La Stoà Pecile () fu eretta tra il 475 e il 450 a.C., nella zona settentrionale dell'agorà di Atene; originariamente era chiamata Portico di Peisianatte (), dal nome del cognato di Cimone e finanziatore dell'opera..
Il portico, costruito in poros, aveva colonne di ordine dorico all'esterno e di ordine ionico all'interno, con i capitelli ionici in marmo; si estendeva in profondità per 12 metri e 60 centimetri su una crepidine dotata di tre gradini che diventavano quattro verso ovest, per coprire il dislivello del terreno..
Storia Originariamente destinata a riunioni pubbliche, questa stoà ha dato il nome a una corrente filosofica, lo stoicismo, fondata da Zenone di Cizio, che era solito esporre e discutere le proprie idee con i suoi discepoli sotto il portico dipinto.
Della decorazione pittorica della stoà furono responsabili il pittore e scultore Micone e Polignoto di Taso. Al tempo di Pausania, che descrive la decorazione senza nominare gli autori (Pausania I, 15, 1), le pitture presenti nel portico includevano:
una battaglia di Oinoe di soggetto e autore sconosciuti; una Amazzonomachia di Micone; una Ilioupersis, che Plutarco attribuisce a Polignoto; una battaglia di Maratona attribuita dalle fonti a Polignoto, a Micone o a PanenoLellida Todini, Παλαιά τε καὶ καινά. Erodoto e il ciclo figurativo della Stoà Poikile, Historia: Zeitschrift für Alte Geschichte, Bd. 57, H. 3 (2008), pp. 255-262..
La tecnica con la quale vennero eseguiti i dipinti non è conosciuta, ma nelle Epistolae di Sinesio di Cirene (Epist., 135) si narra dell'asportazione, alla fine del IV secolo, di quelle che vengono definite «tavole» e che possono essere immaginate come pannelli di terracotta o di legno.
Note
Bibliografia
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Collegamenti esterni The Stoa in Internet Encyclopedia of Philosophy
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