Asceso al trono quando non aveva nemmeno nove mesi, Enrico VI assistette al tracollo della potenza militare inglese in Francia e alla conclusione della sanguinosa guerra dei cent'anni con la perdita di quasi tutti i feudi inglesi. La crisi che ne conseguì, facilitata anche dall'inettitudine del re al governo e dalla malattia mentale da cui era affetto (ereditata da suo nonno Carlo VI di FranciaRobert Knetch, The Valois: Kings of France 1328–1589, London, London: Hambledon Continuum, 2007, ISBN 978-1-85285-522-2., pp. 42-47), scatenò la guerra delle due rose con la rivale casata degli York, durante la quale Enrico perse la vita.
Il regno di Enrico VI, nonostante si sia rivelato un completo fallimento dal punto di vista politico e militare, fu caratterizzato però da una serie di iniziative di rilievo sul versante culturale, quale la costruzione del College di Eton e del King's College dell'Università di Cambridge. Uomo estremamente pio, fu oggetto di culto popolare all'indomani della sua morte, mentre William Shakespeare lo rese protagonista della trilogia di opere teatrali: Enrico VI, parte I, Enrico VI, parte II e Enrico VI, parte III, in cui Enrico incarna il simbolo dell'uomo forzato a ricoprire ruoli di comando, in contrasto con la sua stessa volontàPer la trama, si veda: .
Il re bambino (1421-1437) Il consiglio di reggenza: Gloucester, Bedford e Beaufort La morte di Enrico V
Enrico era l'unico figlio ed erede di Enrico V d'Inghilterra e di Caterina di Valois, figlia di Carlo VI di Francia. Dopo la morte improvvisa del padre, avvenuta a Bois de Vincennes il 31 agosto 1422 a causa di febbre tifoide e di dissenteria quando aveva appena trentasei anni, l'infante Enrico divenne re all'età di soli nove mesi.. Il 7 novembre, quando la salma di Enrico V giunse a Londra per essere tumulata nell'Abbazia di Westminster, le massime cariche dello Stato e della Chiesa inglesi lessero formalmente il testamento del sovrano defunto.. Secondo le direttive di Enrico V, fu istituito un consiglio di reggenza composto dai seguenti lords: Umfredo Plantageneto, duca di Gloucester, il più giovane figlio di Enrico IV che era stato già nominato nel terzo testamento di Enrico V del 10 giugno 1421, Lord Protector del Regno, incarico che consisteva nella gestione della politica interna del Paese. Il fratello minore ancora vivente di Enrico V, Giovanni Plantageneto, I duca di Bedford, ebbe la carica ufficiale di Reggente ma, in quanto comandante in capo delle operazioni militari in Francia., dovette lasciare il potere civile del Regno al fratello nei periodi in cui era assente dalla madrepatria. Infatti, Bedford aveva poteri più ampi di quelli del fratello minore e, quando rientrava in Inghilterra, poteva gestire gli affari interni in piena autonomia. Il vescovo di Winchester Henry Beaufort, fratellastro di Enrico IV e cardinale dal 1426, ebbe un ruolo importante nel consiglio per la sua autorità morale e la sua forte personalità. Infine, il conte Edmondo Mortimer fu, invece, nominato luogotenente dell'Irlanda. Alla regina madre Caterina, invece, fu impedito di prendere parte attiva nell'educazione del figlio, essenzialmente perché era figlia del mortale nemico francese della Corona inglese, fatto che suscitava diffidenza da parte della corte.
Le controversie in seno al Consiglio I membri del consiglio di reggenza, nonostante i legami di parentela, non avevano buoni rapporti fra di loro..: Bedford e Gloucester erano perennemente in lotta fra loro e, dopo la morte di Bedford nel 1435, l'anziano Beaufort entrò in contrasto con il nipote Gloucester. Per equilibrare gli interessi e le lotte di potere in seno al consiglioCome segnalato in Ralph Alan Griffiths, The Reign of King Henry VI, p. 30, negli anni '20 l'autorità risiedeva direttamente nel consiglio reale, prevenendo così l'intervento di singoli reggenti («In view of disagreements of 1422, it was probably inevitable that the councillors should divise into factions [...] This may account for the roul devised in February 1424 that no councillor, not even the duke of Gloucester, should make a grant alone, without the other councillors being informed»)., fu immediatamente stabilito che i componenti di tale assemblea ricevessero il loro potere e la loro autorità non dall'esecuzione testamentaria di Enrico V, ma direttamente dall'autorità reale incarnata da Enrico VI, anche se minorenne«The authority of his power sprang from Henry [VI] himself, not from the will of his father [...] or from the lords of parliament», in : tale provvedimento, però, non servì a frenare le ambizioni di Gloucester e quelle di Bedford. In questo quindicennio di reggenza, che ebbe ufficialmente inizio con l'apertura del Parlamento il 5 dicembre del 1422., come osserva lo storico George Macaulay Trevelyan, le fazioni aristocratiche che i due precedenti re Lancaster, cioè Enrico IV ed Enrico V, erano riusciti a tenere sotto controllo, ripresero vigore durante la minore età di Enrico VI, suscitando quelle discordie e rivalità che non verranno più placate, dopo la fine della reggenza«Solo in occasione della lunga minorità di Enrico VI (1422-1437) il Consiglio cadde inevitabilmente nelle mani dell'alta aristocrazia: e quando infine Enrico ebbe raggiunto la maggiore età, non ebbe l'abilità e l'energia sufficienti per riprendere nelle sue mani l'autorità regia...», in .
La guerra in Francia La fase dal 1422 al 1429
Come risultato dei successi conseguiti durante la guerra dei cento anni, Enrico V aveva lasciato il suo paese in possesso di ampi territori francesi e il figlio Enrico VI erede al trono di Francia dove, alla morte di Carlo VI nel 1422, fu acclamato re come Enrico II. Nel frattempo, il duca di Bedford consolidava le conquiste del fratello e, insieme all'alleato duca di Borgogna Filippo III il Buono, reggeva il governo di tutto il nord e l'ovest della Francia, compresa la capitale Parigi. Bedford, buon generale, riuscì a consolidare e a portare avanti la guerra (Trattato difensivo di Amiens del 1423 con Borgogna e Bretagna.Le relazioni con il ducato di Bretagna, al contrario di quelle tenute con la Borgogna, si deteriorarono velocemente, giungendo addirittura a manifestazioni di aperte ostilità nel 1426, cfr. , durante il quale sposò Anna di Borgogna), sconfiggendo i francesi sostenitori del delfino Carlo a Cravant (1423) e a Verneuil (17 agosto 1424). Inoltre, grazie ad un'oculata amministrazione dei territori conquistati, Bedford riuscì a renderli efficienti dal punto di vista economico e governativo, contribuendo così a diminuire le spese inglesi per il loro mantenimento. Nel 1429 la guerra sembrava vedere ormai come vittoriosi gli anglo-borgognoni: Bedford, infatti, stava assediando la città di Orléans (l'assedio cominciò nel mese di aprile), l'ultima vera roccaforte ancora in mano ai francesi fedeli al delfino Carlo. Inaspettatamente, però, le forze francesi si rianimarono all'arrivo di Giovanna d'Arco, una giovane contadina di Domrémy che convinse il delfino di essere un'inviata di Dio venuta appositamente per sconfiggere gli inglesi e mettere il legittimo erede alla corona di Francia sul trono. L'arrivo di Giovanna ebbe un effetto psicologico di rivalsa nell'animo dei soldati francesi, al punto da capovolgere le sorti dell'assedio e costringere Bedford a ritirarsi.
L'incoronazione di Carlo VII e quella di Enrico VI
Le armate francesi, galvanizzate da Giovanna e comandate da generali del calibro di Jean de Dunois e La Hire, ottennero, nel giro di un anno, una serie di schiaccianti vittorie (tra le quali, la più importante fu la battaglia di Patay) che aprirono la strada di Reims a Carlo, ove fu incoronato con il nome di Carlo VII (17 luglio 1429).. Bedford, riparatosi nel frattempo a Parigi, pensò di far venire in Francia il giovane Enrico: bisognava dimostrare che Enrico, non Carlo, fosse il legittimo sovrano di Francia. Il consiglio di reggenza procedette con il rito d'incoronazione, elaborato con la precisa finalità di esaltare il potere reale.. Il re fanciullo, innanzitutto, fu incoronato re d'Inghilterra nell'Abbazia di Westminster il 6 novembre 1429. dallo zio Enrico Beaufort.
Dopo l'incoronazione inglese, si procedette ad organizzare quella francese. Dopo avere varcato la Manica il 23 aprile 1430, Enrico giunse prima a Calais e, dopo una pausa di alcuni mesi, prese residenza a Rouen presso lo zio Bedford. La lentezza con cui il viaggio procedette fu dovuta alle difficoltà che gli inglesi stavano affrontando, nel contempo, nella valle della Loira a causa dell'avanzata di Giovanna d'Arco; ciò costrinse re Enrico a non mettersi in cammino verso Parigi per questioni di sicurezza e a risiedere nel capoluogo normanno fino al novembre del 1431. Stabilizzatasi momentaneamente la situazione, Enrico poté riprendere il suo viaggio fino a Parigi, ove fu incoronato (sempre da parte di Beaufort) come re di Francia nella Cattedrale di Notre-Dame, il giorno 16 dicembre 1431.. Nonostante la duplice incoronazione, il governo inglese non ottenne l'effetto sperato: in primo luogo, perché il luogo tradizionale d'incoronazione dei re di Francia non era Parigi, ma Reims; in secondo luogo, perché l'incoronazione non avvenne per mano del vescovo di Parigi (un francese, quindi), ma sempre per mano di un prelato inglese. Pertanto, risultò sicuramente più prestigiosa l'incoronazione di Carlo rispetto a quella di Enrico VI, avvenuta due anni dopo in una Parigi occupata dagli inglesi.
L'inizio della catastrofe: Arras e la morte di Bedford
Sul versante militare la guerra contro Carlo VII non proseguiva al meglio. Nonostante gli inglesi fossero riusciti a mandare al rogo, con l'accusa di stregoneria, Giovanna d'Arco (Rouen, 30 maggio 1431), le difficoltà finanziarie in cui versava il governo inglese e i continui attriti tra i reggenti causarono una rotta definitiva delle sorti belliche nella guerra in Francia. Il disastro politico-militare fu aggravato, però, da una serie di altre motivazioni, tra le quali la più importante fu la scomparsa di Bedford. Quest'ultimo, che si era recato nel 1434 per reprimere un'insurrezione in Normandia., morì improvvisamente nell'autunno dell'anno seguente a Rouen., mentre si stava svolgendo il Congresso di Arras tra borgognoni, francesi e inglesi.
La morte di Bedford (preceduta tre anni addietro da quella della moglie) fu una disgrazia per l'Inghilterra: perdeva, nel contempo, il più abile tra i reggenti. Difatti, all'indomani della sua scomparsa, gli agenti inglesi non furono capaci di evitare che il duca Filippo di Borgogna lasciasse l'alleanza con gli inglesiLa Borgogna giunse ad attaccare addirittura Calais nel 1436. L'attacco sferrato fu, però, eroicamente sventato da parte della guarnigione locale. Vedi , permettendo così a Carlo VII di entrare trionfalmente a Parigi nell'aprile del 1436.. Se si eccettua la perdita della capitale francese, i territori inglesi in terra di Francia rimasero intatti fino al 1444, con l'inizio delle trattative di pace di Tours..
I difficili rapporti con la Lega anseatica