è un film del 1988 diretto da Kazuhisa Takenouchi. È il terzo film anime tratto dal manga Dragon Ball di Akira Toriyama; sequel diretto dei precedenti, a differenza di essi non introduce personaggi originali, ma adatta personaggi, eventi e situazioni tratti dagli archi narrativi dell'Esercito del Red Ribbon e del 22° Torneo Tenkaichi del manga (già apparsi nella serie animata), integrandoli nella trama originale del film.

Il mediometraggio fu distribuito in Giappone il 9 luglio 1988 come parte del festival Tōei Manga Matsuri insieme a Bikkuriman: Moen Zone no himitsu, Tatakae!! Rāmenman e Kamen Raider Black: Kyōfu! Akumatōge no kaijinkan.

Trama

Goku e Crilin, dopo aver terminato l'addestramento con il maestro Muten, vengono informati da quest'ultimo di un torneo di arti marziali che si terrà nell'impero di Miifan, e sono entusiasti di parteciparvi. Nel frattempo, l'imperatore di Miifan Jiaozi è alla ricerca della sua amata Lanlan. Il suo primo ministro, l'Eremita della Gru, incarica Pilaf e la sua banda di lavorare a un Dragon Radar per localizzare le sfere del drago e li fa uccidere da suo fratello Taobaibai, insieme al quale sta in realtà pianificando di uccidere Jiaozi e impadronirsi del paese per poi usare le sfere per dominare il mondo. In questo vengono aiutati anche da Tenshinhan, che pur essendo amico dell'imperatore esegue gli ordini dell'Eremita della Gru. Il generale Blue cerca di mettere in guardia Jiaozi, ma viene anch'egli ucciso da Taobaibai.

Nella Terra Sacra di Karin, Bora e Upa hanno trovato l'ultima sfera del drago e l'hanno nascosta dai soldati di Miifan, che costringono gli abitanti della zona a scavare finché non la troveranno. Sapendo che gli uomini verrebbero uccidi dai soldati una volta trovata la sfera, Bora decide di recarsi a Miifan per vincere il torneo e chiedere all'imperatore come premio di risparmiare loro la vita. A Miifan, Bora e Upa incontrano Goku e i suoi amici che decidono di aiutarli. Durante il torneo Yamcha, che ha deciso di partecipare per mettere alla prova la propria forza, diventa brevemente campione prima che Bora intervenga per affrontarlo. Dopo che il maestro Muten distrae Yamcha, Bora riesce a colpirlo, scaraventandolo fuori dal ring e diventando a sua volta campione. Viene poi sfidato da Taobaibai, che lo uccide scagliandolo contro la lancia di una statua. Per la rabbia, Goku attacca Taobaibai, ma la sua Kamehameha non ha alcun effetto su di lui. Taobaibai usa quindi il suo Dodonpa per scagliare Goku contro la Torre di Karin, credendolo morto nell'attacco. Tuttavia, la sfera del drago nella sua tuta lo ha protetto.

Goku incontra poi Karin, che gli dice che deve rimanere calmo se vuole vincere. L'Eremita della Gru, che nel frattempo ha preso il controllo di Miifan, viene informato che l'ultima sfera del drago di cui ha bisogno è in possesso di Goku, e Taobaibai parte per recuperarla. Mentre è in viaggio verso Goku e sorvola il Villaggio Pinguino, Arale Norimaki lo vede e lo atterra lanciandogli contro un grosso masso. In quel momento Goku, che lo stava seguendo, arriva sulla sua nuvola Kinto e lo uccide con l'aiuto di Arale.

Nel frattempo Bulma, Oolong, Lunch e Pual sono alla ricerca delle altre sei sfere del drago, affinché Bulma possa esprimere un desiderio. Tuttavia, quando tentano di prendere le sfere che si trovano nel palazzo, vengono attaccati a sorpresa dall'Eremita della Gru e dalle sue guardie. Bulma riesce a malapena a salvarsi con l'aiuto di Yamcha e saltano nel fossato che circonda il palazzo di Jiaozi, ma accidentalmente lasciano cadere le loro sfere in una profonda fessura. L'Eremita della Gru, dopo aver radunato le altre, ordina a Tenshinhan di uccidere Jiaozi. Tuttavia, Tenshinhan si rende conto di volere troppo bene all'amico e si rifiuta. L'Eremita della Gru, infuriato, si accinge a uccidere Jiaozi egli stesso, ma Tenshinhan lo spazza via con un Kikoho, per poi restituire a Jiaozi la sua Lanlan (che si rivela essere solo una bambola di porcellana). Goku lancia l'ultima sfera nel fossato e poi chiede a Shenlong di resuscitare Bora, che si ricongiunge con suo figlio.

Distribuzione Edizione italiana La prima edizione italiana del film fu distribuita per la prima volta in VHS nel 1996. Il doppiaggio fu eseguito dalla CAR Film e diretto da Fabrizio Mazzotta, anche autore dei dialoghi, con un cast differente da quello della serie TV e nomi e terminologia fedeli agli originali, ad eccezione del drago Shenlong che è ribattezzato Sheron.

Il 16 e 18 settembre 2003 il film fu trasmesso su Italia 1 diviso in due episodi (intitolati L'impero di Miifan e L'imperatore) come parte della serie Dragon Ball - La saga. Per l'occasione il film fu ridoppiato dalla Merak Film sotto la direzione di Paolo Torrisi, su nuovi dialoghi di Tullia Piredda e Manuela Scaglione i quali sono però in larga parte trascritti da quelli della prima edizione. In questa edizione nomi e terminologia sono gli stessi della seconda edizione italiana della serie TV (con l'eccezione dell'Eremita della Gru) così come la maggior parte dei doppiatori, con alcune eccezioni: Pual e Jiaozi non sono doppiati da Lara Parmiani ma rispettivamente da Federica Valenti e Giovanna Papandrea, il generale Blue non è doppiato da Gabriele Calindri ma da Luca Sandri e Arale non è doppiata da Irene Scalzo ma da Patrizia Scianca (sua doppiatrice ufficiale dal 2001). Le differenze con i dialoghi della prima edizione derivano principalmente dall'applicazione delle stesse modifiche e censure apportate all'edizione Mediaset della serie TV: viene evitato l'utilizzo dei verbi "morire" e "uccidere", vengono cambiati tutti i dialoghi a sfondo sessuale e aggiunte battute dei personaggi e del narratore (in realtà presente solo nel prologo) in scene altrimenti prive di dialoghi; tra queste c'è una battuta finale in cui il narratore annuncia la resurrezione di Bora, poiché nella trasmissione in Dragon Ball - La saga erano stati rimossi i titoli di coda durante i quali ciò avviene. Questa edizione è l'unica utilizzata per le distribuzioni successive.

Edizioni home video VHS Il film fu pubblicato in VHS in Giappone il 9 dicembre 1988 dalla Toei Video; una nuova edizione fu distribuita dalla stessa azienda nel luglio 1996. Entrambe presentano il film in 16:9. In Italia fu distribuito nel 1996 dalla Dynamic Italia, nella versione in 4:3.

DVD e Blu-ray Disc Il film fu distribuito in DVD-Video in Giappone dalla Toei Video nel cofanetto Dragon Box: The Movies, uscito il 14 aprile 2006; fu poi distribuito singolarmente il 13 marzo 2009. In questo DVD il film era presentato in 16:9 letterbox. L'edizione Blu-ray Disc fu invece distribuita, insieme ai due film precedenti, nell'ottavo cofanetto della collana Dragon Ball The Movies Blu-ray, uscito il 9 gennaio 2019.

In Italia la prima edizione DVD fu distribuita in edicola dalla De Agostini il 31 marzo 2007 nella collana Dragon Ball DVD Movie Collection; Il successivo 6 giugno il DVD fu ristampato per la vendita nei negozi dalla Dynit e distribuito dalla Terminal Video Italia. Il master video è un semplice riversamento dalla precedente VHS, e come extra sono inclusi dei landscape e delle schede sui personaggi. In seguito il film rimasterizzato in 16:9, insieme a tutti gli altri del franchise, fu distribuito in DVD e Blu-ray nei cofanetti Dragon Ball Movies & TV Specials Collection, realizzati dalla Yamato Video e distribuiti dalla Koch Media il 17 maggio 2018; tuttavia l'edizione Blu-ray, come per tutti gli altri film, fu criticata in quanto frutto di upscaling. Una nuova edizione rimasterizzata in alta definizione fu inserita nei cofanetti DVD e Blu-ray Dragon Ball Film & TV Special Collection, distribuiti dalla Plaion Pictures col marchio Anime Factory il 28 agosto 2025.

Accoglienza Al botteghino giapponese il film ebbe meno successo dei precedenti, vendendo 1,9 milioni di biglietti e generando ricavi netti per il distributore pari a 650 milioni di yen.

Altri media Il film fu adattato in un anime comic pubblicato in Giappone dalla Homesha il 22 marzo 1995. L'edizione italiana fu pubblicata dalla Star Comics in due parti, nei numeri 5 e 6 della testata Anime Comics, nell'aprile e maggio 1999; fu ristampata in volume unico nel n. 25 della stessa testata nel dicembre 2000.

Note

Collegamenti esterni

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