__NOTOC__ La seconda stagione della serie televisiva Romanzo criminale - La serie andò in onda in prima visione su Sky Cinema 1 dal 18 novembre al 16 dicembre 2010.

In chiaro andò in onda su Italia 1 dal 10 gennaio al 29 febbraio 2012.

nº Titolo italiano Prima TV Italia 1 Episodio 1 18 novembre 2010 2 Episodio 2 3 Episodio 3 25 novembre 2010 4 Episodio 4 5 Episodio 5 2 dicembre 2010 6 Episodio 6 7 Episodio 7 9 dicembre 2010 8 Episodio 8 9 Episodio 9 16 dicembre 2010 10 Episodio 10

Episodio 1 Diretto da: Stefano Sollima Trama È il 13 settembre 1980, l'uccisione del Libanese ha disorientato i componenti della banda, che si ritrovano tutti al bar da Franco con tanti interrogativi, ma risoluti più che mai a vendicare l'assassinio del loro carismatico compagno. Ricostruendo i fatti della sera prima (la partita a poker con Maurizio Gemito finita male), i criminali si convincono che l'ex tirapiedi del Terribile, in combutta col fratello Remo, sia l'assassino del Libanese. La banda si mette, così, in caccia dei due, ma il commissario Nicola Scialoja brucia tutti sul tempo: grazie a delle informazioni estorte con furbizia a Ricotta e Ruggero Buffoni, richiede il fermo dei fratelli Gemito, per torchiarli e poterli sottoporre al guanto di paraffina. Alla banda non resta altro che inviare a difesa dei due il fedele avvocato Vasta, con la speranza che il famoso penalista possa ottenerne il rilascio al più presto, favorendo il regolamento di conti in tempi brevi.

In un frangente così burrascoso (e con la necessità di vendicare al più presto il Libanese), gli affari della banda sembrano congelati. Così, Il Freddo, contattato dal solito emissario della mafia, rifiuta un piacere a "Zio" Carlo; il Dandi, sobillato proprio dal boss siculo, comincia a nutrire dubbi sulle intenzioni del criminale di Testaccio, il quale, con la morte del Libano, sembra volerne assumere il posto da leader. Con la fiducia reciproca in picchiata, dunque, i membri della banda sembrano essere sempre meno lucidi. Succede, così, che Er Bufalo, contravvenendo a delle precise indicazioni, uccide a sangue freddo in un bar un tale Beato Porco - alcolista di Torre Angela, che si vantava pubblicamente di aver ucciso il Libanese; dopodiché, col favore della notte, sottrae addirittura il feretro del Libanese per tributargli un funerale degno di un imperatore. Freddo e compagni, pur apprezzando l'estremo gesto d'amicizia del Bufalo nei confronti del loro compagno assassinato, sanno, però, che tutto ciò non è possibile: la madre del Libanese, orgogliosamente, ha rifiutato gli averi del figlio (perché frutto di attività illegali) e ha deciso di farlo seppellire in maniera molto sobria.

Intanto, "Zio" Carlo riprova a chiedere lo stesso favore di inizio puntata alla banda (rivolgendosi stavolta al Dandi, che, parimenti, rifiuta). Nel mentre, Scialoja è alle prese con i ritardi della polizia scientifica, che non gli ha ancora consegnato i risultati dell'esame del guanto di paraffina, costringendolo al rilascio dei fratelli Gemito. I risultati, in realtà, sono già nelle mani degli emissari dei Servizi segreti deviati, i quali non esitano a consegnarli al Freddo: a sparare al Libanese è stato Maurizio Gemito. Il rilascio dei due diventa l'occasione buona per onorare i propositi di vendetta della banda. I due fratelli, rifugiatisi in una sala scommesse del Quarticciolo, vengono raggiunti da Ruggero Buffoni e dal Freddo; quest'ultimo, approfittando della ressa, uccide a tradimento Remo Gemito e poi si dilegua. Una volta a casa, però, trova che Roberta non c'è più: la giovane ha capito che il suo compagno non intende più partire, così, ha deciso di piantarlo definitivamente.

Episodio 2 Diretto da: Stefano Sollima Trama Marzo 1981, un testimone oculare afferma di aver visto un po' di tempo prima alla sala corse del Quarticciolo, il volto dell'assassino di Remo Gemito; dal confronto con le foto segnaletiche, l'uomo riconosce il Freddo, che viene prontamente arrestato a casa sua. Tuttavia, al momento di corroborare la sua versione dal vivo nel confronto all'americana, il testimone non è più sicuro. Come se non bastasse, Roberta, saputo dell'arresto, si presenta spontaneamente in commissariato per fornire un falso alibi al suo ex-compagno, del quale è ancora innamorata. Er Freddo è, dunque, nuovamente a piede libero, ma, proprio nella stessa giornata, Scialoja ha un altro colpo di fortuna: il fratello del Freddo, Gigio Soleri, finisce in manette per spaccio. Il commissario ventila la notizia al Freddo, che si precipita dall'avvocato Vasta per indurlo a chiedere una scarcerazione immediata: il Freddo teme per l'incolumità del fratello e, addirittura, una chiamata minatoria di Maurizio Gemito fa alzare il livello di allerta.

Lo sbandamento dei membri della Magliana è evidente. Convinti di essere sulla pista giusta, i criminali tendono un agguato notturno a Maurizio Gemito in un condominio della Bufalotta; la dritta ricevuta, però, è completamente sbagliata, così, a farne le spese è una coppia di ignari signori che vengono uccisi in macchina a colpi di mitra dai membri della banda. Nella stessa nottata, Gigio viene raggiunto in cella e picchiato a sangue da due conoscenti di Maurizio Gemito; si ritrova, quindi, in ospedale con varie contusioni e due costole fratturate.

Il Freddo, saputa la notizia, si precipita in commissariato, mettendo a soqquadro l'ufficio di Scialoja, che, però, lo affronta con determinazione. Il commissario deve vedersela anche col collega Rizzo, promosso capo della squadra narcotici: lo zelante funzionario non accetta che Scialoja gli abbia sfilato di nascosto un indiziato e minaccia di denunciare l'accaduto al questore. Scialoja, però, riesce a calmare il collega: il suo piano è quello di usare Gigio per incastrare il fratello. Il Freddo, però, ha mangiato la foglia, così, scoperto il tradimento, taglia ogni ponte con suo fratello, dopo che quest'ultimo, su ricatto di Scialoja, comunicava con lui attraverso un registratore nascosto nella camicia.

Il Dandi, nel frattempo, è alle prese con le proprietà del Libanese: prima dell'arrivo della polizia, l'attico del criminale è stato letteralmente ripulito da un ignoto (probabilmente, al soldo dei Servizi segreti). A preoccupare ulteriormente il Dandi sono, poi, le auto dell'amico: il garage della sua villa è stato completamente svaligiato. L'identità del tombarolo è scoperta da Fierolocchio: Renato Proietti. Si scopre, così, che il Libanese non è affatto orfano di padre, come fatto intendere nella prima serie, ma è stato abbandonato in tenera età; ora, sor Renato è tornato per appropriarsi di beni utili a ripianare i suoi ingenti debiti. Il Dandi, sinceramente vergognato dal comportamento del papà del suo amico, lo costringe a restituirgli la vecchia Mini Minor, che ha intenzione di distruggere. Un flashback spiega che quell'auto, molti anni prima, era stata il "premio" datogli dal Terribile per avere un'informazione sul Libanese; informazione che si sarebbe rivelata, poi, letale, perché il Libanese aveva rubato per qualche ora l'auto del Terribile per portarvi la fidanzata Sara a Capannelle. Proprio in quell'occasione, Sara era stata violentata dai fratelli Gemito ed il Libanese aveva ricevuto una profonda ferita al braccio; il senso di colpa aveva indotto il Dandi a regalare la Mini all'amico, senza però confessargliene la provenienza.

Per la banda, che ancora non ha completato la vendetta, è, però, tempo di tornare agli affari: er Sardo reclama la gestione dello spaccio in zona Trastevere, originariamente assegnata al Libanese. Dandi e Freddo, però, vorrebbero temporeggiare. Tuttavia, saputo che, nel frattempo, già circola in zona della droga piazzata di nascosto dal Sardo, Trastevere viene presa in consegna da Donatella. Costei è una donna di carattere, compagna del fedele emissario della mafia Nembo Kid; Donatella controlla con successo lo spaccio a Latina. L'esser stato sopravanzato da una donna, ovviamente, manda il Sardo su tutte le furie.

A questo punto, la cronaca irrompe nuovamente nella vicenda: a seguito di una perquisizione in casa del "Maestro Venerabile" Licio Gelli, è stata scoperta la lista degli appartenenti alla loggia massonica P2, coinvolta in vari scandali nazionali. Nella lista sono elencati tutti i nomi di spicco dei Servizi segreti italiani - compreso quello del Vecchio, che, però, nota l'assenza dei nomi di diversi personaggi potenti parimenti collusi. Visto proprio il momento di gran confusione, decide, allora, di "sfoltire l'agenda", consegnando Maurizio Gemito alla banda. Nembo Kid, evidentemente in contatto con i servizi, passa la soffiata ai maglianesi, che subito organizzano l'agguato, al quale parteciperanno Ricotta e Bufalo, con il Dandi a far da palo. I due riescono a far fuori il guardaspalle di Maurizio Gemito, ma l'agguato si protrae troppo a lungo, finendo per coinvolgere anche dei civili. Il Dandi - pavido all'idea di intervenire e, probabilmente, in disaccordo totale sulle modalità di conduzione dell'agguato - resta a bordo dell'auto senza aiutare i compagni e, addirittura, al suono delle sirene della polizia, si dilegua. Così, Maurizio Gemito viene ferito gravemente e Ricotta, anch'egli ferito e nell'impossibilità di allontanarsi, si consegna alle guardie; Bufalo, invece, presa in ostaggio un'anziana, si dilegua sanguinante. Il Dandi, rimasto solo con la sua coscienza, ha una visione del Libanese, che lo rimprovera amaramente dell'accaduto, rinfacciandogli la sua pavidità.

Episodio 3 Diretto da: Stefano Sollima Trama Er Bufalo, nascosto da Scrocchiazeppi a casa della zia Antonia, viene curato da Vanessa (l'infermiera fidanzata con Sorcio); nonostante i problemi che la latitanza gli comporta, non ha altro pensiero che vendicarsi del Dandi e, dal suo rifugio di fortuna, ventila alla banda i dettagli del comportamento da pavido mantenuto durante l'agguato dal suo compagno. La sua versione dei fatti, però, non collima con quella raccontata dal Dandi; così, tocca a Ricotta, rinchiuso in carcere, confermare l'accaduto all'avvocato Vasta. Il Freddo, però, resosi conto della tremenda spirale di vendetta che potrebbe scatenarsi, decide di risolvere la questione in maniera quanto più "diplomatica": il Dandi resterà impunito a patto che paghi le spese legali a Ricotta, raddoppi la stecca ai compagni che ha tradito e uccida Maurizio Gemito, ricoverato in ospedale in gravi condizioni.

Chi parimenti non ha dimenticato Maurizio Gemito - che lotta tra la vita e la morte in terapia intensiva - è il commissario Scialoja, intenzionato ad interrogarlo. Il poliziotto gli promette l'immunità per l'omicidio del Libanese, se vorrà consegnare la banda alla polizia. Ed è proprio qui che avviene un primo colpo di scena: Maurizio Gemito (che è ancora debole e parla a fatica), pur promettendo di collaborare, rivela al commissario la più assoluta estraneità ai fatti - sua e del fratello. Scialoja non si spiega, però, l'esito dell'esame del guanto di paraffina.