La Garfagnana (Carfaniana in basso latino) è un'area storico-geografica della provincia di Lucca, in Toscana, compresa tra le Alpi Apuane a ovest e la catena principale dell'Appennino tosco-emiliano a est. Confina a nord con la Lunigiana, a ovest con la Versilia e la provincia di Massa-Carrara, a est con la regione Emilia-Romagna (province di Modena e Reggio Emilia) e a sud con la media valle del Serchio. È attraversata dal fiume Serchio e dai suoi numerosi affluenti ed è ricchissima di boschi, con un'altitudine che varia tra i 132 e i 2054 metri s.l.m. Storicamente fece parte della "provincia Carfaniane" anche la media valle del Serchio, immediatamente a sud della Garfagnana, fino al torrente Fegana sul lato appenninico e fino al torrente Peddogna sul lato apuano.

Geografia fisica La Garfagnana offre un'ampia varietà di paesaggi, a partire da una fascia montana impervia e incontaminata, rocciosa sulle Alpi Apuane, prativa e dal declivio più dolce in Appennino, che si trasforma alle quote minori in una collina ricca di prati e coltivi di una particolare bellezza. Il corso del Serchio con un ampio greto sassoso (in Garfagnino "la Jara") segna ovunque il centro del declivio della vallata.

La cima più alta della Toscana, il monte Prado (2054 m), si trova al confine tra la Garfagnana e l'Emilia-Romagna, mentre la cima più alta delle Alpi Apuane, il monte Pisanino (1947 m), è situata interamente in alta Garfagnana, dato che si stacca dallo spartiacque principale in direzione est.

Clima Per quanto riguarda l'andamento della temperature e delle precipitazioni dell'ultimo trentennio, viene di seguito fatta una distinzione in base alla quota:

Fondovalle (bassa collina), fino a 300 m s.l.m. In queste aree il clima è di transizione al mediterraneo con estate calda e un breve periodo di moderata siccità estiva (Cfsa), ma si caratterizza per determinati elementi di continentalità a causa delle elevate escursioni termiche sia giornaliere che annue e per i valori minimi invernali spesso sotto lo zero. Media valle (bassa/alta collina), da 300 a 450 m s.l.m. Qui il clima è submediterraneo temperato con estate tiepida e un breve periodo di moderata siccità estiva (Cfsb), e si caratterizza anch'esso per determinati elementi di continentalità a causa delle elevate escursioni termiche giornaliere e annue e per i valori minimi invernali sovente sotto lo zero. Alta valle (alta collina/bassa montagna), tra 450 e 1050 s.l.m. In questi territori il clima è oceanico (Cfb), con estate tiepida e stagioni sempre umide (con minimo relativo in estate) e gode di accentuati caratteri di continentalità. Bassa/alta montagna, tra i 1050 e i 1800 s.l.m. Il clima è continentale ad estate tiepida (Dfb) e con precipitazioni ben distribuite in tutte le stagioni. Alta montagna, oltre i 1800 s.l.m. In queste singole aree il clima è temperato freddo d'altitudine: subartico con estate fresca (Dfc), gode di continentalità locale, con inverni lunghi e rigidi ed estati brevi e fresche con precipitazioni ben distribuite e abbondanti anche in estate.

La neve in inverno è un fenomeno modesto al di sotto dei 400 metri s.l.m. (spesso si tratta di accumuli scarsi o nulli), mentre al di sopra di tale quota è più frequente, in particolare oltre i 1000 metri s.l.m., dove le nevicate sono piuttosto abbondanti e la copertura nevosa al suolo può durare per settimane o mesi. Iin alcune aree più elevate in annate particolarmente favorevoli può durare da ottobre fino a maggio-giugno. La media nivometrica varia tra i 10 cm e valori superiori ai 100 cm a seconda dell'esposizione e all'altitudine.

Ambiente I boschi, sia in base all'altitudine che all'esposizione sono occupati da varietà di piante, tipiche tra la sottozona fredda del lauretum di 2º tipo alla sottozona calda del Picetum in corrispondenza dei rilievi più elevati. Negli ultimi anni il clima permette all'ulivo la sua sopravvivenza e il ciclo di fruttificazione completa dal piano basale fino ad una quota media massima compresa tra i 400 e i 450 metri s.l.m. in base all'esposizione e ai microclimi.

Storia La Garfagnana fu anticamente abitata dagli Etruschi, presenti sia nel resto della Toscana che in Emilia-RomagnaGiulio Ciampoltrini, Paolo Notini, Silvio Fioravanti, Consuelo Spataro, con un contributo di Miria Mori Secci, Gli Etruschi e il Serchio, I Segni dell'Auser, Bientina 2012, pp. 80Giulio Ciampoltrini, Gli Etruschi della Garfagnana. Ricerche nell'insediamento della Murella a Castelnuovo di Garfagnana, Polistampa Firenze 2005 e dagli antichi Liguri. Tuttavia, il confine tra Liguri ed Etruschi cambiò più volte durante l'età del ferro. Nella Toscana nord-occidentale, l'area tra i fiumi Arno e Magra fu culturalmente allineata con gli Etruschi nella prima età del ferro, e divenne sotto controllo ligure nella tarda età del ferro. L'occupazione stabile dei Romani in Garfagnana e in Lunigiana risale alla prima metà del I secolo a.C..

In concomitanza con la totale deportazione delle locali tribù liguri ad opera dei Romani nel 180 a.C., furono fondate le colonie di Luni e Lucca. La Garfagnana e tutta la valle del Serchio assunsero all'epoca la denominazione di Foro Clodi (da non confondere col Forum Clodii che è nel Lazio).cfr. Tabula Peutingeriana: Pars IV - Segmentum IV Questa ultima è una pura teoria non suffragata da testimonianze, infatti per alcuni storici il Foro Clodi corrisponderebbe alla cittadina di Fivizzano in Lunigiana che poi nel primo medioevo prese il nome di Forum Verrucolae, cioè il luogo di mercato della vicina Fortezza della Verrucola. A testimonianza di questa tesi c'è la distanza segnata sulla mappa della Tabula Peuntingeriana che indica in XVI sedici miglia la distanza da Luni al Foro Clodi. Gruppi di indomiti Apuani, sfuggiti alla cattura, permasero tuttavia in zona per almeno altri cento anni controllando le alture della Garfagnana e della attuale Versilia, impedendo la realizzazione di un collegamento viario stabile tra Pisa e Luni lungocosta (cfr. Via Emilia Scauri e Lunezia).

Solo con l'avvento di Giulio Cesare (56 a.C.) gli Apuani furono stabilmente sottomessi, allorché fu costruita una scorciatoia viaria tra Lucca e l'odierna Massa (l'attuale Via Sarzanese) che corre ai piedi della Garfagnana, lato mare. Alla caduta dell'Impero Romano, la Garfagnana fu dominio longobardo che avevano fatto base nella fortezza Aghinolfi a Montignoso (MS) e da dove partirono per estendersi ulteriormente verso il centro e sud Italia.

Dopo la caduta del regno Longobardo, sotto l'incalzare dei Franchi di Carlo Magno, la Garfagnana, già parte del Ducato longobardo di Lucca, fu annessa alla marca di Tuscia. Dopo la definitiva conquista dei Franchi, il suo territorio venne diviso tra potenti famiglie feudali: Gherardinghi, Rolandinghi, Suffredinghi, di Dalli, Porcaresi, da Bacciano. Alcune terre vennero in possesso di Matilde di Canossa, alla quale viene attribuita la costruzione di chiese e ospedali.

Le numerose incursioni di Castruccio Castracani consentirono a Lucca di occupare la valle, ma l'effettivo dominio venne lungamente contesa fra lucchesi, modenesi e reggiani. Nel basso medioevo furono i lucchesi a prevalere, portando la Garfagnana a far parte della Repubblica di Lucca. Dopo il 1430 i duchi estensi di Modena e Ferrara, approfittando dello stato di guerra fra lucchesi e fiorentini, penetrarono con loro truppe in Garfagnana ottenendo, soprattutto grazie ad un'accorta azione diplomatica, la devozione di molti centri abitati: fecero atto di dedizione al marchese di Ferrara Niccolò III d'Este nel 1429 le vicarie di Castelnuovo di Garfagnana, di Camporgiano e di Gallicano; al marchese di Ferrara Borso d'Este la vicaria di Terre Nuove nel 1451. Nel 1433 l'ospedale di San Pellegrino in Alpe e la chiesa furono concessi dall'imperatore agli Este di Modena, con le successive investiture imperiali che ne confermano il possesso (1509, 1526, 1535).

Nel XVI secolo la Garfagnana ebbe come Commissario ducale, per conto di Alfonso I d'Este, il poeta Ludovico Ariosto che, nella sua sede di Castelnuovo di Garfagnana, amministrò la provincia dal 1522 al 1525 con saggezza e abilità. L'amministrazione dell'Ariosto in Garfagnana fu caratterizzata specialmente dall'attività di contrasto del fenomeno del banditismo, particolarmente di quello annidato nell'alta Garfagnana, a PonteccioFrancesco Boni De Nobili, Sotto il segno di sant'Andrea, De Bastiani, Vittorio Veneto 1997. Il commissario-poeta ebbe spesso a che fare anche col temibile Moro del Sillico, un bandito locale, oggi reso popolare da una festa organizzata dagli abitanti di Sillico nel quale sono rievocati gli incontri tra il poeta e il fuorilegge.

Non tutti i comuni, però, fecero atto di dedizione agli Este. Alcuni, come Minucciano e Castiglione di Garfagnana, restarono fedeli a Lucca. Altri giurarono fedeltà agli Este, ma poi si pentirono e fecero ritorno alla Repubblica di Lucca, come parte della vicaria di Gallicano. Da questo momento, la Garfagnana si trovò divisa fra Lucca e gli Este. Fino alla metà del XIX secolo rimasero lucchesi i comuni attuali di Minucciano e Castiglione e parte di quelli di Gallicano (senza Trassilico) e Fosciandora (Treppignana, Riana e Lupinaia).

La Repubblica di Lucca cercò di riconquistare la Garfagnana per rafforzarsi contro Pisa e Firenze. Dopo la devoluzione del Ducato di Ferrara allo Stato Pontificio, nel 1598, il potere estense si trasferì a Modena, che divenne da quel momento capitale anche della Garfagnana. Alla fine di varie guerre il Ducato di Modena mantenne il controllo di buona parte dell'alta Valle di Serchio, ma i lucchesi rimasero in possesso di alcune vicarie di grande importanza strategica ed economica come quella di Castiglione di Garfagnana, incentrata sul borgo dotato di imponenti fortificazioni, ma comprendente vari villaggi, i passi appenninici e alcune località di confine. Il Duca di Modena, allora, cercò di contrastare il controllo lucchese in questa zona strategica e ottenne di poter stanziare un presidio di soldati presso il valico appenninico di San Pellegrino.

Un momento di grande importanza per la Garfagnana fu la costruzione della Via Vandelli, nel XVIII secolo. Il Duca di Modena, infatti, non intendeva far transitare le proprie merci attraverso Castiglione di Garfagnana, fedele a Lucca, e chiese alla Repubblica di poter attraversare l'Alpe di San Pellegrino, da cui la strada sarebbe scesa verso Pieve Fosciana. Lucca comprendeva che un tracciato del genere avrebbe potuto danneggiare i commerci della Garfagnana, ma era anche conscia dei vantaggi derivanti dall'apertura di una nuova via di comunicazione fra il Mar Ligure e la Pianura Padana. Dopo lunghe trattative i lucchesi autorizzarono la costruzione della strada, che passava attraverso il paese di Chiozza (dipendente da Lucca) e i boschi di Roncagliana (amministrativamente lucchesi, ma soggetti al diritto di legnatico da parte dei sudditi estensi).

In verità la Via Vandelli non riuscì a soppiantare quella che passava da Castiglione a causa delle pendenze troppo elevate che ne resero complicata, specialmente sul versante apuano, la manutenzione, e che dopo pochi anni la resero impraticabile ai carri, riducendola a un'ampia mulattiera.

Per alcuni secoli la Garfagnana fu una provincia del Ducato di Modena e Reggio, eccetto il periodo napoleonico in cui fece parte prima della Repubblica Cispadana (quando si ebbe nella vallata un'insurrezione antifrancese repressa duramente) e in seguito della Cisalpina e del Regno d'Italia. Nel 1859 la Garfagnana fu incorporata nella provincia di Modenas:Decreto del 27 dicembre 1859, n. 79, per poi passare sotto Massa-Carrara dal 1861Regio Decreto 15 dicembre 1860, n. 4471. In questo periodo si verificò un grande flusso migratorio degli abitanti della valle verso l'estero, in particolare verso gli Stati Uniti e l'Australia.

Dal 1923 la Garfagnana è entrata a far parte della provincia di LuccaRegio Decreto 9 novembre 1923, n. 2490.