Noto in Italia, Francia e Stati Uniti soprattutto per il suo work-in-progress fotografico sugli angeli, è anche attivo nei campi dell'editoria, del teatro, della musica e della pubblicità. Specializzato nel ritratto in bianco e nero, ha vinto svariati premi, in particolare per i ritratti in-action di Corrado Rustici, Dee Dee Bridgewater e Ute Lemper. Ha esposto le sue opere a Milano, Roma, Berlino, Parigi, Avignone, Chicago, Montréal e Toronto.

Biografia Nato a Genova l'11 marzo 1961 da famiglia medio-borghese, sin da piccolo Terrile mostra grande interesse per le arti visive. Trascorre l'adolescenza fra la sua città natale e Iola di Montese, un piccolo paese dell'Appennino Tosco-Emiliano dove la sua famiglia ha una casa di campagna. La grossa differenza culturale e umana fra i due luoghi è alla base del suo sviluppo umano e artistico; probabilmente in questi anni Terrile matura il suo amore per la natura selvaggia e incontaminata, in particolare boschi e montagne, e per la solitudine - attitudine che si rinnova all'interno di tutto il suo percorso di fotografo creativo.

Anni della formazione

A 14 anni Terrile entra al liceo artistico Nicolò Barabino di Genova. La sua naturale predisposizione verso la pittura e le arti in generale però non è ancora evidente, al punto che durante il primo anno gli viene suggerito di lasciar perdere le arti e "trovarsi invece un buon lavoro".si dice che Terrile racconti questa storia all'inizio del corso base di fotografia ogni anno, ma senza mai rivelare il nome del professore coinvolto nell'episodio. Nonostante ciò, dopo il liceo Terrile entra all'Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova con l'appoggio dei suoi genitori; qui persegue ulteriormente i suoi interessi in musica e arti visive.

All'Accademia è normale per Terrile fare i primi esperimenti fotografici con i suoi compagni di corso come modelli. La generale atmosfera di ribellione (siamo negli anni che vedono la nascita dei fenomeni punk e new wave e Genova in tal senso è un terreno fertile) e il desiderio di sperimentare lo conducono a realizzare, fra le altre cose, una serie di ritratti a colori su pellicola invertibile in cui i modelli sono fotografati in low key, quasi monocromatici, con l'eccezione di labbra rosse e sature e profondi occhi blu. Corpi e volti sono ammassati nella singola inquadratura come se galleggiassero in un acquario. La serie Fluttuare è un ottimo esempio di questo suo stile iniziale nel quale comincia l'investigazione sulla forza di gravità. Il work-in-progress "Nel segno dell'Angelo" sarà poi l'espressione più alta di questo interesse da parte dell'artista.

In questi anni la sua attività è estremamente eterogenea, passando dalla pittura analitica (una branca dell'astrattismo) alla musica pop e alla fotografia a colori. Di particolare valore sono le Calligrafie, le Tracce e i Segni, tre serie di ritratti realizzati fra il 1977 e il 1979 su grandi superfici verticali, rotoli di nastro, in video o su altri materiali. Queste opere, raccolte sotto il nome Quelle improbabili immagini vengono esposte a Genova, Grosseto, Cosenza e Bari. Nel 1979-1980 Terrile realizza una partitura per sassofono contralto assieme al ricercatore e compositore contemporaneo Luca Viale-Barbieri, dal titolo Cromofonie. L'opera verrà eseguita a Genova, Milano e Certaldo, nei pressi di Firenze.Il Buongiorno, lug/ago 1983.

L'apprendistato a Milano

Dopo avere completato l'Accademia con successo, nel 1984 Terrile ha già un suo stile fotografico ed inizia un apprendistato a Milano come terzo assistente di Paolo Gandola, giovane ma già molto noto fotografo di moda. Durante gli anni ottanta Milano sviluppa il suo carattere di capitale finanziaria e della moda d'Italia, esprimendo un mondo in cui il denaro è il principale veicolo di scambio nelle relazioni interpersonali, mentre la corruzione si diffonde a tutti i livelli dell'amministrazione pubblica. Non a caso in questi anni Silvio Berlusconi inizia la sua ascesa come imprenditore edile e della televisione. Milano come centro del rampante capitalismo italiano è rappresentata bene dallo slogan Milano da bere inventato per un celebre spot pubblicitario dell'Amaro Ramazzotti.

Gli anni di Terrile a Milano non sono affatto facili: la sua attitudine semplice, quasi naïf verso la vita e le persone, unita al suo disprezzo del denaro come valore fondante, non hanno praticamente nulla a che fare con la Milano da bere. Dopo pochi anni sceglie di ritornare a Genova. Porta con sé l'insegnamento tecnico di Gandola e un'idiosincrasia nei confronti della fotografia di moda e di tutto ciò che ruota attorno ad essa. In un'intervista concessa poco dopo il suo ritorno, Terrile afferma, non senza un certo orgoglio, "trovo inammissibile che nel campo delle foto di moda solo quattro o cinque grandi siano in grado di offrire senza condizionamenti la propria visione delle cose. [...] Basta, insomma, con queste facce americane! [...] La bellezza si trova anche sul 44 barrato, non c'è bisogno di andarla a cercare a Los Angeles e a Londra."

Nella stessa intervista Terrile dichiara il proprio amore per il cinema, che imprimerà un forte segno formale e stilistico sul suo lavoro. Anche se ha solo 25 anni, la sua visione artistica è chiara: "il cinema per me è Truffaut, Arthur Penn, Altman, Wenders [...] La casualità è una componente relativamente importante nei miei lavori, ma è sempre strettamente controllata. [...] Il fotografo è sempre un po' artista e un po' artigiano."ne Il Lavoro, 15 giugno 1986. L'ultima dichiarazione contiene la precisa volontà di superare il problema che ogni artista deve affrontare all'inizio della sua attività, e cioè che l'arte non paga. In effetti dal 1985 in poi Terrile vivrà unicamente del suo mestiere di fotografo professionista.

Maturità artistica

Il ritorno di Terrile a Genova segna l'inizio di un'attività fotografica a tutto tondo. In questi anni egli è a contatto col vibrante underground artistico di Genova; frequenta artisti di ogni genere, anche al di fuori dell'ambito accademico; e in particolare, diviene molto amico dello scultore Lorenzo Garaventa. Nello studio di Garaventa Terrile ha l'occasione di fare parecchi ritratti dell'artista, realizzando una delle più significative fotografie del suo periodo giovanile (1985). Di grande rilievo in questo lavoro, l'impiego della luce naturale (che in questo caso cade dall'alto attraverso un lucernario) e l'uso violento, quasi espressionista del contrasto, ottenuto durante la stampa fotografica a mano. (L'attenzione maniacale alla fase di stampa è uno dei tratti essenziali del lavoro di Terrile,cfr. ad es. Ferruccio Giromini, La gelida sensualità di Alberto Terrile in Blue nr. 89, 1998. che ha più volte riconosciuto per questo il debito verso il suo maestro di stampa, l'artista Stefano Grondona.)

La sua attività commerciale è inizialmente molto legata alla musica e alle performance dei musicisti, sia in studio che live. Collabora tra gli altri con Pierangelo Bertoli, René Aubry, Louis Winsberg, Marc Berthoumieux e Bob Wilber. Si specializza nelle copertine di libri e album musicali, costruendo fattive collaborazioni con le maggiori Case editrici italiane come Einaudi, Zanichelli, Mondadori e Costa&Nolan.

Suoi lavori da fotografo freelance appaiono su Le Monde, Diario della settimana, Glamour, Frigidaire, World Music; la performance live, in tutti i campi artistici e sempre in luce ambiente, diviene uno dei suoi temi preferiti e lo porta a fotografare, fra gli altri, Corrado Rustici e Dee Dee Bridgewater. Il suo ritratto in-action più noto di questo periodo è forse quello di Ute Lemper realizzato durante la tournée Illusion tour del 1992, con le coreografie di Larrio Ekson.

Nel 1993 è a Baghdad per documentare la condizione del popolo iracheno stremato dall'embargo, due anni dopo la prima Guerra del Golfo.Guido Festinese, Uno scatto da Genova a Babilonia ne Il Lavoro, 10 ottobre 1993.

Questo è forse il periodo in cui il suo stile giunge a maturazione, a tal punto che riceve il premio Miglior Ritratto dell'Anno dalla rivista Progresso fotografico nel 1989Progresso fotografico aprile 1989. e il Kodak European Gold Award nel 1994 e 1995.Il fotografo professionista giugno 1994 e giugno 1995. Negli stessi anni è fotografo ufficiale della Mostra del Cinema di Venezia dove può fotografare alcuni dei suoi attori e registi preferiti; fra questi Krzysztof Kieślowski, Chazz Palminteri e Robert Altman. Una mostra completa di questi ritratti avrà luogo a Milano nel 2000, idealmente riconciliando l'artista con la città.si veda ad es. Roberto Di Perna, Divi e divine 'scattati' da Alberto Terrile ne Il Secolo XIX, ottobre 2000. Nel 2001, fotografa il tastierista dei The Doors Ray Manzarek.

Lavori sperimentali e insegnamento

Forse reminiscente dei suoi primi anni in accademia, Terrile continua a sperimentare con tecniche e materiali diversi. Un esempio notevole di ciò è rappresentato dalla stampa di una delle sue fotografie su marmo alleggerito di Carrara. Secondo lo stesso autore, il negativo è stato dapprima stampato su carta AGFA Record Rapid, al tempo già fuori produzione, poi acquisito digitalmente e stampato a plotter su lastra di marmo usando una macchina Durst Rho 205. "Dopo due provini su marmo" dice Terrile "ho alzato le alte luci affinché potessero trasparire le venature del marmo, che danno alla veste bianca del soggetto un volume inedito, attestando ancor più l'effetto scultoreo della mia immagine."cfr. il catalogo della mostra Fare Arte 2004, Disegnare il marmo - drawing marble, Hopefulmonster publishers, 2005. Il risultato finale fu esposto in una mostra di sculture in marmo tenutasi a Carrara nel 2004.

Soggetti inusuali, un uso surreale della post-produzione in stampa (anche digitale) e location fuori dall'ordinario caratterizzano alcune delle sue produzioni più tarde. Fra i lavori più interessanti, un'opera di interazione con soggetti disabili nella quale Terrile tenta di trascrivere il loro mondo interiore ispirandosi a Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, e una serie di ritratti digitali iperrealistici intitolata Dalla miniera. Una delle foto di questa serie ritrae Pasquale Montemurro, ex allievo e poi assistente di Terrile, mentre si regge la testa fra le mani in un gesto di rassegnazione drammaticamente sottolineato dal violento contrasto sullo scalpo del soggetto. La foto sembra presagire l'imminente morte di Montemurro, avvenuta in effetti pochi mesi dopo lo scatto.

Nell'ultimo decennio Terrile ha sviluppato un interesse per l'architettura industriale, i non-luoghi e gli edifici abbandonati. Genova è la location perfetta per questo tipo di fotografia, vista la traumatica riconversione che ha subito negli ultimi vent'anni da città industriale e dell'acciaio al terziario e al turismo. L'acciaieria di Cornigliano, recentemente spenta e poi demolita, e il palazzo Hennebique, un tempo silos del grano e ora rifugio di tossicomani, irregolari e senzatetto, sono esempi di questa tendenza. In ambienti come questi Terrile e i suoi allievi operano una de-contestualizzazione, solitamente mettendo in scena personaggi grotteschi, creando una semantica alienante.

Terrile è anche attivo nella didattica e nella diffusione del concetto di fotografia. A partire dal 2000 tiene corsi di fotografia di base e avanzati, utilizzando solitamente gli allievi come assistenti nella propria attività professionale, e di fatto costituendo una piccola comunità di fotografi molto attiva a Genova. Nel 2007 fonda l'associazione culturale Percorsi magici dedita a promuovere la fotografia ad ampio spettro attraverso mostre, lezioni pubbliche, conferenze e workshop. Lo stile didattico di Terrile è notoriamente molto informale e orientato alla pratica.

Nel segno dell'angelo