I nani (norreno dvergr, plurale dvergar; inglese antico dweorg; antico alto tedesco twerg) sono creature soprannaturali di forma umana attestate nella mitologia e nel folclore dei popoli germanici, descritte di norma, ma non esclusivamente, come abitatori di monti e di pietre e come artigiani di straordinaria abilità.. Nelle fonti più antiche appaionio quasi esclusivamente gli individui di sesso maschile, benché siano menzionate loro sorelle e figlie.. La bassa statura, che nell'immaginario moderno è il tratto distintivo per eccellenza, non è né esplicita né rilevante nelle attestazioni più antiche, dove a definire i nani sono piuttosto le funzioni che svolgono..
Etimologia Il sostantivo italiano nano deriva dal latino nanus, a sua volta prestito dal greco νᾶνος, e designa in origine ciò che è «piccolo nel suo genere»: è dunque estraneo, sul piano lessicale, alla tradizione germanica cui appartengono le creature qui descritte.
Il termine germanico risale invece a una forma protogermanica ricostruita come *dwergaz, da cui il norreno dvergr, l'inglese antico dweorg, l'antico frisone e il medio olandese dwerch e l'antico alto tedesco twerg... L'origine della parola in fase preprotogermanica è dibattuta: è stata ricondotta alla radice protoindoeuropea *dʰeur- («danno») o a *dʰreugʰ- («ingannare», donde anche l'inglese dream e il tedesco Trug), e accostata al sanscrito dhvaras, che indica una categoria di esseri demoniaci; Guus Kroonen ha invece proposto un verbo *dwerganan («premere, comprimere»), forse attestato nel medio alto tedesco zwergen, mentre secondo altre interpretazioni il termine varrebbe «ridotto, rattrappito», in relazione con l'antico persiano drwa- o con il lettone drugti..
Anatoly Liberman ha collegato la parola germanica all'inglese moderno dizzy («stordito»), individuando un nesso fra l'etimologia e il ruolo attribuito ai nani nel provocare disturbi mentali.. Una diversa ipotesi, di ambito divulgativo, fa risalire il termine alla radice *dʰwer- («porta»), interpretando il nano come «guardiano della soglia», cioè come entità psicopompa;L'ipotesi è formulata sul sito divulgativo Bifrost e non risulta accolta nella letteratura specialistica di riferimento; è riportata qui a titolo di segnalazione. l'associazione dei nani con la morte nella religione scandinava antica è del resto documentata,. per esempio nel mito di Sveigðir.
Attestazioni
Fonti eddiche Terminologia e rapporto con gli elfi Gli Svartálfar («elfi neri») sembrano coincidere con i nani, dal momento che nellEdda in prosa entrambi sono descritti come abitanti di Svartálfaheimr;.. possibile sinonimo ulteriore è dökkálfar («elfi oscuri»), sebbene non sia chiaro se i due termini fossero considerati equivalenti.. Poiché entrambi, insieme a ljósálfar, compaiono soltanto nell'opera di Snorri Sturluson e nei testi che ne dipendono, non è possibile stabilire quanto la credenza fosse diffusa.. La parziale sovrapposizione fra nani ed elfi è confermata dal Dvergatal, il «catalogo dei nani» della Vǫluspá, che comprende Álfr («Elfo»), Gandálfr («elfo del bastone magico») e Vindálfr («elfo del vento»), oltre a Yngvi, nome del dio Freyr, al quale secondo il Grímnismál era stato assegnato il dominio di Álfheimr..
Origine dei nani
Le due principali versioni dell'origine dei nani non coincidono. Nella redazione del Codex Regius della Vǫluspá i nani sono generati dalla terra; nellEdda in prosa essi prendono vita come vermi nella carne del gigante Ymir, dalla quale fu formata la terra, e gli dèi conferiscono loro intelligenza e aspetto umano (mannlíkun)...
Móðsognir è indicato come il primo e più eminente fra i nani, seguito da Durinn; il catalogo distingue poi quelli che dimorano nella terra molle da quelli che abitano fra le pietre.. John Lindow ha osservato che la strofa 10 della Vǫluspá, collocata subito dopo l'elenco dei nomi, può essere letta come la descrizione della creazione di forme umane dalla terra: il poema presenterebbe dunque Askr ed Embla come plasmati dai nani, ai quali i tre dèi avrebbero poi conferito la vita..
Al pari di divinità minori, i nani Norðri, Suðri, Austri e Vestri hanno il compito cosmogonico di sorreggere i quattro angoli del cielo, formato dal cranio di Ymir, mentre Nýi e Niði sono associati alla luna crescente e calante.. La loro dimora è il reame sotterraneo di Niðavellir, uno dei nove mondi legati, secondo la cosmologia della mitologia norrena, al frassino del mondo Yggdrasill..
Nani eddici di rilievo
Alvíss («onnisciente») chiese in sposa Þrúðr, figlia di Thor; il dio, per impedire le nozze, lo sottopose a una prova di sapienza prolungandola fino al sorgere del sole, la cui luce pietrificò il nano..Il tramutarsi in pietra all'esposizione alla luce solare è tratto condiviso con i troll, creature affini ai nani per il legame con la terra.
Andvari viveva sotto una cascata e poteva mutarsi in luccio; Loki lo catturò con una rete e lo costrinse a cedergli l'oro e l'anello magico Andvaranautr, sul quale il nano gettò una maledizione destinata a rovinare chiunque lo possedesse..
Brokkr e Sindri sono due fratelli. Loki, dopo aver ottenuto dai Figli di Ivaldi la chioma d'oro di Sif, la nave Skíðblaðnir e la lancia Gungnir, scommise la propria testa con Brokkr che Sindri non avrebbe saputo produrre oggetti di pari valore; nonostante una mosca — talvolta identificata con lo stesso Loki — punga Brokkr ai mantici, Sindri forgia l'anello Draupnir, il cinghiale Gullinbursti e il martello Mjöllnir. Brokkr vince la scommessa, ma non può riscuotere la posta perché il collo di Loki non era incluso nell'accordo..
Dvalinn è fra i più eminenti: a lui è ricondotta la trasmissione delle rune presso la sua stirpe e la forgiatura della spada Tyrfing..
Fjalarr e il fratello Galarr uccisero Kvasir e ne trasformarono il sangue nellidromele della poesia; uccisero poi il gigante Gillingr e sua moglie, e il figlio di questi, Suttungr, ottenne in riparazione l'idromele, che nascose in una montagna sotto la custodia della figlia Gunnlöð, donde fu infine sottratto da Odino..
Fra le altre figure ricordate dalle fonti eddiche vi sono i Figli di Ivaldi, artefici di Gungnir, Skíðblaðnir e della chioma d'oro di Sif,. e Litr, che Thor getta nella pira funebre di Baldr per motivi non chiariti..
Leggenda eroica germanica e saghe
Dopo la cristianizzazione dei popoli germanici i nani continuarono a essere presenti nel folclore e nella produzione letteraria delle aree di lingua germanica,. ma il grado di continuità con le credenze precristiane è valutato in modo divergente: Rudolf Simek ritiene che esse siano rimaste sostanzialmente intatte nella fase di transizione, il che renderebbe le fonti tarde altamente informative sulla religione norrena, mentre Werner Schäfke sostiene che non vi sia somiglianza apprezzabile fra i nani eddici e scaldici e quelli delle fonti posteriori..
In area norrena i nani ricorrono tanto nelle fornaldarsǫgur quanto nelle riddarasǫgur: nella Saga dei Völsungar Loki estorce il tesoro ad Andvari per pagare il guidrigildo dovuto per l'uccisione di Ótr, il cui fratello Regin è a sua volta descritto come nano o come essere a essi somigliante,. mentre nella Saga di Hervör la spada Tyrfing è forgiata e maledetta da Dvalinn.. Nelle saghe tarde compaiono anche nani di sesso femminile, designati con il termine dyrgja, menzionate però soltanto accanto a controparti maschili e prive di rilievo autonomo nell'intreccio..
Nella letteratura tedesca medievale molti nani sono in grado di rendersi invisibili, tipicamente per mezzo di un Tarnkappe (mantello dell'invisibilità), attributo ritenuto arcaico, e possono mostrarsi ostili oppure amichevoli verso gli uomini.. Alberich custodisce il tesoro dei Nibelunghi nella Canzone dei Nibelunghi, dove è sconfitto da Sigfrido e ne diviene servitore, mentre nellOrtnit seduce la regina longobarda e genera l'eroe eponimo, che assiste dopo essersi rivelato suo padre.. L'eroe Dietrich von Bern affronta il re dei nani Laurin nel suo roseto incantato, secondo uno schema che ricorre anche nel poemetto frammentario Goldemar.. Nella leggenda eroica tedesca i nani maschi sono spesso rappresentati come desiderosi delle donne umane, e reciprocamente le nane aspirano a possedere l'eroe..
Età moderna I nani compaiono nel folclore moderno delle regioni germanofone, come nel caso dei nani di Simonside, nel Northumberland, ai quali si attribuisce l'uso di luci per sviare i viandanti dai sentieri. Lotte Motz ha ricondotto una parte di queste figure a un più ampio gruppo di esseri fabbri che dimorano entro monti cavi o caverne, designati talvolta esplicitamente come nani e talaltra con termini funzionali, come lo svedese bergsmed («fabbro della montagna») o i danesi smedsberg e smedshøje («monte» e «tumulo del fabbro»); il folclore anglico riferisce che da certi tumuli si oda il rumore di una fucina e si avverta sotto terra il calore dei forni, attribuito in Svizzera alle cucine sotterranee dei nani..
Caratteristiche e temi
Aspetto e statura
Piuttosto che a una natura unitaria del nano, le fonti rinviano a caratteristiche variabili non solo nel tempo e nello spazio, ma anche fra individui del medesimo contesto culturale: Ármann Jakobsson ha proposto che ciò che li distingue sia proprio la loro resistenza alla definizione, riconducibile alla natura intrinsecamente nascosta di un'alterità che si contrappone all'umano.. Sulla base dell'etimologia si è ipotizzato che la concezione più antica fosse quella di uno spirito privo di forma, ipotesi però priva di riscontro nelle attestazioni manoscritte più antiche, dove i nani appaiono già come esseri di forma umana;. numerosi nomi eddici rimandano d'altra parte alla luce, come Dellingr («lo splendente») e Glóinn («ardente»), mentre Snorri descrive i dökkálfar come «più neri della pece».. Nella poesia eroica in medio alto tedesco la maggior parte dei nani porta una lunga barba, ma alcuni hanno aspetto fanciullesco..
Quanto alla statura, nelle fonti norrene antiche i nani sono descritti in modo vago e senza riferimento a dimensioni ridotte: è nelle saghe leggendarie e nel folclore posteriore che vengono di norma presentati come piccoli. I quattro nani che sorreggono gli angoli del cielo hanno anzi indotto a ipotizzare esseri di grande statura, con funzione analoga a quella del titano Atlante, e Regin ha dimensioni analoghe a quelle di Sigfrido nell'incisione di Ramsund e nei rilievi della stavkirke di Hylestad; i singoli individui possono inoltre mutare forma, come Andvari che vive da luccio per effetto di una maledizione.. Anatoly Liberman ha ipotizzato che i nani fossero originariamente concepiti come esseri soprannaturali «minori» e che tale minorità si sia tradotta in piccolezza fisica soltanto dopo la cristianizzazione..
Genere e gruppi familiari Nelle fonti eddiche e scaldiche i nani sono quasi esclusivamente maschi, e nel Dvergatal tutti i nomi elencati lo sono. Alcuni studiosi ne hanno dedotto che non si credesse all'esistenza di nani femmine, che risultano però verosimilmente attestate in incantesimi altomedievali — l'iscrizione del frammento cranico di Ribe è stata letta come riferimento a una dvergynja («nana») — e sono esplicitamente descritte nella letteratura sagastica tarda; le stesse fonti attribuiscono ampiamente ai nani relazioni di parentela, anziché una generazione diretta dalla terra... È stato osservato che l'assenza di nane nelle narrazioni più antiche riflette forse non una lacuna della credenza, ma la selezione dei testi conservati, incentrati sugli dèi, il cui interesse per i nani si limita all'ottenimento di manufatti e prescinde dal genere.. Nelle saghe compaiono anche bambini nani, soccorsi dai protagonisti e ricompensati dai padri con tesori: episodi che suggeriscono come gli autori attribuissero ai nani affetto e protezione verso i figli..
Artigianato e tesori