LIxtoc I era il nome di un pozzo petrolifero esplorativo sito nel Golfo del Messico. Il 3 giugno 1979 dal pozzo si originò una delle più grandi perdite di petrolio della storia; ci vollero infatti 9 mesi per fermare la fuoriuscita del petrolio causata dall'esplosione della piattaforma.
La dinamica del disastro La piattaforma petrolifera, di tipo "offshore", era proprietà dell'ente petrolifero statale messicano, la Pemex (acronimo per "Petróleos Mexicanos"). Essa era situata ad un'ottantina di chilometri al largo della città messicana di Ciudad del Carmen, nella baia di Campeche, in pieno Golfo del Messico, in un'area ove il fondale è posto a circa 50 metri di profondità. Il giacimento petrolifero da cui il pozzo stava attingendo al momento del disastro era, invece, posto a 2.000-3,000 metri di profondità sotto i sedimenti del fondale oceanico.
Sabato 2 giugno 1979, il giorno prima che la piattaforma Ixtoc 1 subisse l'esplosione ed il conseguente incendio che la fece affondare, la punta del trapano della trivella perforatrice, modello Sedco 135, incontrò uno strato geologico composto di strati argillosi morbidi. Successivamente, la circolazione del fango di perforazione venne a cessare, con conseguente perdita di pressione idrostatica. Invece di tornare in superficie, il fango di perforazione stava fuoriuscendo nelle fratture che si erano formate nella roccia sul fondo del foro di perforazione. I funzionari della Pemex decisero di rimuovere la punta della trivella, riposizionare il cilindro della trivella nel foro di perforazione e pompare i materiali rocciosi estratti lungo il canale di perforazione aperto, per sigillare le fratture che stavano causando la perdita del fango di circolazione. Durante la rimozione della perforatrice, i fanghi di perforazione, sotto pressione, cominciarono improvvisamente a risalire verso la superficie; rimuovendo i cavi della perforatrice, il pozzo di perforazione venne tamponato (un effetto osservato quando il fango deve scorrere lungo l'anello per sostituire il volume del canale di perforazione spostato sotto la punta della trivella) provocando un potente contraccolpo. Normalmente, questo flusso può essere interrotto attivando i pistoni di taglio contenuti nel sistema di prevenzione delle esplosioni, il Blowout Preventer (BOP). Questi arieti sono progettati per recidere e sigillare il pozzo di trivellazione ubicato sul fondo dell'oceano; tuttavia, in questo caso, i collari di perforazione erano stati allineati con il BOP e gli arieti del BOP non erano in grado di recidere le spesse pareti d'acciaio dei collari di perforazione e questo difetto rappresentò la causa prima del disastro, provocando un'esplosione catastrofica l'indomani. Il fango di perforazione è stato seguito da una grande quantità di petrolio e gas con una portata in continuo aumento.
Domenica, 3 giugno 1979, alle ore 02.45, mentre erano in azione, le pompe interruppero del tutto inaspettatamente ed inavvertitamente la circolazione del carico di fango proveniente dalla perforazione del pozzo, che serve ad equilibrare la pressione di fuoriuscita del greggio e del gas dal pozzo. Nella moderna perforazione a rotazione di un pozzo petrolifero, il fango viene fatto circolare lungo il tubo di perforazione e risale il pozzo fino alla superficie. L'obiettivo è equalizzare la pressione attraverso il pozzo e monitorare il fango di ritorno per il gas d'idrocarburi volatili associati agl'idrocarburi liquidi che costituiscono il giacimento petrolifero. Senza la contropressione fornita dal fango circolante, la pressione del gas volatile intrappolato da milioni di anni nella formazione geologica (al momento del disastro la vena petrolifera giaceva a 1.600 metri di profondità) permise al petrolio di riempire la colonna di perforazione del pozzo, espellendo il gas dal pozzo medesimo. In assenza della contropressione esercitata dal fango di perforazione, il petrolio riempì la colonna e s'incendiò - assieme ai gas presenti nella vena a 3.600 metri di profondità al di sotto del fondale oceanico - non appena i gas d'idrocarburi volatili vennero a contatto coi motori roventi dell'impianto di perforazione. Il fango di perforazione serve anche per raffreddare i motori di estrazione del petrolio e la temperatura elevata generata dall'uso intenso dei motori fece prendere fuoco anche al petrolio risalito in coda ai gas. Si verificò pertanto un'esplosione conseguente all'incendio che distrusse la struttura, cui seguì la fuoriuscita copiosa di petrolio dal pozzo e l'affondamento del relitto della piattaforma petrolifera stessa, ridotta ad un ammasso contorto di lamiere. Il danno divenne incontrollabile quando l'esplosione innescò il crollo del montante della perforatrice Sedco 135. Il suo crollo causò danni irrimediabili alla pila dei BOP sul fondo del mare. Il danno alla pila dei BOP fu la causa prima dell rilascio di notevoli quantità di petrolio nelle acque del Golfo del Messico. Si tentò, in extremis, di arginare la fuoriuscita di greggio nei mesi successivi perforando pozzi di "riserva" nei quali venivano pompati cemento e acqua salata. La falla venne finalmente tappata soltanto lunedì 23 marzo 1980.
L'entità del disastro Fino al disastro della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, nel 2010, che coinvolse nuovamente il Golfo del Messico, la fuoriuscita di greggio ad opera dell'esplosione del pozzo Ixtoc 1 fu la più abbondante mai registrataMarshall, Jessica (2010-06-01). "Gulf Oil Spill Not the Biggest Ever". Discovery News. Retrieved 2010-06-14.. Nelle fasi iniziali della fuoriuscita, dal pozzo scorrevano circa 30.000 barili (5.000 mc) di petrolio al giorno che si riversavano direttamente in mare. Un barile di petrolio equivale a 159 litri (o 42 galloni) di petrolio liquido. Nel luglio 1979, il pompaggio di fango nel pozzo ridusse il flusso di sversamento di petrolio a 20.000 barili (3.000 mc) al giorno, ed, all'inizio di agosto, il pompaggio di quasi 100.000 sfere di acciaio, ferro e piombo direttamente nel pozzo ridusse il flusso di fuoriuscita di greggio a 10.000 barili (2.000 mc) al giornoRobert Campbell (May 24, 2010). "BP's Gulf battle echoes monster '79 Mexico oil spill". Reuters.. Pemex dichiarò che almeno la metà del quantitativo totale del petrolio rilasciato era bruciato nell'atmosfera durante l'incendio, quando gl'idrocarburi raggiunsero la superficie marina, un terzo era evaporato ed il resto era stato contenuto o disperso, ma l'evidenza della marea oleosa sulle coste contraddisse questa versione dei fattiEmergency Response Division Office of Response and Restoration, National Ocean Service. "Ixtoc I". Incident News. National Oceanic and Atmospheric Administration, US Department of Commerce. Archived from the original on 3 May 2012. Retrieved 30 May 2010. Tanto più che, a partire da settembre, le autorità messicane iniziarono anche la perforazione di due pozzi di soccorso del pozzo principale per abbassare la pressione della fuoriuscita di greggio. Tuttavia, il petrolio continuò a fluire per tre mesi dopo il completamento (a dicembre) del primo pozzo di soccorso. In totale, circa 138.600.000 galloni USA (3.300.000 barili) sono stati versati durante i circa 10 mesi necessari perché il petrolio smettesse di fuoriuscireEmergency Response Division Office of Response and Restoration, National Ocean Service. "Ixtoc I". IncidentNews. National Oceanic and Atmospheric Administration, US Department of Commerce. Archived from the original on 3 May 2012. Retrieved 30 May 2010.
Nei nove mesi successivi, esperti e sommozzatori, incluso il Red Adair, furono chiamati a contenere e tappare il pozzo petrolifero. Una media di circa 10.000-30.000 barili (da 2.000 a 5.000 mc) al giorno sono stati scaricati nel Golfo del Messico fino a quando non è stato finalmente chiuso il 23 marzo 1980, quasi 10 mesi dopoEmergency Response Division Office of Response and Restoration, National Ocean Service. "Ixtoc I: Countermeasures / Mitigation". IncidentNews. National Oceanic and Atmospheric Administration, US Department of Commerce. Archived from the original on 10 May 2010. Retrieved 30 May 2010.. Analogamente alla fuoriuscita di petrolio della Deepwater Horizon, 31 anni dopo, l'elenco dei metodi tentati per rimediare alla perdita includeva l'abbassamento di un tappo sul pozzo, l'otturazione della perdita con fango e "spazzatura", l'uso di disperdenti e, col trascorrere dei mesi, s'insitette positivamente nel tentativo di perforare i pozzi satelliti "di soccorso". Si riuscì a bloccare il greggio solo il 23 marzo del 1980, dopo 295 giorni durante i quali la fuoriuscita fu prima ridotta dalle 4.200-4.300 tonnellate al giorno (14 dicembre 1979) a 1.400-1.500 tonnellate (8 marzo 1980) grazie proprio alla perforazione di una serie di pozzi vicino a quello esploso, per ridurne la pressione nel pozzo principale. I danni all'ecosistema ed i danni economici alle attività produttive (pesca, turismo, allevamento ittico, etc.) furono incalcolabili. Il petrolio perso in mare durante l'esplosione e la successiva fuoriuscita dal pozzo principale ha inquinato una parte considerevole della regione litoranea nel Golfo del Messico e gran parte della zona costiera, che consiste principalmente di spiagge sabbiose ed isole di barriera che spesso racchiudono vaste lagune poco profonde. Il petrolio sulle spiagge messicane all'inizio di settembre è stato calcolato in circa 6000 tonnellate. Sulla base dei rapporti di vari gruppi e individui, si ritiene che cinque volte quella cifra rappresenti una stima equa di ciò che era sbarcato sulle spiagge messicane. Indagini lungo la costa del Texas mostrano che vi si depositarono circa 4000 tonnellate di petrolio (meno dell'1% della stima del quantitativo fuoriuscito totale)Jernelöv, Arne; Lindén, Olof (1981). "The Caribbean: Ixtoc I: A Case Study of the World's Largest Oil Spill". Ambio. Allen Press for the Royal Swedish Academy of Sciences. 10 (6): 299–306. JSTOR 4312725.
Un rapporto preparato per il Bureau of Land Management degli Stati Uniti ha concluso riguardo all'effetto della fuoriuscita di greggio sulle acque degli Stati Uniti: "Nonostante una massiccia intrusione di inquinanti di idrocarburi di petrolio dall'evento Ixtoc 1 nella regione di studio della piattaforma continentale esterna del Texas meridionale durante il biennio 1979 - 1980, nessun danno definitivo può essere associato a questo o ad altri eventi di fuoriuscita noti (ad esempio, Burmah Agate) circa la popolazione commerciale di gamberetti epibentonici (sulla base di prove chimiche) o la comunità infaunale bentonica, o su entrambi. Tali conclusioni non hanno alcuna relazione con le comunità intertidali o litorali, che non erano oggetto di questo studio"ERCO/Energy Resources Co. Inc. (19 March 1982). "Ixtoc Oil Spill Assessment, Final Report, Executive Summary Prepared for the US Bureau of Land Management, Contract No. AA851-CTO-71". US Department of the Interior, Minerals Management Service Mission. p. 27. Retrieved 14 July 2010..
Il resto del petrolio, circa 120.000 tonnellate (il 25 %), si depositò sul fondo del Golfo del Messico avvelenando l'intero ecosistema bentonico. Il petrolio ha avuto un grave impatto sulla fauna litoranea di granchi e molluschi delle spiagge contaminate. Le popolazioni di granchi, ad es. il granchio fantasma (Ocypode quadrata), è stato quasi eliminato su una vasta area ed anche le popolazioni di granchi sulle isole coralline lungo la costa si sono ridotte a solo una piccola percentuale delle normali popolazioni, circa nove mesi dopo la fuoriuscita.