La storia dell'Australia si riferisce alle vicende storiche del paese dal momento in cui fu popolato fino ad oggi.
L'Australia non è più sotto il dominio inglese dal 1901, data che segna l'indipendenza australiana.
L'arrivo degli aborigeni
I primi abitanti dell'attuale Australia furono gli aborigeni. Inizialmente si pensava che fossero arrivati dall'Asia circa anni fa, ma ricerche recenti hanno valutato l'ipotesi di retrodatare di almeno anni l'occupazione del continente. Grazie ad una particolare capacità d'adattamento riuscirono a popolare gran parte del continente, seppure mantenendo sempre uno stile di vita seminomade. Si calcola che la popolazione aborigena all'arrivo dei primi europei fosse fra le e di persone.
I primi esploratori europei
L'esistenza di un continente opposto all'Europa fu già ipotizzato dai Greci e dai Romani; i quali lo nominarono "Terra Australis Incognita" e lo immaginarono molto più esteso di quello che è in realtà. Nel XVIII secolo le esplorazioni lungo il Pacifico spinsero molti a dubitare dell'effettiva esistenza della Terra Australis. Spedizioni nei secoli precedenti da parte di marinai portoghesi, spagnoli e olandesi portarono a credere che quella parte del mondo fosse composta essenzialmente dalle isole dell'Oceania.
L'Australia, però, fu già avvistata nel 1606 quando Willem Janszoon sfiorò l'attuale Capo York. Nel 1616, Dirk Hartog, a bordo dell'Eendracht, fu il primo europeo a scendere sul suolo australiano. Gli olandesi Peter Nuyts e, soprattutto, Abel Tasman esplorarono fra il 1635 e il 1645 gran parte della costa meridionale e l'attuale isola di Tasmania, giungendo fino in Nuova Zelanda. Gli olandesi, credettero erroneamente che il sud dell'Australia costituisse un'isola diversa da quella toccata da Hartog e le diedero il nome di Nuova Olanda, senza però occuparla e colonizzarla perché ritenevano che fosse solo un immenso deserto privo di risorse. L'Australia fu avvistata anche da marinai portoghesi che la chiamarono "Terra dello Spirito Santo", nome mai impiegato ufficialmente.
L'arrivo degli inglesi Nel 1699 la Società Geografica Britannica finanziò alcune spedizioni d'interesse scientifico-economico verso la Nuova Olanda, approvando un progetto di William Dampier che aveva già esplorato la parte nord-occidentale del Paese. L'esito della missione fu però disastroso, tanto che gli inglesi abbandonarono qualsiasi progetto di colonizzazione dell'Australia per circa settant'anni.Nel 1768 James Cook partì per un lungo viaggio di esplorazioni nel Pacifico. Egli fu il primo ad intuire che la Nuova Olanda fosse un continente e il 28 aprile 1770 sbarcò a Botany Bay, a pochi chilometri dall'odierna Sydney, prendendo possesso di tutta la costa orientale in nome della Corona Britannica e dandogli il nome di Nuovo Galles del Sud. Sulla spinta delle scoperte di Cook, l'Inghilterra iniziò ad avviare i primi progetti per l'Australia. Intanto un altro inglese Matthew Flinders circumnavigò il Paese nel 1803 dimostrando che la Nuova Olanda non era formata da più isole ma che è una terra unica a sé stante. A Flinders si deve il nome Australia al posto di Nuova Olanda, imposto dagli olandesi ma che veniva ancora impiegato, così come Terra Australis.
La prima colonizzazione inglese: colonia penale e fonte di risorse Nel 1786 il governo inglese approvò la costituzione di una colonia penale a Botany Bay, in cui rinchiudere i prigionieri condannati all'ergastolo o particolarmente pericolosi per la società. I detenuti a Botany Bay erano incaricati ai lavori forzati per estrarre le prime risorse minerarie scoperte e che poi erano inviate in Gran Bretagna.
Nel 1788 arrivò in Australia il capitano Arthur Phillip nominato da poco governatore della colonia, dotato di poteri quasi assoluti. Giunto a Botany Bay il 9 gennaio, il 26 gennaio (oggi celebrato come l'Australia Day) inaugurò Sydney, in onore di Thomas Townshend, Visconte di Sydney e all'epoca Segretario di Stato britannico. La vita della nuova colonia incontrò molte difficoltà, dovute essenzialmente all'ostilità dell'ambiente naturale nonché della popolazione aborigena che riuscì a bloccare la creazione di fattorie sulle rive del fiume Hawkesbury. La colonia non riusciva a raggiungere l'autosufficienza necessaria e si ritrovò a dipendere per gli approvvigionamenti dalla lontana isola di Norfolk. A ciò si aggiungano le tensioni fra la stessa popolazione inglese, dovuta all'atteggiamento autoritario del capitano Phillip, il quale, visto il fallimento della sua politica, fu esonerato dai suoi incarichi nel 1792 e ritornò a Bath, in Inghilterra.
Nello stesso anno, furono costituiti in Gran Bretagna i New South Wales Corps incaricati della sorveglianza dei detenuti e della difesa del territorio coloniale. Ben presto i Reparti si trasformarono in una minaccia per l'autorità dei vari governatori, dato che essi spesso si resero protagonisti di episodi di ribellione nei loro confronti e diedero vita ad un commercio clandestino di rum. Il capitano Philip Gidley King, nominato governatore nel 1800, tentò di riportare l'ordine, ma alla fine fu costretto a ritornare in Inghilterra nel 1806. Le tensioni culminarono con la cosiddetta "rivolta del rum" del 26 gennaio 1808 - a vent'anni esatti dalla fondazione dell'Australia - durante la quale il suo successore, William Bligh, fu addirittura destituito e arrestato dal maggiore George Johnston, capo dei rivoltosi dei New South Wales Corps. Bligh aveva cercato di spezzare il monopolio del commercio del rum detenuto dai militari e messe in dubbio alcune concessioni di terre, il che indusse il maggiore Johnston ad organizzare un vero e proprio colpo di Stato, il primo ed unico nella storia dell'Australia. Un anno dopo, Bligh accettò di dimettersi e di ritornare in Inghilterra assieme a Johnston, che fu dichiarato colpevole da una corte marziale. Alla fine, comunque, per questo straordinario ammutinamento nessuno dei responsabili fu impiccato, o anche solo punito severamente. Il governo inglese decise di sciogliere i "New South Wales Corps", il che comportò la "deprivatizzazione" dei pubblici ufficiali della colonia. Molti di questi decisero di andare in pensione e il loro ruolo tornò ad essere assunto dalle formazioni regolari britanniche del 73º Reggimento.
Riportato l'ordine in terra australiana, il governo inglese inviò un nuovo governatore, Lachlan Macquarie. Macquarie riuscì a dare una svolta alla colonia, dando vita ad una stabile situazione economica che, successivamente alla sconfitta di Napoleone, attirò i primi coloni liberi. Macquarie diede il via ad una lunga serie di opere pubbliche per rendere più funzionale il governo della regione.
Tuttavia l'arrivo dei coloni, creò soprattutto nelle regioni rurali duri scontri fra i liberi giunti dall'Inghilterra e gli ex forzati che rivendicavano pari diritti. Macquarie, tramite una serie di provvedimenti arginò la situazione concedendo agli ex forzati le terre non ancora colonizzate.
Il compromesso raggiunto da Macquarie provocò dure proteste in Inghilterra, perché la sua soluzione fu vista come troppo dispendiosa. Un'inchiesta parlamentare del 1819 ribadì l'importanza della colonia del Nuovo Galles del Sud e favorì il varo di una riforma costituzionale votata nel 1823 che limitò il potere del governatore con l'istituzione di un consiglio esecutivo. Intanto vennero create due nuove colonie: ad Albany (Australia Occidentale) e in Tasmania, tanto che nel 1827 la Gran Bretagna ottenne il controllo dell'intero Paese.
L'espansione della colonia
Il nuovo governo, grazie ai massicci finanziamenti arrivati dalla madrepatria, avviò grandi costruzioni soprattutto nel campo delle infrastrutture tese a favorire l'esplorazione dell'interno ancora sconosciuto: fra i vari esploratori celebri di questo periodo vi furono George William Evans, John Oxley, Allan Cunningham, Charles Sturt, Thomas Livingstone Mitchell, George Grey e Ludwig Leichhardt, la cui morte in linea con le idee romantiche dell'epoca suscitò quindi grande emozione. Nacquero nuove colonie: l'Australia Meridionale, con la capitale Adelaide dedicata alla moglie del Re. Adelaide, fondata nel luglio del 1837 sulla base di un progetto di Edward Gibbon Wakefield il quale puntava alla creazione di comunità autosufficienti basate sul lavoro agricolo e unite da valori comuni quali la famiglia, la religione e libertà di mercato. Il progetto di Wakefield, malgrado il sostegno delle comunità religiose, fallì per non aver tenuto conto né delle particolari condizioni della terra né della presenza di aborigeni.
Il naufragio di Wakefield, fu di spunto per un altro progetto destinato all'area meridionale del Nuovo Galles del Sud in cui fu creata la colonia di Victoria dove fu sviluppato l'allevamento degli ovini, in particolare delle pecore merino importate dal Sudafrica che grazie a condizioni favorevoli, diede grande sviluppo alla produzione di lana esportata in ogni parte del mondo. Al nord del Nuovo Galles, nacque invece la colonia del Queensland.
Intorno alla metà del XIX secolo, la Gran Bretagna concesse ampie libertà politiche alle colonie australiane: nel 1842 i consigli legislativi che dovevano affiancare i vari governatori furono resi per due terzi elettivi e nel 1860 furono varate nuove costituzioni con un consiglio dei ministri controllato dalla Camera bassa eletta con il suffragio universale maschile, anche e soprattutto in seguito alla ribellione nei campi minerari di Eureka vicino Ballarat, massimo esempio di "rivoluzione" australiana. Iniziarono a profilarsi subito due tendenze all'interno della società: una costituita dalla popolazione urbana in grande crescita e spinta verso la modernità mentre i grandi allevatori e agricoltori dell'interno si collocarono su posizioni più conservatrici.
La popolazione australiana conobbe un vero e proprio boom demografico in seguito alla scoperta dell'oro, che caratterizzò tutta la seconda metà del XIX secolo. Molti cercatori riuscirono a costruirsi una posizione nella nuova terra, che andava sempre più recidendo i legami verso la lontana Gran Bretagna (anche a causa dell'arrivo dei primi immigrati irlandesi) mentre cresceva l'esigenza di dare vita ad una Federazione che riunisse le sei colonie.
La nascita della federazione Fino al 1889 lo sviluppo di istituzioni comuni fra le varie colonie australiane fu impedito dalle forti rivalità che esistevano. In quel periodo, il paese aveva conosciuto una prima industrializzazione nonché una vasta urbanizzazione, tanto che Sydney e Melbourne erano fra le maggiori città del pianeta. L'intenzione annunciata dall'Inghilterra di concedere una vasta autonomia all'Australia, spinse il premier Sir Henry Parkes, considerato fondatore nazionale dell'Australia, a proporre la creazione di un consiglio federale che riunisse i rappresentanti di ogni colonia. Nel 1897 fu eletta la prima assemblea costituente che varò la Costituzione; essa organizzava le colonie in una federazione, così come era avvenuto per il Canada. Federazione d'Australia Nel corso del 1900 la Costituzione fu approvata con una serie di referendum nelle varie colonie ed entrò in vigore il 1º gennaio del 1901, dopo la ratifica del Parlamento inglese.
La questione della capitale da scegliere, che vide Sydney e Melbourne contendersi tale titolo anche in maniera violenta, venne infine risolta con un compromesso: fu fondata Canberra, costruita ex novo a metà strada fra le due metropoli, all'interno di un autonomo stato.
La prima guerra mondiale