Il campo di concentramento di Mauthausen, denominato campo di concentramento di Mauthausen-Gusen dall'estate del 1940, era un complesso dei campi di concentramento nazisti tedeschi. Un luogo significativo dello sterminio dell'intellighenzia polacca sotto il cosiddetto Intelligenzaktion (1939-1945) – il piano delle autorità naziste tedesche di sterminarla per germanizzare le terre polacche conquistate. Il secondo gruppo più numeroso di vittime in termini di dimensioni erano i prigionieri di guerra sovietici.
Al centro era una fortezza in pietra eretta nel 1938 in cima a una collina sovrastante la piccola cittadina di Mauthausen, nell'allora Gau Oberdonau, ora Alta Austria, situata a circa venticinque chilometri a est di Linz.
Considerato impropriamente come semplice campo di lavoro, fu di fatto, fra tutti i campi nazisti, «il solo campo di concentramento classificato di "classe 3" (come campo di punizione e di annientamento attraverso il lavoro)». Vi si attuò lo sterminio soprattutto attraverso il lavoro forzato nella vicina cava di granito, e la consunzione per denutrizione e stenti, pur essendo presenti anche alcune piccole camere a gas.
Storia
Campo di prigionia durante la prima guerra mondiale
Durante la prima guerra mondiale (1914 - 1918) gli austriaci aprirono un primo campo per prigionieri di guerra a est di Mauthausen per lo sfruttamento della cava di Wiener-Graben, un granito usato per pavimentare le strade di Vienna. In esso, russi, serbi, italiani raggiunsero la cifra di internati, e circa di loro vi persero la vita, tra i quali italiani che vi morirono di fame e stenti. Un cimitero di guerra internazionale è dedicato alla loro memoria.
Il campo di concentramento nazista (1938-1945)
Il lager nazista di Mauthausen«Allo scoppio della guerra esistevano i seguenti campi di concentramento a) Dachau (1939) , oggi (marzo 1942) detenuti; b) Sachsenhausen (1939) , oggi (marzo 1942) detenuti; c) Buchenwald (1939) , oggi (marzo 1942) detenuti; d) Mauthausen (1939) , oggi (marzo 1942) detenuti; e) Flossenburg (1939) , oggi (marzo 1942) detenuti; f) Ravensbruck (1939) , oggi (marzo 1942) detenuti.» D31 Rapporto sugli effettivi dei campi di concentramento in occasione dell'inquadramento dell'ispettorato dei campi di concentramento nell'Ufficio centrale SS Economia e Amministrazione (1942). fu aperto l'8 agosto 1938. Albert Sauer, che ne fu il primo comandante, fu sostituito meno di un anno dopo, il 9 febbraio 1939, dal trentacinquenne SS-Sturmbannführer (maggiore) Franz Ziereis che mantenne tale funzione fino al 5 maggio 1945 quando il campo fu liberato dal 41º Squadrone di ricognizione dell'11ª Divisione corazzata statunitense.
Nella prima fase, fino alla fine del 1940, il campo servì come luogo di isolamento e tormento di socialisti, comunisti, omosessuali principalmente tedeschi e austriaci, di opposizione potenziale o effettiva al nazismo e all'intellighenzia polacca. Fu il primo campo di concentramento tedesco stabilito al di fuori del Terzo Reich. I primi ad arrivare furono 300 prigionieri da Dachau, che cominciarono a costruire il campo e in seguito lo abitarono. All'apertura, ospitava detenuti; in quasi sette anni di vita, furono rinchiusi oltre prigionieri.
La guarnigione SS di Mauthausen è composta di poche centinaia di elementi nel 1938, nel 1940, nel 1945. Ziereis comincia ad addestrare le sue guardie a un comportamento disumano, emanando direttive più dure di quelle ufficiali.. Ziereis incita a torturare, e sevizia lui stesso, premia con medaglie, promozioni, licenze le SS che si sono distinte per la loro crudeltà. I riluttanti, quelli che non sono in sintonia con lo "spirito del lager" sono trasferiti altrove, spesso al fronte.
La Gestapo vi deporta subito circa pregiudicati della malavita austriaca, prelevati da penitenziari e carceri. Costoro saranno soprannominati ironicamente "Club dei soci fondatori". Sono tra coloro che cominciano a trasportare le prime pietre, a costruire i primi baraccamenti e a recingerli di filo spinato, addestrati come futuri Kapo. Coloro che sopravvissero fino al 3 maggio 1945 furono uccisi dalle SS assieme al Sonderkommando, ovvero il commando speciale addetto al forno crematorio, e ai "portatori di segreti", perché non parlassero.
Mauthausen, costruito con il granito della sottostante cava, era un'estesa fortezza di pietra in uno stile vagamente orientale, tanto che l'ingresso principale al lager era chiamato dai prigionieri "La Porta mongola". La fortezza, di pianta rettangolare, era chiusa su tre lati da mura di pietra spesse due metri e alte fino a otto. Il lato del lager che non si riuscì a finire fu chiuso da un reticolato di filo spinato percorso da corrente elettrica ad alta tensione, luogo di numerosi suicidi.. Dal marzo 1940 Ziereis viene affiancato dal nuovo vicecomandante, lo Schutzhaftlagerführer Georg Bachmayer, un bavarese che instaurò un regime brutale e di terrore tra i detenuti. Godeva nell'infliggere personalmente torture e morte; aveva due mastini napoletani addestrati a sbranare i prigionieri al suo comando; questa morte era chiamata dagli aguzzini "il bacio del cane".
Come gli altri campi di concentramento gestiti dalle SS, camuffati da campi di lavoro, internamento o rieducazione, Mauthausen venne utilizzato anch'esso come campo di sterminio, da attuarsi soprattutto attraverso il binomio costituito dal lavoro forzato e dalla denutrizione.
I deportati venivano alimentati con prodotti di esperimenti sulla nutrizione, ottenuti anche in laboratori chimici. Con un'albumina che esplodeva in laboratorio si preparava una salsiccia sintetica di sapore e odore simili a quella naturale; il pane era rinforzato con segatura fine, le zuppe con bucce di patate.; si parla anche di una misteriosa cenere aggiunta per dare corposità alla minestra.
A Mauthausen erano internati antinazisti, intellettuali, asociali, oppositori politici, testimoni di Geova, ma anche ebrei, rom, omosessuali, "vite indegne", ovvero disabili, che furono assassinati nel Castello di Hartheim, criminali comuni, "irriducibili", persone di tutte le classi sociali provenienti da tutti quei paesi che la Germania nazista via via occupò durante la seconda guerra mondiale, giudicati pericolosi per la sicurezza del Reich. Gli ebrei, fino a che non giunsero le marce della morte dal Campo di concentramento di Auschwitz e da altri campi, alloggiavano in una baracca chiamata "La baracca degli ebrei", la peggiore assieme a quella dell'Ordine K o Aktion K e cioè i condannati al colpo alla nuca. Ebrei e italiani non potevano scrivere lettere.
Per sfruttare la manodopera coatta, Himmler volle fondare la Deutsche Erd - und Steinwerke GmbH (DEST), un'azienda di proprietà delle SS che gestiva le due cave di pietra di Mauthausen e Gusen, la Wiener-Graben e la Bettlelberg, messe a disposizione fin dal 1938 dal Comune di Vienna. Il lavoro forzato dei prigionieri doveva produrre i manufatti di pietra da impiegare per la costruzione del campo stesso e per la realizzazione dei vari progetti architettonici voluti da Hitler..
Le prime vittime di Mauthausen venivano cremate a Steyr, finché il 5 maggio 1940 divenne operativo il primo dei tre forni crematori installati nel campo e fornito dalla ditta Kori di Berlino. Un secondo forno a doppia muffola fu installato nel 1941 dalla J.A. Topf und Söhne, una ditta tedesca specializzata nella costruzione di sistemi di combustione e fornitrice di forni crematori ai maggiori lager nazisti. Il terzo forno, funzionante a olio combustibile, fu distrutto probabilmente nel 1945 quando le SS, prima di fuggire, tentarono di cancellare le tracce dei loro crimini.
Il complesso dei campi Mauthausen-Gusen causò in pochi anni la morte di circa 90000-100000 persone, di cui 81000 identificate ufficialmente. Doveva esser fatto continuamente posto per i continui numerosi arrivi di altri condannati a morte, cosicché al deportato non era concesso vivere oltre il limite massimo stabilito di 2-3 mesi. Doveva morire dopo essersi letteralmente consumato, ridotto a uno scheletro vivente di qualche decina di chili di peso.. Nel sistema di sfruttamento e annientamento dell'individuo nulla era lasciato al caso. I forni crematori del campo avevano una bocca molto piccola, dimensionata per contenere gli scheletrici cadaveri delle vittime: detratto lo spessore della barella sulle carrucole, usata per introdurre i corpi, lo spazio restante della bocca era davvero assai esiguo. L'ingegneria nazista li progettò con la massima economia possibile per essere usati alla fine del ciclo di distruzione del prigioniero ridotto a una sottile sagoma. Ciò consentiva una riduzione della dimensione dei forni, mirata a un grande risparmio sul tempo di cremazione e sulle spese di costruzione, di gestione e di combustibile.
Dal tetto del Bunker, la prigione del campo di Mauthausen, fuoriuscivano tre ciminiere: una in mattoni rossi presso l'angolo esterno sinistro, per chi guarda dal piazzale dell'appello; e due di colore bianco, di diversa dimensione. Erano i camini di tre impianti di cremazione (per un totale di quattro bocche di forno), dei quali impianti oggi ne restano solo due; un terzo fu distrutto. Il crematorio era situato proprio sotto il Bunker, ma completamente separato da esso. Ex reclusi del Bunker testimoniarono nei processi ai nazisti del dopoguerra di aver udito, dalle loro celle, acute grida provenienti dal sotterraneo, in concomitanza del rumore delle saracinesche dei forni che si aprivano e chiudevano, a testimonianza che molte persone venivano introdotte nei forni ancora vive. A selezionare i "maturi" per il crematorio, i cosiddetti musulmani, Muselmann (nella lingua dei lager erano i deportati ridotti a uno stadio di consunzione estrema che cadevano sfiniti in ginocchio con le mani in avanti come la tipica posa dei musulmani che pregano), provvedevano le continue e costanti selezioni e ispezioni del medico del campo, delle SS e dei kapo. Il deportato doveva essere soppresso quando era arrivato al suo ultimo giorno di lavoro, avendo esaurito tutte le energie sfruttabili per il lavoro da schiavo. Era vanto dei selezionatori il fatto di essere capaci di individuare il momento giusto per l'eliminazione. I "musulmani", una volta individuati, venivano immediatamente tratti fuori dalle file dei prigionieri e poi uccisi con iniezioni letali al cuore, o avviati al gas, o eliminati con uno dei tanti modi in uso nel lager.
Il comandante del lager, Franz Ziereis, accoglieva i nuovi arrivati sulla porta dell'inferno con questo agghiacciante discorso: " Siete venuti qui per morire... qui non esiste l'uscita ma solo l'entrata; l'unica uscita è dal camino del forno crematorio..." E indicava i camini del crematorio.
Lo stesso comandante del campo, nel 1942, al diciottesimo compleanno del figlio maggiore, lo armò di un revolver con il quale uccidere quaranta prigionieriVincenzo Pappalettera, Tu passerai per il camino, Mursia, Milano , pag. 276Confessato dal figlio al momento della cattura del padre. Le versioni sul racconto sono differenti nei dettagli, pur confermando sostanzialmente le uccisioni con l'arma regalata: The death of Franz Ziereis, Commandant of the Mauthausen concentration camp.