Le cause della guerra franco-prussiana riguardano gli eventi della politica estera tra le potenze continentali che condussero all'esplosione della guerra franco-prussiana nel luglio del 1870. Le dinamiche della storia europea connesse a tali sviluppi appartengono ad un periodo cronologico che riguarda gli anni cinquanta e sessanta del XIX secolo. Il Conte Otto von Bismarck, assieme all'imperatore Napoleone III possono ritenersi i protagonisti indiscussi della politica di quel tempo e i responsabili principali, attraverso il ruolo che detennero nell'influire sulla politica tra gli stati, dei fatti che condussero allo scoppio della guerra.
I rapporti tra Francia e Prussia
Durante la guerra dello Schleswig Otto von Bismarck non aveva temuto l'intralcio francese nei suoi piani di fagocitazione dei ducati danesi, al centro della crisi del 1864.Taylor 1977, p. 223 Alla vigilia del conflitto con l'Austria, Bismarck stava cercando di conquistarsi l'appoggio della Francia. Il cancelliere volle incontrare personalmente Napoleone III e lo fece a Biarritz nell'ottobre del 1865. Intenzione di Bismarck era evitare un'alleanza franco-austriaca, mentre l'imperatore voleva evitare un accordo tra Austria e Prussia che sottintendesse il mantenimento del Veneto per l'Austria. Napoleone rassicurò il primo ministro prussiano del fatto che un'alleanza con l'Austria fosse per lui irrealizzabile.Taylor 1977, pp. 223-224 La discussione si spostò su possibili acquisizioni territoriali che riguardassero la Prussia in Germania settentrionale e la Francia in Belgio e Lussemburgo. Il punto nodale della discussione riguardò però il Veneto. Fino a quando infatti esso fosse rimasto in mani austriache Napoleone non avrebbe potuto manifestare simpatie verso l'Austria.
Dopo che fu conclusa l'alleanza trimestrale tra Prussia e Italia l'8 aprile del 1866, Napoleone III inviò a Bismarck vaghe richieste di compenso sul Reno. Prima che scoppiasse la guerra contro l'Austria la Francia non esercitò pressioni sulla Prussia per evitare il conflitto, perché solo quest'ultimo avrebbe potuto svincolare il Veneto dal controllo austriaco. Alla fine, il 12 giugno l'Austria riuscì a conquistarsi la neutralità francese in seguito ad un accordo segreto con Napoleone, con la promessa che avrebbe ceduto il Veneto alla Francia qualora avesse ottenuto la vittoria e ottenendo la garanzia che un'annessione della Slesia sarebbe potuta passare senza eccezioni francesi.Taylor 1977, pp. 240-242 Dopo la guerra delle "sette settimane", Bismarck impose lo scioglimento della Confederazione tedesca, l'esclusione dell'Austria dagli affari in Germania e si assicurò il controllo degli stati a nord del Meno. I territori di Schleswig, Holstein, Hannover, Assia-Kassel, Nassau e la città di Francoforte sul Meno finirono in mano prussiana, mentre Berlino si apprestava a garantirsi il dominio di fatto di Sassonia, Assia-Darmstadt, Meclemburgo, dei ducati della Turingia e delle città libere di Amburgo, Lubecca e Brema (attraverso la loro riunione sotto l'influenza prussiana nella Confederazione Germanica del Nord).Wawro 2003, p. 16 Bismarck concesse a Napoleone che per gli stati meridionali fosse mantenuta una condizione di "indipendenza".Taylor 1977, p. 245
Prima che fossero concluse le negoziazioni con l'Austria Bismarck voleva assicurarsi che la Francia ottenesse ciò che le spettava. Ma a Napoleone interessava che la Prussia trovasse una sua sistemazione nella misura in cui non danneggiasse gli interessi francesi. A ciò l'imperatore era disposto anche senza l'ottenimento di compensi immediati.Taylor 1977, p. 250 Il 22 luglio acconsentì acché la Prussia acquisisse nuovi territori. L'atteggiamento irruente assunto dal ministro degli esteri francese Édouard Drouyn, il quale richiese alla Prussia consistenti indennizzi (la cessione di Assia e Baviera), senza ottenere alcun esito, vanificò la saggia politica di Napoleone volta a concedere l'attuazione delle annessioni.Taylor 1977, p. 251 Drouyn venne quindi sollevato dall'incarico per volontà di un Napoleone allarmato e divenne capo della diplomazia francese Eugène Rouher, il quale intraprese una politica più accomodante verso Bismarck.Taylor 1977, pp. 250-255 Alla ricerca di un successo diplomatico, Rouher dichiarò che la Francia fosse disponibile ad una alleanza con la Prussia, in cambio della neutralità prussiana e del consenso alla acquisizione di Lussemburgo e Belgio. La sottoscrizione di un'alleanza con la Francia, tuttavia, era veramente l'unico passo che potesse nuocere agli interessi della Prussia, che in questo modo, oltre a subire l'ostilità inglese, si sarebbe attirata l'inimicizia della Russia venendo coinvolta senza alcun vantaggio nella questione polacca e nella controversia d'Oriente.
Verso la fine del 1866 l'opinione pubblica francese era contrariata alle notizie di un progressivo allargamento dei territori prussiani e mise Napoleone nella situazione di dover andare alla ricerca di un clamoroso successo diplomatico. Bismarck tuttavia non poteva concedere che il Lussemburgo passasse alla Francia provocando i malumori degli sciovinisti tedeschi. Nel 1867 i francesi (seguendo i consigli di Bismarck che li invitava ad essere "audaci" e a mettere "l'Europa e il re di Prussia di fronte al fatto compiuto")Taylor 1977, p. 257 presero l'iniziativa per l'acquisizione del Lussemburgo, oggetto di contesa con la Prussia e la cui annessione era ritenuta un necessario successo per tenere a bada il dissenso nel paese, negoziandone la cessione con il re d'Olanda (il ducato era infatti sotto la sovranità olandese). Il rifiuto improvviso dell'Olanda e il ribollimento del sentimento nazionale nella Confederazione tedesca fecero arenare il piano francese. L'11 maggio 1867 una riunione delle grandi potenze a Londra definì i termini della neutralizzazione del Lussemburgo. Con quest'accordo il "sogno dell'amicizia franco tedesca fu infranto per sempre".Taylor 1977, p. 264 Da quel momento in poi il conflitto tra le due potenze, fomentato dai rispettivi nazionalismi, sarebbe stato di anno in anno solo differito.
Situazione internazionale
Stati tedeschi
Gli stati tedeschi esclusi dalla Confederazione della Germania del Nord mantennero un comportamento circospetto verso lo strapotere prussiano e quelli che apparivano progetti mirati ad ottenere l'unificazione della Germania sotto la sovranità della Prussia. Bismarck era impegnato a garantirsi il successo del processo di incorporazione delle conquiste a nord del Meno, ma stava cercando anche di stabilire dei legami più saldi con il sud della Germania.Breuilly 2004, pp. 121-122 I principi tedeschi, in occasione della guerra contro la Francia, affermavano di poter garantire la difesa dei confini tedeschi al fianco della Prussia, ma insistevano nel sostenere la propria indipendenza e bloccarono qualsiasi tentativo di creare uno stato federale su cui avrebbe voluto dominare incontrastata Berlino. Visitando il Baden nel 1868, il comandante in capo dell'esercito prussiano Helmuth von Moltke, che sognava la nascita di un solo esercito tedesco, sostenne: "Questa gente deve capire che il loro futuro è nelle nostre mani e che siamo in grado di assicurare loro un gran bene o un gran male".Wawro 2003, p. 22 ss.
Bismarck aveva convinto Guglielmo, dopo la vittoria contro l'Austria nel 1866, a non proseguire per una annessione immediata del sud della Germania. Ad essa si sarebbe giunti in modo graduale. Nel 1867 il primo ministro prussiano aveva resi noti gli accordi segreti stretti con gli stati del sud per sollecitare il sentimento nazionale tedesco, senza ottenere i risultati sperati ed anzi sollevando la preoccupazione di chi riteneva che l'avvicinamento con la Prussia si stesse profilando troppo vincolante.Breuilly 2004, pp. 120-121 Nel 1867, alla ricerca di un avvicinamento progressivo col sud della Germania, Bismarck propose una più vasta unione doganale tedesca, lo Zollparlament, nella quale sarebbero confluiti parlamentari eletti a suffragio universale di tutti gli stati tedeschi coinvolti, per spingere le nazioni meridionali verso una più stretta intesa con la Prussia. Ciò ebbe il risultato di aprire una crisi con la Francia che rischiò di far precipitare anticipatamente le due nazioni in una guerra.
Russia
La Russia fu motivo di serie tensioni che ebbero riverberi sul piano delle relazioni europee. Dopo il riacutizzarsi della questione polacca, con le sollevazioni dei rivoluzionari che costrinsero la Prussia a collaborare con i russi perché fossero sedate, la Francia nel 1863 aveva raffreddato i propri rapporti con lo Zar.Taylor 1977, p. 202 Inghilterra e Austria intervennero contro la Russia, anche se non erano decisi a farlo militarmente e il 17 giugno inviarono l'ennesima nota di protesta. La questione d'Oriente era altrettanto delicata. Il trattato di Parigi del 1856 aveva sancito la smilitarizzazione del Mar Nero. La Russia spinse sempre acché le clausole della vittoria franco-inglese decadessero ed essa potesse ricominciare a mettere le mani su quanto le era stato sottratto dopo la guerra di Crimea.
Nel corso della guerra austro-prussiana, come in quella dello Schleswig, la Russia aveva mantenuto la propria neutralità perché riteneva che non potesse giungere alcun danno da un rafforzamento prussiano. Alessandro II non fece nulla per favorire la riconciliazione tra Austria e Prussia e da parte sua non venne alcun segnale di disapprovazione verso il comportamento prussiano.Taylor 1977, p. 230 Bismarck, prima della guerra con la Francia, volle accertarsi che la Russia fosse disposta mantenersi neutrale e inviò Edwin von Manteuffel presso lo Zar allo scopo. I russi risposero che Bismarck poteva "assumere una linea ferma verso la Francia",Taylor 1977, pp. 253-254. in quanto avrebbero voluto avere libertà d'azione nei confronti dell'Austria. Nuovamente, tuttavia, le frizioni tra Russia e Francia, tornate a salire con il riesplodere della questione orientale a causa dall'insurrezione di Creta contro il governo osmanico, stavano determinando il futuro degli eventi per Bismarck. Se, infatti, era stata la questione polacca ad aprire smagliature nei rapporti tra Francia e Russia, ora a minare i tentativi di riavvicinamento tra queste c'era il problema cretese.Taylor 1977, p. 258 La mancata alleanza fra le due nazioni avrebbe finito per determinare, come era già stato nel 1866, l'andamento della guerra tra francesi e prussiani a favore di questi ultimi. La Russia mantenne però alta la soglia dell'attenzione sull'eventualità del prospettarsi di una coalizione austro-francese in funzione antiprussiana e nel 1870 minacciò di scendere in guerra con la Prussia in caso di mobilitazione austriaca.Breuilly 2004, p. 115 Il timore principale da parte del cancelliere russo Gorčakov riguardava il pericolo di sollevazioni in Polonia come conseguenza della vittoria di una alleanza ai danni della Prussia.Taylor 1977, pp. 295-297
Gran Bretagna La Gran Bretagna in occasione della seconda guerra dello Schleswig mantenne una condotta che talvolta apparve dare segnali di indecisione. La Gran Bretagna (che all'inizio delle tensioni intorno allo Schleswig-Holstein aveva dichiarato di poter scendere in guerra al fianco della Danimarca)Taylor 1977, p. 217 non era danneggiata da un ingrandimento della Prussia, perché ad essa premeva tenere sotto controllo, più che gli stati mitteleuropei, le nazioni rivali come la Francia, che aveva garantito comunque la propria neutralità in caso di intervento inglese, e la Russia. Come la stessa Russia, la Gran Bretagna si trasse fuori dalle questioni europee tra il 1864 e il 1866.