Nipote di Luigi XV, figlio del delfino di Francia Luigi Ferdinando e di Maria Giuseppina di Sassonia, era uno dei fratelli minori di Luigi XVI. Trascorse in esilio ventitré anni tra il 1791 e il 1814, e dovette esulare nuovamente nel 1815 durante i cento giorni con il ritorno di Napoleone dall'Elba.

Sino alla sua ascesa al trono, Luigi ebbe il titolo di Conte di Provenza e quando il giovane Luigi XVII (unico figlio di Luigi XVI) morì in prigionia nel giugno del 1795, gli succedette come re titolare di Francia.Nagel, Susan, Marie-Thérèse: Child of Terror Bloomsbury, USA, Reprint Edition 2008, ISBN 1-59691-057-7, pp. 152–153

Durante il suo periodo di esilio visse dapprima a Verona (presso l'attuale Palazzina dei Conti Gazzola) poi in Prussia, Regno Unito e Russia.Fraser, Antonia, Marie Antoinette: The Journey, ORION, London 2002, ISBN 978-0-7538-1305-8, p. 532. Quando infine la Sesta coalizione sconfisse Napoleone nel 1814, Luigi poté ritornare sul trono di Francia, con il sostegno dei monarchici legittimisti francesi.

Napoleone fuggì dall'esilio all'Elba per ritornare e restaurare il Primo Impero nei Cento Giorni. Luigi XVIII abbandonò quindi nuovamente la Francia, la Settima Coalizione dichiarò guerra all'Impero francese, sconfiggendo Napoleone e restaurando ancora una volta Luigi XVIII sul trono.

Luigi XVIII rimase quindi sul trono per una decina d'anni, prima fase della cosiddetta Seconda Restaurazione. Il regime dei Borboni durante questa restaurazione in Francia fu una monarchia costituzionale (a differenza di quanto era stato nellancien régime, quando in Francia vigeva una monarchia assoluta). Come monarca costituzionale, le prerogative regali di Luigi XVIII vennero ridotte sostanzialmente dalla costituzione del 1814, ma nel 1820 si riavvicinò agli ultrarealisti. Luigi XVIII non ebbe figli e per questo, alla sua morte, la corona passò a suo fratello minore, Carlo, conte di Artois.Fraser, 532 Luigi fu l'ultimo monarca francese a morire in carica.

Biografia Infanzia

Luigi Stanislao Saverio, creato conte di Provenza alla nascita, nacque il 17 novembre 1755 alla Reggia di Versailles, figlio del delfino di Francia, Luigi, e di sua moglie, la principessa Maria Giuseppina di Sassonia. Era nipote del monarca regnante Luigi XV. Come figlio di un delfino era considerato un Fils de France. Secondo la tradizione di famiglia, venne battezzato sei mesi dopo la sua nascita e divenne automaticamente anche cavaliere dell'Ordine dello Spirito Santo. Il nome di Luigi venne prescelto in quanto tipico dei principi di Francia, Stanislao venne scelto in onore del suo bisnonno re Stanislao I di Polonia e Saverio venne derivato da San Francesco Saverio, patrono della famiglia della madre.Mansel, Louis XVIII. Thrupp, Stroud, Gloucestershire, UK: Sutton Publishing, 1999, p. 10

All'epoca della sua nascita, Luigi era il quarto in linea di successione al trono francese, dopo suo padre e i suoi due fratelli maggiori Luigi, duca di Borgogna e Luigi, duca di Berry. Il primo morì nel 1761 e lasciò a succedergli nei diritti il padre che però morì nel 1765. Queste due morti elevarono Luigi Stanislao al rango di secondo in linea di successione, mentre Luigi Augusto acquisì il titolo di delfino di Francia.Fraser, 41

Negli anni della giovinezza, Luigi Stanislao legò particolarmente con la sua governante, Madame de MarsanMansel, 11 dalla quale fu però separato raggiunti i sette anni, come si addiceva all'educazione dei principi di Francia. Antoine de Quélen de Stuer de Caussade, duca di La Vauguyon, amico di suo padre, venne nominato suo tutore.

Luigi si dimostrò da subito un bambino intelligente, eccellente nelle materie classiche. La sua educazione fu la medesima di suo fratello maggiore, anche se essenzialmente condotta da religiosi.

Nell'aprile del 1770 l'educazione di Luigi Stanislao poteva dirsi conclusa e gli venne permesso di vivere da solo,Mansel, 12 iniziando da subito a stupire i suoi contemporanei con le sue stravaganze: nel 1773 il numero dei suoi servitori si attestava attorno ai 1300. Contemporaneamente suo nonno, Luigi XV, lo investì dei titoli di duca di Angiò, conte di Maine, conte di Perche e conte di Senoches anche se fu sempre più noto con il titolo di conte di Provenza.Mansel, 24

Il 17 dicembre 1773, venne ordinato gran maestro dell'Ordine di San Lazzaro e di Nostra Signora del Monte Carmelo.

Matrimonio

Il 14 maggio 1771, Luigi Stanislao sposò la principessa Maria Giuseppina di Savoia, figlia del Principe di Piemonte Vittorio Amedeo di Savoia (poi Re Vittorio Amedeo III dal 1773) e di sua moglie, la principessa Maria Antonia Ferdinanda di Spagna.

Il 20 maggio si tenne uno sfarzoso ballo alla reggia di Versailles per celebrare l'unione dei dueMansel, 3 ma il giovane principe di Francia pareva non essere assolutamente attratto dalla novella sposa, che riteneva brutta, tediosa e ignorante dei costumi di corte di Versailles. Il matrimonio rimase non consumato per anni anche se i biografi non sono concordi sul perché. Secondo la biografa Antonia Fraser tra i motivi vi fu sicuramente una ventilata impotenza del principe oppure il fatto che questi non volesse dormire al fianco di sua moglie che, a sua detta, presentava segni di scarsa igiene personale, non lavandosi mai i denti e utilizzando poco profumi o essenze.Mansel, 13–14 Al tempo del suo matrimonio, Luigi Stanislao era già però obeso e zoppicante, continuando a peggiorare negli anni.Fraser, 114

Malgrado il fatto che Luigi Stanislao non fosse innamorato di sua moglie, si vantava a corte di avere una vigorosa relazione con la principessa di Savoia, giungendo a dichiarare più volte la moglie incinta per il mero fatto che suo fratello Luigi Augusto e sua moglie Maria Antonietta non avevano ancora consumato il loro matrimonio.Fraser, 115 Il delfino e Luigi Stanislao non ebbero mai una relazione armoniosa e spesso litigavano,Fraser, 120 come del resto le loro mogli.Mansel, 111 Luigi Stanislao infine riuscì a mettere incinta la moglie nel 1774 vincendo la propria avversione, ma la gravidanza si concluse con un aborto spontaneo.Mansel, 14–15 Una seconda gravidanza avvenne nel 1781 ma anche questa si concluse poco dopo e il matrimonio tra i due rimase senza eredi.Louis XVII. John Murray. pp. 13–14. ISBN 0-7195-6709-2

Alla corte del fratello

Il 27 aprile 1774 Luigi XV si ammalò di vaiolo e morì il successivo 10 maggio.Fraser, 136–138 Il delfino, Luigi Augusto, succedette a suo nonno con il nome di Luigi XVI.Fraser, 143 Come fratello minore del re, Luigi Stanislao ottenne il titolo di Monsieur e da allora cercò in tutti i modi di ritagliarsi uno spazio di potere alla corte del fratello, tentando in tutti i modi di entrare a far parte del consiglio privato del re a partire dal 1774, ma fallendo puntualmente nell'impresa. Luigi Stanislao venne lasciato in un limbo politico che lui stesso definì "un buco di 12 anni nella mia vita politica".Mansel, 16 Luigi XVI garantì a Luigi Stanislao le rendite del ducato di Alençon a dicembre del 1774. Sebbene la concessione di un ulteriore titolo andasse ad aumentare unicamente il prestigio di Luigi Stanislao, queste rendite di appannaggio generavano solo 300.000 lire all'anno, una somma di molto inferiore a quello che aveva rappresentato il suo periodo di massimo splendore nel XIV secolo.

Luigi Stanislao viaggiò per la Francia più di tutti gli altri membri della famiglia reale, che raramente lasciavano l'Île-de-France. Nel 1774 accompagnò sua sorella Clotilde a Chambéry per incontrare quello che sarebbe dovuto divenire suo sposo, Carlo Emanuele, principe di Piemonte, erede al trono di Sardegna. Nel 1775 visitò Lione e accompagnò le zie Adelaide, Vittoria e Sofia a Vichy.Mansel, 20 Rimase al di fuori della reggia per un totale di tre mesi in quattro tours provinciali sino al 1791.Mansel, 21

Il 5 maggio 1778 il dottor Lassonne, archiatra di Maria Antonietta, le confermò di essere incinta.Castelot, André, Madame Royale, Librairie Académique Perrin, Paris, 1962, p. 15, ISBN 2-262-00035-2, (French). Il 19 dicembre 1778 la regina diede alla luce una figlia, che venne chiamata Maria Teresa Carlotta di Francia e ottenne il titolo onorifico di Madame Royale. La nascita di una figlia femmina non tolse però al conte di Provenza la sua posizione come erede di Luigi XVI dal momento che in Francia vigeva ancora la legge salica sulla base della quale il trono poteva passare solo a un erede maschio del sovrano.Fraser, 199Fraser, 201 Luigi Stanislao comunque non rimase erede al trono ancora per molto: il 22 ottobre 1781 Maria Antonietta diede alla luce il tanto atteso delfino, Luigi Giuseppe. Sia Luigi Stanislao che il conte di Artois gli fecero da padrini in rappresentanza di Giuseppe II del Sacro Romano Impero, fratello della regina.Fraser, 221–223 Quando Maria Antonietta diede alla luce il suo secondo figlio maschio, Luigi Carlo, nel marzo del 1785, Luigi Stanislao sembrò costretto a rinunciare definitivamente alla sua possibilità di ascendere al trono di Francia.Fraser, 224–225

Nel 1780 Anne Nompar de Caumont, contessa di Balbi, entrò al servizio di Maria Giuseppina e ben presto il principe Luigi Stanislao se ne innamorò facendone la sua amante,Mansel, 28 fatto tollerato per forza di cose dalla moglie che iniziò sempre più ad allontanarsi da lui.Mansel, 30 Luigi Stanislao commissionò un padiglione intero per la sua amante, quello che divenne noto come Parc Balbi a Versailles.Mansel, 29

A questo punto Luigi Stanislao condusse una vita tranquilla e sedentaria, lontano dalla politica, dedicandosi alla sua biblioteca di oltre 11.000 volumi nel padiglione Balbi, leggendo per diverse ore ogni mattina.Mansel, 34 Non per questo fu però un abile risparmiatore, giungendo all'inizio degli anni '80 del Settecento a totalizzare un debito di 10.000.000 di lire che suo fratello Luigi XVI pagò per lui.Fraser, 178

Nel 1784 fu iniziato in massoneria assieme a suo fratello minore, il conte d'Artois.Robert-Freke Gould, Histoire de la Franc-Maçonnerie.

Un'Assemblea di Notabili (i cui membri erano magistrati, sindaci, nobili e rappresentanti del clero) venne fatta convenire nel febbraio del 1787 per ratificare le riforme finanziarie promosse dal controllore generale delle finanze Charles Alexandre de Calonne. Questo diede al conte di Provenza, che aborriva le riforme radicali promosse da Calonne, l'opportunità di rientrare in politica dopo il lungo esilio volontario.Hibbert, p 38 Le riforme proponevano una nuova tassa sulla proprietà,Mansel, 40 delle nuove assemblee provinciali elette che avrebbero dovuto decidere la tassazione locale.Mansel, 41 Le idee di Calonne vennero rigettate dai notabili e come risultato Luigi XVI lo licenziò. L'arcivescovo di Tolosa, Étienne Charles de Loménie de Brienne, sostituì Calonne al ministero. Brienne tentò di salvare le riforme di Calonne, ma non riuscì a convincere i suoi colleghi ad approvarle. Frustrato, Luigi XVI disciolse l'assemblea.Hibbert, 39

Le riforme di Brienne vennero quindi sottoposte al Parlement di Parigi nella speranza che da questo fossero approvate (esso solitamente ratificava le decisioni del re, semplicemente). Esso si rifiutò di accettare le proposte di Brienne e si pronunciò annunciando che ogni nuova tassazione avrebbe dovuto essere approvata agli stati generali. Luigi XVI e Brienne presero una posizione ostile contro queste problematiche e il re ordinò l'arresto di alcuni parlamentari: subito si accesero delle rivolte in Bretagna, Provenza, Borgogna. Nel luglio di quello stesso anno, Brienne dovette cedere e far convocare gli stati generali nel 1789. Si licenziò dal suo incarico nell'agosto e venne rimpiazzato dal magnate svizzero Jacques Necker.Hibbert, 40