Si formò in Italia sostanzialmente da autodidatta, andando dalla Toscana a Venezia e passando per il Mezzogiorno, fino a quando non giunse a Parigi nel 1906. La città francese era all'epoca la capitale europea delle avanguardie artistiche e in Francia egli entrò in contatto con personaggi come Pablo Picasso, Maurice Utrillo, Max Jacob, Jacques Lipchitz, Chaïm Soutine e altri. A Parigi frequentò anche importanti scrittori e poeti, come - ad esempio - Giuseppe UngarettiModigliani e Ungaretti si conobbero all'inizio del 1913 ma ebbero modo di frequentarsi con una certa regolarità solo nel 1919, quando entrambi presero l'abitudine di consumare i pasti presso la trattoria gestita dalla signora Rosalia in rue Campagne première (F. Livi, Dal Boulevard Raspail alla Closerie des Lilas. Ungaretti tra Papini e Apollinaire, in Atti del Convegno internazionale di studi di Roma, a cura di A. Zingone, ESI, Napoli 1995; C. Auria, La vita nascosta di Giuseppe Ungaretti, Le Monnier, Firenze 2019, pp. 107-108).. In Francia conobbe anche la giovane pittrice Jeanne Hébuterne, destinata a divenire sua compagna di vita oltre che musa.

Nel 1909 iniziò ad avvicinarsi alla scultura ma, sebbene fosse la sua reale aspirazione artistica, dovette abbandonarla a causa delle precarie condizioni fisiche; dal 1914 si dedicò solamente alla pittura producendo una notevole quantità di dipinti dai quali, tuttavia, non ricavò alcuna ricchezza e che durante la sua breve esistenza non vennero per nulla presi in considerazione perché giudicati troppo osceni e scandalosi, riducendolo praticamente alla miseria più totale.

Artista bohémien, Modigliani non disdegnò il bere e l'uso di altre sostanze nocive, compromettendo la sua già instabile salute fisica, minata da una grave forma di tubercolosi, che infatti lo portò alla morte all'età di soli 35 anni. È sepolto nel cimitero parigino di Père-Lachaise insieme con la sua compagna Jeanne, la quale, incinta di otto mesi del loro secondo figlio, si suicidò due giorni dopo la sua morte.

Biografia Infanzia e adolescenza

Amedeo Modigliani nacque a Livorno, in via Roma, Curiosamente la casa natale di Modigliani, attualmente in via Roma 38 a Livorno, si trova esattamente di fronte alla casa natale del poeta e cantautore Piero Ciampi, situata in via Roma 1. il 12 luglio del 1884 in una famiglia ebraica sefardita, ultimogenito dei quattro figli (tre maschi ed una femmina)i fratelli erano Giuseppe Emanuele, Margherita (1874-1950) e Umberto (1878-1943) di Flaminio Modigliani (1840-1928) e di Eugénie Garsin (1855-1927), quest'ultima nata a Marsiglia ma di famiglia livornese da diverse generazioni, ambedue di sentimenti non rigorosamente religiosi. Quando venne alla luce, la famiglia stava attraversando un grave dissesto economico poiché l'impresa del padre, costituita da alcune società agricole e minerarie in Sardegna (specialmente a Buggerru, in località Grugua, nel Sulcis-Iglesiente), era in bancarotta. Anche la situazione finanziaria dei Garsin era tutt'altro che rosea. Forse anche per questo motivo venne incaricato Evaristo Mauri di fotografare le miniere di proprietà della famiglia.

Fu soprattutto l'intraprendenza della madre a impedire il tracollo economico della famiglia, grazie ai ricavi provenienti dalla scuola materna ed elementare da lei fondata, dalle lezioni private e dall'attività di traduttrice e critica letteraria. Inoltre, si preoccupò personalmente dell'istruzione dei figli.

Fin dall'adolescenza Amedeo fu afflitto da problemi di salute: dapprima una pleurite, poi una febbre tifoide, quindi, ad appena 14 anni, l'esordio della tubercolosi due anni dopo; una forma così grave da costringere il giovane Amedeo ad abbandonare gli studi e a effettuare alcuni soggiorni a Capri, diventata a partire dal XIX secolo famosa in tutto il mondo, ad Amalfi e a Napoli, dai quali trasse un discreto giovamento. Nel 1898 il fratello maggiore, Giuseppe Emanuele, futuro deputato del Partito Socialista Italiano, fu arrestato a Piacenza, dove dirigeva un giornale, processato insieme all'intero gruppo dirigente socialista locale e condannato a sei mesi di carcere.

Costretto spesso in casa per via della salute assai cagionevole, Modigliani sin da piccolo mostrò una grande passione per il disegno, riempiendo pagine e pagine di schizzi e ritratti tra lo stupore dei parenti, che comunque non gli concessero la possibilità di iscriversi a qualche corso adatto al suo livello; fu solo durante un violento attacco della malattia, che riuscì a strappare alla madre la promessa di poter andare a lavorare nello studio di Guglielmo Micheli, uno dei migliori allievi del grande Giovanni Fattori e uno dei pittori più in vista di Livorno, da cui apprenderà le prime nozioni pittoriche, e dove conoscerà, nel 1898, lo stesso Fattori. Modigliani sarà così inizialmente influenzato dal movimento dei macchiaioli, in particolare da Fattori stesso e da Silvestro Lega.

Il trasferimento a Parigi e l'esordio artistico

Nel 1902 Amedeo Modigliani s'iscrisse alla "Scuola libera di Nudo" di Firenze diretta da Giovanni Fattori, e un anno dopo si spostò a Venezia, dove per due anni frequentò la stessa scuola presso l'Accademia di Belle Arti, ed ebbe le prime esperienze di vita bohémien. Nel 1906 Modigliani emigrò in Francia, precisamente a Parigi, che all'epoca era il punto focale dell'avanguardia. Sistematosi al Bateau-Lavoir, una comune per artisti squattrinati di Montmartre, fu ben presto occupato dalla pittura SOKI, inizialmente influenzato dal lavoro di Henri de Toulouse-Lautrec, finché Paul Cézanne cambiò le sue idee.

Modigliani sviluppò uno stile unico, l'originalità di un genio creativo, che era contemporaneo del movimento artistico dei cubisti, ma di cui non fece mai parte. Modigliani è famoso per il suo lavoro rapido: si dice che completasse un ritratto in una o due sedute. Una volta terminati, i suoi dipinti non venivano mai ritoccati. Eppure, tutti coloro che avevano posato per lui dissero che essere ritratti da Modigliani era come "farsi spogliare l'anima". Modigliani si era inizialmente pensato come scultore più che come pittore e iniziò a scolpire seriamente dopo che Paul Guillaume, un giovane e ambizioso mercante d'arte, s'interessò al suo lavoro sulla scultura nera e lo presentò a Constantin Brâncuși e poco dopo a Picasso.

Questi caratteri appaiono antichi, quasi egizi, piatti e vagamente ricordanti una maschera, con distintivi occhi a mandorla, bocche increspate, nasi storti e colli allungati. Anche una serie di sculture di Modigliani venne esposta al Salone d'autunno del 1912. A causa delle polveri generate dalla scultura, la sua tubercolosi peggiorava; abbandonò quindi la scultura, prima quella della pietra calcarea e poi anche quella del legno, e si concentrò unicamente sulla pittura.

Elvira "La Quique" In un caffè Modigliani incontrò Elvira, una bellissima e giovane donna: era una prostituta soprannominata 'La Quique'. Fu un colpo di fulmine per entrambi. I dipinti Elvira appoggiata al tavolo e Nudo in piedi (Elvira), spesso riprodotto su cartoline, sono due dei suoi capolavori.

I ritratti Tra le personalità ritratte da Modigliani si ricordano il pittore Chaïm Soutine, suo amico e anche lui forte bevitore, Beatrice Hastings, una scrittrice e giornalista inglese alla quale rimase legato sentimentalmente per due anni, e molti colleghi artisti che frequentavano in quel tempo Montparnasse, come Moïse Kisling, Pablo Picasso, Diego Rivera, Juan Gris, Max Jacob e i giovani scrittori Blaise Cendrars e Jean Cocteau.

Un altro pittore suo grande amico, nonostante le liti frequenti per i problemi di alcolismo, fu Maurice Utrillo. Dalle "teste", Modigliani passò ai ritratti con la figura completa svolta a spirale e ai nudi disegnati con una linea ondulata, che costituiscono le sue opere più tipiche. Amedeo amava però soprattutto ritrarre la donna che divenne sua compagna: Jeanne Hébuterne.

I nudi e l'incontro con Jeanne Hébuterne

Il 3 dicembre 1917 si tenne alla Galérie Berthe Weill la prima mostra personale di Modigliani. Il capo della polizia di Parigi rimase scandalizzato per l'immoralità dei nudi di Modigliani in vetrina, e lo costrinse a chiudere la mostra a poche ore dalla sua apertura. La sua pittura apparve diversa da tutto ciò che si faceva allora, ovvero un "ritorno all'ordine". Qualcosa di comune egli aveva con i due pittori russi Pascin e Soutine, anche per l'accensione tonale che, insieme alla ricerca di una materia sempre più vellutata, caratterizza l'opera degli ultimi anni del pittore.

Quello stesso anno Modigliani ricevette una lettera da un'ex amante, Simone Thiroux, una ragazza franco-canadese, che lo informò di essere di ritorno in Canada e di avere dato alla luce un figlio, avuto da lui. Modigliani non riconobbe mai il bambino come suo, mentre trovò il grande, vero amore, in Jeanne Hébuterne, una pittrice in erba, con la quale si trasferì in Provenza dopo che lei era rimasta incinta: il 29 novembre 1918 la ragazza diede alla luce una bambina, che venne anch'essa battezzata Jeanne.

Mentre era a Nizza, Léopold Zborowski si prodigò per aiutare lui, Tsuguharu Foujita e altri artisti, cercando di vendere i loro lavori ai ricchi turisti. Modigliani riuscì a vendere solo qualche quadro e per pochi franchi ciascuno. Nonostante ciò fu proprio questo il periodo in cui produsse gran parte dei dipinti che sarebbero diventati i suoi più popolari e di maggior valore. I finanziamenti che Modigliani riceveva svanivano rapidamente in droghe e alcol, tuttavia Modigliani non era il solo, in un ambiente come Montparnasse a cavallo della prima guerra mondiale, a fare uso di alcool e hashish: anzi, si può dire che quelle tendenze erano comuni ai più; quello che colpiva negli eccessi di Modigliani era la loro platealità, al punto da fare esclamare a Picasso un giorno: "Si direbbe che Modigliani non possa prendere una sbornia che al crocicchio di Montparnasse".

Due altre testimonianze spostano il problema sulla compatibilità di tale eccessi con il carattere e il portamento umano di Modigliani.

de Vlaeminck:

E poi Severini:

Quell'eccitazione che ne ricavava era utilizzata per vedere sempre più in profondità dentro di sé; era del resto cosa usuale in tutti gli artisti di quell'epoca.

Nel maggio del 1919 fece ritorno a Parigi dove, assieme a Jeanne e alla loro figlia, affittò un appartamento in rue de la Grande Chaumière. Mentre vivevano lì sia Jeanne che Modigliani dipinsero ritratti l'uno dell'altra e di tutti e due assieme. Anche se Modigliani continuò a dipingere in quel periodo il suo stile di vita era giunto a richiedere il conto, e la salute si stava deteriorando rapidamente. La breve vita di Modigliani precipitava nella tragedia e la tubercolosi lo spegneva all'hôpital de la Charité.

La morte

Una mattina di gennaio del 1920 l'inquilino del piano sottostante, insieme a Kisling e Ortiz de Zárate trovarono Modigliani delirante nel letto nello studio gelido, attorniato da numerose scatolette di sardine aperte e bottiglie vuote, mentre si aggrappava a Jeanne, che era quasi al nono mese della seconda gravidanza. Venne convocato un medico, ma c'era ormai poco da fare, poiché Modigliani era in preda a una meningite tubercolare.

Ricoverato all'Hôpital de la Charité, in preda al delirio e circondato dagli amici più stretti e dalla straziata Jeanne, Modì spirò la sera del 24 gennaio 1920. Al funerale di Modigliani parteciparono tutti i membri delle comunità artistiche di Montmartre e Montparnasse. André Salmon, amico di Modigliani comunicò la notizia della morte ad André Warnod tramite una lettera: