La campagna sasanide di Gordiano III fu un episodio delle guerre romano-sasanidi (224-363). La guerra tra l'Impero romano, governato dall'imperatore romano Gordiano III (238-244), nel periodo dell'anarchia militare, e il dominio dei Sasanidi, guidati da Sapore I, succeduto al padre Ardashir I, fu combattuta in un periodo compreso tra il 242 e il 244, originata da un tentativo di espansione sasanide nelle province romane orientaliZosimo, Storia nuova, I, 18.1. e risoltasi con un sostanziale nulla di fatto.Zosimo, Storia nuova, III, 32.4.
Contesto storico
Tra il 224 e il 226/227 era successo che in Oriente l'ultimo imperatore dei Parti, Artabano IV, era stato rovesciato ed il rivoltoso, Ardashir I, aveva fondato la dinastia sasanide, destinata ad essere una temibile avversaria orientale dei Romani fino al VII secolo.Erodiano, Storia dell'impero dopo Marco Aurelio , VI, 2.1. In particolare, tra il 239 ed il 241, Sasanidi e Romani tornarono a scontrarsi per la seconda volta.
Casus belli
Il casus belli fu la costante rivendicazione, da parte dei Sasanidi che si consideravano discendenti dei Persiani, del possesso di tutto l'impero degli Achemenidi, ivi compresi i territori, ora romani, dell'Asia Minore e del Vicino Oriente, fino al mare Egeo, avendo però fallito nel corso della prima invasione del 229-232.Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, LXXIX, 4.1
In effetti le campagne sasanidi di Alessandro del 232 ebbero come risultato finale quello di portare i due Imperi allo status quo dell'epoca di Settimio Severo. Romani e Sasanidi tornavano così ad attestarsi lungo gli "antichi confini" di qualche decennio precedente, e la pace tra le due potenze regnò per i sette/otto anni successivi. Negli anni 239-241, infatti, il sovrano sasanide Ardashir I, insieme al figlio Sapore I, invase la regione, assediando inutilmente Dura Europos ma forse non AntiochiaHistoria Augusta, Gordiani tres, 26, 5. in Siria (239),F.Millar, The Roman near East (31 BC - AD 337), Cambridge Massachusetts & London 1993, p.150.X.Loriot, Les premières années de la grande crise du III siècle: de l'avènement de Maximin Thrace (235) à la mort de Gordian III (244), Aufstieg Niedergang Römischen Welt, II.2 (1975), p.657.Pat Southern, The Roman Empire: from Severus to Constantine, p. 70. conquistando e distruggendo la città di Hatra, alleata dei Romani (nel 240),F.Millar, The Roman near East (31 BC - AD 337), Cambridge Massachusetts & London 1993, p.129. ed infine occupando alcune città della provincia romana di Mesopotamia, Nisibis e CarreGiorgio Sincello, Selezione di cronografia , p.443 3-9 (p.681 5-11 del Corpus Scriptorum Historiae Byzantinae, Bonn 1828-1878). (sempre che queste ultime due fossero state già strappate ai Romani durante gli ultimi mesi di regno di Massimino il TraceJ.-M.Carriè, Eserciti e strategie, La Roma tardo-antica, per una preistoria dell'idea di Europa, vol.18, Milano 2008, p.94Erodiano, Storia dell'impero dopo Marco Aurelio, VI, 6.6.).
Forze in campo Sasanidi
Non conosciamo con precisione quante e quali furono le armate messe in campo da parte dei Sasanidi. Cassio Dione Cocceiano ci aveva raccontato per la precedente campagna di Alessandro Severo e degli anni precedenti (dal 229 al 232), che si trattava di una grossa armata, pronta a terrorizzare non solo la provincia romana di Mesopotamia, ma anche quella di Siria, ad ovest dell'Eufrate. Ciò potrebbe essere stato vero anche per le campagne del decennio successivo.
Ciò che conosciamo di questo esercito è che non era permanente come quello romano, con soldati di professione pagati regolarmente per il loro mestiere. Vi era solo un'eventuale divisione del bottino finale. Ci troviamo piuttosto di fronte ad un sistema simile a quello feudale, dove per ogni campagna era necessario assemblare un esercito di volta in volta, composto da nobili a capo dei loro "clan", sottoposti poi sotto il comando di un principe della casa reale. Non c'erano perciò ufficiali esperti d'armi che prestassero servizio in modo continuo e neppure un sistema di reclutamento durevole, poiché non vi erano unità militari permanenti, sebbene molti fossero i nobili a disposizione dell'esercito sasanide. Per questi motivi, spesso ingaggiavano armate mercenarie.Erodiano, Storia dell'impero dopo Marco Aurelio , VI, 5.3. Usavano soprattutto l'arco ed il cavallo in guerra, diversamente dai Romani che prediligevano la fanteria, tanto che i Sasanidi si dice crescessero fin dall'infanzia, cavalcano e tirando con le frecce, vivendo costantemente per la guerra e la caccia.Erodiano, Storia dell'impero dopo Marco Aurelio , VI, 5.4.
Vi è da aggiungere però che, a differenza dei Parti arsacidi, cercarono di mantenere sotto le armi per più anni i loro contingenti, nel corso di importanti campagne militari, velocizzando il reclutamento delle loro armate, oltre a meglio assimilare le tecniche di assedio dei loro avversari romani, mai veramente apprese dai loro predecessori.Pat Southern, The Roman Empire: from Severus to Constantine, pp. 231-232.
Romani
Sappiamo invece che per i Romani le forze messe in capo, erano rappresentate da legioni e truppe ausiliarie disposte lungo il limes orientale. Qui sotto l'elenco delle legioni e delle loro rispettive fortezze:
N. fortezze legionariedel limes orientale unità legionaria località antica località moderna provincia romana1Legio XV ApollinarisSatalaSadaghCappadocia2Legio XII FulminataMeliteneMeliteneCappadocia3Legio III ParthicaF.Millar, The Roman near East (31 BC - AD 337), Cambridge Massachusetts & London 1993, p.128.NisibisNusaybinMesopotamia4Legio I ParthicaSingaraSinjarMesopotamia e Osrhoene5Legio IV ScythicaZeugmaBelkisSyria Coele6Legio XVI Flavia FirmaSuraSuraSyria Coele7vexill. Legio II ParthicaApamea sull'OronteSyria Coele8Legio III GallicaDanabaMehinSyria Phoenicia9Legio X FretensisAelia CapitolinaGerusalemmeSyria Palaestina10Legio VI FerrataCaparcotnaKfar OtnaySyria Palaestina11Legio III CyrenaicaBostraBosraArabia Petraea
A queste legioni, già presenti sul fronte orientale, se ne aggiungevano altre provenienti dal Danubio e da altre regioni occidentali come: la I Adiutrix, I Parthica, II Parthica? (o era già presente sul fronte orientale, ad Apamea), III Cyrenaica, III Gallica, III Parthica, IV Italica,Ritterling, c.1326; Gonzales, p.166. IV Scythica, VI Ferrata, X Fretensis, XII Fulminata, XV Apollinaris e XVI Flavia Firma,; oltre ad alcune vexillationes provenienti da altri fronti come: la I Italica, I Minervia, II Adiutrix, II Italica (?), III Italica, Legio IV Flavia Felix, Legio V Macedonica, VII Claudia Pia Fidelis, VIII Augusta, Legio X Gemina, XI Claudia Pia Fidelis, Legio XIIII Gemina e XXII Primigenia e XXX Ulpia Traiana Victrix.J.R.Gonzales, Historia de las legiones romanas, p.730.
Il totale delle forze messe in campo dall'Impero romano lungo l'intero limes orientale, potrebbe essere stato attorno ai 150/ armati romani coinvolti o forse più,Erodiano, VI, 3.2.Le forze stimate in 150/ armati da parte romana (13 legioni al completo oltre a vexillationes di 14 altre legioni), significa considerare che buona parte di queste rimasero a difendere i confini imperiali (almeno la metà, pari a armati), mentre la restante parte (l'altra metà), potrebbe aver costituito l'armata di "invasione". certamente un'armata immensa,Historia Augusta, Gordiani tres, 26, 3. di cui la metà era costituita da legionari, la restante da ausiliari.Yann Le Bohec, L'esercito romano, p. 34 e 45.
Fasi della guerra
242 Il giovane imperatore fece aprire, per l'ultima volta della storia, le porte del tempio di GianoAurelio Vittore, De Caesaribus, XXVII, 7-8; Epitome de Caesaribus, XXVII, 1-3.Giovanni di Antiochia, Historia chronike, fram.147. e, dopo aver mobilitato l'esercito, marciò personalmente verso Oriente, con il comando effettivo della campagna affidato al suocero Timesiteo e all'altro prefetto del pretorio, Gaio Giulio Prisco. Alla spedizione partecipò anche il filosofo Plotino.
243 Giunto ad Antiochia (forse sul finire dell'anno precedente), che sembra riconquistò dopo essere caduta in mano a Sapore I, passò l'Eufrate, sconfiggendo ripetutamente i Persiani, strappando loro Carre, Nisibis,Zonara, L'epitome delle storie, XII, 18.Historia Augusta, Gordiani tres, 26, 6.Historia Augusta, Gordiani tres, 27, 6. e Singara (tanto che tutte e tre queste città tornarono a battere moneta romana),British Museum Coins, Mesopotamia, pp.89-90, 121 e 135-136. e sconfiggendoli poi nella battaglia di Resena.Zosimo, Storia nuova, I, 18.2. Lo stesso imperatore, tornato a svernare nella provincia romana di Siria, stava progettando una nuova campagna per l'anno successivo, con la quale avrebbe dovuto raggiungere ed occupare la capitale nemica, Ctesifonte,Historia Augusta, Gordiani tres, 27, 7. quando Timesiteo morì, sembra di malattia.Historia Augusta, Gordiani tres, 28, 1. Senza l'esperienza militare ed il carisma del suocero, la campagna in territorio sasanide e la sicurezza stessa dell'imperatore erano ora a rischio. Il prefetto Prisco convinse Gordiano a nominare suo fratello Marco Giulio Filippo (meglio noto come Filippo l'Arabo) nuovo prefetto del pretorio in sostituzione di Timesiteo.Historia Augusta, Gordiani tres, 29, 1. Durante l'autunno e l'inizio dell'inverno di questo stesso anno, le truppe romane avanzarono lungo l'Eufrate. Questo il racconto di Zosimo, di sicuro non favorevole a Filippo l'arabo:
244 Le fonti persiane riportano che, all'inizio dell'anno, Persiani e Romani tornarono a scontrarono nella battaglia di Mesiche (l'odierna Falluja o Al-Anbar, a 40 km ad ovest di BaghdadJ.M. Carriè, Eserciti e strategie, vol.18 della "Storia Einaudi dei Greci e dei Romani", Milano 2008, p.94.), conclusasi con una pesante sconfitta dei Romani, in seguito alla quale Sapore I, cambiò il nome della città in Peroz-Shapur ("Sapore vittorioso") e celebrò la vittoria con un'iscrizione a Naqsh-i-Rustam in cui affermava di aver ucciso Gordiano.Res gestae divi Saporis, 3-4. Le fonti romane, invece, non menzionano la battaglia e suggeriscono che Gordiano sia morto nei pressi di Circesium,Historia Augusta, Gordiani tres, 34, 2.Orosio, Historiarum adversus paganos libri VII, VII, 19.5. ad oltre 300 km a nord di Peroz-Shapur, sospettando che sia stato ucciso dal prefetto del pretorio (il quale secondo Zosimo aveva sobillato le truppe esauste ed affamateZosimo, Storia nuova, I, 19.1.), Filippo, che gli succedette sul trono.Rufio Festo, Breviarium rerum gestarum populi Romani, 22.San Girolamo, Chronicon, 241-244, p.217, 1-7.Giordane, De summa temporum vel origine actibusque gentis Romanorum, 282. La scritta del cenotafio di Circesium era secondo la Historia Augusta scritta in greco, latino, persiano, ebraico ed egiziano, in modo che tutti potessero leggere: