La bella di Camarda è un'opera letteraria scritta, in forma di novella in rima, dal poeta e uomo politico Emidio Cappelli.

Opera Dedicata a Saverio Baldacchini, La bella di Camarda è stata pubblicata a Napoli nel 1857, e ristampata a Milano l'anno successivoL'opera era arricchita da quattro incisioni, finemente realizzate, che vennero mantenute anche nell'edizione milanese, caratterizzata da una carta elegante, ma risultavano più «stanche» d'esecuzione. Si veda al riguardo G. Passano, I novellieri italiani in verso, Bologna 1868. La novella abruzzese, come recita il suo sottotitolo, riscosse un buon successo di criticaG. Minozzi, Cappelli Emidio , in «Dizionario del Risorgimento», vol. II, Vallardi, Milano 1930, p. 537., tanto da essere recensita, positivamente, da più periodici, come ad esempio la «Civiltà Cattolica», e da più autori, fra i quali Benedetto CroceB. Croce, Storia del Regno di Napoli, Laterza, Bari 1966, p. 327., Camillo Minieri Riccio, che la definì «leggiadrissima»C. Minieri Riccio, Biblioteca storico-topografica degli Abruzzi, vol. 2, rist. an., Forni, Bologna 1968, p. 269., e Raffaele de Cesare. Quest'ultimo, in particolare, parlò dell'opera come «bellissima per purezza di forma, d'immagini e di reminiscenze dantesche»R. De Cesare, La fine di un Regno, p. 137. Ciononostante, neanche un decennio dopo la pubblicazione Cesare Cantù la citava fra le opere tanto «lodate» quanto presto dimenticateC. Cantù, Storia della letteratura italiana, Le Monnier, Firenze 1865, p. 646.

Trama La trama del poema del Cappelli è ambientata a Camarda, un piccolo centro abruzzese all'epoca autonomo, ora frazione dell'Aquila, ma ha, nello sfondo, la campagna napoleonica in RussiaB. Croce, op. cit., p. 327.. Vi si narra la storia di un amore, quello tra il taglialegna Nicandro e Margherita, una fanciulla che, per la propria bellezza, veniva chiamata da tutti "Bella di Camarda". I due giovani non si erano mai dichiarati l'uno all'altra, soffrendone. A smuovere la storia è Lucia, la madre del giovane, rimasta vedova, che si reca da Margherita, le racconta dei sentimenti del figlio e chiede al padre di lei, anch'egli vedovo, di consentire che i rispettivi figli si sposino. Il permesso viene accordato e la data del matrimonio fissataPer la trama completa e per i brani più significativi si veda La bella di Camarda, in «Museo di scienze e letteratura», vol. V, Napoli 1857, pp. 158-168.

La gioia però si trasforma presto in dolore, quando Nicandro è chiamato a combattere tra le file dell'esercito napoleonico e, con esso, costretto andare fino in Russia. Il dispiacere per un figlio lontano, e per un altro, Fabio, che era nel frattempo morto cadendo in un dirupo, porta Lucia alla pazzia. Margherita, nella speranza che prima o poi il fidanzato faccia ritorno, si reca ogni giorno, in compagnia della futura suocera, a pregare in una cappelletta nei pressi del paese. Qui, un giorno, è preda del tentativo di ratto da parte di un altro giovane di Camarda, Lorenzo, che era sempre stato respinto da Margherita, la quale cade a terra, perdendo i sensi. Viene in suo soccorso un soldato, che impedisce a Lorenzo di portare a termine il misfatto, evitandogli però di essere oggetto del linciaggio della gente del posto. Il soldato è Nicandro, tornato indenne in patria. Lucia, col ritorno del figlio, ritrova la ragione. Nicandro e Margherita riescono, alla fine, a coronare il loro sogno d'amore.

Note

Bibliografia P. Calà Ulloa, Pensée et souvenirs sur la littérature contemporaine du royaume de Naples, vol. II, Ginevra 1859, pp. 55-57

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