La Urheimat protoindoeuropea è l'ipotetica patria originaria (Urheimat) della civilità protoindoeuropea che parla l'omonima protolingua ricostruita a partire dalle lingue indoeuropee.

L'identità degli indoeuropei è stata un argomento ricorrente degli studi di indoeuropeistica a partire dal XIX secolo e ha generato una serie di congetture che tentano di spiegare le origini della protolingua. Sebbene molte siano le ipotesi proposte, nessuna ha ancora raggiunto un accordo sufficientemente vasto all'interno della comunità dei ricercatori.

Il problema della localizzazione della «patria ancestrale» Un filone ampiamente percorso dall'indoeuropeistica fin dalle sue origini è stato quella dell'individuazione della patria originaria degli Indoeuropei (Urheimat, come spesso è indicata ricorrendo all'espressione tedesca), ossia, nella scienza linguistica, quale sia stato il luogo in cui è stato parlato l'indoeuropeo ricostruito.

Nel XIX secolo gli studiosi dell'epoca appresero che «tutti» i popoli d'Europa e una parte di quelli dell'Asia erano stati un tempo un «unico popolo», gli Indoeuropei, e cominciarono a domandarsi dove avesse abitato questo popolo, poiché questo equivaleva a chiedersi da dove tutti loro erano venuti, quali erano le loro radici, qual era la loro patria originaria. In quest'ottica il problema dell'individuazione della sede originaria è anche la questione dell'"europeizzazione" dell'Europa e cioè il problema della storia della sua civiltàFrancisco Villar, Gli indoeuropei e le origini dell'Europa, Bologna, Il Mulino, 1997..

Sono state proposte molte locazioni per una Urheimat indoeuropea; in proposito lo studioso J. P. Mallory ha scritto: «Non ci si dovrebbe chiedere ‘dov'è la patria degli indoeuropei?’, ma piuttosto ‘dove l'hanno messa adesso?’»J. P. Mallory, In Search of the Indo-Europeans, Londra, Thames and Hudson, 1989, p. 143.

Ipotesi sulla Urheimat protoindoeuropea Inizialmente, essendo la nascita stessa dell'indoeuropeistica in gran parte connessa alla "scoperta" del sanscrito da parte degli europei, i primi studiosi propendettero verso una collocazione asiatica della patria ancestrale. La prima teoria proposta fu quindi quella che l'India fosse la Patria originaria ed il sanscrito la Lingua originaria.

Fra la fine del XIX secolo e gli inizi del XX secolo, a seguito degli studi compiuti da Karl Penka e Gustaf Kossinna, si è creduto comunemente che la cosiddetta razza ariana provenisse dall'Europa settentrionale, in particolare dalla Germania settentrionale e dalla Scandinavia meridionale, precisamente dall'area geografica che era anche il luogo d'origine dei Germani, o almeno che in quei paesi l'origine etnica ariana originale si fosse conservata nel tempoKarl Penka, Gustaf Kossinna. La teoria nordica si diffuse sia nella cultura intellettuale che popolare all'inizio del XX secolo e venne fatta propria dal nazismo. La "teoria Germanica" sulle origini ariane non era l'unica che circolava durante quel secolo, infatti molti eruditi britannici, americani e tedeschi teorizzarono che gli Indoeuropei provenissero dal Nord-est: dalla Russia e dall'Ucraina includendo le montagne del Caucaso.

Ipotesi kurganica

L'ipotesi dell'invasione ariana, formulata chiaramente da Vere Gordon Childe (The Aryans, 1926) è famosa tra queste teorie di diffusione. Essa vede l'ariano come un cavaliere nomade che dalle steppe eurasiatiche si è diffuso sia al sud che all'ovest. In questa teoria la cultura kurgan avrebbe sparso la propria lingua, religione e cultura. Questa teoria è stata riproposta ed elaborata nel 1956Marija Gimbutas, The Prehistory of Eastern Europe, vol. 1: Mesolithic, Neolithic and Copper Age Cultures in Russia and the Baltic Area, Cambridge, MA, Peabody Museum, 1956. dall'archeologa Marija Gimbutas ed è tutt'oggi la più accreditata.

Ipotesi anatolica

Un'altra teoria più recente propone un'origine anatolica dei popoli indoeuropei. Questa teoria è stata proposta da Colin Renfrew e da Luigi Luca Cavalli-Sforza in maniera indipendente. Essa ritiene che le lingue indoeuropee si siano sviluppate a partire dall'odierna Turchia verso l'Europa. In un secondo tempo l'espansione sarebbe proseguita a partire dalle steppe euroasiatiche (culture Yamna e Andronovo) verso l'Iran e l'India.

Principali Urheimat proposte Di seguito è riportato un elenco delle principali proposte di localizzazione della patria originaria protoindoeuropea, con i maggiori sostenitori di ciascuna proposta. India: con Friedrich SchlegelFrancisco Villar, Gli Indoeuropei e le origini dell'Europa, Bologna, Il Mulino, 1997. che proponeva l'Indostan nord-occidentale e Th. Young sostenitore invece della tesi del Kashmir; ancora nel 1856 questa tesi era sostenuta dal CurzonGiacomo Devoto, Origini indeuropee, Firenze, Sansoni, 1962.. Essa è stata riproposta nella forma della «out of India theory» (1999-2000), ipotesi che però si scredita da sé, per le sue evidenti connotazioni ideologiche e politiche. Caucaso meridionale: H. F. Link, in base ad un'errata lettura dell'Avestā, nel 1821 localizzava l'insediamento originario sugli altipiani della Media, Armenia e Georgia. Ipotesi di una patria settentrionale: nel 1830 J. G. Klaproth argomentando sulla diffusione geografica della betulla (specie vegetale il cui nome veniva riconosciuta come indoeuropeo originario) ne deduceva una Patria originaria relativamente settentrionale. Babilonia: J. Schmidt, ma anche Theodor Mommsen nella prima edizione della "Storia Romana" (1856) aveva pensato alla Mesopotamia. Europa: la tesi di un'origine europea fu formulata per la prima volta, con metodi già rigorosi e su base scientifica, da Robert G. LathamR. G. Latham fu inoltre il primo a formulare il Principio del Centro di gravità linguistico secondo il quale il più probabile punto di origine di una grande famiglia linguistica è l'area nella quale essa presenta il maggiore grado di diversità., nel 1851, ma questa ipotesi non fu immediatamente accettate come opinione dominante, almeno non fino al 1870. Nel 1869 T. Benfey, sulla base delle specie animali indoeuropee conosciute, considerava più probabile un'origine europea e verso est poneva come limite massimo l'area compresa tra il Bacino del Danubio ed il mar Caspio, comunque a nord del mar Nero. Nikolaj Sergeevič Trubeckoj (1939) situava la patria ancestrale tra il mare del Nord ed il Caspio. Area danubiana ovvero la teoria dell'Insediamento danubiano-centroeuropeo: la Tesi dell'insediamento originario danubiano fu l'ipotesi definitiva avanzata da R. G. Latham all'inizio della seconda metà del XIX secolo. P. Giles (1922) pensava che la Urheimat si potesse localizzare tra l'Ungheria e la pianura Pannonica, P. Bosch-Gimpera (1960) la colloca a metà strada fra il Bassopiano germanico occidentale e il Bassopiano sarmatico occidentale, Giacomo Devoto (1962) in un'area compresa fra la Germania e la Polonia attuali. Battriana o altra località dell'Asia centrale: Adolphe Pictet (1878) e più recentemente Johanna Nichols (1997) che ipotizza la Battriana-Sogdiana. Baltico: Th. Poesche (1878), pensando che il lituano fosse la lingua indoeuropea più arcaica, avanzò la Tesi della Lituania come patria originaria, ipotesi che anche R. G. Latham aveva inizialmente soppesato (e indicando in particolare Volinia e Podolia come le località più probabili); Wolfgang Schmid colloca la Urheimat fra Pomerania e Lituania. Scandinavia: Karl Penka (1883)Karl Penka, Origines Ariacae, Vienna, Taschen, 1883, p. 68. Germania settentrionale e Scandinavia meridionale: Gustaf Kossinna (1902) Polo nord: Bal Gangadhar Tilak (1903)Bal Gangadhar Tilak, The arctic home in the Vedas, 1903. Russia meridionale: Otto Schrader, V. G. Childe (1926), Marija Gimbutas (1960) madre della teoria kurganica che rimane ancora tutt'oggi l'ipotesi più accreditata, Francisco Villar (1991), J. P. Mallory (1989J. P. Mallory, In Search of the Indo-Europeans: Language, Archaeology and Myth ("Alla ricerca degli indoeuropei: lingua, archeologia e mito"), Thames & Hudson, 1989. Citato in Enrico Campanile, Bernard Comrie e Calvert Watkins, Introduzione alla lingua e alla cultura degli indoeuropei, Bologna, Il Mulino, 2005. e 1997J. P. Mallory, «The Homelands of the Indo-Europeans» [La patria degli indoeuropei], in Archaeology and language I. Theoretical and methodological orientations, a cura di Roger Blench e Matthew Spriggs, Londra–NY, Routeledge, 1997, pp. 93–121.). Area dell'altopiano armeno: Thomas V. Gamkelidze e V. V. Ivanov (1984)Thomas V. Gamkelidze – V. V. Ivanov, Indoevropjskij jazyk i indoevropejcy. Rekonstrukcija i istoriko-tipologieskij analiz prajazyka i protokultury, Tbilisi, Università Tbilisi Editore, 1984, i capitoli 11 e 12. conosciuta anche come ipotesi armena. Anatolia: Andrew Colin Renfrew (1987) padre dell’ipotesi anatolica, conosciuta anche come «ipotesi di Renfrew» e che porta avanti autonomamente alcune tarde considerazioni già formulate da V. G. Childe, e sviluppata in seguito lungo linee proprie da altri studiosi quali il genetista Luigi Luca Cavalli-Sforza (1993) ed il glottologo Mario Alinei (1996-2000), quest'ultimo ampliando ulteriormente la teoria della continuità o TCP di Marcel Otte.

Indoeuropei come invasori dal Nord Fra linguistica e paleontologia

L'idea che gli Indoeuropei provenissero dal nord, benché nata su basi teoriche non sempre scientifiche, ha in seguito trovato sostegno in corposi studi di carattere linguistico e su quello che il lessico ricostruito sembra indicare circa la fauna e la flora delle regioni che le tribù parlanti la protolingua avrebbero potuto abitare.

Il lessico ricostruito sembra avere parole comuni facilmente individuabili per piante come il faggio o la quercia per animali come il cervo, il salmone, il lupo, mentre animali come il leone non hanno una marca lessicale chiara e univoca. Dall'incrocio degli areali delle specie che si identificano con gli animali i cui nomi sono comuni nel protolessico, si è pensato di poter ricavare con sufficiente esattezza l'ubicazione della Urheimat.

Nell'insieme, le indicazioni della paleontologia linguistica sembrano escludere l'Europa mediterranea. L'areale antico delle specie considerate, e di altre, sembra essere compreso fra l'Elba, il Danubio e il Volga e l'Ural. A partire da queste indicazioni di massima, i diversi studiosi prendono poi strade diverse: così, ad esempio, citando in ordine sparso, Giacomo Devoto colloca la patria originaria in un'area compresa fra la Germania e la Polonia attuali; secondo l'ipotesi Bosch-Gimpera la Urheimat era a metà strada fra il bassopiano germanico occidentale e il bassopiano sarmatico occidentale; Wolfgang Schmid colloca la Urheimat decisamente sul Baltico, fra Pomerania e Lituania; c'è infine l'ipotesi di Marija GimbutasMarija Gimbutas, «Proto-Indo-European culture: the Kurgan culture during the fifth to the third millennia B.C.», in Indo-European and Indo-Europeans: Papers Presented at the Third Indo-European Conference at the University of Pennsylvania, a cura di George Cardona, Henry M. Hoenigswald e Alfred Senn, Philadelphia University of Pennsylvania Press, 1970, pagg. 155–198. (rivista e aggiornata da J. P. Mallory) della collocazione della Urheimat nella steppa pontico-caspica.

Ecco alcuni esempi dello studio di nomi legati alla flora e alla fauna: cervo: il termine indoeuropeo corrispondente è *ḱerh₂wós, dalla radice *ḱerh₂-, ‘corno’, collegata fra l'altro col greco kéras, ‘corno’ (tutta l'Europa). alce: la radice indoeuropea corrispondente è *h₁élḱis, variante *h₁ólḱis, collegata fra l'altro col sanscrito ṛśya ‘antilope’ e polacco łoś ‘alce’ (nell'antichità, Europa, tranne zone mediterranee). lupo: il termine indoeuropeo per questo animale è *uĺ̥kʷos, che nelle lingue indoeuropee mediterranee è attestato nella variante *lukʷos, con metatesi fra *l e *u.