Spoleto (Spuleti in dialetto spoletino) è un comune italiano di abitanti della provincia di Perugia in Umbria.

Sede dell'arcidiocesi di Spoleto-Norcia, di distretto sanitario e di tribunale, in virtù della sua posizione geografica ha forti legami storici e culturali con la Valnerina e la provincia di Terni. Il comune è ente capofila della Zona sociale n° 9 dell'Umbria.

Il centro storico custodisce al suo interno l'antico teatro romano, il teatro Caio Melisso e il teatro Nuovo Gian Carlo Menotti, quest'ultimo dichiarato dall'UNESCO Patrimonio dell'umanità nel 2026, insieme ad altri nove teatri del centro Italia.

Geografia fisica Territorio

Spoleto è situata all'estremità meridionale della Valle Umbra, vasta pianura alluvionale, generata in epoca preistorica dalla presenza di un vasto lago, il lacus Umber, prosciugato definitivamente nel Medioevo, dopo il suo impaludamento, con delle opere di bonifica.

La città si è sviluppata sul colle Sant'Elia, un basso promontorio collinare alle falde del Monteluco, nei pressi del fiume Clitunno, e più in basso fino alle rive del torrente Tessino; ad est è contornata dai monti che delimitano la Valnerina, di cui quattro delle sue frazioni, Le Cese, Belvedere, Ancaiano e Sensati ne fanno parte. A Sud confina con la Valserra, un'area dell'Umbria sita nella quasi totalità nel comune di Terni, ad eccezione di una piccola propaggine che ricade nel territorio comunale di Spoleto più precisamente nelle frazioni di Fogliano, Castagnacupa e Messenano.

La città si colloca per estensione al 28º posto fra i comuni italiani.

Clima Il clima della città di Spoleto è essenzialmente di tipo subcontinentale con elevate escursioni termiche annuali e giornaliere, specie nella stagione estiva. Si rileva una variazione climatica tra il centro cittadino, che si trova ad una quota compresa tra 320 e 450 m s.l.m. ed è in gran parte circondato dai monti, e la periferia che si sviluppa sulla valle spoletina ad un'altitudine inferiore ai , in un contesto pianeggiante e collinare. In inverno le temperature minime medie sono intorno allo zero, ma in caso di cielo sereno, durante la notte possono scendere ad alcuni gradi sotto lo zero e sono piuttosto frequenti le brinate. Nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio si contano mediamente 13 giorni di gelo (temperature minime inferiori o uguali a 0 °C) al mese, mentre le giornate di ghiaccio (temperatura massima inferiore o uguale a 0 °C) sono eventi piuttosto rari.

Le precipitazioni nevose sono un fenomeno che si sta verificando sempre con maggior rarità, sebbene il centro storico ogni anno veda scendere la neve anche più volte, ma con accumuli che tendono a non essere particolarmente significativi. Nella prima parte della primavera, che risulta la stagione più piovosa dell'anno, non di rado si assiste a gelate tardive e nevicate sui monti (la più eclatante fu la nevicata del 25 Maggio 2013 a quote comprese tra i 900 e i 1000 m nello spoletino). In estate la città presenta caratteristiche marcatamente continentali con escursioni termiche che in condizioni anticicloniche sfiorano, e a volte raggiungono, i 20 °C. Le temperature massime in estate sono generalmente inferiori ai 32 °C, mentre i valori minimi si attestano tra i 16 e i 18 °C. Durante le ondate di calore portate da espansioni dell'anticiclone subtropicale afro-mediterraneo le temperature massime possono salire fino ai 38 °C, portandosi comunque oltre i 35 °C per diversi giorni consecutivi, mentre le minime possono raggiungere (e raramente superare) i 20 °C.Tuttavia, le elevate escursioni termiche e la ventilazione, soprattutto nel centro cittadino, rendono il clima gradevole sia nelle prime ore del mattino, sia nelle ore serali e notturne.

L'autunno, in una prima fase, presenta caratteristiche miti e molto piovose (fine settembre e mese di ottobre), mentre tende ad essere più simile all'inverno nel mese di novembre. Nell'area periferica della città sono piuttosto frequenti le nebbie autunnali, che in alcuni giorni possono persistere anche per tutta la giornata. I fenomeni di nebbia sono assai meno frequenti nel centro cittadino, e sono relativi alle sole prime ore del mattino. Classificazione climatica: zona E, 2427 GR/G

Origini del nome Il toponimo di Spoleto deriverebbe dalla congiunzione delle parole greche Spao e Lithos (Σπαω-λιθος), ovvero sasso-staccato: in altre parole il colle Sant'Elia (ovvero "il colle del sole") su cui è sorta la città sarebbe stato interpretato come il resto di una frana staccatasi dal Monteluco, ma tale teoria non è stata mai confermata.

Storia Umbri e colonia romana

Spoleto è centro abitato fin dalla preistoria. risalgono almeno all'età del bronzo finale (XII-XI secolo a.C.): i reperti di maggiore interesse sono venuti alla luce alla sommità e sui pendii del colle Sant'Elia, dove molti secoli più tardi sorgerà la Rocca Albornoziana.

Durante l'età del ferro Spoleto fu uno dei maggiori centri umbri, in posizione dominante sulla valle umbra. Rimangono numerose sepolture ad inumazione con ricchi corredi databili all'VIII-VI secolo a.C. trovate soprattutto nella necropoli di Piazza d'Armi. Eccezionali sono i ritrovamenti di 4 scettri, di cui due raffiguranti animali e divinità, nella tomba principesca detta "del re", oltre a numeroso vasellame in ceramica d'impasto decorato con elementi fittili zoomorfi (cavalli, uccelli e animali fantastici) e due sonagli cerimoniali in lamina bronzea e in ferro. Si colgono chiari elementi del potere aristocratico e reale già per diritto di nascita, come dimostrano le tombe neonatali dei "piccoli principi" che contengono armi (dischi-corazza, lance, pugnali) e simboli di status sociale (kantharos bronzeo, fiaschetta d'impasto).

Rimangono inoltre resti delle mura poligonali del V-IV secolo a.C., dette "mura ciclopiche", costituite da enormi massi di pietra calcarea in forma poligonale.

Un importante documento lapideo arrivato ai giorni nostri è la Lex spoletina, conservato al Museo archeologico nazionale di Spoleto.

Divenne colonia romana nel 241 a.C. con il nome di Spoletium e si mantenne sempre fedele a Roma, in special modo durante le guerre puniche, non soltanto respingendo Annibale dopo la sua vittoria al Trasimeno (217 a.C.)Scrive Tito Livio: (Annibale) "attraversa l'Umbria e arriva a Spoleto. Dopo aver devastato il suo territorio, cerca di occupare la città; respinto dopo una carneficina dei suoi soldati, e ritenendo dal poco successo del tentativo contro una piccola colonia, che una città come Roma gli avrebbe opposto ingenti forze, si dirige verso il Piceno"., ma soprattutto nel periodo critico successivo a quel lungo conflitto.

Nel 43 a.C. vi sostò Ottaviano, prima della battaglia di Modena, officiando un sacrificio rituale presso uno dei templi della città.

Ducato di Spoleto Agli inizi del V secolo risiedeva a Spoleto il poeta romano Giulio Naucellio.

Abbellita da Teodorico, che fra il 507 e il 511 pose mano al restauro della città e alla bonifica della valle in larga parte impaludata, e da Belisario (536), Spoleto fu espugnata da Totila (545) e restaurata da Narsete che, dopo il 553, intraprese il ripristino delle mura.

Sotto i Longobardi Spoleto fu capitale dell'omonimo ducato, proiettando l'influenza politica della città su un vasto territorio dell'Italia centro-meridionale, fino al ducato di Benevento. In questo periodo le suddivisioni territoriali cittadine vennero chiamate Vaite, termine che rimase in uso fino al XVII secolo.

Caduti i Longobardi, il ducato passò ai Franchi. Quando l'impero carolingio fu smembrato, i duchi di Spoleto, Guido II e suo figlio Lamberto II, si spinsero alla conquista della corona imperiale (889).

Stato pontificio

Nel 1155 Spoleto, "munitissima città, difesa da cento torri"[…] Inde venimus Spoletum […] A tertia usque ad nonam munitissimam civitatem, quae pene centum turres habebat [...]. Da una lettera di Barbarossa a Ottone di Frisinga. Cf.: fu, secondo la tradizione, distrutta da Federico Barbarossa il quale in seguito nel 1185, in segno di riconciliazione, donò alla città la Santissima Icona, un'immagine della Madonna esposta attualmente nel Duomo.

Contesa poi tra l'Impero e la Chiesa, fu a questa aggregata dal papa Innocenzo III nel 1198 e, definitivamente, nel 1247. La città fu duramente colpita dal terremoto del 1298. Funestata da conflitti tra Guelfi e ghibellini, fu riappacificata dal cardinale Egidio Albornoz (egli, nel 1359, diede inizio ai lavori di costruzione della Rocca come sede dei governatori della città); fu assicurata alla Chiesa e fatta centro importante dello Stato Pontificio, che le mandò autorevoli governatori, tra cui anche Lucrezia Borgia (1499).

Dal Rinascimento in poi, Spoleto si trasformò progressivamente da centro prevalentemente strategico a centro culturale, con la fondazione dell'Accademia degli ottusi (nota anche come Accademia spoletina). Seguirono periodi di splendore e di decadenza. I papi Urbano VIII e Pio IX erano stati rispettivamente vescovo ed arcivescovo di Spoleto.

Nel 1809, in seguito alla conquista dell’Italia da parte di Napoleone, Spoleto divenne capitale del breve dipartimento francese del Trasimeno. Dal 1816 al 1860 fu capoluogo della delegazione apostolica di Spoleto una suddivisione amministrativa dello Stato della Chiesa, istituita da papa Pio VII nel territorio dell'Umbria e della Sabina. Nella sua conformazione definitiva confinava a nord con le delegazioni di Perugia e Camerino, a est con la delegazione di Ascoli, a sud con la delegazione di Rieti e il Regno delle Due Sicilie e a ovest con la delegazione di Viterbo.

Dal 1850 al 1860 fece parte della Legazione dell'Umbria o III Legazione dell'Umbria, una suddivisione amministrativa dello Stato della Chiesa istituita da Pio IX il 22 novembre 1850.

Nel 1859 contava 43.155 abitanti e il territorio era suddiviso nelle tre storiche delegazioni di Perugia, Spoleto e Rieti, a loro volta ripartite in 24 complessivi governi: 11 nella delegazione di Perugia, 9 in quella di Spoleto (che comprendeva tutta l'odierna Valle Umbra o Spoletana e la Valnerina) e 4 in quella di Rieti.

Dopo l'unità d'Italia Il 17 settembre 1860, le truppe del generale piemontese Filippo Brignone entrarono a Spoleto, sottraendo la città allo Stato pontificioA Spoleto, in ricordo dello storico episodio, una via del centro storico è stata intitolata al generale Brignone, mentre una traversa di Via Flaminia porta il nome di via XVII Settembre. Successivamente, con il plebiscito del 4 novembre 1860, che coinvolse Marche e Umbria, Spoleto fu annessa al Regno d'Italia.

Dopo l'unità, il nuovo Regno d'Italia privilegiò Perugia come capoluogo di una vastissima provincia, che inglobava anche il territorio spoletino e si estendeva in parte dell'odierna provincia di Rieti, nella valle del Tevere fino alle porte di Roma, relegando quindi Spoleto ad un ruolo di secondo piano, anche se ancora per molti anni la città continuò a restare sede di diverse istituzioni quali ad esempio il distretto militare.

Infine, con la successiva costituzione della provincia di Rieti e la promozione di Terni a capoluogo di provincia, nel 1927, Spoleto ha finito per perdere definitivamente il suo antico ruolo di centro politico-amministrativo dell'Umbria meridionale.

Simboli

Lo stemma e il gonfalone sono stati riconosciuti con DCG del 20 giugno 1936.

Gonfalone

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose Chiesa di Sant'Eufemia, chiesa romanica del XII secolo costruita nell'area di uninsula. Cattedrale di Santa Maria Assunta, nota anche come duomo di Spoleto, cattedrale dell'XI secolo affrescata da Pinturicchio e Filippo Lippi. Abbazia di San Giuliano, abbazia del XII secolo. Abbazia di San Paolo "inter vineas", abbazia romanica del VI secolo. Basilica di San Gregorio Maggiore, chiesa dell'XI secolo. Chiesa di Sant'Ansano, chiesa neoclassica del XII secolo, costruita su un tempio romano dedicato a Giove. Chiesa di San Domenico, chiesa del XII-XIV secolo.