Biografia Era figlio di Gneo Domizio Enobarbo e fratello di Lucio Domizio Enobarbo. Nel 104 a.C. fu tribuno della plebe,. e nel 103 a.C. divenne pontefice massimoTito Livio, Epitomae 67Cicerone, Pro rege Deiotaro 11Valerio Massimo, VI, 5. § 5, mantenendo contemporaneamente il ruolo di tribuno.Cassio Dione, Framm. 100Cicerone, Divinatio in Caecilio 20, Verre II.47, Cornelio 2, Pro Scauro 1

Nel 96 a.C. divenne console, e quattro anni dopo censore assieme a Lucio Licinio Crasso, col quale fu spesso in disaccordo. Assieme sradicarono le prime scuole oratorie di Roma, che essi giudicavano immorali, sebbene Crasso stesso fosse un grandissimo oratore.Aulo Gellio, XV, 11Cicerone, De Oratore III, 24

La loro censura fu molto attiva ma anche molto litigiosa: Domizio era favorevole al mantenimento degli antichi costumi romani, basati sul rigore e sulla semplicità, mentre Crasso amava l'arte ed i lussi, tanto che disse del collega che aveva la barba di rame, una bocca di ferro ed un cuore di piomboPlinio il Vecchio, Naturalis historia XVIII, 1Svetonio, Nero, 2Valerio Massimo, IX, 1. § 4Macrobio, Saturnalia II, 11. Cicerone scrisse che Domizio non fu un grande oratore, ma che era sufficientemente abile da riuscire comunque a mantenere una buona fama.Cicerone, Brutus 44

Enobarbo morì nell'88 a.C. Non si sa chi fu la moglie, ma ebbe due figli: Gneo Domizio Enobarbo, morto sette anni dopo in Africa sconfitto da Pompeo, e Lucio Domizio Enobarbo. Durante il tribunato della plebe emanò la lex Domitia de sacerdotiis, secondo la quale i sacerdoti più importanti dovessero essere eletti dal popolo. La legge venne poi abrogata da Silla.

Note

Voci correlate Consoli repubblicani romani Gens Domitia

Collegamenti esterni

Domizio Enobarbo, Gneo Domizio Enobarbo, Gneo Enobarbo, Domizio, Gneo Enobarbo, Gneo Categoria:Politici figli d'arte