Era padre di Piero, compositore coinvolto nel caso Montesi, e di Leone, critico letterario e dirigente della RAI.
Biografia
Formazione familiare e adesione al Partito Popolare Piccioni nacque nel reatino, da padre umbro di Foligno e madre di Reggio EmiliaRicordare Piccioni. Studiò a Rieti e si laureò in giurisprudenza alla Sapienza di Roma. Partecipò alla prima guerra mondiale prima come ufficiale dei bersaglieri, poi come istruttore di automezzi. Nel 1919 soggiornò a lungo a Torino, ospite del fratello, funzionario della prefettura; si sposò e aderì al Partito Popolare Italiano (PPI), appena fondato da Luigi Sturzo.Fonte: Treccani.it L'Enciclopedia Italiana, riferimenti in Collegamenti esterni. Fu segretario del PPI nel capoluogo piemontese e membro del consiglio nazionale (1919-24).
Con l'avvento del fascismo al potere, nel 1926, dopo lo scioglimento forzoso del PPI, si trasferì a Pistoia, dove riprese ad esercitare la professione di avvocatoFonte: Sapere.it, riferimenti in Collegamenti esterni. e rimase vedovo.
Fondazione della Democrazia Cristiana e primi incarichi di governo Il 19 marzo 1943, a Roma, in casa di Giuseppe Spataro, Piccioni prese parte al convegno clandestino del primo nucleo di fondatori della Democrazia Cristiana, nel quale fu discusso e approvato il documento, redatto da Alcide De Gasperi: "Le idee ricostruttive della Democrazia Cristiana"; esponente del Comitato di Liberazione Nazionale della Toscana, si trasferì a Roma nell'immediato dopoguerra.
Il 2 giugno 1946, Piccioni fu eletto all'Assemblea Costituente e fece parte della Commissione dei 75 incaricata di elaborare e proporre il progetto di Costituzione della Repubblica.
Uomo di fiducia di Alcide De Gasperi, fu segretario politico della DC dal 1946 al 1949 e vicepresidente del Consiglio dei ministri nel quinto governo dello statista trentino (1948-1950). Fu poi ministro di grazia e giustizia nel sesto governo De Gasperi (1950-1951) e ancora vicepresidente del Consiglio nei governi De Gasperi VII (1951-1953) e De Gasperi VIII (1953). Nel frattempo, fu rieletto deputato nella II legislatura.
Presidente del Consiglio incaricato e lo scandalo Montesi
Dopo la bocciatura alla Camera dell'ottavo governo De Gasperi (28 luglio 1953), Piccioni fu incaricato dal presidente della Repubblica Luigi Einaudi di formare il nuovo governo. Dopo le consultazioni di rito, la formazione del governo Piccioni sembrava essere cosa fatta, essendo riuscito, il presidente incaricato, a strappare il consenso dei liberali e l'appoggio esterno dei socialdemocratici. In una successiva riunione, tuttavia, il PSDI tornò sui propri passi e annunciò che avrebbe votato contro il nuovo governo, costringendo Piccioni a rinunciare all'incarico.Indro Montanelli, Mario Cervi, Storia d'Italia, Vol. 10, RCS, Milano, 2004, p. 158
Attilio Piccioni fu poi nominato ministro degli affari esteri nell'effimero primo governo Fanfani (gennaio-febbraio 1954) e convocato nuovamente dal presidente Einaudi per succedere a Fanfani come presidente del Consiglio. Piccioni, peraltro, non volle assumersi tale responsabilità per il coinvolgimento del figlio Piero, compositore, nel caso di Wilma Montesi, ragazza romana trovata morta sulla spiaggia di Torvaianica; con riluttanza accettò di essere confermato agli esteri nel nuovo governo Scelba.Indro Montanelli, Mario Cervi, cit., p. 194 Il 26 marzo 1954, tuttavia, il caso Montesi - inizialmente archiviato - fu ufficialmente riaperto dalla corte d'appello di Roma. Il 19 settembre lo scandalo fu tale che Attilio Piccioni si dimise da ministro degli Esteri e da tutte le sue cariche ufficiali. Due giorni dopo, il figlio Piero fu arrestato con l'accusa di omicidio colposo e di uso di stupefacenti e poi tradotto nel carcere di Regina Coeli.
Piero Piccioni ottenne la libertà provvisoria dopo tre mesi di carcere preventivoUgo Zatterin, La tragica ballata di Piero Morgan, da: "L'Europeo" n. 44 del 1980, ripreso su "L'Europeo" - Periodico annuale, Cinquant'anni di gialli, Ed. RCS, aprile 2001, p. 99 e, infine, venne completamente scagionato da ogni accusa, ma la carriera politica del padre fu gravemente compromessa.
Ultime cariche politiche Negli anni che vanno dal 1956 al 1957, Attilio Piccioni fu a capo della delegazione italiana presso le Nazioni Unite.
Nel 1958 fu eletto senatore, e divenne presidente del gruppo della Democrazia Cristiana al Senato. Sarà rieletto senatore nelle successive tre legislature. Nel luglio 1960 si dimise da capogruppo al Senato perché eletto presidente del consiglio nazionale della Democrazia Cristiana (incarico che ricoprirà fino al 1966). Tornò nuovamente vicepresidente del Consiglio nel III (1960-1962) e IV governo Fanfani (1962-1963), nel quale assunse anche il Ministero degli affari esteri in sostituzione di Antonio Segni, neoeletto presidente della Repubblica. In occasione di tali elezioni (1962) fu anche oggetto, da parte di alcuni franchi tiratori democristiani, di una candidatura alternativa a quella ufficiale di Segni, che conseguì ben 51 voti al III scrutinio. Il 7 settembre 1962, Piccioni strinse con gli Stati Uniti, rappresentati dal vicepresidente Lyndon Johnson, l'accordo di collaborazione spaziale San Marco.MAE
Fu ancora vicepresidente del Consiglio e ministro degli esteri nel primo governo Leone (1963) e ministro con incarichi speciali nel I, II, e III governo Moro (1963-1968) e nel secondo governo Leone (1968). Si spense a Roma il 10 marzo 1976.
Sinossi degli incarichi di Governo Ministro Mandato Governo Vicepresidente del Consiglio dei ministri 23 maggio 1948 - 27 gennaio 1950 Governo De Gasperi V Ministro di Grazia e GiustiziaDal 10 al 23 marzo 1951 incaricato di esercitare le funzioni del Presidente del Consiglio e Ministro ad interim dell'Africa italiana in assenza di De Gasperi. 27 gennaio 1950 - 26 luglio 1951 Governo De Gasperi VI Vicepresidente del Consiglio dei ministriDal 7 al 17 set. 1952 incaricato di esercitare le funzioni di Presidente del Consiglio e Ministro ad interim dell'Africa italiana in assenza di De Gasperi. 26 luglio 1951 - 16 luglio 1953 Governo De Gasperi VII Vicepresidente del Consiglio dei ministri 16 luglio 1953 - 17 agosto 1953 Governo De Gasperi VIII Ministro degli Affari esteri 18 gennaio 1954 - 10 febbraio 1954 Governo Fanfani I Ministro degli Affari esteri 10 febbraio 1954 - 16 settembre 1954 Governo Scelba Vicepresidente del Consiglio dei ministri 26 luglio 1960 - 21 febbraio 1962 Governo Fanfani III Vicepresidente del Consiglio dei ministri 21 febbraio 1962 - 21 giugno 1963 Governo Fanfani IV Ministro degli Affari esteri 29 maggio 1962 - 21 giugno 1963 Vicepresidente del Consiglio dei ministri 21 giugno 1963 - 4 dicembre 1963 Governo Leone I Ministro senza portafoglio per il Mezzogiorno e le zone depresse 4 dicembre 1963 - 22 luglio 1964 Governo Moro I Ministro senza portafoglio per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno e nelle aree depresse del Centro-Nord 22 luglio 1964 - 23 febbraio 1966 Governo Moro II Ministro senza portafoglio per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno e nelle aree depresse del Centro-Nord 23 febbraio 1966 - 24 giugno 1968 Governo Moro IIIMinistro senza portafoglio per Incarichi speciali24 giugno 1968 - 12 dicembre 1968Governo Leone II
Note
Bibliografia
Carlo Dane (a cura di), Scritti e discorsi, 1944-1965 / Attilio Piccioni, prefazione di Gabriele De Rosa, Roma, Cinque lune, 1979. Giorgio Galli, Storia della Democrazia cristiana, Roma-Bari, Laterza, 1978. Gabriella Fanello Marcucci, Attilio Piccioni e la sinistra popolare, Roma, Cinque lune, 1977. Gabriella Fanello Marcucci, Attilio Piccioni : la scelta occidentale : vita e opere di un padre della Repubblica, Roma, Liberal, 2011. ISBN 978-88-88835-46-4. Angelo Frignani, La strana morte di Wilma Montesi, Roma, Adnkronoslibri, 2003. ISBN 88-7118-157-3.
Voci correlate Partito Popolare Italiano (1919) Democrazia Cristiana Piero Piccioni Leone Piccioni
Altri progetti
Collegamenti esterni
La morte di Wilma Montesi. Il primo delitto mediatico, da "Misteriditalia.com". di Claudio Dell'Orso, dal sito [Nu]magazine.it. Morto Attilio Piccioni ex segretario della DC articolo di Vittorio Gorresio, La Stampa, 11 marzo 1976, Archivio storico. URL visitato il 10/08/2012 Montesi, giallo nella Roma dei potenti. Quella donna morta sulla spiaggia e le lotte di potere nella DC articolo di Corrado Augias, la Repubblica, 9 febbraio 2006, sezione Roma, Archivio. URL visitato il 10/08/2012
Categoria:Deputati della Consulta nazionale Categoria:Deputati dell'Assemblea Costituente (Italia) Categoria:Deputati della I legislatura della Repubblica Italiana Categoria:Deputati della II legislatura della Repubblica Italiana Categoria:Politici della Democrazia Cristiana Categoria:Vicepresidenti del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana Categoria:Ministri di grazia e giustizia della Repubblica Italiana Categoria:Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale della Repubblica Italiana Categoria:Governo De Gasperi V Categoria:Governo De Gasperi VI Categoria:Governo De Gasperi VII Categoria:Governo De Gasperi VIII Categoria:Governo Fanfani I Categoria:Governo Scelba Categoria:Governo Fanfani III Categoria:Governo Fanfani IV Categoria:Governo Leone I Categoria:Governo Moro I Categoria:Governo Moro II Categoria:Governo Moro III Categoria:Studenti della Sapienza - Università di Roma