Il Ducato di Spoleto fu uno dei ducati istituiti dai Longobardi in Italia e sopravvisse a lungo dopo la caduta del Regno longobardo (774), passando sotto il controllo dei Franchi prima e della nobiltà pontificia poi, fino al 1198. Insieme al Ducato di Benevento costituiva la Langobardia Minor. Il ducato comprendeva inizialmente parti delle odierne regioni di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. In epoca successiva, con lo stesso nome, ma in ambito territoriale già minore, venne annesso allo Stato Pontificio, divenendone poi una provincia.
La penetrazione longobarda nell'Italia centro-meridionale, tradizionalmente considerata coeva o immediatamente successiva alla conquista del settentrione (Langobardia Maior) condotta da Alboino nel 568-569, è dalla storiografia moderna ritenuta leggermente successiva. La carenza di fonti sul periodo impedisce conclusioni certe, ma l'orientamento predominante colloca la conquista di Spoleto da parte di Faroaldo I e la conseguente fondazione del ducato nei primi anni del Periodo dei Duchi (574-584)., forse nel 576..
Territorio
I confini del ducato furono spesso incerti e mutarono ripetutamente durante l'esistenza del Regno longobardo; il suo nucleo stabile, comunque, confinava ad est con il Mare Adriatico, a sud con il Ducato di Benevento (anch'esso longobardo) e per il resto con l'Esarcato d'Italia bizantino: a ovest con il cosiddetto Patrimonium Petri (appartenente alla Santa Sede), a nord con il Corridoio Bizantino che univa Roma a Ravenna e a nord-est con la Pentapoli bizantina. Appare perciò evidente l'importanza strategico-militare della capitale Spoleto, con i gastaldati di appartenenza e Spello, Assisi e Terni. Il ducato era diviso in dieci gastaldati: Rieti; Marsi (Avezzano); Forcona (L'Aquila); Valva (Sulmona); Penne; Spoleto; Nocera Umbra; Norcia; Ascoli Piceno; CamerinoGregorio da Catino, Regestum Farfense, passim..
La sua popolazione complessiva, secondo alcuni storici, si aggirava nel X secolo intorno ai centomila abitanti e la superficie a chilometri quadrati circaIgnazio Giorgi e Ugo Balzani (a cura di), Il regesto di Farfa compilato da Gregorio di Catino, pp. 42-44, Società Romana Storia Patria, Farfa 1879..
Storia
Il ducato all'interno del Regno longobardo (570-774) VI secolo Anche dopo la conclusione del Periodo dei Duchi e la restaurazione di un'autorità regia centrale con Autari (584), il ducato di Spoleto, retto da Faroaldo I fino al 591, restò sostanzialmente indipendente.. Il duca, dopo aver restituito al papa Benedetto I le proprietà terriere spoletine usurpate al monastero di San Marco in Pomeriis, ricevette in cambio il consenso pontificio per occupare con le sue milizie il territorio di ClasseJohn N.D. Kelly, Vite dei Papi, p. 117., il più importante porto marittimo dell'Adriatico, con la presenza del forte richiamo religioso di Sant'Apollinare in Classe, basilica già consacrata nel 547 e una delle più significative dell'architettura bizantina.
Faroaldo, contrastato dall'esarca di Ravenna, Smaragdo, subì una grave sconfitta e venne sostituito da Ariulfo o Ariolfo (591-600), che proseguì l'espansione militare a danno dei Bizantini., rafforzando l'autonomia del ducato che fu quindi in grado di scegliere autonomamente i propri sovrani, anche prescindendo dalla volontà regia..
Nella contesa per la supremazia del potere tra l'istituzione imperiale dell'Esarcato di Ravenna e il nuovo assetto territoriale determinato dall'occupazione longobarda si inserì il papato, che seppe legittimarsi come forza mediatrice del conflitto grazie alla grande personalità di Gregorio Magno (590-604), pur bisognoso di protezione dei governi dominanti per realizzare le proprie finalità spirituali, non prive di interessi terreni, miranti all'accrescimento del Patrimonio di san Pietro.
VII secolo Nel VII secolo il territorio fu retto da Teudelapio (600-653) e Trasamondo I (663-700 circa)Rovagnati, p. 115.. Nel 662 il ducato appoggiò l'usurpazione di Grimoaldo, duca di Benevento, ai danni di Pertarito e Godeperto.. Con la conversione dei Longobardi al cattolicesimo, dopo quella regale di Agilulfo e Teodolinda, il ducato si aprì all'opera missionaria romana, dove tuttavia ebbe esiti scarsamente attestati.. Tuttavia, fu proprio all'interno del ducato di Spoleto che, intorno al 680, sorse il più grande monastero longobardo dell'Italia centrale: l'abbazia di Farfa, in Sabina..
VIII secolo Alla morte di Trasamondo I il ducato passò al figlio Faroaldo IIPaolo Diacono, Historia Langobardorum, VI, 30.. Durante il regno di Liutprando, re dal 712, Faroaldo occupò il porto di Classe, ma il monarca, che perseguiva con determinazione una politica di accentramento e consolidamento del potere centrale reprimendo la dura opposizione dei ducati della Langobardia Minor, gli ordinò di restituirlo ai Bizantini (712 o 713).. Contro il duca insorse il figlio, Trasamondo II, che gli impose il ritiro in un monastero e ne prese il postoPaolo Diacono, VI, 44., anche se è possibile che la deposizione di Faroaldo risalga al 710, quindi prima dell'ascesa al trono di Liutprando. Una leggenda riporta che nel 705 Faroaldo II era divenuto protettore di san Tommaso di FarfaGrasselli-Tarallo, Guida ai monasteri d'Italia, p. 355., al quale avrebbe donato terreni e risorse per la ricostruzione dell'abbazia di Farfa, distrutta dai Longobardi sul finire del secolo precedente; il duca stesso si sarebbe poi ritirato nel monastero di San Pietro in Valle, presso Ferentillo (che tuttora conserva alcune tombe ducali), morendovi nel 728La storia, Mondadori, p. 625.
Nel 717 Liutprando, che aveva ripreso un'azione militare volta a estendere il dominio longobardo in Italia, attaccò Ravenna e Trasamondo ne approfittò per occupare Narni, ma quando, nel 724, il re provocò papa Gregorio II a Roma, trovò la resistenza dei duchi autonomisti della Langobardia Minor.; gli spoletini si opposero a Liutprando sul ponte Salario, contribuendo alla sconfitta del sovranoPaolo Diacono, VI, 49.. Si creò così un'alleanza tra Spoleto, Benevento e il Papato, legati dal comune interesse a contrastare il rafforzamento di Liutprando, che quindi si alleò a sua volta con l'esarca Eutichio al quale era accomunato, in quel frangente, dalla volontà di ricondurre sotto il potere legittimo i potentati indipendentisti dell'Italia centro-meridionale. Liutprando marciò quindi su Spoleto, l'occupò e ottenne la sottomissione di Trasamondo e di Romualdo II di Benevento.. Nel 739, Liutprando invase ancora il territorio romano; per la seconda volta il pontefice ricorse all'aiuto di Trasamondo. Il conflitto venne risolto definitivamente dal papa Zaccaria che nel 742 riuscì ad ottenere da Liutprando la restituzione di tutte le fortezze occupateO. Bertolini, Roma di fronte a Bisanzio e ai Longobardi, p. 481.. Il ribelle Trasamondo venne deposto e rinchiuso in un monastero e Liutprando lo sostituì con il suo nipote, Agiprando..
Nella seconda metà dell'VIII secolo la tradizionale autonomia politica del ducato venne contenuta dai successori di Liutprando, che alla sua morte (744) avevano lasciato il Regno longobardo all'apice della potenza e della coesione: gli ultimi re longobardi continuarono quindi a opporsi all'eccessiva frammentazione del particolarismo ducale.. Anche Rachis, seppure sovrano debole rispetto al grande predecessore, fu in grado di imporre a Spoleto un duca a lui fedele: Lupo.. Proprio questa fedeltà costò il ducato a Lupo, che nel 751 fu deposto dal nuovo sovrano Astolfo (749-756) che assunse in proprio la reggenza.; alla morte di Astolfo la popolazione spoletina acclamò nuovo duca Alboino, sostenuto anche da papa Stefano II (752-757) che, avendo constatato la rottura della tregua con i Longobardi, richiese l'intervento armato dei Franchi..
Nel 758 Alboino venne attaccato e sconfitto dal nuovo re Desiderio (756-774) che, in continuità con la politica accentratrice di Astolfo, depose il duca, governando inizialmente anch'egli il ducato in prima persona per affidarlo, in seguito, prima a Gisulfo (759) e poi a TeodicioP.M. Conti, Il ducato di Spoleto e la storia istituzionale dei Longobardi,p. 315..
Nel 774, dopo la definitiva sconfitta di Desiderio ad opera di Carlo Magno, mentre si persero notizie di Teodicio, citato in quel periodo nel Regesto Farfense come protettore di quell'abbazia., alcuni spoletini si recarono a Roma e, attraverso il taglio simbolico dei capelli, fecero atto di sottomissione a papa Adriano I (772-795); con nomina pontificia, il duca Ildeprando prestò giuramento di fronte al Papa e fece del ducato, sostanzialmente, un feudo del Patrimonio di san Pietro.; la tradizionale cerimonia longobarda del Gairethinx, in occasione dell'elezione del duca, rimase definitivamente affidata alla storia. Il ducato ebbe notevole fortuna, dato che i Longobardi controllavano la via Flaminia, importante arteria di transito tra Roma e l'ex Esarcato, oltre a quella del cosiddetto "Corridoio Bizantino"Conti, p. 41..
Il ducato dopo la caduta del regno (774-1198)
Con il crollo del dominio longobardo dovuto alle campagne militari dei re franchi Pipino il Breve (755-756) e Carlo Magno (771-774), il ducato di Spoleto cadde sotto la loro sovranità. Il papato, principale alleato dei franchi, divenne importante nella vita del ducato, tendendo a nominare o comunque favorire duchi "francofili". Il primo di questi duchi franchi, dopo Ildeprando (774-789), duca e governatore papale con il quale finisce il dominio longobardo, fu Guinigisio I, duca e marchese che resse il ducato dal 789 all'anno 822 e che «[...] rappresentava il potere imperiale nell'intera Italia centrale e per incarico di Carlo interveniva anche nella vita politica di Roma»..
Dall'880 fu duca Guido II (880-894), anche lui di stirpe franca, che nell'885 sconfisse i Saraceni sul GariglianoKelly, p. 198. e poi nell'889 anche Berengario del Friuli. Guido fu quindi incoronato re d'Italia da papa Stefano V e poi imperatore nell'891 da papa Formoso, associando al potere il figlio Lamberto. Guido II morì nell'894. Anche Lamberto, associato al padre Guido sul trono d'Italia nell'891, dopo tre anni venne incoronato imperatore da FormosoSuccessivamente questi, a morte già avvenuta, fu accusato di tradimento dalla famiglia di Lamberto e subì quel singolare processo ricordato dalla storia come "Sinodo del cadavere".. Confermato imperatore legittimo anche dal sinodo dei vescovi a Ravenna, morì nell'898 per una caduta da cavallo durante una battuta di caccia.
Agli inizi del X secolo fu duca di Spoleto Alberico I, nobile germanico, che si inserì negli ambienti dell'aristocrazia romana e sposò Marozia, figlia dell'alto funzionario pontificio Teofilatto. Marozia fu la figura femminile più influente nella politica del Regnum Italicorum fino al 932 quando, sposatasi per la terza volta con il cognato Ugo di Provenza, venne imprigionata nella fortezza di Castel Sant'Angelo dal suo stesso figlio Alberico II, nuovo dominus di Roma.