernatore di Malta, sir Edward Jackson, ricordando l'episodio il 4 ottobre 1941 scrisse: Nel luglio scorso gli italiani hanno condotto un attacco con grande decisione per penetrare nel porto, impiegando MAS e "siluri umani" armati da "squadre suicide" (…). Questa impresa ha richiesto le più alte doti di coraggio personale.Daily Mail, 4 ottobre 1941
Note
Bibliografia
Voci correlate Siluro a lenta corsa Barchino esplosivo Torpedine semovente Rossetti Comando Subacqueo Incursori Operazione C3
Collegamenti esterni
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