La battaglia della Westerplatte fu la prima battaglia dell'invasione tedesca della Polonia, che segnò l'inizio della seconda guerra mondiale in Europa. Si svolse sulla penisola di Westerplatte, nel porto della Città Libera di Danzica (oggi città polacca).
A metà degli anni venti, la Seconda Repubblica di Polonia istituì un deposito militare polacco (Wojskowy Skład Transportowy, WST) sulla penisola di Westerplatte, nella Città Libera di Danzica. A partire dal 1º settembre 1939, la Wehrmacht tedesca e la polizia filo-tedesca di Danzica assaltarono il WST. Nonostante entrambe le parti ritenessero che l'esigua guarnigione polacca, composta da circa 200 soldati, avrebbe potuto resistere per diverse ore prima di essere sopraffatta o di necessitare di rinforzi, i polacchi resistettero per una settimana e respinsero tredici assalti tedeschi, tra cui bombardamenti in picchiata e bombardamenti navali.
La difesa della Westerplatte fu un'ispirazione per l'esercito e la popolazione polacca, mentre avvenivano dilaganti avanzate tedesche altrove, ed è ancora oggi un simbolo di resistenza nella Polonia moderna. Il governo polacco sta progettando di aprire un museo pubblico sul sito nel 2026.
Antefatti Danzica tra le due guerre La città di Danzica, storicamente un'importante città portuale, dopo la prima guerra mondiale divenne una città-stato indipendente, la Città Libera di Danzica. La Città Libera era supervisionata dalla Società delle Nazioni, ma divenne sempre più alleata con la Germania nazista, a causa della sua popolazione prevalentemente di etnia tedesca. Nel 1921, in seguito alla guerra sovietico-polacca, la Società delle Nazioni concesse alla Polonia il diritto di installare un deposito di munizioni, munito di guarnigione a sorvegliarlo, nei pressi di Danzica. Nonostante le obiezioni della Città Libera, questo diritto fu confermato nel 1925 e fu scelta un'area di 60 ettari (0,60 km²) sulla penisola di Westerplatte. Westerplatte era separata dal nuovo porto di Danzica principalmente dal canale portuale; mentre sulla terraferma, la parte polacca di Westerplatte era separata dal territorio di Danzica da un muro di mattoni sormontato da filo spinato. Una linea ferroviaria dedicata, che attraversava la Città Libera, collegando il deposito con il vicino territorio polacco. Il deposito, indicato nei documenti della Società delle Nazioni come Deposito per le munizioni polacche in transito nel porto di Danzica (WST) (in polacco: Wojskowy Skład Transportowy), fu completato nel novembre 1925, trasferito ufficialmente alla Polonia l'ultimo giorno dello stesso anno e divenne operativo poco dopo, nel gennaio 1926, con 22 magazzini attivi. La guarnigione polacca fu fissata a 2 ufficiali, 20 sottufficiali e 66 soldati semplici, per una forza totale di 88 persone di tutti i gradi, e alla Polonia fu proibito di costruire ulteriori installazioni o fortificazioni militari in quel sito.
All'inizio del 1933, i politici e i media tedeschi si lamentarono della necessità di adeguare le frontiere. Inoltre, i governi polacco e francese discutevano della necessità di una guerra preventiva contro la Germania. Il 6 marzo, in quello che divenne noto come "incidente della Westerplatte" o "crisi", il governo polacco fece sbarcare un battaglione di marina su Westerplatte, rinforzando brevemente la guarnigione del WST con circa 200 uomini, dimostrando la volontà polacca di difendere il deposito. La manovra polacca aveva anche lo scopo di mettere sotto pressione il governo di Danzica, che stava cercando di rinunciare a un accordo precedente sul controllo condiviso tra Danzica e Polonia sulla polizia portuale e di acquisire il pieno controllo della polizia e del porto. Secondo una fonte, il 14 marzo 1933 la Società delle Nazioni aveva autorizzato la Polonia a rafforzare la sua guarnigione. Tuttavia, secondo un'altra, le truppe polacche aggiuntive furono ritirate il 16 marzo, in seguito alle proteste della Società delle Nazioni, di Danzica e della Germania, ma solo in cambio del ritiro da parte di Danzica delle proprie obiezioni all'accordo sulla polizia portuale. In seguito, i polacchi costruirono fortificazioni clandestine sulla Westerplatte. Si trattava di opere relativamente modeste: non c'erano bunker o tunnel, ma ma solo diverse piccole case di guardia, parzialmente nascoste nella penisola e diversi altri edifici al centro della penisola, tra cui caserme. La maggior parte degli edifici era costruita in cemento armato ed era sostenuta da una rete di fortificazioni campali, tra cui trincee, barricate e filo spinato.
L'attività diplomatica
L'inizio delle ostilità fu preceduto da un'attività diplomatica che, da parte tedesca, era iniziata il 21 marzo 1939 con la presentazione di tre richieste al Governo polacco: la restituzione della città di Danzica, il consenso alla costruzione di una ferrovia e di una autostrada extraterritoriali, ossia privi di dazi doganali, che consentissero il collegamento tra la Germania e la Prussia Orientale attraverso il cosiddetto corridoio di Danzica, ceduto alla Polonia per consentirle uno sbocco sul mar Baltico, ed infine una garanzia, a lunga scadenza, del nuovo assetto territoriale.; lo scopo di tali richieste era l'intenzione da parte di Hitler di incorporare nuovamente la Città Libera di Danzica, perduta a seguito del Trattato di Versailles ed abitata in massima parte da cittadini di etnia e di lingua tedesca, all'interno del territorio del Reich.
Il Governo polacco rigettò le richieste dei tedeschi ma le trattative proseguirono e coinvolsero anche Regno Unito, Francia ed Unione Sovietica, con la quale la Germania stipulò, il 23 agosto 1939, un patto di non aggressione, la cui conseguenza immediata fu la firma, il 25 agosto, di un patto di difesa comune con la Polonia tra il Regno Unito e la Francia, unito ad un accordo tra i due paesi che li impegnava a sostenersi in qualunque evento bellico che avesse coinvolto uno dei due; la firma di questo accordo indusse il Führer a rinviare l'attacco, inizialmente previsto per il 26 agosto, al 1º settembre..
Preludio Nel marzo 1939, un ultimatum tedesco alla Lituania portò all'annessione da parte della Germania della vicina regione costiera lituana di Klaipėda; di conseguenza, la guarnigione della Westerplatte fu messa in allerta. Temendo un possibile colpo di Stato nazista a Danzica, i polacchi decisero segretamente di rinforzare la loro guarnigione e ricorsero a un sotterfugio: i civili, in uniforme dell'esercito polacco, avrebbero lasciato la base e nuovi soldati polacchi vi sarebbero entrati.
Alla fine di agosto del 1939, i polacchi avevano rinforzato la loro guarnigione, tuttora è discusso di quanto l'avessero rinforzata: fonti meno recenti parlano di 182 uomini, mentre ricerche più recenti suggeriscono una cifra compresa tra 210 e 240 uomini, compresi sei ufficiali: il maggiore Henryk Sucharski, il suo comandante in seconda capitano Franciszek Dąbrowski, il capitano Mieczysław Słaby, il tenente Leon Pająk, il tenente Stefan Ludwik Grodecki e il sottotenente Zdzisław Kręgielski. Le stime includono una ventina di civili mobilitati e una decina di truppe regolari che si trovavano sul posto quando iniziarono i combattimenti. Oltre alle armi leggere, costituite da circa 40 pistole, oltre 1000 granate, circa 160 fucili, l'armamento comprendeva un cannone da campo da 75 mm wz. 1902/26, due cannoni anticarro Bofors da 37 mm, quattro mortai da 81 mm e circa 40 mitragliatrici, tra cui 18 mitragliatrici pesanti. Le fortificazioni campali furono ampliate: furono scavate altre trincee, furono costruite barricate di legno, fu steso filo spinato e ostacoli di filo, e furono costruiti rifugi in cemento armato nei sotterranei delle caserme. Il fogliame fu diradato per ridurre la copertura delle vie d'attacco previste.
In generale, il piano di difesa polacco, il piano Zachód (che significa "ovest" in polacco) prevedeva lo stanziamento delle truppe sul confine polacco-tedesco. In questo modo la Polonia scartò l'idea di stanziare le truppe oltre la barriera naturale del fiume Vistola e del fiume San. Questo era dovuto al fatto che i due fiumi scorrono internamente alla nazione, e non avrebbero permesso la difesa delle regioni più industrializzate e ricche di risorse, che si trovavano al confine. Altro motivo di questa scelta fu il fatto che la linea Vistola-San non prevedeva neanche la difesa del corridoio di Danzica, tanto ambito dalla Germania, si temeva, infatti, che con la perdita del Corridoio la Francia e il Regno Unito avrebbero firmato con la Germania un trattato di pace simile all'accordo di Monaco del 1938. Così, un terzo delle forze della Polonia erano concentrate presso il corridoio di Danzica, di cui fa parte anche la Penisola di Westerplatte.
Relativamente alla Westerplatte, la difesa polacca, che prevedeva principalmente un assalto terrestre tedesco, si basava su tre linee. La linea più esterna comprendeva avamposti trincerati (nome in codice Prom, Przystań, ez ienki e Wał), che dovevano resistere abbastanza a lungo da permetter alla guarnigione di mobilitarsi. La seconda linea di difesa era incentrata su cinque caserme (numerate da I a V) al centro del deposito. La difesa finale comprendeva il quartier generale e le caserma al centro del deposito (a volte indicata come corpo di guardia VI). I polacchi disponevano anche di diverse posizioni di supporto (Elektrownia, De a, Fort, Tor kolejowy e Kej). Il piano prevedeva che la guarnigione resistesse per 12 ore, dopodiché l'assedio sarebbe stato ridotto dai rinforzi in arrivo dalla terraferma.
In generale, il piano tedesco, il Fall Weiß (che significa "Piano Bianco") consisteva nello sfruttare il vantaggio della lunghezza del confine con manovre aggiranti. Infatti, le unità tedesche dovevano invadere la Polonia da tre direzioni: Un attacco principale dalla Germania attraverso il confine occidentale della Polonia. Una seconda via di attacco dalla Prussia a nord e il raggiungimento del Corridoio polacco. Un terzo attacco doveva giungere da sud dall'armata della Slovacchia nazista. Tutti e tre gli assalti dovevano convergere a Varsavia, mentre l'esercito polacco doveva essere circondato e distrutto.
Relativamente alla conquista della Westerplatte, invece, il 25 agosto 1939, la corazzata tedesca pre-dreadnought Schleswig-Holstein, con il pretesto di fare una visita di cortesia, entrò nel porto di Danzica ancorando a 150 metri da Westerplatte. La nave era usata come nave scuola ma armata con 4 cannoni da 280 mm e altri cannoni di calibro inferiore, inoltre, a bordo c'era una Marinestosstruppkompanie (compagnia d'assalto della marina) di 225 marines al comando del tenente Wilhelm Henningsen. A terra i tedeschi avevano l'unità SS Heimwehr Danzig di circa uomini, sotto il generale di polizia Friedrich-Georg Eberhardt ed armate con parecchie autoblindo ADGZ, circa 65 pezzi di artiglieria (cannoni antiaerei 2 cm FlaK 30, cannoni anticarro 3,7 cm PaK 36, obici leggeri leFH 18/40 10,5 cm e obici pesanti 21 cm Mörser 18), più di 100 mitragliatrici, un numero sconosciuto di mortai medi e lanciafiamme Flammenwerfer 35. Al comando generale c'era il capitano Gustav Kleikamp, a bordo dello Schleswig-Holstein. Inizialmente, ai marines fu ordinato di attaccare la mattina del 26 agosto 1939, quel giorno Kleikamp spostò la corazzata più a monte, e di conseguenza Sucharski mise la sua guarnigione in stato di massima allerta. Poco prima dello sbarco tedesco, gli ordini furono revocati poiché Adolf Hitler aveva rinviato le ostilità per le motivazioni menzionate sopra.