Lo stadio Giuseppe Meazza, noto anche come stadio San Siro, è un impianto sportivo multifunzione italiano di Milano. Sorge nel quartiere di San Siro, cui deve il nome con il quale fu noto fino al 1980, allorquando fu intitolato alla memoria di Giuseppe Meazza (1910-1979), calciatore milanese che fu campione mondiale nel 1934 e nel 1938.

Inaugurato nel 1926 come terreno di proprietà del , nel 1935 fu acquisito dal comune di Milano e da quest'ultimo ampliato tra il 1937 e il 1939. Dopo la guerra, negli anni cinquanta, vi fu edificata una gradinata sopraelevata continua (il cosiddetto «secondo anello») grazie alla quale raggiunse una capienza di quasi centomila spettatori, cui fece seguito l'impianto d'illuminazione. Tra il 1987 e il 1990 fu sottoposto alla sua più recente ristrutturazione, a seguito della quale fu dotato di un'ulteriore gradinata, nota come «terzo anello». Successivi lavori intrapresi nel nuovo millennio hanno riguardato l'adeguamento dell'interno dell'impianto, il terreno di gioco, il fossato e l'eliminazione dell'area tecnica a bordo campo; la capienza alla stagione 2024-25 è di poco inferiore ai posti, tutti a sedere.

Storicamente impianto interno delle due più note compagini calcistiche professioniste cittadine, il Meazza ospita il Milan fin dalla sua inaugurazione e l' dal 1947. Soprannominato «la Scala del calcio» per traslato dal concittadino Teatro alla Scala, è l'impianto sportivo più capiente d'Italia. È, inoltre, il quinto stadio italiano in attività per anzianità di servizio, dopo il "Ferraris" di Genova (entrato in esercizio nel 1911), il "Penzo" di Venezia (1913), il “Ceravolo” di Catanzaro (1919) e il "Tardini" di Parma (1924).

Il suo primo appuntamento calcistico internazionale fu il mondiale 1934, del quale ospitò una delle semifinali; nel dopoguerra vi si svolsero gare dell'europeo 1980 e del mondiale 1990 e, più recentemente, la finale di Nations League 2021. In ambito di club è stato designato quattro volte dall'UEFA quale stadio della finale di Coppa dei Campioni – e, a seguire, Champions League – tra il 1965 e il 2016; in quanto impianto interno di una delle contendenti, ha inoltre ospitato quattro finali di Coppa UEFA, tre dell'Inter nel 1991, 1994 e 1997, e una della nel 1995; nella stagione 2019-20 fu anche lo stadio delle gare europee dell'.

Benché destinato quasi esclusivamente al calcio, è stato sede della cerimonia d'apertura dei XXV Giochi olimpici invernali del 2026 e registra il record nazionale d'affluenza per un incontro di rugby, tra e del 2009, cui assistettero più di spettatori; in precedenza, nel 1960, aveva ospitato un incontro per la corona mondiale di pugilato tra Duilio Loi e Carlos Ortiz.

Fuori dall'ambito sportivo, è utilizzato fin dal 1980 come sede di concerti, in particolare nella stagione estiva, e ha visto esibirsi, tra gli altri, artisti internazionali di rilievo quali Bob Marley, i Rolling Stones, Michael Jackson, Bob Dylan e Bruce Springsteen.

Dal il Meazza è proprietà di Stadio San Siro spa, società compartecipata da Inter e Milan destinata a occuparsi della gestione immobiliare dell'impianto e dell'organizzazione degli eventi al suo interno.

Storia Le origini

La genesi dell'impianto risale al 1925 quando l'allora presidente del Milan Piero Pirelli decise di dotare il club di una nuova sede dei propri incontri interni che superasse le scomodità di quella di viale Lombardia; affidò quindi all'architetto Ulisse Stacchini, già autore della Stazione Centrale, il progetto di uno stadio in zona San Siro, redatto con la collaborazione strutturale dell'ingegnere Alberto Cugini e realizzato dalla Società Anonima Immobiliare Lampugnano – all'uopo costituita e partecipata dai vari soci del club – che il successivo iniziò i lavori di costruzione e, in capo a un anno, ultimò una struttura da spettatori costituita da quattro tribune lineari disposte lungo i lati del campo da gioco, con distacchi in corrispondenza degli angoli. Il , alla presenza di Adalberto di Savoia-Genova, lo stadio fu inaugurato con un'amichevole vinta 6-3 dallInter sul Milan, cui il successivo fece seguito la prima gara ufficiale, una sconfitta 1-2 contro la in occasione della prima giornata di Divisione Nazionale.

A battezzare lo stadio con il nome di San Siro fu Anteo Carapezzi, ex corridore ciclista e dirigente del Milan, designato da Pirelli a direttore del neocostruito impianto.

Con tale configurazione San Siro fu tra gli impianti designati quale sede del mondiale di calcio 1934, del quale ospitò l'ottavo di finale vinto dalla sui , il quarto in cui la batté la e la semifinale che vide l' battere l'.

Facendo seguito proprio ai problemi di capienza dello stadio emersi durante la semifinale mondiale, nel 1935 il comune di Milano ne deliberò l'acquisto e, contestualmente, ne affidò all'architetto Mario Perlasca e all'ingegnere Giuseppe Bertera – due professionisti del proprio ufficio tecnico comunale – la progettazione dei relativi interventi di ammodernamento. Questi ultimi, durati circa 20 mesi, iniziarono a settembre 1937 e riguardarono la chiusura dei distacchi tra gli spalti e l'elevazione delle due curve allo stesso livello di quella delle tribune, sì da formare una gradinata unica continua e aumentare la capienza dello stadio a circa posti; nell'occasione furono ristrutturati gli ingressi, ricostruiti spogliatoi e sale per gli atleti, ed eliminate tutte le pertinenze a servizio del limitrofo ippodromo. I lavori costarono poco più di 5 milioni di lire, e lo stadio così ristrutturato fu ufficialmente inaugurato da un'amichevole tra e il , un pareggio 2-2 che fruttò circa d'incasso.

Il secondo anello

Dal 1941 fino alla Liberazione San Siro rimase inutilizzato per via delle ristrettezze belliche – in particolare la penuria di energia elettrica che rendeva difficile l'uso del tram per recarsi allo stadio – a seguito delle quali il migrò all'Arena Civica in coabitazione con l'. Per ragioni diverse, ciò accadde anche per un breve periodo nell'immediato dopoguerra in quanto l'Arena, soprattutto d'inverno, presentava un terreno meno sensibile ai fattori atmosferici e permetteva di giocare anche con temperature prossime allo zero. Nel 1947 entrambe le compagini migrarono definitivamente a San Siro perché i piani di espansione dell'Arena vennero bocciati in sequenza dalla sovrintendenza milanese alle Belle Arti, essendo il fabbricato, di epoca napoleonica, sottoposto a protezione come bene tutelato artisticamente; il comune di Milano pose già all'epoca, quindi, la questione dell'ampliamento di San Siro che fu discussa negli anni seguenti e, infine, definita nell'aprile 1953 quando una delibera affidò all'architetto Armando Ronca e all'ingegnere Ferruccio Calzolari l'esecuzione di un progetto da 750 milioni di lire da essi presentato a nome della Società Anonima Fondiaria Imprese Edili.

L'estensione, nota come «secondo anello», consisté nella costruzione di una gradinata unica sovrapposta a quella già esistente, facente quindi parzialmente funzione di tettoia ai posti del settore inferiore. Laddove il primo anello era suddiviso per ordine di posti, il secondo era un unico settore popolare scoperto, in cui la migliore sistemazione era determinata dall'ordine d'arrivo allo stadio. A sostenere la nuova struttura sopraelevata fu una serie di rampe portanti elicoidali in cemento armato costruite lungo il perimetro esterno dello stadio, tramite le quali si poteva accedere ai vari piani e settori.

A mettere in forse l'inaugurazione del nuovo stadio e – si paventò – la sua futura esistenza, fu un ricorso, accolto dal Consiglio di Stato, presentato dalla società di gestione dell'adiacente ippodromo di San Siro che lamentò che i lavori d'ampliamento avessero ridotto da 8 a 4 metri la carreggiata per il passaggio dei tram e avessero danneggiato l'attività ippica perché lo stadio non rispettava più le regole sui distacchi tra gli edifici; tuttavia la questione si risolse solo in un risarcimento da parte del comune di Milano e il lo stadio ristrutturato fu riaperto con un'amichevole tra il Milan e i sovietici della , che vinse 4-1.

Nel 1957 fu messo in opera l'impianto di illuminazione (su progetto della società elettrotecnica Buini & Grandi di Bologna), costituito da 180 proiettori distribuiti su tralicci disposti a ciascun angolo dello stadio, del costo di circa 40 milioni di lire e inaugurato a fine agosto in occasione di un'amichevole contro la .

Nel 1965 l'UEFA designò San Siro quale sede di finale della Coppa dei Campioni di quell'anno; la scelta originale era caduta più in generale sull'Italia, con Roma quale sede di riserva in caso di qualificazione dell'Inter alla finale, ma successivamente fu deciso che – indipendentemente dagli esiti del campo – la gara decisiva per il titolo si sarebbe tenuta a San Siro; davanti al pubblico di casa l'Inter batté 1-0 i portoghesi del aggiudicandosi così la propria seconda Coppa. Il 1967 fu l'anno dell'installazione del primo tabellone luminoso elettronico. Nel 1970, appena tre anni dopo la sua prima finale, San Siro si rivide affidare per la seconda volta dall'UEFA l'organizzazione dell'atto terminale della Coppa dei Campioni che, nell'occasione, vide gli olandesi del battere 2-1 gli scozzesi del .

A ottobre 1977 l'UEFA assegnò all'Italia l'organizzazione del campionato europeo 1980; San Siro fu tra gli impianti scelti per ospitare la manifestazione, ma necessitava di alcuni lavori di rinnovamento, in particolare per quanto riguardava la parte di struttura del primo anello edificata negli anni trenta e gravata da quarant'anni d'attività. L'ufficio tecnico comunale, infatti, aveva dichiarato pericolanti le strutture a sostegno del secondo anello, e per stabilizzarle fu varato un piano di ristrutturazione – del valore di circa 4 miliardi di lire – che prevedeva la posa in opera di mensole in acciaio e, in aggiunta, il rifacimento di spogliatoi e cabine stampa in vista dell'afflusso dei giornalisti stranieri per il torneo; i lavori, inizialmente previsti per la sola estate 1979, si protrassero fino a campionato iniziato perché la ditta appaltatrice riscontrò incongruenze tra quanto esposto nei progetti circa l'estensione del 1955 e le opere effettivamente realizzate su cui occorreva apportare le modifiche.

Nel frattempo, a seguito della morte dell'ex calciatore dell'Inter – e, più brevemente, del Milan – Giuseppe Meazza avvenuta a fine agosto, il comune deliberò di intitolare lo stadio alla sua memoria a lavori ancora in corso, in concomitanza con l'inizio del campionato 1979-80; l'ufficializzazione giunse in occasione del derby di ritorno del .

Nel corso del successivo campionato europeo San Siro ospitò tre incontri, tutti della fase a gironi: il pareggio 0-0 dell' contro la , la vittoria 2-1 del di nuovo contro la Spagna, e infine il pareggio 1-1 tra e , per un totale di poco più di spettatori complessivi.

Nell'estate del 1981 il Meazza divenne l'impianto del Mundialito, competizione a inviti organizzata dal gruppo Fininvest di Silvio Berlusconi – non ancora presidente del Milan – tra club vincitori della Coppa Intercontinentale; il torneo si tenne nel periodo estivo per tre edizioni fino al 1987.

Il terzo anello

Il l'Italia fu designata Paese organizzatore del mondiale di calcio 1990 e Milano fu, fin dalla presentazione della candidatura ufficiale alla FIFA, una delle città prescelte per ospitare gare del torneo. Sorse perciò l'esigenza di adeguare il Meazza alle norme FIFA che richiedevano impianti con solo posti a sedere; tra il 1987 e il 1990, quindi, lo stadio fu sottoposto alla più pesante ristrutturazione da trent'anni a quella parte, con un'ulteriore sopraelevazione denominata «terzo anello» affidata agli architetti Giancarlo Ragazzi ed Enrico Hoffer e agli ingegneri Leo Finzi ed Edoardo Nova.