Questa cronologia degli impatti astronomici sulla Terra è un elenco dei più significativi eventi d'impatto astronomico sulla Terra (prodotti da asteroidi, comete e meteoriti). Va specificato che la Terra è un pianeta geologicamente attivo e dinamico, soggetto a trasformazioni geologiche nel corso del tempo per via dei vari agenti corrosivi che la plasmano continuamente, dunque l'elenco sarà sempre parziale.
Tra i principali database di impatti astronomici confermati si riconrdano lo storico Earth Impact Database, dal 2001 diretto dal Planetary and Space Science Centre dell'Università del Nuovo Brunswick, Canada e l'Impact Earth Database, mappa interattiva aggiornata costantemente, frutto dello sforzo congiunto del programma NSERC PromoScience e della Canadian Geological Foundation, con il supporto del Dipartimento di Scienze della Terra e della Facoltà di Scienze della Western University del Canada.
Eventi d'impatto preistorici
I bombardamenti sulla Terra primordiale nell'Adeano Quando all'epoca delle missioni Apollo relative all'allunaggio lunare vennero riportati campioni di roccia lunare sulla Terra per successive analisi e datazione radiometriche, è stato evinto che si trattava di rocce fuse formatesi all'epoca di grandi impatti asteroidali, che provocarono liquefazione della superficie, se si assume che già preesistesse una crosta solida. In particolare, le missioni Apollo 15, 16 e 17 ebbero luogo in prossimità del Mare Imbrium, Nectaris e Serenitatis. I campioni ivi prelevati furono datati e studiati; si constatò un'età geologica tra i 3,8 e i 4,1 miliardi di anni e si assunse che tale età fosse approssimativamente la medesima per tutti i mari lunari. Essi si sarebbero formati da numerosi e colossali impatti di asteroidi ancestrali, il cui diametro poteva anche essere dell'ordine delle centinaia di km, e successivamente vennero ricoperti di lava basaltica. I diametri dei grandi mari lunari associati al periodo variano dai 373 km del mare Smythii agli oltre 1000 km di Imbrium. La loro origine ed età comune venne associata ad un intenso bombardamento meteoritico detto cataclisma lunare o intenso bombardamento tardivo (LHB, Late Heavy Bombardment), sulle cui cause ed esistenza stessa si dibatte sin dal 1974, quando venne proposta la teoria, ma resta l'ipotesi prevalente, con più evidenze. Un simile cataclisma, che può essere considerato un prolungamento dei bombardamenti primordiali dell'Adeano in epoca di accrescimento e post-accrescimento planetari, è ipotizzato anche per gli altri pianeti terrestri, in particolare secondo il modello di Nizza (il prevalente) e, naturalmente, per la Terra, ben più grande della Luna e con un'attrazione gravitazionale maggiore; ma i diversi tipi di erosione naturale di un pianeta così geologicamente attivo ne avrebbero cancellata l'evidenza. Questo è il modello classico, che prevede una progressiva riduzione degli impatti sul sistema Terra-Luna (e sugli altri pianeti terrestri) dopo la loro formazione, per poi ipotizzare l'LHB tra 4,1 e 3,8 miliardi di anni fa.
Negli anni sono stati proposti più modelli relativi al bombardamento dell'Adeano; uno in particolare, che sembra essere favorito, ipotizza episodi multipli di bombardamento asteroidale, in particolare quello di un cosiddetto Late Veneer (tardo rivestimento), molto più antico dello stesso LHB, che ne può essere considerato una propaggine terminale; avvenuto tra 4,5 e 4,4 miliardi di anni fa, fu dominato da avanzi di planetesimi, anche fino a 4000 km di diametro (ben 4 volte più grandi di Cerere) ed è immediatamente successivo alla formazione dei pianeti. Questa antichissima fase di impatti è stata ipotizzata per spiegare l'aumento di massa del mantello, appunto un tardo rivestimento, in seguito all'accrezione primaria dei pianeti e all'isolamento del nucleo ferroso dal mantello in silicato soprastante, ed inoltre la sovrabbondanza, anche su Luna, Marte e alcuni asteroidi, di elementi altamente siderofili che avrebbero dovuto essere eliminati dalla differenziazione del silicato metallico. In questo periodo si sarebbe inoltre verificato l'impatto colossale tra un corpo celeste di dimensioni simili a Marte, chiamato Theia, e la Terra primordiale; i risultanti detriti, in orbita attorno alla Terra per attrazione gravitazionale, si sarebbero progressivamente uniti dando origine alla Luna (teoria dell'impatto gigante). L'ipotesi di molteplici bombardamenti nell'Adeano sembra essere rafforzata da datazioni con l'uranio-piombo sull'età degli zirconi lunari, che appaiono molto più antichi.
Sulla base di tali constatazioni, è stato proposto un nuovo modello, il modello ABEL (Advent of Bio-Elements Model), secondo cui asteroidi colossali anche di 1000 km di diametro, tra 4,37 e 4,20 miliardi di anni fa, non solo innescarono la primitiva tettonica delle placche, ma innestarono gli elementi necessari per la vita sul pianeta (carbonio, idrogeno, ossigeno, azoto). Il modello ABEL è anche elaborato per unificare i principali periodi di bombardamento meteoritico sul sistema Terra-Luna ipotizzati dalla comunità scientifica, il Late Veneer (LV) e il Late Heavy Bombardment (LHB).
Una ricerca del 2024 non nega l'esistenza del Late Heavy Bombardment (LHB), ma ne discute la natura: poiché il record delle rocce lunari è circostanziale, dominate da un singolo grande bacino, in particolare Imbrium, l'ipotesi tradizionale di un picco cataclismico a circa 3.8-3.9 miliardi di anni fa potrebbe essere un artefatto del campionamento; d'altronde sulla Terra, che avrebbe dovuto ricevere un bombardamento almeno pari a quello lunare, ogni record è stato cancellato per confermare o smentire ed è possibile rilevare record di mega-impatti solo a partire dall'Archeano. Il dibattito rimane acceso e un modello con bombardamento prolungato per l'LHB potrebbe essere favorito.
Impatti planetari dell'Archeano Studiando antichissime formazioni rocciose nelle regioni dei cratoni di Kaapvaal (Sudafrica) e di Pilbara (Australia nord-occidentale), gli scienziati Lowe e Byerley scoprirono depositi di micro-sferule da impatto asteroidale dell'età di 3,7 e 2,5 miliardi di anni. Essi sono la traccia dei mega-impatti dell'Archeano, e sono i primi a poter essere documentati. La quantità, qualità e la disposizione di questi depositi deponeva verso un impatto in mare di asteroidi delle dimensioni di Eros, tra i 20 e i 50 km di diametro (l'asteroide che 65 milioni di anni fa formò il cratere di Chicxulub e che forse estinse i Dinosauri, non superava i 15 km). Soprattutto a Pilbara sono visibili giganteschi massi molto spigolosi e alcuni superano la larghezza di 200 metri. Secondo la teoria di Glikson, questi asteroidi hanno modificato la tettonica delle placche dell'era (si ritiene che vi fosse il proto-super-continente "Rodinia" con un unico oceano primordiale "Mirovia"), aumentando la quantità di magma sotto alcuni cratoni e/o creando vaste aree di magma fuso con il materiale asteroidale, che andando in subduzione sarebbero diventati bacini sottomarini, in milioni di anni si sono riempiti di sedimenti e in seguito, diventando pianure alluvionali, hanno dato luogo ad altri cratoni del paleozoico. Questi ispessimenti della crosta terrestre, anche se frammentati, hanno resistito ai processi tettonici successivi e formano "isole rocciose" antichissime all'interno dei nuovi continenti.
Nel 2014, Sleep e Lowe pubblicarono una ricerca descrivendo uno strato di micro-sferule presso la Cintura di Barberton, nello stesso cratone di Kaapval. L'impatto si sarebbe verificato circa 3,26 miliardi di anni fa ed è stato stimato che l'asteroide avesse un diametro tra i 37 e i 58 km, molte volte più grande ed energetico dell'asteroide di Chicxulub nella Penisola dello Yucatán, causa o concausa dell'estinzione del Cretaceo-Paleogene. Il cratere di questo evento non è stato trovato e potrebbe non esserlo mai a causa dell'erosione naturale, dovuta alla tettonica delle placche, a cui è soggetto un pianeta "vivo" come la Terra, ma si stima che il suo diametro possa essere stato di ben 500 km; per confronto, quello di Chicxulub risulta di 180 km.
Nel 2016, una nuova ricerca, di cui fu autore Glikson, annunciò la scoperta di un nuovo deposito di micro-sferule legato a grandi impatti astronomici dell'Archeano in prossimità di Marble Bar, nel cratone di Pilbara, ove dense concentrazioni di sferule sono separate da sedimenti di arenaria e di selce, e ciò suggerisce l'ipotesi di due impatti su larga scala distinti. L'asteroide o gli asteroidi dovrebbero aver avuto anch'essi un diametro nell'ordine di diverse decine di km, e i risultanti crateri delle diverse centinaia; con effetti che furono altrettanto cataclismici su scala planetaria.
Secondo un articolo di Icarus sui depositi di micro-sferule da impatto risalenti all'Archeano, si osservano ben oltre 10 depositi sedimentari rilasciati da impatti su larga scala nei cratoni, ed è probabile che moltissimi strati siano andati perduti o verranno rinvenuti in futuro. Il flusso degli impatti sarebbe stato tra le 20 e le 40 volte maggiore di oggi, in particolare tra 3,2 e 3,5 miliardi di anni fa, e dovuto probabilmente alla destabilizzazione della fascia principale degli asteroidi secondo il modello E-belt.
Un dossier risalente al 2024 presenta lo stato dell'arte sugli impatti dell'Archeano mostrando che sono noti fino a 36 strati di sferule depositati tra 3,47 e 2,49 miliardi di anni fa; molti potrebbero essere duplicazioni dello stesso evento, ma si pensa a ≈15 ± 4 mega-impatti distinti molto superiori a Chicxulub (con bacini >300 km di diametro) tra 3.7 e 2.5 miliardi di anni fa, e ≈ 68 ± 8 impatti della sua stessa scala o comunque maggiori più giovani di 3.7 miliardi di anni fa. Gli strati di sferule dell'Archeano possono essere considerati una coda e una testimonianza sulla Terra dell'intenso bombardamento tardivo. Tuttavia, impatti giganti a livello di bacini lunari o marziani potrebbero non lasciare alcuna testimonianza tramite depositi-sferule per l'immane vaporizzazione, senza contare che la Terra è geologicamente attiva.
Gli impatti dell'Archeano non vanno confusi con l'intenso bombardamento tardivo, cioè l'LHB (di cui però possono essere considerati una propaggine), che si sarebbe verificato tra 4,1 (Adeano) e 3,8-7 miliardi di anni fa e di cui i grandi bacini lunari sono la testimonianza più vistosa, anche se ricerche ne spostano l'età a 4,37-4,20 miliardi di anni or sono sulla base dell'età geologica degli zirconi lunari secondo la datazione uranio-piombo, motivo per cui è stato proposto il nuovo modello ABEL.