La Admiral Graf Spee fu un incrociatore pesante della classe Deutschland che servì nella Kriegsmarine tedesca durante la seconda guerra mondiale. I tedeschi classificarono inizialmente le navi di questa classe come corazzate (Panzerschiff in tedesco), per poi riclassificarle come incrociatori pesanti (Schwere Kreuzer) nel 1940; i britannici, invece, le classificarono come corazzate tascabili (Pocket Battleship in inglese), appellativo che poi è rimasto come caratteristico delle navi di questa classe.
LAdmiral Graf Spee è passata alla storia per aver sostenuto la prima battaglia navale tra la Kriegsmarine e la Royal Navy durante la seconda guerra mondiale conosciuta come battaglia del Río de la Plata, presso Montevideo, conclusasi con l'autoaffondamento della corazzata.
Vita operativa Impostata nei cantieri Marinewerft di Wilhelmshaven il 1º ottobre 1932, la nave venne varata il 30 giugno 1934 con il nome di Admiral Graf Spee, in onore dell'ammiraglio della prima guerra mondiale Maximilian von Spee, che morì nella battaglia delle Falkland l'8 dicembre 1914. Fu la seconda nave a prendere il nome da lui dopo la SMS Graf von Spee, un incrociatore da battaglia tedesco della prima guerra mondiale rimasto incompleto. Venne designata come nave ammiraglia della Kriegsmarine il 21 maggio 1935, e mantenne tale incarico fino all'entrata in servizio della GneisenauNico Sgarlato, Le navi da battaglia del Terzo Reich, in War Set - Documenti illustrati della storia, n. 4, ottobre-novembre, Delta Editrice, ISSN 1722876X, pag. 7.
Venne ideata, insieme alle gemelle Deutschland e Admiral Scheer, con il piano, poco meno che segreto, di stivare quanta più possibile potenza di fuoco e bocche da fuoco nel minor spazio possibile. Aveva una murata spessa 12 cm come le grandi navi da battaglia, ma, anziché essere costruita con chiodi, era saldata a filo con una riduzione notevole del peso, fu dotata inoltre di metodi di evasione e difesa alternativi e altrettanto efficaci: su di essa furono sperimentati i primi motori Diesel marini ad alte prestazioni, quando ancora la maggior parte delle navi di simile stazza erano propulse a vapore; fu dotata del primo sistema radar all'avanguardia per quei tempiArrigo Petacco. La Seconda Guerra Mondiale. Roma, Armando Curcio Editore, 1979. Volume 1, pag. 73, prima colonna e di un congegno automatizzato di telemetria e guida al tiro per le torrette dei cannoni che aveva dell'avveniristico per l'epoca.
Il primo impiego operativo dell'incrociatore avvenne durante la guerra civile spagnola; la Graf Spee fece parte (dal 27 giugno al 7 agosto 1937) di una squadra navale internazionale incaricata di contrastare il contrabbando di armi. Nel 1938 l'incrociatore prese parte ad alcune crociere addestrative in Atlantico, visitando Tangeri e Vigo; una seconda crociera addestrativa dall'aprile al maggio del 1939 portò la Graf Spee a visitare Ceuta e Lisbona.
Operazioni in Atlantico
Alle prime avvisaglie dello scoppio della seconda guerra mondiale, la Graf Spee salpò dal porto di Wilhelmshaven il 21 agosto 1939, con al comando il capitano di vascello Hans Langsdorff (che aveva assunto tale incarico sin dal novembre 1938), veterano della prima guerra mondiale, discendente dalla migliore scuola di guerra di stampo prussiano; la zona di operazioni designata per l'incrociatore era l'Atlantico meridionale, tra l'isola di Sant'Elena e la costa del Brasile. La Graf Spee ricevette l'autorizzazione ad attaccare i convogli navali britannici il 3 settembre 1939, giorno della dichiarazione di guerra alla Germania da parte di Regno Unito e Francia.
Effettuato il primo rendez-vous con la nave appoggio Altmark, che avrebbe incrociato a notevole distanza eccetto che nei brevi incontri in posizioni prestabilite per il rifornimento di provviste e combustibile, la Admiral Graf Spee adottò una serie di misure per camuffare la propria identità: il nome originale venne eliminato dalle fiancate e sostituito con il nome fittizio di Admiral Sheer, mentre la sagoma della nave venne mutata di aspetto con la costruzione di fumaioli e torrette posticci, con l'intenzione di confondere le informazioni del nemico sulla sua presenza nell'Atlantico del SudAAVV, Il Terzo Reich - Guerra sul mare, Hobby & Work, 1993, ISBN 88-7133-047-1, pag. 27-28.
Il 30 settembre la Graf Spee fece la sua prima vittima, intercettando e affondando la nave da carico britannica Clement al largo delle coste del Brasile. Il 7 ottobre fu la volta di altri due mercantili, la Ashlea e la Newton Beech, alle quali fece seguito il 17 ottobre la Huntsman e cinque giorni più tardi la Trevanion. Nel compiere queste azioni, Langsdorff si attenne scrupolosamente alle regole del diritto internazionale: i mercantili nemici vennero fermati facendo un uso minimo della forza, i documenti controllati e l'equipaggio messo in salvo prima di affondare il bastimento. I prigionieri comuni venivano poi trasbordati il prima possibile sulla Altmark, mentre gli ufficiali rimanevano alloggiati sulla Graf SpeeDobrillo Dupuis, SKL chiama, Mursia, 2008, ISBN 978-88-425-4146-2, pag. 14-41; il capitano Langsdorff curò personalmente che tutti i prigionieri venissero trattati con il massimo rispetto, venissero alloggiati dignitosamente e venisse loro fornito un minimo di svago. La correttezza di Langsdorff verso i prigionieri venne riconosciuta dai prigionieri stessi nelle loro memorieArrigo Petacco. La Seconda Guerra Mondiale. Roma, Armando Curcio Editore, 1979. Volume 1, pag. 73, prima colonna; le condizioni sarebbero poi drasticamente peggiorate una volta trasbordati sull'Altmark (cfr. stessa pagina).
A ottobre inoltrato, Langsdorff decise di dirigersi verso l'oceano Indiano, per far perdere le sue tracce al nemico. Il 15 novembre, la Graf Spee affondò la petroliera britannica Africa Shell al largo della costa del Mozambico; gli ufficiali vennero presi prigionieri, ma Langsdorff lasciò che il resto dell'equipaggio raggiungesse la terraferma, in modo che i britannici, informati dell'accaduto, concentrassero le loro ricerche nell'oceano Indiano. Ormai sulle tracce della Graf Spee erano stati mobilitati otto gruppi navali, compresa la portaerei HMS Ark Royal e l'incrociatore da battaglia HMS Renown. Langsdorff riportò la sua nave in Atlantico, e il 2 dicembre affondò il mercantile Doric Star al largo delle coste dell'Africa occidentale; il marconista della Doric Star continuò a comunicare la propria posizione fino a quando fu possibile, e ciò permise alla Squadra da Caccia G britannica di avere una prima idea della posizione della Graf SpeeAAVV, Il Terzo Reich - Guerra sul mare, Hobby & Work, 1993, ISBN 88-7133-047-1, pag. 28.
La Graf Spee fece quindi rotta verso le coste del Sudamerica per compiere un'incursione nel corridoio davanti a Buenos Aires, molto trafficato. Il 3 dicembre affondò la nave da carico Tairoa, prima di incontrarsi, il 6 dicembre, con la Altmark, sulla quale vennero trasbordati tutti i prigionieri (ormai più di 300). Il 7 dicembre la Graf Spee fece la sua ultima vittima, il piccolo piroscafo Streonshalh, portando così il totale a nove mercantili affondati per complessive 50.147 tonnellate di stazza lordaNico Sgarlato, Le navi da battaglia del Terzo Reich, in War Set - Documenti illustrati della storia, n. 4, ottobre-novembre 2004, Delta Editrice, ISSN 1722876X, pag. 8.
La battaglia del Rio de la Plata
La mattina del 13 dicembre 1939, le vedette della Graf Spee avvistarono alcune navi da guerra all'orizzonte. Erano le navi della Squadra da Caccia G della Royal Navy, al comando del commodoro Henry Harwood: l'incrociatore pesante HMS Exeter, e gli incrociatori leggeri HMS Aiax (ammiraglia di Harwood) e HMNZS Achilles (la quarta nave della formazione, l'incrociatore pesante HMS Cumberland, era in riparazione alle isole Falkland). La squadra inglese stava incrociando in quelle acque fin dal giorno precedente: grazie alle informazioni trasmesse dalla Doric Star, Hartwood aveva potuto stimare la posizione dell'incrociatore tedesco, e prevedere così il suo avvicinamento al Río de la Plata, un obiettivo molto invitante per una nave corsara per via del suo intenso traffico mercantileArrigo Petacco. La Seconda Guerra Mondiale. Roma, Armando Curcio Editore, 1979. Volume 1, p. 75. L'avvistamento delle navi britanniche colse di sorpresa la Graf Spee, in quanto il suo idrovolante da ricognizione si trovava in riparazione per via di una avaria al motoreDobrillo Dupuis, SKL chiama, Mursia, 2008, ISBN 978-88-425-4146-2, pag. 50. Nonostante gli ordini di Langsdorff prevedessero di evitare il contatto con navi da guerra nemicheDobrillo Dupuis, SKL chiama, Mursia, 2008, ISBN 978-88-425-4146-2, pag. 44, il capitano tedesco scelse di accettare il combattimento.
Quella che seguì divenne nota come battaglia del Río de la Plata, e fu la prima vera battaglia navale della seconda guerra mondiale. In circa un'ora e mezzo di combattimento, i cannoni di grosso calibro della Graf Spee danneggiarono gravemente l'incrociatore Exeter, ma la nave riportò anch'essa dei danni, che convinsero Langsdorff a rompere il contatto e ad allontanarsi dalla squadra britannica. Tallonata dallAjax e dallAchilles, la Graf Spee si diresse verso la terraferma del vicino Uruguay. Poco prima di mezzanotte del 14 dicembre 1939, la Graf Spee approdò al porto di Montevideo, mentre gli incrociatori britannici si fermavano al limite delle acque territoriali uruguaiane. La decisione di Langsdorff di interrompere il combattimento e di rifugiarsi nel porto di Montevideo fu oggetto di molte critiche, sia all'epoca sia successivamente. Alcuni storiciNico Sgarlato, Le navi da battaglia del Terzo Reich, in War Set - Documenti illustrati della storia, n. 4, ottobre-novembre 2004, Delta Editrice, ISSN 1722876X, pag. 12 rilevano come la Graf Spee fosse ancora in grado di combattere: la nave tedesca era stata colpita venti volte (con due colpi da 203 mm e diciotto da 152 mm), ma gli unici danni gravi (oltre alla perdita di 37 membri dell'equipaggio) erano una falla di 180x90 cm sopra la linea di galleggiamento e un guasto ai montacarichi di alimentazione dei cannoni secondari; la nave disponeva ancora di sufficienti riserve di munizioni (era stato sparato il 67% dei colpi da 280 mm, ma le riserve dei calibri inferiori erano più cospicue) nonché di carburante (quasi il 75% del totale). Altri storiciDobrillo Dupuis, SKL chiama, Mursia, 2008, ISBN 978-88-425-4146-2, pag. 51 sostengono però che la decisione di approdare a Montevideo fosse inevitabile, in quanto una cannonata britannica aveva distrutto i serbatoi di acqua dolce, privando quasi totalmente la nave di questa risorsa (l'impianto di dissalazione installato a bordo era appena sufficiente a soddisfare i bisogni dei motori).