Il duomo di Aversa, noto anche come cattedrale di San Paolo, è il principale luogo di culto cattolico della città di Aversa, in provincia di Caserta, sede vescovile della diocesi omonima e monumento nazionale italiano.

Storia La chiesa, eretta sull'antica cappella di Sanctu Paulum at Averse, occupa il lato orientale della piazza, area dell'antico Cimitero e ombelicus del centro antico. La chiesa venne iniziata da Riccardo I, nel 1053, e completata da suo figlio Giordano, nel 1090. La grande chiesa durante i suoi 10 secoli di storia, ha subito rimaneggiamenti e trasformazioni che ne hanno alterato l'antico aspetto originario, difatti le loggette cieche del tiburio della cupola centrale furono rifatte nel XIII secolo, mentre le altre due cupole, associate allo stesso tiburio, crollarono o furono abbattute. In seguito ai danni riportati fu rifatto l'altare maggiore, consacrato da Alessandro IV il 3 giugno 1255. Altri danni si verificarono nel terremoto del 1349, poi in quelli del 1456 e dell'anno successivo, quando crollò l'antico campanile della cupola centrale. Altri terremoti danneggiarono la chiesa, quelli del 1464 e del 1468, ma il più terribile fu dell'anno 1494 che causò il crollo di buona parte del campanile seppellendo, sotto le rovine, alcune botteghe e case vicine.. Nella seconda metà del XIV secolo venne realizzata la nuova cupola ottagonale, crollata a seguito del terremoto del 1349. Una rara immagine della configurazione della chiesa nel Quattrocento compare nella tavola del Martirio di San Sebastiano dipinta dal pittore napoletano Angiolillo Arcuccio nel 1468. La Cattedrale è rappresentata nella sua veste romanica, con il prospetto laterale decorato con archetti pensili e lesene e la cupola sormontata dal basilisco, simbolo della città di Aversa. Nel dipinto è raffigurato l'antico campanile a lato della cupola, lesionato dal terremoto del 1457, demolito nel 1492 e sostituito dall'attuale, collegato alla facciata da un ponte costruito nel 1733. Nel corso dell'800 non si registrano che parziali interventi di restauro del corpo presbiteriale, la cui decorazione ad affresco venne affidata nel 1857 al pittore Camillo Guerra. Agli inizi del Novecento un'ulteriore campagna di restauro portò alla sistemazione del deambulatorio, con l'eliminazione delle aggiunte barocche.. A partire dal 2010 l'intera architettura esterna e il campanile sono in fase di restauro. Al 2011 sono terminati i lavori di restauro della facciata e delle pareti laterali, rimane ancora in fase di recupero il campanile. I vescovi che si interessarono alla ristrutturazione del duomo furono: Paolo Vassallo (1474-1500), che fece costruire il nuovo campanile, l'artistico trono vescovile e la Cappella del Sacramento Balduino De Balduinis (1554-1582), che restaurò la Cattedrale e il tetto Carlo I Carafa (1616-1644), che, oltre al restauro della chiesa, eresse il Tempietto di Loreto e l'omonimo altare nel deambulatorio Innico Caracciolo (1697-1730), si deve a lui il restauro definitivo che ridusse la chiesa nella forma attuale e chiamò da Roma l'architetto Carlo Buratti per i lavori Francesco del Tufo (1779-1803), spetta a lui la sistemazione delle statue nelle edicole, San Pietro e San Paolo, donate dalla chiesa dell'Annunziata Domenico Zelo (1855-1885), a lui si deve la sistemazione del presbiterio con la decorazione della volta e la pavimentazione marmorea.

Descrizione Esterno La facciata, in stile barocco, è dovuta agli interventi d'inizio Settecento, restauri dovuti in seguito ai terremoti del 1694 e 1702 che fecero crollare gran parte dell'edificio. I lavori furono affidati all'architetto romano Carlo Buratti per volere del vescovo e cardinale Innico Caracciolo. Le decorazioni in stucco sono opera di Sebastiano Porciani, artista romano, appartenente ad una famiglia di stuccatori. Il prospetto è scandito orizzontalmente in una parte inferiore ed in una superiore, mentre verticalmente si presenta tripartito da dieci lesene giganti di ordine corinzio. Sopra le due porte laterali si trovano quattro finestroni. Sopra al portale centrale vi è collocato un frontone semicircolare. Al di sopra del frontone, è collocata una balaustra con un grande finestrone a tutto sesto, sormontato da una conchiglia, simbolo dei pellegrinaggi in Terra Santa. Nel timpano è collocata una piccola finestrella con arco a tutto sesto. Sopra al frontone vi è collocata una croce in ferro.

Campanile

Il campanile, incominciato nel 1474 e terminato nel 1493 per volontà vescovo Vassallo, fu costruito dall'architetto Giovanni Pizuolo. Esso terminava con un'alta cuspide piramidale che crollò nel 1694. Al campanile appartengono cinque campane usate per le funzioni liturgiche: la Scarana di nota La2, la Scaglione di nota Re3, entrambe databili al XIX secolo, una terza di nota La3 del 1951 fusa dalla ditta Nobilione, oltre ad altre due campane, fisse, più piccole.. Sono inoltre presenti altre due campane fisse posizionate sulla finestra ovest del tamburo ottagonale che scandiscono le ore e i quarti d'ora databili al XVIII-XIX secolo. Il campanile, tipicamente normanno, è retto agli spigoli da gruppi di quattro colonne per angolo, forse di recupero, collegato alla chiesa da un ponte.

Interno

L'interno è a pianta basilicale a tre navate, con la navata centrale più alta e prende luce da finestre poste in alto. La navata centrale presenta massicci pilastri che reggono archi a tutto sesto. Ogni pilastro porta una coppia di lesene con finti capitelli corinzi, in stucco. Le lesene proseguono sulla volta a botte, dividendola in campate, una per ogni pilastro. Le ariose finestre sono ricavate nella curvatura della volta e perciò la incidono fortemente interrompendo la monotonia della botte.

Navata destra

All'inizio della navata destra, sul pilastro laterale, è collocata una marmorea acquasantiera del XVII secolo di Francesco Maggi, allievo di Giuseppe Sammartino, costituita da una vasca semisferica di marmo rosso, sormontata dalla raffigurazione dell'Infermo che si tuffa nelle acque della piscina probatica.. Nella parete laterale si trova un dipinto proveniente dalla Confraternita del Gonfalone di Santa Maria degli Angeli, la Vergine e San Bonaventura del 1710 di Francesco Solimena. Segue il bel dipinto raffigurante lAdorazione dei Magi di Cornelis Smet, pittore fiammingo..

Terza campata Nella terza campata è collocata la Cappella del Capitolo o dei Canonici, dove si trovano, sulle pareti, l'affresco della Cacciata di Eliodoro dal Tempio, copia da Raffaello, sulla volta, Storie della Vergine e Profeti, realizzati da Francesco Antonio Altobello da Bitonto. Sull'altare, un dipinto della Madonna col Bambino, i Santi Pietro e Paolo e il vescovo Carafa, del XVII secolo, attribuito a Michele Regolia, che riporta sullo sfondo una veduta di Aversa..

Navata sinistra All'inizio della navata sinistra vi è posto il Fonte battesimale e, sul pilastro laterale, come per la navata destra, vi è collocata un'acquasantiera del XVII secolo sempre di Francesco Maggi, in marmo rosso, sormontata dalla raffigurazione di Mosè che fa scaturire l'acqua dalla rupe..

Prima cappella Nella prima cappella, dedicata a S. Caterina d'Alessandria, sulle pareti laterali sono collocate due tele attribuite a Paolo De Matteis, la Predica di Santa Caterina d'Alessandria e il Matrimonio mistico di Santa Caterina d'Alessandria, databili tra il 1710-1712.. Sull'altare è collocata l'opera di Giovan Battista Graziano, Martirio di Santa Caterina del 1589.

Seconda cappella Nella seconda cappella, dedicata a San Giuseppe, vi sono tre dipinti di Nicola Malinconico, pittore napoletano allievo di Luca Giordano. I dipinti raffigurano lo Sposalizio della Vergine sull'altare e, ai lati, la Fuga in Egitto e Dubbio di San Giuseppe.

Terza cappella Nella terza cappella, dedicata alla Madonna di Loreto, san Gaetano Thiene e san Ranieri di Pisa, si possono ammirare tre tele commissionate dal canonico Angelo Ranieri nel secondo decennio del sec. XVIII. Sull'altare della parete di fondo, la Madonna di Loreto con i SS. Gaetano Thiene e Ranieri di Pisa, firmata nel 1717 dal pittore aversano Nicola Mercurio. Sulle pareti laterali, due tele dipinte nel 1719 da Angelo Rossi, pittore aversano allievo di Nicola Malinconico: Il Miracolo di S. Michele sul Monte Gargano e lApparizione della SS Trinità a San Ranieri di Pisa, quest'ultima firmata ARossi P. 1719. L'attribuzione precedente ad Aniello Rossi si è rivelata quindi infondata, così come l'identificazione degli stemmi dipinti sulle tre tele, appartenenti in realtà al canonico Ranieri e non alla famiglia de Bernardis.

Quarta cappella Nella quarta campata, di fianco alla Cappella del Sacramento, si trova un crocifisso ligneo, della metà del XIII secolo... Sulle pareti laterali della cappella sono collocate due tele attribuite a Paolo De Majo, raffiguranti l'''Andata al calvario e Cristo nell'orto dei Getsemani.

Il transetto Transetto destro Il transetto destro è suddiviso in transetto piccolo e transetto grande. Nel transetto piccolo si trova la Cappella delle reliquie, fatta decorare dal vescovo Carlo I Carafa, nel 1637. Con pavimento maiolicato settecentesco della fabbrica Giustiniano e l'altare marmoreo col rilievo della Madonna col Bambino e due cherubini. La cappella è adorna di affreschi seicenteschi con riquadri architettonici, cartigli e iscrizioni. Nella volta Gloria della Fede, nelle lunette Dio Padre e angeli musicanti, mentre, sulla parete di fondo, Madonna col Bambino e una statua lignea di San Paolo, del XVII secolo. Nei vari scomparti delle pareti, oltre alle varie Reliquie, racchiuse dal vescovo in 207 reliquari, tra cui è nota una spina della corona di Cristo che fiorisce quando il Venerdì Santo cade il 25 marzo, festa dell'Annunziata, sono deposti i busti argentei di San Sebastiano, San Giuseppe col Bambino del Seicento, e quelli di San Paolo, di San Francesco d'Assisi e Sant'Antonio da Padova del Settecento, tutti dichiarati Patroni Minori, nel 1693.

Nel transetto grande è posto un classicheggiante altare marmoreo con rilievi dellAnnunciazione, Santi Pietro e Paolo nelle edicole, la Trinità nella lunetta e stemma dei Lucarelli, opera di grande pregio artistico di Salvatore Caccavello. Sull'altare centrale, grande tela col Martirio di San Sebastiano, opera di Santolo Cirillo, firmata e datata 1752. Prima dei restauri settecenteschi in questo lato si trovava la porta meridionale della chiesa. A destra dell'altare vi è un gruppo ligneo ottocentesco raffigurante Tobiolo e l'angelo Raffaele. Sul lato sinistro è collocato un dipinto raffigurante Santo Stefano Papa in adorazione della SS. Trinità, opera firmata e datata 1578 di Giacomo Andrea Donzelli, pittore aversano..

Transetto sinistro Come per il transetto destro, il transetto sinistro è suddiviso in transetto piccolo e transetto grande. Nel transetto piccolo è collocata la Cappella del Sacramento, attigua al Tempietto di Loreto. In essa, a destra, è collocato il Monumento funebre del Cardinale Innico Caracciolo, del 1736, eseguito dal senese Paolo Posi e da Pietro Bracci su disegno di Filippo Barigioni. Nell'ovale il ritratto del cardinale, del Cav. Cristofari su dipinto di Antonio David. L'epigrafe del basamento fu dettata dall'archeologo Simmaco Mazzocchi. Bella è la sinuosa statua marmorea della Fama e naturalistico è il Leone bronzeo che sormontano il sarcofago. Di fronte, tela dellAdorazione del Bambino di Federico Barocci, mentre all'altare, nel tondo, Gesù distribuisce il Pane consacrato agli Apostoli.