L’Atropo è stato un sommergibile posamine della Regia Marina.
Storia
Il sommergibile ricevette a Livorno nella domenica 18 giugno 1939, la Bandiera di combattimento.
Al comando del capitano di corvetta Luigi Gasparrini, tra il 20 giugno - 8 luglio 1939 effettuò un viaggio sino a El Ferrol, in Spagna, per verificare le condizioni dell'attraversamento dello stretto di GibilterraGiorgio Giorgerini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini a oggi, p. 429, in questa occasione prese imbarco anche il giornalista Paolo Monelli per documentare la crociera.
Per via delle sue sistemazioni per le mine, si rivelò particolarmente adatto a missioni di trasporto. Il 22 giugno 1940 partì infatti per una prima missione di questo tipo con destinazione Lero; il 26 giugno, mentre tornava alla base, attaccò infruttuosamente con due siluri un sommergibile nemico, al largo dell'isola di Amorgos.
Il 29 ottobre posò un campo di 16 mine nei pressi di Zante; interruppe l'opera perché si era verificato lo scoppio accidentale di alcuni ordigni.
Fu in assoluto il sommergibile italiano che effettuò il maggior numero di missioni di trasporto: ben 23Giorgio Giorgerini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini a oggi, p. 367; ad esempio nel maggio 1941 compì due missioni di questo tipo con destinazione Derna, mentre il 17 ottobre effettuò una missione di trasporto di combustibili a Bastia.
Il 16 novembre 1941 ebbe quattro morti a bordo (due sottufficiali, un sottocapo ed un marinaio).
Il 19 ottobre 1940 fu attaccato con bombe e mitragliato da un aereo Bristol Blenheim, ma riuscì a respingerlo danneggiandolo.
All'armistizio si diresse a Taranto e da lì ripartì (unitamente ai sommergibili Fratelli Bandiera e Jalea il mattino del 12 settembre 1943 per consegnarsi agli Alleati a Malta, dove giunse il 13 settembre, di pomeriggio, e da dove ripartì il 13 ottobre (in gruppo con altri 14 sommergibili fra cui il gemello Zoea) per rientrare in ItaliaJ. Caruana su Storia Militare n. 204 - settembre 2010, p. 53-63; durante la cobelligeranza fu impiegato per esercitazioni alle BermudaGiorgio Giorgerini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini a oggi, p. 380..
Fu demolito nel dopoguerra. Aveva svolto in tutto 30 missioni di guerra, percorrendo complessivamente 27.884 miglia in superficie e 2703 in immersione.
Note
Categoria:Sommergibili della Regia Marina Categoria:Sommergibili costruiti dalla Franco Tosi