Qui potete trovare tutto quello che riguarda la storia dell'Hockey Club Lugano, dalle sue origini fino ai giorni nostri. Durante la stagione 2010-11 l'HC Lugano ha festeggiato i 70 anni di fondazione del Club.

Origini 1940-1960 L'Hockey Club Lugano viene costituito nel corso della stagione 1940/1941 quando, sul lago di Muzzano si giocavano le prime partite contro i "cugini" di Ambrì e le squadre improvvisate di Muzzano, Massagno e Paradiso. La costituzione vera e propria del club ha luogo durante la seduta dell'11 febbraio 1941 nella saletta del Ristorante Apollo. Tra i soci fondatori ci sono Antonio Caslani, i fratelli S. e Mario Arrigo, Ivo Badaracco, Bruno Soldini, Dino Bernardoni, Ivo Molina, Renato Crivelli, Guido Keller, Tullio Visani, Pepi Paulon, Livio Balmelli, Renato Paganetti, Kurt Tritten, Ezio Bernasconi, Federico Trachsel e Alfonso Weber. Proprio quest'ultimo viene eletto presidente anche perché, giocando nel FC Lugano, può assicurare alla squadra le maglie. Sette anni dopo la fondazione, il club abbandona il lago di Muzzano per andare nel quartiere di Loreto. Il cambiamento porta indubbiamente beneficio, facendo conoscere pian piano il gioco dell'hockey ai rioni cittadini.

A Loreto si svolgono le prime vere partite di disco su ghiaccio con esibizioni, tra l'altro, di quelli che sarebbero diventati i campioni del mondo: i canadesi del Mercury. Malgrado il gioco dell'hockey prenda sempre più piede, le autorità cittadine continuano a considerare Lugano città sostanzialmente calcistica. A nulla servono in particolare gli sforzi dell'allora presidente Luigi Bellasi nella ricerca di un sostegno della politica locale, con conseguente sfratto anche da Loreto. Nel 1955, dopo mille peripezie, il Lugano gioca alcune partite su quello che d'estate era il campo da tennis della pasticceria Münger di Paradiso. Il tutto grazie a due grandi animatori della famiglia bianconera: Cuccio Viglezio e Guido Keller. Sempre nel 1955 Albino Mangili mette in funzione l'impianto di Noranco. E proprio a Noranco approda il primo vero acquisto della storia bianconera: il grigionese Beat Rüedi.

Con Rüedi arriva il primo vero esempio da seguire: oltre a giocare e allenare, Rüedi si muove abilmente a tutto campo per poter realizzare quello che a Lugano era considerato un vero sogno: la pista artificiale. Nei tre anni trascorsi a Noranco il Lugano disputa i suoi primi campionati ufficiali e nel 1956 festeggia la sua prima promozione in prima divisione. Presidente è sempre Luigi Bellasi, mentre in comitato entrano l'onnipresente Cuccio Viglezio e Antonio Bariffi, già giocatore e che sarebbe divenuto in seguito il primo ticinese a rivestire la carica di presidente della Lega Nazionale. Durante l'ultima stagione a Noranco, il Lugano trova anche il suo primo acquisto canadese: Bob Mitchell, difensore prelevato dai Diavoli di Milano che porta a Lugano quei nuovi tiri che si chiamano slapshot! Il 1º dicembre del 1957 viene inaugurata la prima pista artificiale che porterà il nome di Resega.

Fra i presenti quel giorno anche colui che trent'anni dopo avrebbe portato il Lugano ai vertici dell'hockey svizzero e internazionale: Geo Mantegazza. Ingegnere di professione, proprio facendo i calcoli statici della Resega ha il primo contatto con la famiglia bianconera. L'appuntamento più importante vissuto nei primi anni della Resega è ai quei tempi la Coppa Pedrolini, dal cognome della famiglia allora proprietaria dell'impianto, che ospita le più forti compagini europee come lo Stoccolma, i Wembley Lions, il Parigi e i Diavoli di Milano. La stagione inaugurale della Resega coincide con il primo professionista che indossa la maglia bianconera: Gene Miller, cui segue il funambolico cino-canadese Larry Kwong. Alla fine degli anni 50 passa da Lugano pure un giovinetto svizzero di nome Gérald Rigolet che in seguito, con il Villars e lo Chaux de Fonds si sarebbe rivelato uno dei più grandi portieri della storia dell'hockey svizzero.

Anni 1960-1980 Nella stagione 1963/1964 l'HCL raggiunge finalmente l'agognata promozione in LNB grazie all'ingaggio del difensore Elwyn Friedrich e dell'ala Roland Bernasconi, entrambi nazionali e già campioni svizzeri con il Villars. In quella stagione si affaccia sul ghiaccio della Resega un grande talento che avrebbe fatto storia a Lugano: Alfio Molina. Ed è proprio il quindicenne Alfio Molina a trascinare la squadra bianconera verso la serie B che viene conquistata per la precisione il 29 febbraio del 1964 sulla pista di Rapperswil. Grande è poi lo choc per i sostenitori dell'Ambrì quando il Lugano supera i rivali in Coppa Svizzera: la partita si decide ai supplementari con una rete di Moretti. La vendetta dell'Ambri in campionato è comunque terribile: 13 a 2! A tutt'oggi l'affermazione più netta nella lunga storia dei derby. Ecco alcuni tra i nomi dei giocatori che hanno segnato i primi anni della storia bianconera alla Resega: Friedrich, Faoro, Moretti, Stephani, Hochstrasser, Mazzola, Brambilla, Molina, Rezzonico, Corti, Giudici, Bernardoni. Nelle varie formazioni di quegli anni s'inseriscono anche tre leventinesi: Silvio Baldi, Ennio e Danny Tenconi.

Riserva di Molina è Roger Corpataux. Nella stagione 1970-1971, con gli acquisti di Arturo Baldi dall'Ambri, Marzio Agustoni, un bellinzonese messosi in luce nel Grasshopers, di Bernard Côté e del cecoslovacco Karel Blažek, protagonista di una vera fuga in Svizzera durante un torneo a Lugano, i bianconeri festeggiano la promozione in LNA. L'incontro chiave della stagione è Lugano-Losanna disputato alla Resega davanti a 6000 spettatori e vinto dai bianconeri per 3 a 1. La squadra comprende ben otto giocatori del vivaio: Molina, Corti, Rezzonico, Giudici, Brambilla, Bernardoni, Bernasconi e Cereghetti. A trent'anni dalla sua fondazione, la società vede così il sogno diventare realtà! Dopo il Vallese il Ticino è il secondo cantone a vantare due club nella massima categoria. Molina corona la sua straordinaria carriera quando, ai mondiali di Praga, risulta il secondo miglior estremo difensore in assoluto mentre l'avventura dei bianconeri in LNA dura solo due stagioni dopo la retrocessione in LNB nella stagione 1972/73.

Il Lugano si appresta così a trascorrere nove anni nella serie cadetta, tra risultati altalenanti, anche se con diversi giocatori che negli anni 70 infiammano la Resega come i finnici Juha Pekka Rantasila e Henry Leppä e lo statunitense Tom Vanelli. Nel 1975 il club bianconero fa le valigie e si trasferisce nella prima pista coperta di Lugano: quella di Mezzovico-Vira. I bianconeri vi giocheranno due campionati, il tempo necessario per coprire definitivamente anche la Resega. Nel 1978 nella storia del Lugano e dell'hockey svizzero entra colui che nel giro di pochi anni diventerà un grande personaggio: Geo Mantegazza. Con lui si materializza anche quello che molte volte sarà il settimo giocatore sul ghiaccio: la Curva Nord! Il nuovo staff dirigenziale formato da Geo Mantegazza, Severo Antonini e Fausto Senni conquista subito due risultati storici: per la prima volta il Lugano si classifica davanti all'Ambri, per la prima volta, il 23 ottobre 1979, viene espugnata la Valascia (5-2). L'uomo in più è nell'occasione Jim Koleff che diventa l'idolo della Nord. Vestirà i colori bianconeri per due stagioni.

Gli anni ottanta Nella stagione 1979/1980 ritorna a Lugano dopo l'esperienza a Losanna anche un giocatore che resterà legato ai colori bianconeri per molto tempo: Fabio Gaggini. Due grandi nomi approdano nel 1980 sulle rive del Ceresio. Freschi della straordinaria medaglia d'oro conquistata con la nazionale statunitense alle olimpiadi di Lake Placid, arrivano infatti Mark Pavelich e John Harrington. Ma i due deludono tifosi e società e si fermano a Lugano solo un campionato. Pavelich passerà poi ai New York Rangers risultando uno dei migliori.

La Resega vive comunque in quegli anni uno dei suoi campionati più affollati facendo registrare una media di quasi 8.000 spettatori a partita! Così, nella stagione 1981/1982 Lugano decide di investire parecchio nella campagna acquisti, regalandosi ben otto nuovi giocatori. Fra tutti spicca il nome del capitano della nazionale svizzera Aldo Zenhäusern. Gli stranieri sono Réal Vincent e Bernard Gagnon. Altri due importanti arrivi sono quelli di Claude Domeniconi, arcigno difensore che negli anni successivi darà molto al club e Bruno Rogger, dei primi svizzeri d'America. Fino a dicembre però la squadra non rende come ci si aspetta, l'allenatore-giocatore Vincent decide allora di dedicarsi esclusivamente al ruolo di coach, abbandonando quello di difensore: al suo posto inserisce Rogger, fino a lì attaccante, mentre in attacco viene ingaggiato un nuovo straniero: Bob Sirois. La mossa risulta vincente e il Lugano torna in LNA unitamente ai cugini leventinesi dopo un'entusiasmante poule di promozione, trionfatore anche su piste prestigiose come l'Allmend di Berna e l'Hallenstadion di Zurigo. Per l'avventura in serie A, il Lugano ingaggia un difensore americano, Bob Hess, oltre 300 partite in NHL e la capacità di infiammare i tifosi con discese spettacolari anche se non sempre redditizie. Altri giocatori di esperienza rinforzano i colori bianconeri: Giovanni Conte, Daniel Blaser e Jean-Claude Courvosier.

Ma il vero acquisto è la grande promessa dell'hockey svizzero: l'appenzellese Jörg Eberle. Il campionato dei bianconeri non è comunque memorabile con il sesto posto finale. A fine stagione un artefice della scalata bianconera in LNA conclude definitivamente la propria carriera: Alfio Molina.

Eberle lascia invece Lugano per trasferirsi a Davos. Per dare una scossa a tutto l'ambiente il presidente Mantegazza avvia allora una vera rivoluzione tecnica, chiamando un nuovo allenatore dalla Svezia: si tratta di John Slettvoll. Con lui, inflessibile dentro e fuori dal ghiaccio, arriva un giocatore destinato a diventare il beniamino della Resega: Kent Johansson!

Lo scattante no. 25 ha qualche problema di ambientamento, ma dopo Natale ecco la sua esplosione! Al suo fianco, un finlandese che non sempre si dimostra l'ala adatta per Johansson: Häkan Hjerpe.

L'entusiasmo per l'hockey a Lugano cresce e altri giocatori importanti completano una rosa sempre più competitiva, ossia Beat Kaufmann e Arnold Lörtscher.

La stagione 1983/84 è molto regolare: la squadra si classifica al 4. posto. Per affrontare la stagione 1984/85, il Lugano di Slettvoll si rinforza ulteriormente con due pedine fondamentali: Mats Waltin e Fredy Lüthi.

Il primo è un vero pilastro della nazionale svedese: con Ingemar Stenmark e Björn Borg fa parte dei miti dello sport svedese. Con loro arriva anche un altro giocatore che trascorrerà diverse stagioni in bianconero: Beat Eggimann.

Tra le partenze da notare quelle di Aldo Zenhäusern e Martin Lötscher mentre Fabio Gaggini chiude la carriera agonistica. Lo squadrone bianconero insegue i campioni del Davos per tutta la stagione ma non gli riesce di strappare l'ennesimo titolo ai grigionesi. Conclude comunque quella che fino a lì è la miglior stagione della sua storia con la conquista del secondo posto. Gran mattatore tra i bianconeri è il folletto Johansson.

Slettvoll prepara la stagione 1985/1986 consapevole che potrebbe essere davvero la stagione più importante della storia del club bianconero. La campagna acquisti porta a Lugano due altre pedine di belle speranze: Sandro Bertaggia e Andy Ton mentre ritorna da Davos, reduce da due titoli nazionali, Jörg Eberle. Con loro arriva anche un grigionese talentuoso: Roberto Triulzi da St. Moritz.