La battaglia di Sidi Bou Zid fu un grande scontro di carri armati combattuto durante la fase iniziale della campagna di Tunisia tra le inesperte forze corazzate statunitensi della 1st Armored Division (1ª divisione corazzata) e alcune Panzer-Division tedesche, veterane del deserto. La battaglia si concluse con una disastrosa sconfitta delle truppe statunitensi che, pur disponendo di numerosi e moderni mezzi, vennero sorprese dalle abili manovre combinate delle unità meccanizzate tedesche e subirono gravi perdite senza riuscire ad opporre una valida resistenza..

Si trattò di uno dei primi scontri a cui parteciparono i nuovi reparti americani appena giunti dagli Stati Uniti d'America, della più netta e pesante sconfitta subita dalle unità corazzate statunitensi durante la seconda guerra mondiale e di uno dei più brillanti successi tattici conseguiti dalle Panzertruppen tedesche nel deserto..

Situazione strategica in Tunisia

Il riuscito sbarco anglo-americano nel Nordafrica francese (operazione Torch dell'8 novembre 1942) aveva permesso alle forze Alleate di occupare rapidamente il Marocco e l'Algeria e di avanzare verso la Tunisia nella speranza di conquistare tutto il litorale africano e di operare il collegamento con le forze britanniche dell'8ª armata del generale Montgomery che dopo la vittoria di El Alamein del 4 novembre erano all'inseguimento dei resti dell'armata corazzata italo-tedesca del feldmaresciallo Rommel..

Nella realtà, tuttavia, la rapida reazione di Hitler e dell'alto comando tedesco impedì la realizzazione di questi ottimistici piani Alleati; l'afflusso frenetico di reparti improvvisati tedeschi e poi del grosso della ben equipaggiata 10. Panzer-Division (10ª divisione corazzata), permisero di costituire un fronte solido in Tunisia che, dopo una serie di scontri aspri e dall'esito alterno (battaglia di Tebourba), costrinse il generale Eisenhower, anche per le difficoltà logistiche e climatiche, a sospendere, il 24 dicembre 1942., ulteriori offensive e a riorganizzare le sue forze in vista dell'arrivo delle truppe del generale Montgomery, per meglio coordinare le operazioni contro la testa di ponte dell'Asse..

Durante il mese di gennaio 1943 il comando supremo dell'Asse poté quindi rafforzare ulteriormente il suo schieramento in Tunisia (con l'afflusso anche di carri pesanti Panzer VI Tiger I) costituendo la 5. Panzerarmee (5ª armata corazzata) al comando del generale Hans-Jürgen von Arnim che, in attesa dell'arrivo delle residue forze di Rommel dalla Libia (il 23 gennaio i britannici occuparono Tripoli), sferrò una serie di offensive locali per migliorare le sue posizioni difensive, e inflisse dure sconfitte alle deboli forze francesi affiancatesi agli Alleati, riconquistando anche le importanti posizione sulla dorsale orientale dell'Atlante (31 gennaio 1943, operazioni Eilbote I e II), malamente difese dalle forze franco-statunitensi..

Sempre il 31 gennaio von Arnim ottenne un altro brillante successo conquistando, con l'aiuto della 21. Panzer-Division proveniente dall'armata di Rommel e appena riequipaggiata con nuovi carri armati, la posizione del passo di Fa'id dopo aver sconfitto le truppe franco-americane; mentre più a sud, il 9 febbraio, dopo scontri violenti, le forze italo-tedesche riconquistarono anche la gola di Maknassy, costringendo le poco combattive truppe americane a ripiegare su Gafsa..

Dopo questi scacchi Eisenhower dovette rinunciare ai suoi piani di offensiva decisiva su Sfax partendo da Fāʾiḍ (operazione Satin), e provvide a riorganizzare le sue forze costituendo il 18º gruppo d'armate al comando del generale Harold Alexander, responsabile (con assunzione del comando prevista dal 20 febbraio 1943) delle operazioni sia dell'8ª armata di Montgomery sia della nuova 1ª armata britannica del generale Kenneth Anderson, incaricata di coordinare le forze inglesi (5º corpo d'armata: 78ª divisione fanteria e 6ª divisione corazzata), americane (2º corpo d'armata: 1ª divisione corazzata, 1ª e 34ª divisione fanteria) e francesi (19º corpo d'armata: divisione motorizzata del Marocco e divisione motorizzata d'Algeria) schierate in Tunisia..

I piani Alleati vennero anche intralciati dagli eccessivi timori per un intervento della Spagna a favore dell'Asse, che indussero i comandi a organizzare una 5ª armata americana (costituita da quattro divisioni: 2ª divisione corazzata, 3ª, 9ª e 45ª divisione fanteria, al comando del generale Mark Clark) ed a trattenerla in Marocco per sbarrare una eventuale avanzata nemica dalla penisola iberica, con la conseguenza che le forze statunitensi disponibili in Tunisia furono molto più ridotte del previsto..

L'offensiva tedesca

Incoraggiato dai successi conseguiti, e dalla evidente inferiorità operativa e di esperienza delle forze americane, ben equipaggiate ma totalmente inesperte di guerra nel deserto, il generale von Arnim e i generali Ziegler, vice-comandante in Tunisia, e Pomtow, capo ufficio operazioni, decisero quindi di sferrare un'offensiva di grandi dimensioni sfruttando le favorevoli posizioni conquistate al Passo Fāʾiḍ, il concentramento di cospicue forze corazzate tedesche sulla dorsale orientale, il ritardo dell'avanzata di Montgomery da est e soprattutto lo schieramento errato e troppo disperso delle truppe americane del 2º corpo d'armata, che avevano ripiegato sulle posizioni di Sidi Bou Zid, a ovest del passo..

In questa fase l'arrivo del feldmaresciallo Rommel portò ad una rielaborazione dei piani e dei progetti tedeschi: durante colloqui tra Kesselring, Arnim e Rommel venne quindi deciso un nuovo piano per una grande offensiva in Tunisia impegnando anche una parte dell'Afrika Korps proveniente dalla Libia, mentre la 5. Panzerarmee avrebbe sferrato l'attacco principale come previsto da Arnim e Pomtow, da Passo Fāʾiḍ. Obiettivi più ambiziosi, come ipotizzati da Rommel, sarebbero stati presi in considerazione dopo una valutazione delle circostanze concrete sul campo..

Il piano tedesco prevedeva un doppio attacco alle forze americane del 2º corpo d'armata, malamente schierato in gruppi separati e mal collegati sulla dorsale orientale da Fāʾiḍ a Gafsa. Una massa principale, costituita dalla 10. e dalla 21. Panzer-Division (con oltre 200 panzer, tra cui una dozzina di Tiger) al comando del vice di von Arnim, generale Heinz Ziegler, sarebbe sbucata di sorpresa dal passo di Fāʾiḍ e avrebbe sbaragliato le forze nemiche posizionate a Sidi Bou Zid (operazione Frühlingswind, "vento di primavera")., mentre un secondo raggruppamento più debole, guidato personalmente da Rommel e costituito dagli elementi corazzati della 15. Panzer-Division (Kampfgruppe Liebenstein con 26 panzer) e da un reparto di carri della divisione corazzata "Centauro" (23 carri armati), avrebbe attaccato Gafsa, per poi ricongiungersi con le forze del generale Ziegler (operazione Morgenluft, "brezza del mattino").

Il comando Alleato sottovalutò gravemente il pericolo: il generale Anderson rimase convinto che la minaccia principale nemica provenisse da Fondouk., a nord di Fāʾiḍ, mentre il generale Eisenhower, che il giorno precedente l'attacco tedesco fece visita proprio alle forze americane di Sidi Bou Zid, per nulla preoccupato si attardò in inutili viaggi di ispezione e di turismo bellico nelle rovine di Timgad. Le forze americane del 2º corpo (1st Armoured Division, 1ª e 34ª divisione di fanteria), guidate dal generale Lloyd Fredendall, posizionato in un comando tattico molto arretrato e lontano dalle prime linee, non predisposero adeguate ricognizioni e si limitarono a schierarsi sulle colline dominati senza costituire posizioni trincerate o campi minati.. Mal collegate tra loro, ignare del pericolo e preda di un sentimento di tranquilla superiorità, le truppe americane, numericamente superiori e ben equipaggiate di mezzi corazzati (la 1st Armored Division aveva 202 carri medi e 92 carri leggeri oltre a 36 cacciacarri e numerosi semicingolati), avrebbero subito la sconfitta più dura e umiliante dell'esercito statunitense durante la seconda guerra mondiale..

Vento di primavera Alle prime luci del mattino del 14 febbraio 1943 le Panzer-Division del generale Ziegler, dopo essersi raggruppate, rifocillate e riequipaggiate, si misero in marcia per dare inizio all'operazione Vento di primavera; la 10. Panzer-Division (generalmajor Friedrich von Broich), partita alle ore 4:00, sbucò da passo Faïd alle ore 6:30 e procedette verso le posizioni americane sul monteNei libri spesso si trova scritto "Djebel" (arabo Jabal, ossia "monte". Variazioni della parola sono Giabal, Jabel, Jebal, Jebel, Jbel, Jibal Lessouda, avvolta in una tempesta di sabbia che ne mascherò completamente l'avanzata agli osservatori nemici..

Organizzata nei due Kampfgruppe Gerhardt e Reimann, la divisione corazzata, dotata di 110 panzer tra cui la compagnia di carri pesanti di Tiger, travolse rapidamente una piccola avanguardia di fanteria e la compagnia G di carri medi del 1° Armoured Regiment (1º reggimento corazzato). e, sotto la copertura della tempesta di sabbia i due Kampfgruppe aggirarono le posizioni americane da nord-ovest (Kampfgruppe Gerhardt) e da sud-ovest (Kampfgruppe Reimann).. All'alba le truppe americane sul Lessouda, un battaglione della 34ª divisione fanteria e vari reparti di supporto meccanizzati al comando del tenente colonnello John K. Waters, genero del generale Patton, erano già praticamente circondate da 80 carri tedeschi, mentre il grosso dei mezzi procedeva verso sud-ovest in direzione di Sidi Bou Zid annientando il 2º battaglione del 17º reggimento di artiglieria campale e un plotone di cacciacarri statunitense.. In questo piccolo centro era schierato di riserva il 3º battaglione del 1º reggimento corazzato americano con 44 carri armati e 12 cacciacarri, al comando del tenente colonnello Louis Hightower, mentre più a sud, sul monte Ksaira si trovava un altro battaglione della 34ª divisione fanteria (tenente colonnello Thomas Drake); questi vari raggruppamenti statunitensi dipendevano dal Combat Command A della 1ª divisione corazzata al comando del colonnello McQuillin..

Alle ore 7:30 la Luftwaffe, che mantenne una netta superiorità aerea sul campo di battaglia, sferrò un duro attacco su Sidi Bou Zid causando gravi danni, mentre finalmente alle ore 8:30 il tenente colonnello Waters individuò le colonne tedesche in movimento che si erano distaccate dalla forza principale e allertò il comando del colonnello McQuillin, pur sottovalutando pericolosamente la consistenza delle forze nemiche. In quel momento il battaglione corazzato del tenente colonnello Hightower era già in marcia per affrontare il pericolo come ordinatogli da McQuillin un'ora prima.; i mezzi corazzati americani incapparono subito nel fuoco dei cannoni anticarro tedeschi e nel tiro a lungo raggio dei pochi Tiger.

Alle ore 10:00 si scatenò un'aspra battaglia di carri tra il reparto di Hightower e i panzer della 10. Panzer-Division del Kampfgruppe Gerhardt (il 1º Abteilung del Panzer-Regiment 7, comandato dal capitano Helmut Hudel, equipaggiato con Panzer III e Panzer IV e rafforzato da quattro Tiger: i carristi americani, molto inesperti, si batterono tuttavia coraggiosamente per cercare di rallentare l'avanzata nemica, ma ben presto la superiorità tedesca divenne evidente.. In superiorità numerica ed equipaggiati con mezzi più efficienti, gli equipaggi delle Panzertruppen, alcuni veterani di molte battaglie africane o in Unione Sovietica., manovrarono abilmente a gruppi colpendo i fianchi e le spalle del battaglione corazzato americano, che venne lentamente distrutto dal fuoco dei panzer.. Mentre il reparto del tenente colonnello Waters rimaneva fermo e isolato sul monte Lessouda, anche i carri del Kampfgruppe Riemann attaccarono sul fianco i mezzi corazzati americani che, in situazione critica, cercarono di ripiegare dopo aver comunicato al colonnello McQuillin la difficoltà della situazione..