Agiografia Poco o nulla si conosce della vita del santo, se non quello che riferisce Prospero di Aquitania.. Mentre si dedicava a distribuire il cibo ai poveri fu fatto uccidere da un comandante goto di nome Felice nel 426. Prospero tuttavia non parla di un culto a questo diacono. Di lui non si conosce il luogo di sepoltura.

Culto Il culto di San Tito è ignoto in antichità e nel Medioevo. La sua memoria fu inserita al 16 agosto da Cesare Baronio nel Martirologio Romano, che lo ricordava con queste parole: «A Roma san Tito diacono, il quale, presa Roma dai Goti, mentre distribuiva il denaro ai poveri, dal barbaro Tribuno fu fatto uccidere». La sua memoria è stata omessa nel martirologio romano riformato dopo il Concilio Vaticano II.

Due località italiane venerano in modo particolare il diacono Tito. A Casorate Sempione le reliquie del santo sarebbero arrivate nel 1676, dopo il loro rinvenimento nel cimitero di Ciriaca, e sono conservate nella chiesa parrocchiale della Beata Vergine Assunta. A Terranuova Bracciolini invece le reliquie del diacono Tito sarebbero arrivate nel 1665 provenienti dalle catacombe di Priscilla, e sono conservate in un'urna sotto l'altare maggiore della chiesa di Santa Maria Bambina.

Note

Bibliografia

Categoria:Santi per nome Categoria:Santi romani del V secolo