Più diffusamente conosciuto con lo pseudonimo Deca, con cui ha firmato la quasi totalità della sua discografia, si è affermato soprattutto come autore di musica elettronica e sperimentatore del suono, accostandosi poi ad altri ambiti come quello teatrale, multimediale e televisivo.F. Balinesi, Partiture per orchestra aliena, in Ondarock

Biografia Gli esordi Nipote del calciatore professionista Guglielmo Decaroli e figlio del pittore Gian Piero De Caroli, comincia a prendere lezioni di pianoforte nel 1975 proseguendo gli studi di musica classica per svariati anni, ma senza perdere di vista il suo interesse per il rock più sofisticato di quegli anni, scoperto in giovanissima età (Pink Floyd e Genesis su tutti) e la musica elettronica di gruppi come i Kraftwerk. Il 1983 è l'anno cruciale in cui consegue la qualifica di autore e compositore presso la Siae e in cui acquista il suo primo sintetizzatore (un Roland JX-3P), evento che cambia radicalmente il suo approccio con la musica e apre un lungo percorso di evoluzione creativa. Parallelamente ad alcune esperienze di tastierista con gruppi locali che si ispirano alla new wave britannica di Joy Division, The Cure, Killing Joke, approfondisce le dinamiche del suono sintetico e produce alcuni demo di cui resteranno tracce nei suoi primi album ufficiali; in particolare i nastri GatejoxDeca Atom Institute, Discografia. e Game Sequence basati su lineari intrecci di sequencer e composizioni minimali che si rifanno ad autori già famosi per la musica elettronica come Jean-Michel Jarre e Vangelis, ma anche alla cosiddetta Kosmische Musik dei Tangerine Dream e di Klaus Schulze. Buona parte di queste registrazioni uscirà quasi trent'anni dopo nell'antologia Modulectron con una speciale edizione per collezionisti su vinile, in tiratura limitata.

Dai nastri al vinile Nel 1985 approda quasi per caso ad una giovane etichetta discografica ligure, la Videoradio, fondata dall'ex-batterista del gruppo beat-prog I Signori della Galassia. Potendo disporre di uno studio di registrazione semi-professionale, realizza una versione evoluta delle sue prime produzioni indipendenti e nel settembre 1986 pubblica il suo primo 33 giri, un concept album intitolato Alkaid (dal nome tradizionale della stella η Ursae Majoris). In tale contesto, tra l'altro, ufficializza l'uso dello pseudonimo Deca pur continuando a firmare i brani col suo vero nome. Sempre con Videoradio pubblica alla fine del 1987 il secondo LP, altro concept-album che tratta in anticipo sui tempi i temi della chirurgia plastica e del sesso virtuale. Intitolato Synthetic Lips propone un sound molto più curato in tutti gli aspetti, benché ancora legato ai capiscuola dell'elettronica degli anni Settanta. Nell'autunno del 1988 viene invitato ad esibirsi a Milano alla rassegna internazionale di musica elettronica e industrial Decadenze-a-dissonanze , che vede in cartellone alcuni tra i più rilevanti nomi del momento, tra cui il percussionista Riccardo Sinigallia, Sigillum S, Z'EV, Officine Schwartz, Tasaday, F:A.R. A quel periodo viene anche attribuita la prima teorizzazione del Distonirismo o Distorsione Onirica, movimento artistico di cui fu poi promulgato un Manifesto nel 1992 e su cui Deca ha basato gran parte della sua produzione musicale e letteraria. Nel 1989, creando appositamente l'etichetta Labyrinth Records, realizza un terzo vinile intitolato Claustrophobia, imprimendo una prima significativa svolta alla sua evoluzione musicale. Suoni taglienti, atmosfere rarefatte e cupe, ritmi ossessivi e l'uso di un personale linguaggio codificato (battezzato Tecnoi) per cantare tre delle tracce dell'opera. In questo disco si rileva un importante momento di innovazione nel panorama italiano della musica elettronica e nella storia della musica cosmica in generale L'album diventa un piccolo cult nonostante una distribuzione limitata.

Nell'arco di questi primi anni di attività discografica propriamente detta, utilizzando nuovi modelli di sintetizzatore e campionatore Deca continua a curare anche progetti musicali sperimentali, che vanno a costituire un corposo archivio di nuove composizioni nonché l'ossatura delle sue esibizioni dal vivo, in cui oltre ai brani degli album ufficiali esegue materiale inedito.

L'era digitale Nel corso del 1991 si concretizza un salto di qualità legato allo sviluppo delle tecnologie digitali, che consentono al musicista ligure di registrare un nuovo album in formato DDD, abbandonando dunque l'analogico e ovviamente il vinile. Premonizione Humana è il primo album di musica elettronica in Italia pubblicato esclusivamente su cd, esce nel gennaio del 1992 e costituisce una prima summa del suo percorso artistico, che riprende in parte le atmosfere classicheggianti dei primi lavori con una commistione di suoni elettronici e tradizionaliOndarock, Elettronica. Tema centrale il rapporto tra l'uomo e le altre specie, con riferimenti alla bioingegneria, alla vivisezione, alla clonazione. Tra il 1993 e il 1998 intercorre un lungo periodo di attività che, pur non segnando la pubblicazione di altri dischi, annovera una fitta serie di progetti collaterali spesso divulgati autonomamente su canali non convenzionali. Sono questi gli anni in cui il musicista consegue una laurea in lettere e poi si avvicina al teatro e al video, scrivendo musiche di scena per alcuni spettacoli e realizzando in forma embrionale alcuni videoclip, che vengono proiettati durante le performance dal vivo. Inoltre archivia numerosi lavori di musica ambient e sperimentale a tutt'oggi mai pubblicati in forma ufficiale e tuttavia catalogati tra le opere rilevanti; tra questi Deceit of Time, Sodoma e Sodoma-Final Act, diventati piuttosto ricercati dai collezionisti. Alcuni di questi titoli (soprattutto Digital Fury e Digital Infarct) propongono brani che anticipano di qualche anno tendenze musicali di grande rilevanza nella seconda metà degli anni Novanta, diventando di largo consumo con artisti quali Aphex Twin, Chemical Brothers e Prodigy. Nel 1998 vede la luce l'ennesimo concept-album, edito dall'etichetta indipendente friulana Old Europa Café, specializzata in produzioni di nicchia. Rilevante, inoltre, la collaborazione in veste di produttore del suono con il progetto SadoVision, che sulla metà degli anni '90 pubblica due album di musica elettronica e industrial senza usare alcuno strumento musicale. Phantom esce con una tiratura limitata e rispecchia le linee guida della casa discografica, proponendo un suono sintetico spesso ai limiti del rumore su cui si innestano lunghi excursus ritmici e brevi episodi ambient in cui spiccano sonorità di organo e pianoforte, spesso accordati elettronicamente con scale differenti da quella cromatica. Contestualmente si apre una breve serie di concerti denominata Live Phantom in cui viene messo a punto l'allestimento scenografico fatto di proiezioni video e atmosfere luminose, create con l'ausilio fondamentale del fotografo Gianni Bacino. Nella primavera del 1999 torna anche ad esibirsi dal vivo anche con il solo pianoforte, nelle sale del Gabriello Chiabrera, teatro comunale della sua città natale. Per l'occasione esegue alcune sua partiture inedite e interpreta brani di Wim Mertens, Vangelis, Philip Glass. Nell'estate del 2000 il ritorno alla Videoradio con la pubblicazione di una raccolta di brani inediti registrati nell'arco di una decina d'anni, che assumono una loro coerenza formale con il titolo Electronauta e un approccio decisamente più immediato, sfiorando il synthpop e ritmi più vicini ai generi techno e EBM.

L'alchimista del suono La diffusione massiva di internet all'inizio del nuovo millennio genera una rivoluzione nelle modalità di consumo della musica e dei prodotti musicali, nonché del flusso di informazioni che riguardano gli artisti. Anche la Videoradio sposa in parte la logica della distribuzione via web, arricchendo vari database e portali di titoli, tra cui il nuovo progetto di Deca Simbionte che inizialmente viene distribuito solo in formato digitale, a partire dall'autunno del 2002. Ed è proprio grazie alla distribuzione capillare ed immediata del web che questo settimo lavoro ufficiale in breve tempo viene salutato dal pubblico e soprattutto dalla stampa di settore come un esempio incisivo di musica elettronica e ambient che in soli trenta minuti racchiude una sintesi del genere e nel contempo ne riformula i canoni secondo lo scenario culturale del XXI secolo. Le otto tracce sono pervase di sentori ancestrali ed arcani, mescolando voci, strumenti acustici e sonorità sintetiche con tecniche di arrangiamento ed elaborazione trasversali ed improntate su quello che l'autore stesso definisce un metodo intuitivo di composizione.

Ondarock inserisce Simbionte tra i 100 album italiani da ascoltare, il critico Piero Scaruffi lo cita tra i migliori titoli in assoluto pubblicati nell'anno 2002 e lo annovera tra i recommended records dell'intera scena musicale d'avanguardia e tra i 50 dischi ambient più rilevanti di sempre. Più in generale, riviste specializzate e siti musicali dedicano particolari attenzioni a Simbionte rimarcando l'appellativo con cui il compositore è ormai conosciuto da qualche tempo: l'alchimista del suono.R. Rocchi, su Sensorium, I Classici Nello stesso anno in varie città italiane ha luogo una serie di concerti denominata Anorexia Tour. Tra il 2003 e il 2006 intercorre un lungo periodo dedicato a progetti collaterali, tra cui la realizzazione del film sperimentale Ectoplasm Flesh e la revisione di alcuni romanzi e racconti, nonché alla preparazione del nuovo progetto discografico Aracnis Radiarum che vedrà la luce nel gennaio 2007. Ed è proprio al suo romanzo di fantascienza L'abisso terminale che l'album si ispira, diventando una sorta di colonna sonora virtuale con dodici brani che descrivono le atmosfere della narrazione scritta, riprendendone le ambientazioni e le implicazioni oniriche. Grazie alle tematiche legate agli aracnidi e agli universi paralleli Aracnis Radiarum suscita un discreto interesse anche al di fuori della cerchia di appassionati; e gode di una vasta commercializzazione attraverso grossi canali di distribuzione (Self Distribuzione in Italia e quindi Amazon, Virgin Mega ed altri). In queste composizioni ancora una volta si evidenzia una cura maniacale per il suono, sia nell'aspetto squisitamente tecnico che in quello creativo, dove l'autore utilizza ed elabora le fonti più disparate per ottenere timbriche personali con una radice sia naturale che artificiale. Alcune tracce di Aracnis Radiarum compaiono successivamente in versione rieditata nel disco Ethno Electric Ambient pubblicato da RaiTrade, siglando ufficialmente la collaborazione tra Deca e la RAI che utilizzerà spesso la sua musica in trasmissioni di grande popolarità.

Il presente

Dal 2007 fino al 2010 Federico De Caroli amplia ulteriormente il suo raggio d'azione e porta avanti le sue ricerche sull'interazione tra la musica ed altri ambiti artistici e culturali, come nel caso della cosiddetta pittura sonica o degli studi sperimentali sul rapporto tra suono e subconscio. Inizia un sodalizio con la scultrice e pittrice Rabarama che utilizza sue musiche per alcune mostre e per il DVD allegato al catalogo ufficiale pubblicato da Peruzzo Editore. La critica musicale sempre più spesso lo cita come uno dei più grandi musicisti italiani viventiF. Nunziata, Aracnis Radiarum su Ondarock