Castelletto (, pronunciato ) è un quartiere residenziale situato sulle alture che sovrastano il centro storico di Genova, compreso tra i quartieri Prè, Maddalena, Portoria e San Vincenzo a sud, Oregina a ovest e tre quartieri della Val Bisagno (San Fruttuoso, Marassi e Staglieno) a est.

Il popolamento intensivo del quartiere avviene progressivamente a partire dall’Ottocento, quando con la rivoluzione urbanistica iniziata su progetto di Carlo Barabino la collina venne individuata come area ideale per il quartiere residenziale borghese, poco distante dal centro e con un’invidiabile apertura panoramica sul centro abitato.

Descrizione del quartiere L'ex circoscrizione "Castelletto" fa parte del Municipio I Centro Est e comprende le unità urbanistiche "Castelletto", "Manin" e "San Nicola", che insieme hanno una popolazione di abitanti (dato aggiornato al 31 dicembre 2022).

La strada principale è la Circonvallazione a monte, una delle più importanti realizzazioni nella moderna urbanistica genovese, che sale alla zona di S.Nicola (dalla chiesa omonima) e al colle di Montegalletto. Nella prima metà di strada partendo da piazza Manin (est) gli edifici seguono il gusto sobrio ed elegante del Barabino; nella seconda – realizzata nella seconda metà dell’Ottocento – vediamo affermarsi il gusto eclettico di moda con architetti come Gino Coppedè, che a Genova lavorò moltissimo (suoi Castello Bruzzo in via Piaggio, Castello Mackenzie presso Manin, che ricalca forme gotiche, ancora il Castello di Via Sivori e tanti altri...), o le suggestioni medievaleggianti della dimora del Capitano De Albertis (il castello omonimo che si trova alla fine del corso).

Toponimo Il quartiere prende il nome dal "Castelletto", un fortilizio in posizione dominante sul centro di Genova, per secoli cuore della difesa cittadina, di cui si hanno notizie fin dal X secolo, più volte distrutto e ricostruito e definitivamente smantellato nella seconda metà dell'Ottocento.

Territorio Il territorio dell'ex circoscrizione di Castelletto si estende nella zona collinare alle spalle del centro storico di Genova, occupando la parte alta delle vallette di tre piccoli rivi, oggi tombinati, che scorrono sotto le vie del quartiere (il rio Carbonara, il rio Sant'Anna e il rio Torbido). La massiccia urbanizzazione di quest'area, rimasta per secoli all'esterno delle mura cittadine ed inglobata nella cerchia difensiva solo nel Seicento con la costruzione delle Mura Nuove, risale alla seconda metà dell'Ottocento. La delimitazione del quartiere verso il centro cittadino segue quello che fu il percorso delle mura trecentesche, comprendendo tutta la zona a monte di corso Dogali, corso Carbonara, piazza del Portello, piazza Corvetto e via Serra. Verso la Val Bisagno la delimitazione è costituita dal lato orientale delle seicentesche mura nuove, dalle mura dello Zerbino fino al Forte Castellaccio. L'asse di salita S. Barnaba e via Castellaccio divide Castelletto dal quartiere di Oregina.

Il principale asse di attraversamento è rappresentato dai viali alberati della circonvallazione a monte, mentre le vie più importanti che consentono di raggiungere il quartiere dalle altre zone della città sono via Montaldo (da Marassi), Corso Montegrappa (da S. Fruttuoso), via Assarotti (da Piazza Corvetto, nel quartiere di Portoria), via Brignole-De Ferrari (da Piazza della Nunziata), Salita della Provvidenza e via Sant'Ugo (dalla zona della stazione Principe). Altre vie di accesso di minore importanza sono via Palestro (da piazza Corvetto), via Martin Piaggio-Via Bertani (da Piazza Corvetto; senso unico discendente) e via Caffaro (da piazza del Portello).

Il quartiere è frequentato dai turisti per le viste panoramiche che offre della città, in particolare dal belvedere Luigi Montaldo e dall'altura del Righi, poco sotto al Forte Castellaccio, raggiungibile con la funicolare, inaugurata nel 1897.

Storia Le origini

Così il Giustiniani, vescovo e storico, descriveva la zona nei suoi "Annali", all'inizio del Cinquecento. Prima della grande espansione urbanistica dell'Ottocento nell'area collinare esterna alle più antiche cinte murarie cittadine si trovavano solo piccoli borghi, conventi e ville suburbane appartenenti a famiglie patrizie genovesi. Il celebre annalista nomina diversi borghi, in parte ancora riconoscibili, pur se inglobati nel tessuto urbano del moderno quartiere:

Carbonara, si trova nella valletta formata dall'ominomo rivo, dove un secolo più tardi sarebbe stato edificato l'Albergo dei Poveri; corrisponde all'attuale unità urbanistica di S. Nicola. Castelletto, centro del moderno quartiere, era allora formato dalle poche case allineate lungo la salita S. Gerolamo, immediatamente a monte della storica fortezza costruita sul monte Albano. Chiappe, la zona più alta del quartiere, oggi chiamata Righi. Bachernia, borgo formato dalle antiche case attorno alla chiesa di S. Anna, raggiungibile da corso Magenta per la breve salita omonima; la piazza sulla quale si affaccia la chiesa, appartata e silenziosa, conserva inalterata l'atmosfera del primo Ottocento. Dalla piazza la crêuza continua in salita verso le mura di S. Erasmo con il nome di "Salita Bachernia". San Rocco, borgo formato dalle case allineate lungo la ripida "Salita superiore S. Rocchino", che da corso Solferino raggiunge la chiesa di S. Bernardino e l'omonima porta nelle mura seicentesche. Morteto, detto anche Mirteto o Multedo, si trova nella zona di piazza Manin; richiamato dalla moderna toponomastica con i nomi di "Salita Multedo" e "Passo Multedo".

La fortezza di Castelletto La collina di Castelletto, anticamente chiamata Monte Albano, è stata da sempre considerata una postazione strategica per il controllo della città e del porto.

Le prime notizie di una fortezza in questo sito risalgono al 952, nel 1161 fu costruita la prima torre. Nel 1402 fu ricostruita, ampliando la primitiva fortificazione, dal maresciallo Boucicaut, governatore di Genova durante l'occupazione francese, che ne fece la sede del governatorato.

Nel 1528, dopo che Genova ebbe riacquistato l'indipendenza, il Castelletto, simbolo e strumento di oppressione straniera, fu distrutto dal popolo e due anni più tardi le sue rovine furono completamente smantellate.Touring Club Italiano, Guida d'Italia - Liguria, 2009

Quasi tre secoli più tardi, nel 1819, il governo sabaudo, principalmente allo scopo di tenere sotto controllo eventuali rivolte della popolazione, affidò all'ingegnere militare Giulio Andreis, direttore del Genio Militare a Genova, una nuova ricostruzione della fortezza, che venne definitivamente rasa al suolo dal popolo in rivolta durante l'insurrezione del 1849.

L'area venne poi in parte frazionata e venduta in lotti edificabili, sui quali a partire dagli anni cinquanta dell'Ottocento furono realizzate case di abitazione signorili; il piazzale antistante questi condomini (Belvedere Luigi Montaldo) offre un'ampia vista sul centro storico di Genova e sul porto.

L'Ottocento Anche dopo la costruzione sui crinali delle “Mura Nuove“, nel XVII secolo, tra queste e la cerchia del Cinquecento, immediatamente a ridosso della città medioevale, rimase un ampio spazio scarsamente abitato, che tale sarebbe rimasto fino alla grande espansione urbana avviata a partire dal 1850. La descrizione dei luoghi fatta dal Casalis nella prima metà dell'Ottocento non appare molto dissimile da quella del Giustiniani di tre secoli addietro; nel "Dizionario geografico, storico, statistico e commerciale degli stati di S.M. il Re di Sardegna" lo storico piemontese, parlando del sestiere genovese di San Vincenzo, in cui era allora compresa l'area di Castelletto, si sofferma soprattutto sulle numerose ville signorili, le chiese, i conventi e le sedi degli enti caritativi presenti nella zona.Goffredo Casalis, "Dizionario geografico, storico, statistico e commerciale degli stati di S.M. il Re di Sardegna", vol. VII, 1840.

L'espansione urbanistica ottocentesca Già fra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo era stata proposta una lottizzazione dell'area compresa tra l'attuale piazza Corvetto e la fortezza di Castelletto, prevedendo la costruzione, all'esterno della cinta muraria cinquecentesca, di “poco meno di quaranta palazzi, tutti principali, tutti posti tra loro in squadra, tutti con giardini con acqua corrente, con sole, con vista et prospettive mirabili.“F. Caraceni Poleggi, Genova - Guida Sagep, 1984.

La proposta non ebbe a quel tempo alcun seguito, e solo due secoli dopo, con il “Piano di ampliamento delle abitazioni“ predisposto nel 1825 da Carlo Barabino fu pianificata un'espansione collinare residenziale, poi realizzata intorno alla metà del secolo, con l'edificazione dei primi caseggiati lungo le nuove vie Assarotti, Palestro e Caffaro.

L'urbanizzazione della zona proseguì nei decenni successivi; negli anni ottanta dell'Ottocento, l'amministrazione municipale guidata dal sindaco Andrea Podestà fece realizzare la circonvallazione a monte, la serie di viali in quota che collegano tra loro le varie vie di risalita dal centro cittadino. Nell'ultimo decennio del secolo per migliorare l'accesso ai nuovi quartieri residenziali furono realizzate le due funicolari di Sant'Anna e del Righi, nel 1909 entrò in funzione il primo ascensore pubblico da piazza del Portello al belvedere Montaldo (denominato Castelletto Levante), a cui seguirono nei decenni successivi quelli di Castelletto Ponente e di corso Dogali.Storia degli impianti speciali AMT.

Monumenti e luoghi d'interesse Spianata di Castelletto .

L'area su cui sorgeva il Castelletto, divisa in lotti ed edificata alla metà dell'Ottocento, si estende tra la piazza Goffredo Villa e il belvedere Luigi Montaldo, terrazza panoramica affacciata sui tetti del centro storico, sul bacino del porto antico, sui palazzi di “Strada Nuova“ (via Garibaldi) e sui sottostanti edifici con giardini pensili che ospitano gli uffici comunali, disegnati negli anni cinquanta da Franco Albini. Questa veduta panoramica, pubblicizzata da storiche foto del primo Novecento, è oggi una delle più conosciute ed autentiche immagini di Genova.

In piazza Goffredo Villa è collocato il monumento ai Caduti del sestiere di S. Vincenzo Alto, come era chiamata l'area di Castelletto fino agli anni venti del Novecento; opera giovanile di Francesco Messina, fu realizzata in bronzo tra il 1923 e il 1925 e rappresenta tre soldati nell'atto di lanciare bombe a mano.

Il belvedere Montaldo è collegato alla piazza del Portello con un ascensore pubblico, entrato in servizio nel 1910, la cui stazione di arrivo è ospitata in un caratteristico chiosco vetrato in stile liberty.

Vedute dalla Spianata di Castelletto Immagini d'epoca riprese dal lato di ponente della spianata, confrontate con l'attuale veduta. Le fotografie riprendono il porto con la Lanterna, il quartiere di S. Teodoro e lo scomparso colle di S. Benigno che chiudeva a ponente l'area cittadina.

Righi

Il quartiere collinare del Righi si trova a s.l.m. sul crinale che divide la vallata del Lagaccio dalla Val Bisagno, nei pressi della Porta Chiappe, aperta nelle seicentesche Mura Nuove ed a poca distanza dal Forte Castellaccio e dalla Torre Specola. Vi si trovano diversi ristoranti, un osservatorio astronomico e il seminario di Genova. La località, un tempo chiamata Chiappe, o Porta Chiappe, dai primi decenni del Novecento fu comunemente chiamata Righi, dal nome di uno storico ristorante, oggi non più esistente, che aveva mutuato il nome dalla celebre montagna svizzera.