La apparteneva alla Marina imperiale giapponese ed era derivata dalla precedente e innovativa classe Fubuki, nota anche come . Si trattava delle ultime quattro unità del rivoluzionario progetto, le quali presentavano dislocamento un poco minore, leggere differenze dimensionali e un apparato propulsivo con tre e non quattro caldaie, oltre ad altre modifiche di dettaglio e a tecniche costruttive differenti. Per il resto rimasero identiche ai predecessori.

Dopo varie missioni lungo le coste e sui fiumi cinesi, la classe fu riunita nella 6ª Divisione ed ebbe un ruolo nei mesi d'apertura e di successi della guerra nel Pacifico, con lInazuma che inflisse il colpo di grazia al celebre incrociatore britannico alla fine della seconda battaglia del Mare di Giava. In giugno la divisione partecipò all'occupazione di Attu e Kiska, quindi fu duramente impegnata nella campagna di Guadalcanal, nel corso della quale il capoclasse fu perduto. I tre superstiti esemplari, già dalla fine del 1942, cominciarono a essere reimpiegati per la difesa di fitti traffici navali e non videro quasi più nessuna azione di superficie. Alla fine del 1943 iniziarono a incrementare la contraerea di bordo, punto debole comune a tutti i cacciatorpediniere della Marina imperiale, ma sia lInazuma che lIkazuchi furono vittima di sommergibili prima dell'estate 1944, mentre difendevano convogli. LHibiki, invece, sopravvisse alla guerra dopo aver resistito all'esplosione di mine navali in due differenti occasioni. Fu ceduto nel 1947 all'Unione Sovietica, che lo mantenne per quasi venti anni in servizio con la Flotta del Pacifico prima di avviarlo alla demolizione.

Progetto

Tra 1918 e 1922 la Marina imperiale giapponese ordinò i cacciatorpediniere di nuova generazione classe Minekaze, classe Kamikaze e classe Mutsuki, che introdussero inoltre tubi di lancio di 610 mm per controbilanciare gli effetti del trattato navale di Washington del febbraio 1922, il quale poneva un severo limite alla costruzione di navi da battaglia e incrociatori da battaglia.. In ottobre iniziò la lunga gestazione della classe Fubuki, che alla fine fu impostata secondo un progetto che richiedeva un dislocamento standard di tonnellate, un'alta velocità massima, un armamento su sei cannoni da 127 mm di recente ideazione e un totale di nove tubi lanciasiluri.. Il progetto fu approvato nel 1926 ma già erano stati inoltrati i primi ordini. Pertanto successive rivisitazioni fecero sì che i Fubuki si potessero suddividere in due gruppi da dieci unità l'uno, che differivano riguardo ai fumaioli, alle prese d'aria per l'apparato motore, alla torre di comando e ai tipi di torretta. Le ultime quattro delle ventiquattro navi modello Fubuki – cosiddetto gruppo III – oltre a integrare tali cambiamenti, montarono nuove caldaie, tanto che il loro numero poté essere diminuito da quattro a tre. Ciò portò, inoltre, a una riduzione della larghezza del fumaiolo anteriore, che divenne la distinzione visiva primaria per non confondere la classe Fubuki con il gruppo III, e a leggere ricalibrature delle dimensioni. Esso, infine, integrò una torre di comando e una plancia ancora più massicce e svettanti allo scopo di fornire strutture adeguate all'alloggiamento di moderni sistemi di controllo del fuoco. Il gruppo III fu pertanto organizzato nell'indipendente classe Akatsuki..

Caratteristiche generali Scafo e dotazioni I cacciatorpediniere tipo Akatsuki presentavano una lunghezza tra le perpendicolari di 106,68 metri, alla linea di galleggiamento di 113,30 metri e una lunghezza fuori tutto di 118,57 metri; la larghezza massima dello scafo era rimasta di 10,36 metri e il pescaggio era invece cresciuto a 3,35 metri. Il dislocamento standard richiesto alla classe Fubuki era di tonnellate, ma l'utilizzo di tecniche costruttive moderne e l'accorgimento, adottato ovunque possibile, di contenere i pesi, lo ridusse a tonnellate standard:. comunque durante le prove in mare fu calcolato un dislocamento di circa tonnellate. Al momento dell'entrata in servizio ogni nave aveva un equipaggio di 197 tra ufficiali, sottufficiali e marinai.

Lo scafo era abbastanza spazioso da poter ospitare vicino ai fumaioli tre lance di salvataggio in fasciame, due sul lato di destra e una sul lato di babordo: ciascuna era appesa a un proprio argano. Le alberature consistevano in un albero prodiero tripode, sito dietro la torre di comando, e in un albero di maestra a palo singolo che si elevava a poppavia. Al centro dello scafo, immediatamente dietro il secondo fumaiolo, era stata inchiavardata una piattaforma circolare ospitante un proiettore da ricerca da 90 cm..

Impianti propulsivi L'apparato motore degli Akatsuki era stato dotato di un nuovo modello della caldaia Kampon in uso nella Marina imperiale, più grande e operante a una maggiore pressione rispetto a quelle usate sui Fubuki (286 psi). Dunque si componeva di solo tre caldaie Kampon e due turbine a ingranaggi a vapore Kampon, cui erano vincolati due alberi motore dotati di elica. I macchinari erano sistemati in senso longitudinale con una caldaia in testa, le altre due affiancate al centro e infine, sempre una di fianco all'altra, le turbine. Il complesso propulsore era aerato da grandi condutture integrate nel basamento dei fumaioli squadrati, dei quali quello anteriore, siccome serviva una sola caldaia, era stato assottigliato.. La potenza totale erogata si mantenne a  shp, sufficiente a raggiungere una velocità massima di 38 nodi o 72,2 km/h quando la nave era a carico standard. Le prestazioni si rivelarono un poco inferiori rispetto alla specifica di 39 nodi e anzi diminuirono ulteriormente quando furono effettuati collaudi in mare con stazza a pieno carico.. Le dimensioni degli Akatsuki consentivano di tenere a bordo una congrua scorta di 475 tonnellate di olio combustibile, sufficiente a garantire un'autonomia di miglia con velocità di crociera a 14 nodi ( chilometri a 26,6 km/h).

Armamento

Gli Akatsuki disponevano delle stesse armi dei Fubuki. L'artiglieria contava sei nuovi cannoni Type 3 da 127 mm da 50 calibri (L/50). I cannoni erano suddivisi a coppie in tre torrette (o più precisamente in tre affusti completamente chiusi), una disposta a prua e due sovrapposte a poppa: la corazzatura era limitata a 3 mm su tutti lati, utile quindi a proteggere solo da intemperie e schegge.. Il cannone Type 3 sparava un proietto pesante 23 chili alla velocità iniziale di 913 m/s, con una gittata massima di oltre metri; la cadenza di tiro era di un colpo ogni 6-12 secondi. Gli Akatsuki erano stati equipaggiati con le torrette Type B che armavano anche il gruppo II, le quali raggiungevano un alzo massimo di 75° e potevano, dunque, ingaggiare anche bersagli aerei: tuttavia il brandeggio e la velocità d'alzo richiedevano troppo tempo e l'affusto si rivelò inutile in funzione contraerea. Sorsero infine alcuni problemi di dispersione quando i cannoni erano adoperati contro bersagli di superficie.. Ciascuna delle tre torrette era servita da un proprio magazzino munizioni sottostante, dove le granate erano preparate e dunque inviate ai serventi mediante un paranco meccanico: ciò permise di velocizzare i tempi di caricamento, meglio proteggere il personale e ottenere un fuoco più sostenuto. Infine le Type B erano impenetrabili ai gas venefici.. Ogni magazzino conteneva più o meno 150 proietti con relative cariche di lancio. Ogni torretta integrava sul lato sinistro un proprio telemetro e, negli anni trenta, tutte le unità aggiunsero un telemetro Type 90 da 3 metri in un piccolo ballatoio dietro e sopra la plancia.

Come sui Fubuki era disponibile un massiccio equipaggiamento silurante: nove tubi da 610 mm, organizzati in tre installazioni Type 12 a brandeggio elettrico e sistemate una tra i fumaioli su una pedana rialzata, le restanti due tra il fumaiolo posteriore e la torre d'artiglieria sopraelevata di poppa. Al contrario dei Fubuki, però, gli impianti Type 12 furono dotati sullo scalo di grosse scudature squadrate completamente chiuse.. Impiegavano l'ordigno Type 8 da 610 mm sviluppato a partire dal 1919, lungo 8,41 metri, propulso a vapore e con una testata esplosiva di 345 chili, poco meno di un settimo del peso complessivo; poteva essere lanciato alla velocità di 38, 32 o 28 nodi e raggiungere rispettivamente una portata di , e metri... Ciascun tubo aveva inoltre a disposizione una ricarica, per un impressionante totale di diciotto siluri a bordo. A partire dal 1933 iniziò il passaggio al siluro Type 90 sempre da 610 mm, ma più pesante ( chili), con una testata di guerra maggiorata (375 chili) e spinto da un motorino a due cilindri alimentato a vapore e cherosene; poteva essere lanciato alla velocità di 46, 42 o 35 nodi e raggiungere rispettivamente una portata di , e metri. Il Type 90 fu utilizzato con continuità fino agli ultimi mesi del 1942. I serventi addetti alle bancate di lanciasiluri ricevevano ordini da un'apposita camera di comando e combattimento, sita sopra la plancia principale, e facevano riferimento anche a un telemetro Type 14 da 2 metri, installato su un piedistallo tra i due apparati lanciasiluri di poppavia.

La difesa contraerea non era stata presa in seria considerazione e fu limitata ad appena due mitragliatrici leggere Lewis da 7,7 mm, poste all'altezza del secondo fumaiolo. Per la lotta antisommergibile furono invece aggiunti a poppa due lanciatori di bombe di profondità Type 81, rimpiazzati nella seconda metà degli anni trenta con i più moderni Type 94: ognuno era armato con nove ordigni. Infine erano trasportate fino a diciotto mine.

Costruzione La classe Akatsuki fu ordinata in quattro unità, i cui costi furono concentrati nell'anno fiscale 1927 insieme a undici esemplari della classe Fubuki. Gli Akatsuki furono i primi nella Marina imperiale a essere commissionati senza alcun antecedente indicativo numerico, dacché il 1º agosto 1928 erano entrati in vigore nuovi regolamenti che imponevano di attribuire anche al naviglio leggero nomi propri.. Le unità furono impostate tra il febbraio e il marzo 1930, varate tra l'ottobre 1931 e il giugno (o il dicembre.) 1932 e infine completate tra l'agosto 1932 e il marzo 1933. I cantieri navali di Uraga a Tokyo, Fujinagata a Osaka e gli arsenali della Marina di Sasebo e Maizuru ne fornirono una a testa. Durante il processo costruttivo furono tenuti a mente e applicati criteri atti a contenere al massimo i pesi e larga applicazione ebbe la saldatura: lo Hibiki, anzi, fu il primo cacciatorpediniere nipponico a essere assemblato esclusivamente mediante tale tecnologia.

Unità NomeTutti i dati in tabella sono tratti da e da Le navi sono elencate in ordine cronologico secondo la data del varo. Cantiere Impostazione Varo Completamento Destino finale Ikazuchi Uraga 7 marzo 1930 22 ottobre 1931 15 agosto 1932 Affondato il 13 aprile 1944 da un sommergibile a sud-sud-ovest di Guam () Inazuma Fujinagata (Osaka) 7 marzo 1930 25 febbraio 1932 15 novembre 1932 Affondato il 14 maggio 1944 da un sommergibile poco a ovest di Tawi Tawi () Sasebo 17 febbraio 1930 7 maggio 1932 30 novembre 1932 Affondato il 12 novembre 1942 durante la battaglia navale di Guadalcanal Hibiki Maizuru 15 o 21 febbraio 1930 16 giugno o 22 dicembre 1932 31 marzo 1933 Catturato nell'agosto-settembre 1945, ceduto all'Unione Sovietica il 5 luglio 1947 in conto di riparazione di guerra

Modifiche al progetto