Il Museo archeologico del Chianti è situato a Castellina in Chianti, e custodisce reperti archeologici e storici provenienti dall'area del Chianti senese.Virginia Maxwell, Alex Leviton, Leif Pettersen, Toscana e Umbria, Guide EDT/Lonely Planet, 2010, p. 86.
Istituito per iniziativa del Comune, su progetto dell'Architetto Vincenzo De Francesco Delibera del Consiglio comunale è ospitato nella Rocca, la cui struttura medievale costituisce parte integrante del percorso storico-espositivo.
Il museo fa parte della Fondazione Musei Senesi.La Fondazione Musei Senesi
Percorso espositivo Il percorso si sviluppa nell'antica fortezza, nell'atrio al piano terra e in quattro sale al primo piano. La visita si completa con gli altri ambienti quattrocenteschi dalla rocca, fino al camminamento superiore che offre una vista panoramica sul borgo di Castellina.
L'atrio accoglie i visitatori con un allestimento multimediale, con filmati e fotografie che introducono alle tematiche storiche del museo. Sono illustrate anche le metodologie e gli strumenti di ricerca archeologica, che si possono sperimentare con la guida di esperti negli attigui laboratori archeologici.
È possibile proseguire la visita con l'ausilio di apposite schede di guida, che consentono di scegliere tra diversi itinerari, in base ai propri interessi culturali o disponibilità di tempo. Sono predisposti anche percorsi dedicati a bambini.
Il piano superiore presenta le quattro sale espositive; le collezioni documentano diverse fasi dello sviluppo storico del Chianti:
I reperti esposti provengono dagli scavi archeologici effettuati sia nella zona di Castellina in Chianti, che in aree vicine, come la necropoli del Poggione a Castelnuovo Berardenga, i siti di Cetamura a Gaiole in Chianti e di La Malpensata e Poggio La Croce a Radda in Chianti.Giuseppina Carlotta Cianferoni, Gli etruschi nel Chianti, Poggibonsi 1991, p. 19 e seguenti
La sala I presenta il periodo dell'età del rame e dell'età del bronzo (XI-X secolo a.C.), in cui la popolazione era dedita alla pastorizia; sono esposti oggetti in ceramica e strumenti per la lavorazione del latte e la filatura della lana, rinvenuti negli scavi di Poggio la Croce.
La sala II illustra i ritrovamenti delle tombe etrusche del VII-VI secolo a.C., come il Tumulo di Montecalvario, la necropoli del Poggino e altre necropoli della zona. Di rilievo il corredo funebre rinvenuto nella tomba B del Poggione.
La sala III documenta il periodo storico dal IV al III secolo a.C., in cui furono edificati in luoghi elevati i primi insediamenti urbani fortificati. La collezione di reperti, provenienti dagli scavi di Cetamura e Poggio La Croce, comprende oggetti e strumenti per le attività quotidiane domestiche e per le lavorazioni artigianali. Particolarmente interessanti alcuni resti di ossa animali e semi di piante tra cui la vite, che testimoniano le abitudini alimentari e lo sviluppo dell'agricoltura..
La sala IV è interamente riservata alla storia e ai reperti del Tumulo di Montecalvario, le quattro tombe etrusche, note fin dal Cinquecento, che vennero riportate alla luce nei primi anni del Novecento. La mostra "Ritorno nel Chianti. Dipinti del XIV-XV secolo" La sala delle adunanze consiliari, situata al piano terreno della Rocca, è utilizzata anche come spazio espositivo del Museo Archeologico del Chianti. Dal 31 luglio 2026 al 10 gennaio 2027 ospita la mostra temporanea Ritorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo, dedicata alla pittura fiorentina tardomedievale e rinascimentale e ai suoi rapporti con il territorio chiantigiano.
L'esposizione riunisce tre dipinti su tavola originariamente destinati a edifici religiosi del Chianti e successivamente trasferiti nei depositi delle istituzioni di tutela senesi. Il percorso comprende la Madonna col Bambino e i santi Biagio, Caterina d'Alessandria, Agnese e Agostino di Bicci di Lorenzo, opera del XV secolo proveniente dalla pieve di Sant'Agnese a Castellina in Chianti; la Madonna col Bambino e i santi Giorgio e Francesco di Cosimo Rosselli, databile al 1495-1500 e originariamente collocata nella chiesa di San Giorgio alla Piazza, nel territorio comunale di Castellina; e la Crocifissione coi Dolenti e san Francesco di Niccolò di Pietro Gerini, databile intorno al 1390-1395 e proveniente dalla pieve di San Sigismondo a Gaiole in Chianti.
La mostra è stata concepita con l'obiettivo di ricostruire il rapporto storico tra le opere e i luoghi per i quali erano state realizzate, consentendo il temporaneo ritorno nel Chianti di dipinti rimasti per molti anni nei depositi. Le tavole sono state sottoposte a un intervento di restauro durato circa cinque mesi, eseguito dalla restauratrice Monica Mancini, comprendente operazioni di consolidamento, pulitura e reintegrazione delle superfici pittoriche. Il progetto è stato accompagnato da attività di studio storico-artistico condotte da Nicoletta Matteuzzi, Lucia Bencistà e Annarubina Cateni.
L'esposizione è curata da Nicoletta Matteuzzi, funzionaria storica dell'arte della Soprintendenza, e da Marco Firmati, direttore del Museo Archeologico del Chianti. È promossa dal Comune di Castellina in Chianti e dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo, con il patrocinio della Regione Toscana e della Provincia di Siena e la collaborazione della Fondazione Musei Senesi. Al progetto partecipano inoltre le diocesi proprietarie delle opere e i Musei Nazionali di Siena; il restauro e l'allestimento sono stati sostenuti anche attraverso contributi privati raccolti mediante Art Bonus e tramite i mecenati Lions Chianti e Ordine Costantiniano di San Giorgio.
Note
Bibliografia AA.VV., Gli etruschi nel chianti, Poggibonsi 1991 AA.VV., Carta archeologica della provincia di Siena, Siena 1995 Marco Firmati, Castellina in Chianti: Museo Archeologico del Chianti senese, Silvana, Milano 2014.
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