Membro del Partito Comunista Italiano, poi dei Democratici di Sinistra, è stato Presidente della Regione Emilia-Romagna tra il 1993 e il 1996, ricoprendo anche l'incarico di Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nel 1995, oltreché Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato nei governi Prodi I e D'Alema I, Ministro dei trasporti e della navigazione nei governi D'Alema II e Amato II e Ministro dello sviluppo economico nel governo Prodi II.

Membro fondatore del Partito Democratico, ne è stato segretario nazionale dal 7 novembre 2009 al 20 aprile 2013, allora membro dell'opposizione parlamentare a Silvio Berlusconi, e inoltre leader della coalizione di centro-sinistra Italia. Bene Comune alle elezioni politiche del 2013, dopo la vittoria alle primarie del 2012.

Nel 2017, dopo varie discussioni sulla linea politica del Partito Democratico adottata con il suo segretario (e successore) Matteo Renzi, esce dal partito per fondare assieme a Roberto Speranza e Massimo D'Alema un nuovo partito di ispirazione socialdemocratica: Articolo Uno - Movimento Democratico e Progressista; rientrerà nel PD nel 2023, a seguito dello scioglimento di Articolo Uno.

Biografia

Formazione culturale e politica Nasce il 29 settembre 1951 a Bettola, comune montano della Val Nure in provincia di Piacenza, da una famiglia di artigiani, Giuseppe Bersani e Bruna Betta, dove suo padre era anche un meccanico e benzinaio. Ha un fratello medico di nome Mauro.

In un'intervista a Porta a Porta, il parroco del suo paese natale ha ricordato che Bersani, da bambino e da adolescente, svolse in chiesa il servizio di chierichetto e che, in quanto tale, finì sui giornali locali per aver convinto i suoi compagni di servizio a organizzare uno sciopero e protestare così contro alcune scelte del parroco sulla destinazione delle offerte.Ultime Notizie Online | Agenzia Giornalistica Italia | AGI Nonostante sia stato un chierichetto, Pier Luigi Bersani ha professato di essere non credente.

Nel 1966, studente appena quindicenne, si recò a Firenze dopo l'alluvione del 4 novembre 1966, assieme ai tanti "angeli del fango" che parteciparono al salvataggio delle opere d'arte della città.

Dopo essersi diplomato al Liceo classico Melchiorre Gioia di Piacenza, si è laureato con lode in Filosofia all'Università di Bologna nel 1975, con una tesi sulla storia del Cristianesimo, centrata sulla figura di papa Gregorio Magno. Una volta laureato in Filosofia, svolge il servizio militare di leva, come soldato semplice, a Macomer.

Da ragazzo mentre volantinava in Piazza Maggiore a Bologna con un altro ragazzo di Avanguardia Operaia scampò ad un pestaggio da parte di alcuni militanti neo-fascisti del Fronte della Gioventù.

Dopo aver lavorato brevemente come insegnante, si è dedicato completamente all'attività amministrativa e politica.

Vita privata Si è sposato nel 1980 con la farmacista concittadina Daniela Ferrari, con la quale ha avuto due figlie.

Il 5 gennaio 2014 è stato ricoverato d'urgenza all'ospedale di Parma per una emorragia subaracnoidea e successivamente operato. Si è successivamente ripreso del tutto, tornando in Parlamento già il 25 febbraio dello stesso anno.

Carriera politica Gli inizi Iscritto al Partito Comunista Italiano (PCI), da giovanissimo è vicepresidente della Comunità Montana piacentina, quindi anche vicepresidente del Comitato Comprensoriale piacentino, e dal 1985 al 1990 è stato consigliere comunale di Bettola, eletto tra le file del PCI.

Consigliere ed assessore regionale dell'Emilia-Romagna In occasione delle elezioni regionali in Emilia-Romagna del 1980 è eletto consigliere regionale per il PCI, con 2.991 preferenze nella circoscrizione di Piacenza. Da allora verrà rieletto alle regionali del 1985, del 1990 fino a quelle del 1995. Durante il periodo come consigliere regionale, dal 1980 fino al 1990, è stato assessore nella giunta regionale dell'Emilia-Romagna, assumendo le deleghe regionali ai servizi sociali, lavoro, formazione professionale, mercato del lavoro e scuola in quella presieduta da Lanfranco Turci, mentre in quella presieduta da Luciano Guerzoni assume le deleghe regionali alla programmazione e Bilancio.

Nel 1990, con l'insediamento di Enrico Boselli a presidente della giunta regionale dell'Emilia-Romagna, il primo socialista sin dalla proclamazione della regione nel 1970, Bersani gli viene affiancato come vicepresidente con le deleghe regionali alla Programmazione e Affari istituzionali, mantenendo l'incarico fino al 1993.

In seguito allo scioglimento del PCI con la svolta della Bolognina di Achille Occhetto nel 1991, aderisce alla nascita del Partito Democratico della Sinistra (PDS).

Presidente della regione Emilia-Romagna

Il 6 luglio 1993 viene eletto all'età di 41 anni presidente della Regione Emilia-Romagna, in sostituzione del socialista Enrico Boselli.

Tra i provvedimenti più significativi assunti dalla nuova giunta si possono annoverare la nuova disciplina regionale relativa allo smaltimento dei rifiuti a tutela della salute, la ricerca delle migliori garanzie di protezione dell'ambiente e la nuova normativa regionale per l'assistenza domiciliare per i pazienti terminali.

Riconferma alla presidenza

In occasione delle elezioni regionali emiliane-romagnole dell'aprile 1995, le prime con l'indicazione diretta del presidente, Bersani viene candidato ed eletto facilmente col 54% dei voti (1.508.241), sostenuto da una coalizione di centro-sinistra denominata "Progetto Democratico" formata da: Partito Democratico della Sinistra, Popolari, Patto dei Democratici, Federazione dei Verdi e Partito Repubblicano Italiano - Federazione Laburista. Dal 1º gennaio al 1º luglio del 1995 ricopre anche l'incarico di presidente di turno della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Durante il suo mandato di presidente della regione, Bersani si è fatto notare nella politica nazionale ed è stato percepito per la prima volta come una delle speranze del centro-sinistra italiano.

Nella primavera del 1995, la giunta guidata da Bersani promuove nuove norme per la promozione e la valorizzazione dell'associazionismo. Viene inoltre varata la legge regionale in tema di "Delimitazione territoriale dell'area metropolitana di Bologna e l'attribuzione delle relative funzioni"; sono poi istituiti il Parco regionale dell'Abbazia di Monteveglio, quello del Parco regionale dei laghi di Suviana e Brasimone e quello del Crinale Alta Val Parma e Cedra. La regione promuove altresì il Premio giornalistico televisivo Ilaria Alpi, dedicato alla memoria della giornalista uccisa.

Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato

Dopo la vittoria de L'Ulivo di Romano Prodi alle elezioni politiche del 1996, e il successivo incarico di formare un esecutivo presieduto da Prodi stesso, Bersani viene proposto da Prodi come ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, dimettendosi il giorno stesso come presidente dell'Emilia-Romagna. Il giorno successivo, il 18 maggio 1996, giura nelle mani del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro come Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato nel primo governo Prodi, incarico che mantiene nel successivo governo guidato da Massimo D'Alema fino alla sua fine il 22 dicembre 1999. Bersani è stato il primo esponente dell'ex PCI ad assumere questa carica.

Nel 1998 aderisce alla svolta in chiave moderna di Massimo D'Alema dal PDS ai Democratici di Sinistra (DS), per unificare il PDS con altre forze della sinistra italiana e "ammainare" definitivamente il simbolo falce e martello in riferimento al comunismo, in favore alla rosa della socialdemocrazia. Successivamente diventa membro della Segreteria Nazionale dei DS, come responsabile del settore economico.

Provvedimenti Il Decreto a lui intitolato (decreto legislativo n. 79 del 16 marzo 1999), di fatto, introdusse in Italia la liberalizzazione del settore elettrico. Gli effetti di questo decreto furono quelli di aprire un mercato elettrico che fin dalla nazionalizzazione del 1962 era di fatto monopolistico (per es. con il solo operatore nazionale l'Enel che poteva produrre e vendere energia elettrica agli utenti) ad altri operatori che diventarono così concorrenti.

Contribuì inoltre a varare con il decreto legislativo n. 114 del 31 marzo 1998, la nuova normativa sul commercio, detta "Riforma Bersani", o anche "Decreto Bersani", che ha completamente rivisto la precedente legge del 1971 (L.426/1971), inclusa l'abolizione delle tabelle merceologiche e anche, per la maggioranza degli esercizi, dell'iscrizione al Registro Esercenti il Commercio (REC). Il testo fu difeso da Bersani come una riforma necessaria dopo venti anni di silenzio sul tema a livello nazionale, ma criticato dalle opposizioni per essere un testo sbilanciato verso la grande distribuzione organizzata. Negli anni dal 2000 al 2006 i supermercati passarono da a circa , gli ipermercati da 350 a più di 400, i grandi negozi specializzati da 900 a . Secondo uno studio della Banca d'Italia del 2020, l'eliminazione delle restrizioni agli orari di apertura, avviata dal Ministro Bersani nel 1998 - conclusasi con la totale esclusione di ogni limitazione nel 2011 con le disposizioni attuate dal Decreto cd. "Salva-Italia" (Governo Monti) - ha favorito la crescita complessiva del settore del commercio al dettaglio (ma prevalentemente quella delle grandi aziende, favorendo un riequilibrio a loro favore nel settore del commercio) e una crescita degli occupati, soprattutto dipendenti con contratto a tempo pieno.

Ministro dei trasporti e della navigazione

Il 22 dicembre 1999 giura nelle mani del neo-presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi come Ministro dei trasporti e della navigazione nel governo D'Alema bis, incarico che mantiene nel successivo governo guidato da Giuliano Amato fino alla sua fine l'11 giugno 2001.

Elezione a deputato

Alle elezioni politiche del 2001 viene candidato nel collegio uninominale nº30 di Fidenza-Salsomaggiore per la Camera dei deputati, per la coalizione di centro-sinistra L'Ulivo, e viene eletto per la prima volta deputato con il 49,5% dei voti; nella XIV legislatura è componente della 10ª Commissione Attività Produttive della Camera.

Nell'estate del 2001, per rafforzare l'alfabetizzazione economica della sinistra italiana, ha fondato NENS (Nuova Economia Nuova Società) insieme a Vincenzo Visco, per istituire un centro studi che si occupi di cambiamento economico e sociale. È presidente dell'associazione Nuova Romea.

Da responsabile economico dei DS al Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione del 2003 dichiara: "Se vuole rifondarsi, la sinistra deve partire dal retroterra di Cl. Solo l'ideale lanciato da Cl negli anni Settanta è rimasto vivo, perché è quello più vicino alla base popolare".

Elezione al Parlamento europeo Alle elezioni europee del 2004 viene candidato al Parlamento europeo nella circoscrizione Italia nord-occidentale, e successivamente eletto europarlamentare con 342.404 preferenze tra le liste Uniti nell'Ulivo; diventando membro della Commissione per i problemi economici e monetari e della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori. Componente anche della delegazione alle commissioni di cooperazione parlamentare UE-Kazakistan, UE-Kirghizistan, UE-Uzbekistan e per le relazioni con il Tagikistan, il Turkmenistan e la Mongolia, della delegazione per le relazioni con la Bielorussia e della delegazione all'Assemblea parlamentare Euromediterranea.

Durante il suo periodo da europarlamentare a Bruxelles, Bersani fu poco attivo nella politica europea, piuttosto continuò a concentrarsi sulla politica nazionale a Roma, dove diventa membro della Presidenza del comitato politico e del Comitato nazionale dei Democratici di Sinistra. Si dimette dal Parlamento europeo nel maggio 2006, quando viene rieletto alla Camera dei Deputati.

Ministro dello sviluppo economico