La TransnistriaTransnistria è il nome diffuso in lingua italiana, cfr.:

Dossier e documenti vari della Camera dei deputati: Camera dei deputati Dossier DELE046;;., ufficialmente Repubblica Moldava della Transnistria (in russo Приднестровская Молдавская Республика?, Pridnestrovskaja Moldavskaja Respublika; in moldavo Република Молдовеняскэ Нистрянэ? o Republica Moldovenească Nistreană; , Prydnistrovs'ka Moldavs'ka Respublika) è una repubblica autoproclamata al confine tra Moldavia e Ucraina; anche se de facto è indipendente dal 1990 (anno della dichiarazione di indipendenza), non è riconosciuta da nessuno dei Paesi membri dell'ONU, essendo considerata dalla comunità internazionale parte della Moldavia.

La Repubblica di Moldavia per riferirsi al territorio della Transnistria impiega la locuzione "Unità amministrativa della riva sinistra del Dnestr" (Unitățile Administrativ-Teritoriale din stînga Nistrului)Law No. 173 from 22 July 2005 "About main notes about special legal status of settlements of left bank of Dnestr (Transnistria)": , o (Stînga Nistrului) "Riva Sinistra del Dnestr" sottoposta a occupazione militare russa.

Un tempo parte della Repubblica Socialista Sovietica Moldava (una delle repubbliche di cui si componeva l'URSS) con la dissoluzione dell'Unione Sovietica dichiarò unilateralmente la propria indipendenza, autoproclamandosi Repubblica Moldava della Transnistria il 2 settembre 1990. Tale dichiarazione di indipendenza precedette quella fatta dalla Moldavia che avvenne solo ad agosto 1991. Da marzo a luglio 1992 la regione fu interessata da una guerra, terminata con un armistizio garantito da una commissione congiunta tripartita tra Russia, Moldavia e Transnistria e dalla creazione di una zona demilitarizzata tra Moldavia e Transnistria comprendente venti località a ridosso del fiume Dnestr.

Nella città di Tiraspol ha sede l'amministrazione della repubblica e la maggiore impresa del Paese: la Sheriff, che esercita un'ampia ingerenza sulle politiche interne. Le uniche entità che riconoscono l'indipendenza della Transnistria sono le repubbliche secessioniste di Abcasia e Ossezia del Sud, a loro volta prive di sostanziale riconoscimento internazionale.

Etimologia Il nome della regione deriva dal fiume Nistro (dal nome latinizzato del fiume Dnestr), la Transnistria è posta sulla sponda orientale di questo fiume. Il nome formale, sancito dalla Costituzione della Repubblica, è Repubblica Moldava della Transnistria in italiano, Приднестровская Молдавская Республика (Pridnestrovskaja Moldavskaja Respublika) in russo, Република Молдовеняскэ Нистрянэ (Republica Moldovenească Nistreană) in moldavo, Придністровська Молдавська Республіка (Prydnistrovs'ka Moldavs'ka Respublika) in ucraino. L'abbreviazione usata dalle autorità è quella in lingua russa, ossia ПМР (PMR).

Il nome breve utilizzato localmente è Pridnestrovie (traslitterazione ufficiale del russo Приднестровье), adottato con editto presidenziale del 2000 (seguendo un uso parzialmente difforme rispetto alle traslitterazioni scientifiche del cirillico, che imporrebbero invece di scrivere Pridnestrov'e). Da un punto di vista etimologico Transnistria significa "oltre il Dnestr", mentre Pridnestrov'e vuol dire "presso il Dnestr".

Geografia La Transnistria non possiede sbocco sul mare, confinando a nord-est e sud con l'Ucraina e a ovest e sud-ovest con la Moldavia e occupa un'area di km².

Il territorio controllato dalla RMT è in gran parte, ma non completamente, coincidente con la riva sinistra del Dniester, il fiume è il secondo fiume più lungo dell'Ucraina e la principale arteria idrica della Moldavia.

Comprende 10 città e paesi e 69 comuni, con un totale di 147 località (contando anche quelle prive di personalità giuridica). Sei comuni sulla riva sinistra (Cocieri, Molovata Nouă, Corjova, Pîrîta, Coșnița e Doroțcaia) rimangono sotto il controllo del governo moldavo dopo la guerra di Transnistria nel 1992, come parte del distretto di Dubăsari e si trovano a nord e a sud dell'omonima città, che a sua volta è sotto il controllo della RMT. La repubblica ha come capitale la città di Tiraspol', popolata da di persone nel 2015, e con area di 55,56 km².

Sulla sponda occidentale, nella regione storica della Bessarabia, sono controllate dalla RMT la città di Bender (Tighina) e quattro comuni a est, sud-est e sud sulla sponda opposta del fiume Nistro dalla città di Tiraspol, questi sono: Proteagailovca, Gîsca, Chițcani e Cremenciug.

La principale via di trasporto in Transnistria è la strada da Tiraspol a Rîbnița attraverso Dubăsari. La strada attraversa le terre controllate dalla Moldavia a nord e a sud della città.

Storia

Storia antica e moderna La regione era popolata nell'antichità da Geti, dai Daci e da popolazioni iraniche. Alla fine del Medioevo vi risiedevano temporaneamente tribù slave in movimento verso la penisola balcanica e anche nomadi turchi. Fu sotto il controllo della Rus' di Kiev e del Granducato di Lituania. Nel XV secolo l'area finì sotto il controllo dell'Impero ottomano. A quel tempo, la popolazione era scarsa, di etnia mista moldava e slava, con presenza di nomadi tartari.

Alla fine del XVIII secolo ci fu la colonizzazione della regione da parte dell'Impero russo, con lo scopo di difendere i propri confini sud-occidentali. La conseguenza fu una consistente immigrazione di ucraini, russi e tedeschi.

La Transnistria nell'ambito dell'Unione Sovietica Nel 1918 il Direttorato di Ucraina (a quel tempo indipendente) proclamò la sua sovranità sulla parte sinistra del fiume Nistro. A quel tempo, la popolazione era per il 48% moldava, 30% ucraina e 9% russa. Al giorno d'oggi un terzo della regione (la parte attorno alla città di Balta, a maggioranza ucraina) fa parte dell'Ucraina. La regione divenne poi l'Oblast' Autonomo di Moldavia nell'ambito della Repubblica Socialista Sovietica di Ucraina. Nel 1924, l'entità fu trasformata in Repubblica Autonoma Moldava (a sua volta come Repubblica Socialista Sovietica) con capitale Balta. La maggioranza della popolazione era di madrelingua moldava e di conseguenza nelle scuole si insegnava la lingua della gran parte degli abitanti, utilizzando l'alfabeto cirillico a partire dal 1940 quando per legge questo alfabeto rimpiazzò quello latino come alfabeto ufficiale in Moldavia. Grenoble 2003, pp. 89–93

La Repubblica Socialista Sovietica di Moldavia fu istituita su decisione del Soviet Supremo dell'URSS il 2 agosto 1940. Era formata da due parti: una buona parte della Bessarabia (sottratta alla Romania il 18 giugno a seguito del patto Molotov-Ribbentrop) e la parte occidentale della preesistente Repubblica Autonoma Moldava, mentre la parte orientale con la precedente capitale Balta era annessa alla Repubblica socialista sovietica di Ucraina.

Nel 1941 le truppe rumene all'inizio dell'Operazione Barbarossa ripresero la Bessarabia, ma continuarono l'avanzata oltre il confine storico lungo il corso del Nistro. La Romania annesse poi ad interim l'intera regione tra il Nistro e il fiume Bug Orientale, dove era presente una consistente minoranza moldava. L'occupazione includeva la città portuale di Odessa, in seguito entrata a far parte dell'Ucraina. L'Unione Sovietica riguadagnò l'area nel 1944 quando l'Armata Rossa penetrò nel territorio, facendo indietreggiare le potenze dell'Asse.

La Repubblica Socialista Sovietica Moldava fu oggetto di una politica di sistematica russificazione, ancor più dura di quella del periodo zarista. Il cirillico divenne la scrittura ufficiale della lingua moldava nella repubblica, mentre il russo era la lingua di comunicazione interetnica.

La maggior parte delle industrie che furono create nella RSS Moldava allo scopo di attirare immigrati dal resto dell'URSS era concentrata nella Transnistria, mentre la parte della Moldavia a ovest del Nistro manteneva un'economia prevalentemente agricola. Nel 1990 la Regione della Transnistria rappresentava il 40% del PIL moldavo e produceva il 90% dell'energia elettrica dell'intera Repubblica di Moldavia.

La 14ª armata dell'esercito russo aveva sede a Tiraspol e vi rimase anche dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica, formalmente per salvaguardare il suo più importante arsenale e deposito di munizioni in Europa. Il governo di Mosca avviò negoziati con le repubbliche di Moldavia, Transnistria e Ucraina per trasferire i diritti sul materiale militare alla Russia.

L'indipendenza de facto

Durante gli ultimi anni '80, la perestrojka di Michail Gorbačëv permise la liberalizzazione politica a livello regionale. L'incompleta democratizzazione era preliminare per il nazionalismo che si apprestava a diventare la dottrina politica più dinamica. Qualche minoranza si oppose a questi cambiamenti nella classe politica della Repubblica di Moldavia, dato che nell'epoca dei soviet i politici locali erano stati spesso dominati dai non-moldavi e in particolare dai russi.

Le leggi sulla lingua reintrodussero l'alfabeto latino per la scrittura moldava, sebbene una porzione della popolazione della Repubblica Socialista Sovietica di Moldavia non parlasse il moldavo. Il problema delle lingue ufficiali nella Repubblica di Moldavia divenne intricato e difficilmente risolvibile. L'abolizione del russo come lingua ufficiale portò a proteste, in particolare nella parte orientale del paese nota come Regione della Transnistria (ora chiamata Pridnestrovie) dove il russo era la lingua della maggioranza della popolazione. Nel periodo successivo crebbe la discriminazione contro le minoranze della Moldavia. Nella regione della Transnistria e nella regione della Gagauzia diversi gruppi per i diritti civili avevano fatto richiesta per la reintroduzione del russo come lingua ufficiale e per l'autonomia regionale. Il governo della RSS moldava iniziò anche a vietare questi movimenti.Paul Hare: Who are the Moldovans? In: Paul Hare, Mohammed Ishaq, Judy Batt: Reconstituting the market: the political economy of microeconomic transformation. Taylor & Francis, 1999, S. 369–371. Le tensioni tra i gruppi etnici moldavi si inasprirono poi drammaticamente all'inizio del 1990 quando cittadini membri della comunità russa furono aggrediti da alcuni manifestanti, mentre la polizia moldava assisteva passivamente.. Cornell University Press, 2001, ISBN 0-8014-8736-6, S. 143. Parte del movimento nazionalista del Frontul Popular chiese apertamente l'espulsione di immigrati russi e delle altre minoranze etniche., Hülya Demirdirek, Postkommunismens Antropologi, Università di Copenaghen, 12–14 aprile 1996. Il Presidente moldavo Mircea Snegur discusse pubblicamente il suo obiettivo di unificazione con la Romania.

Nella regione della Transnistria, parte della popolazione si sentì minacciata dalla nuova politica nazionalista moldava. La dirigenza locale nella regione della Transnistria organizzò un referendum popolare nel 1990, dal quale risultò una maggioranza di oltre il 90% degli elettori che votarono per la secessione dal resto della Moldavia. Conseguentemente il 2 settembre 1990 la regione della Transnistria dichiarò unilateralmente la secessione e la formazione della nuova Repubblica Sovietica Moldava della Transnistria. Inizialmente si perseguì l'obiettivo del riconoscimento al pari di una repubblica sovietica indipendente all'interno dell'Unione Sovietica, ma dopo il fallimento del colpo di Stato nell'agosto 1991 la disintegrazione dell'Unione Sovietica fu inarrestabile. Il 24 agosto 1991 il parlamento della RSS moldava votò la dichiarazione di definitiva indipendenza dall'Unione Sovietica e la costituzione della nuova Repubblica di Moldavia, il cui territorio includeva la regione della Transnistria.