La letteratura galiziano-portogheseo anche letteratura gal(l)ego-portoghese medievale è quella scritta in galiziano-portoghese in diverse zone della Penisola Iberica tra i secoli XII e XV e comprende la lirica sacra e profana e differenti tipi di prosa.

Tra i secoli XII e XIV fiorì nell'occidente della Penisola Iberica un movimento poetico in lingua galiziano-portoghese, che rappresenta l'unica forma di poesia scritta in lingua romanza nei regni di Galizia (prima e dopo dell'indipendenza del Portogallo), León e Castiglia. Questa letteratura era scritta in una forma altamente elaborata di galiziano-portoghese, indipendentemente dall'origine dell'autore. Al contrario, la prosa medievale galiziano-portoghese, molto più scarseggiante, è costituita fondamentalmente di traduzioni di opere scritte in altre lingue destinate ad essere lette in Galizia. Tuttavia, a partire dalla fine del XV secolo, le circostanze socio-linguistiche derivate dalle conseguenze sociopolitiche dell'epoca favorirono l'"indipendenza" della lingua portoghese rispetto a quella galiziana e la divisione del sistema letterario galiziano-portoghese, cedendo il passo ai secoli oscuri in Galizia e alla nascita della letteratura portoghese.

Contesto storico

Il medioevo era caratterizzato socio-economicamente dal sistema feudale. Dal VII secolo, il feudalesimo divenne la base politica ed economica dell'Europa. Nelle società feudali, il vassallo riceveva terre dal suo signore e restava sotto la sua protezione e autorità, restituendo in cambio una buona parte dei benefici di detta terra al suo proprietario.

Tra il VIII e il XI secolo il sistema feudale viene a consolidarsi grazie al libertà di azione della nobiltà laica e alla sua forza militare, da cui dipendeva il potere giurisdizionale. La Chiesa, d'altro canto, in Galizia era proprietaria della maggior parte delle terre.

Il XII secolo sarà un secolo florido per la Galizia. L'aumento demografico permetterà l'estensione delle attività agricole, con conseguente aumento delle attività commerciali, mentre nei centri urbani i prodotti agricoli venivano barattati con manufatti.

Come conseguenza di ciò, si viene a sviluppare una rinascita urbana e della borghesia, organizzata in gilde (gremios) situati in quartieri o strade, in base all'attività svolta. Le città, al contrario dei nuclei rurali, sono dominio dei re, e non dei signori feudali.

A partire dal XII secolo comincerà inoltre il periodo storico conosciuto come epoca o periodo compostelano, per merito dell'arcivescovo Xelmírez, il quale darà lustro a Santiago di Compostela, sia dal punto di vista economico che culturale. La lirica trobadorica profana, l'arrivo dell'arte romanica mediata da quella francese dell'Ordine di Cluny, il Cammino di Santiago, la composizione del Codex Callixtinus... saranno uno specchio fedele di questo apogeo culturale.

A partire dal XIII secolo, la classe emergente della borghesia comincia a mostrare interesse per l'accesso al potere politico, provocando così "scontri" con la nobiltà laica e religiosa. Ma, a cominciare dalla fine del XIII secolo, l'Europa comincia a vivere una tremenda crisi, che si accentuerà nel XIV. L'impoverimento del sistema feudale, la miseria, la peste, le guerre,... porteranno l'individuo del XIV secolo a sentirsi insignificante, e ciò si rifletterà perfettamente nella prosa religiosa e anonima di questo secolo.

Ma la crisi del XIV secolo cede il passo a una graduale ripresa, che culminerà con la crescita economica del XV secolo e la ricerca di nuovi mercati esotici da parte principalmente dei regni del Portogallo e di Castiglia. Per lungo tempo, l'evoluzione della società galiziana seguirà quella del resto del continente europeo. Ma, a partire dalla metà del XV secolo, avremo un forte conflitto sociale e politico, a causa delle rivolte irmandiñas, le quali principalmente si risolvono in un sollevamento antifeudale, dato che tutti i settori coinvolti (contadinanza, borghesia e bassa fidalguía) vedevano la loro economia affogata dal feudalesimo, o avevano un interesse particolare a farne cessare il sistema. Ma la Chiesa e la Corona, che in un primo momento (rispettivamente) appoggiarono o permisero la rivolta, si allearono con i grandi signori, favorendo in tal modo l'immobilità della congiuntura sociopolitica galiziana.

A partire dal 1482, d'altro canto, Isabella I di Castiglia (dopo i suoi successi nelle guerre trastamariste), insieme al suo consorte Ferdinando II d'Aragona, comincerà il così chiamato da Padre Zurita "processo di addomesticamento e castrazione del Regno di Galizia" (Doma y castración del Reino de Galicia), che porterà la Galizia verso una dura sottomissione politica, sprofondandola nei cosiddetti secoli oscuri.

Lirica

Idea di originalità Per poter comprendere la lirica medievale galiziano-portoghese è fondamentale la conoscenza del concetto di "originalità medievale". Se oggi si considera originale un'opera concreta in funzione della sua piena innovazione (vale a dire, un'opera è massimamente originale quando il suo autore è in grado di creare molti elementi nuovi), nel Medioevo succedeva che si aveva l'originalità nel momento in cui un autore era capace di realizzare una composizione completamente nuova introducendo piccole variazioni rispetto alla tradizione precedente.

Per questo motivo, in base al punto di vista attuale, può risultare monotona la lettura della lirica medievale galiziano-portoghese (soprattutto per quanto concerne le cantigas de amor), ma bisogna prendere in considerazione la prospettiva storica e il fatto che la repetitio et variatio (ripetizione e variazione) in epoca medievale rappresentava la migliore prova di originalità.

Profana Contesto storico

Una lirica profana galiziano-portoghese sorge successivamente alla lirica trobadorica provenzale, scritta quest'ultima in lingua occitana. Ma tale lirica non è mai andata perduta (come è successo per quella galiziano-portoghese), per cui, per molto si tendeva a dire che la lirica trobadorica galiziano-portoghese non fosse stata altra che una semplice imitazione di quella provenzale. Senza annoverare gli argomenti letterari che confutano questa ipotesi, il contesto storico dell'epoca fa pensare che la mimesi assoluta della lirica galiziano-portoghese con quella provenzale sia stata in realtà più che ardua. Il fatto precipuo è che nella penisola iberica del periodo medievale, i principali trasmettitori di idee (in questo caso, letterarie) erano gli xograres (menetrelli, giullari), i quali non avrebbero potuto riprodurre in loco in modo autonomo una letteratura così complessa come quella trobadorica trans-pirenaica, soprattutto tenendo conto dei mezzi di trasporto e di comunicazione del tempo.

D'altra in quest'epoca, la lirica trobadorica sorse a causa del surplus economico e della pace raggiunta. Grazie a queste circostanze, i signori feudali della Compostela del XII secolo non erano obbligati a organizzare tornei [agoni letterari e musicali] al fine di formarsi, ma potevano benissimo vivere circondati dal lusso e dedicarsi allo studio delle lettere.

Ha influito inoltre nello sviluppo della lirica trobadorica galiziana il fatto che a un certo punto si trovassero ad operare nella stessa corte trovatori galiziani e provenzali, a causa di circostanze sociopolitiche dell'epoca (l'esilio in Castiglia dei poeti occitani in seguito alle aspre lotte che vedevano coinvolti i catari e le fazioni avverse). Comunque sia, i galiziani non copiarono dagli occitani, ma adattarono determinati elementi alla loro particolare idiosincrasia [socio-storico-culturale].

La lirica profana trovadorica si sviluppa nelle corti, e l'unica corte esistente in Galizia nel XII secolo si trovava a Santiago di Compostela. La corte compostelana non aveva niente a che vedere con le raffinate corti occitane, ma la città compostelana diventerà il centro di pellegrinaggio di tutta Europa, favorendo in tal modo l'arrivo alla corte di innovazioni poetiche, le quali verranno a combinarsi con la tradizione galiziana. Tuttavia, bisogna sottolineare che la così tradizionalmente chiamata "corte de León" non era propriamente una corte galiziana. E gli storici attuali - tale è il caso, tra gli altri, di Xosé Ramón Pena - non mancano mai di porre in rilievo nei loro studi provenzali il fatto che si parla dei re leonesi come "monarcas dos galegos"; vale a dire, una corte di León era, in realtà, una corte galiziano-leonese, per cui la convergenza tra i trovatori occitani e quegli autori che pretendevano condurre un movimento simile in Galizia si vengono a trovare in uno spazio singolare. Inoltre, alla corte regia leonese bisogna sommarvi, in questo processo, le corti dei signori feudali galiziani e portoghesi interessati alla propagazione di una forma letteraria, o socio-letteraria, che venisse a quadrare perfettamente con il loro progetto sociale e i loro interessi culturali.

Stadi In realtà, è difficile conoscere il momento in cui inizia la lirica trovadorica galiziano-portoghese. Attualmente si consideraCarlos Alvar e Vicente Beltrán, Antología de la poesía gallego-portuguesa, Alhambra, 1989 considerano un possibile inizio intorno al 1200 il limite ad quo (anteriore) della lirica trobadorica galiziana contrassegnato dalla comparsa della cantiga Ora faz host'o senhor de Navarra, di Johan Soarez de Pávia. Altri studiosi, tuttavia, considerano che la prima cantiga galiziano-portoghese sia Ai eu, coitada como vivo en gran cuidado, attribuita al re Sancho I del Portogallo; e altri ancora credono che la composizione più antica sia l'anonima Cantiga de Guarvaia. Tutte queste composizioni, sono datate all'ultimo terzo del XII secolo e tutti e tre questi testi dimostrano di appartenere a una tradizione già consolidata, per cui deve per forza esistere una tradizione lirica anteriore.

Per quanto riguarda il limite ante quem, alcuni ricercatori lo situano nel 1350, anno della pubblicazione del testamento dell'ultimo mecenate della lirica galiziano-portoghese, il Conte di Barcelos. Altri studiosi, tuttavia, decidono di segnare il punto finale di questa letteratura al 1354, anno della morte del Conte di Barcelos. Ad ogni modo, dobbiamo tener presente che una tradizione lirica non svanisce dall'oggi al domani, ma gradualmente.

Per quanto concerne la periodizzazione degli autori, lo studioso italiano Giuseppe Tavani stabilisce la seguente classificazione:

Generazione storica: dalle origini della lirica galiziano-portoghese fino al 1217, anno in cui sale al trono di Castiglia Ferdinando III. Appartengono a questo stadio Meendinho, Johan Soarez de Pávia, Nuno Eanes Cerzeo, Gil Sanchez, Garcia Mendiz de Eixo, Johan Soairez Somesso, Vasco Fernandez Praga, Estevan Perez Froian, Roi Gomez de Briteiros, i tre fratelli della famiglia galiziana dei Marinho, Martin Eanes, Pero Eanes e Osoiro Eanes e Nuno Fernandez de Mirapeixe, Pero Velho e Pai Soarez de Taveirós. Tavani vi aggiunge, anche se con riserve, altri due autori: Pero Martins e Abril Pérez.

Generazione intermedia: durante i regni di Ferdinando III (1217-1252) e Alfonso X (1252-1284) in Castiglia e di Sancho II (1222-1243) e Alfonso III (1243-1279) in Portogallo.