Noto per la maggior parte della sua vita come il conte d'Artois, capo del partito ultrarealista tra il 1814 e il 1824, Carlo X era fratello minore dei sovrani Luigi XVI, ghigliottinato nel 1793, e Luigi XVIII; supportò quest'ultimo durante il periodo dell'esilio della famiglia reale di Borbone dopo la Rivoluzione francese e gli succedette poi al trono. Il suo governo durò circa sei anni e il paese visse la fase più oppressiva del ritorno all'antico regime assolutistico. Ebbe fine con la rivoluzione di luglio del 1830, che portò alla sua abdicazione e all'elezione di Luigi Filippo, duca di Orléans quale re dei Francesi. Carlo, esiliato nuovamente, morì a Gorizia, allora parte dell'Impero austriaco.
Carlo X è anche l'antenato della famiglia granducale del Lussemburgo attraverso sua nipote Luisa Maria, che fu la madre dell'ultimo duca di Parma, Roberto I: uno dei numerosissimi figli di Roberto, Felice, sposò sua cugina, la granduchessa Carlotta.
Biografia Infanzia e giovinezza
Carlo Filippo di Borbone nacque alla Reggia di Versailles nel 1757, figlio minore del delfino Luigi e di sua moglie, Maria Giuseppina di Sassonia. Carlo venne creato alla nascita conte di Artois dal nonno, il sovrano regnante Luigi XV. Come maschio minore della sua famiglia Carlo difficilmente sarebbe un giorno asceso al trono, ma già suo fratello maggiore Luigi, duca di Borgogna, morì inaspettatamente nel 1761. Venne cresciuto nella sua infanzia da Madame de Marsan, governante dei principi francesi.
Alla morte di suo padre nel 1765, il fratello maggiore di quelli sopravvissuti, Luigi Augusto, divenne il nuovo delfino e quindi erede apparente al trono francese. La loro madre, Maria Giuseppa, non si riprese mai dalla perdita del marito e morì ella stessa nel marzo del 1767 per tubercolosi.Évelyne Lever, Louis XVI, Librairie Arthème Fayard, Paris (1985), p. 43 Questo lasciò Carlo orfano all'età di soli nove anni, assieme ai fratelli Luigi Augusto, Luigi Stanislao, conte di Provenza, Maria Clotilde ed Elisabetta.
Lo stesso Luigi XV si ammalò il 27 aprile 1774 e morì il 10 maggio successivo di vaiolo, all'età di 64 anni.Antonia Fraser, Marie Antoinette: the Journey, p. 113–116. Suo nipote Luigi Augusto gli succedette con il nome di re Luigi XVI di Francia.Charles Porset, Hiram sans-culotte? Franc-maçonnerie, lumières et révolution: trente ans d'études et de recherches, Paris: Honoré Champion, 1998, p. 207.
Matrimonio e vita privata
Il 16 novembre 1773 Carlo sposò la principessa Maria Teresa di Savoia, figlia del re Vittorio Amedeo III. Il matrimonio, a differenza di quanto accaduto per i suoi fratelli, venne consumato immediatamente.Fraser, p. 128-129.
Nel 1775 Maria Teresa diede alla luce un figlio, Luigi Antonio, che venne creato duca di Angoulême da Luigi XVI. Luigi Antonio fu il primo della nuova generazione dei Borboni, dal momento che tanto il re quanto il conte di Provenza ancora non avevano avuto figli, fatto che scatenò i libellisti parigini che scrissero pamphlet supportando la teoria dell'impotenza di Luigi XVI.Fraser, p. 137–139. Tre anni più tardi, nel 1778, nacque il secondo figlio di Carlo, Carlo Ferdinando, al quale venne dato il titolo di duca di Berry.Fraser, p. 189. In quello stesso anno nacque anche il primo figlio di Luigi XVI e di Maria Antonietta, Maria Teresa, ponendo fine a tutti i pettegolezzi corsi a corte.
Carlo era ritenuto il più bello dei membri della famiglia reale, ricordando molto in questo suo nonno Luigi XV.Fraser, p. 80-81. Sua moglie, al contrario, era considerata da molti contemporanei piuttosto brutta e per questo egli ebbe molte relazioni extraconiugali, di cui la più nota e duratura fu quella con Louise de Polastron, cognata dell'amica più intima di Maria Antonietta, Yolande de Polastron, duchessa di Polignac.
Carlo instaurò una fedele amicizia anche con la stessa Maria Antonietta, che conobbe per la prima volta al suo arrivo in Francia nell'aprile del 1770, quando egli aveva appena dodici anni. Anche per questa forte amicizia si parlò di amore clandestino, accuse avallate anche dal fatto che nelle recite teatrali che la regina teneva al Petit Trianon entrambi prendevano parte come attori in maniera affiatata. Mentre Maria Antonietta si dilettava a interpretare mungitrici, pastorelle e donne di campagna, Carlo svolgeva spesso il ruolo dell'amante, del valletto e del contadino.
Una nota vicenda che coinvolse i due fu quella della costruzione del château de Bagatelle. Nel 1775 Carlo comprò una piccola residenza di caccia presso il Bois de Boulogne, con il progetto di abbatterla e ricostruirla. Maria Antonietta scrisse al cognato in una lettera che il castello non avrebbe potuto essere completato che in tre mesi. Carlo, raccogliendo la sfida, ingaggiò l'architetto neoclassico François-Joseph Bélanger per disegnare la nuova struttura e la fece completare in soli sessantatré giorni. Si stima che il progetto, che includeva grandiosi giardini, fosse costato più di due milioni di lire francesi e fu questa una delle spese pazze sostenute da Carlo, che giunse ad accumulare debiti per 21.000.000 di lire francesi, che dovettero essere pagate dai suoi fratelli.Fraser, p. 178.
Nel 1781 Carlo fu padrino per conto dell'imperatore Giuseppe II al battesimo di suo nipote, il delfino Luigi Giuseppe.Fraser, p. 221.
Nel 1788 Carlo fu iniziato in Massoneria nella loggia di corte "Les Trois Frères"Lambros Couloubaritsis, La complexité de la Franc-Maçonnerie. Approche Historique et Philosophique, Bruxelles, 2018, Ed. Ousia, p. 397..
Crisi e rivoluzione francese
L'inizio del ruolo politico di Carlo ebbe inizio con la prima grande crisi della monarchia francese nel 1786, quando divenne chiaro che il regno si trovava in bancarotta per precedenti spese militari (in particolare per la guerra dei sette anni e per la guerra d'indipendenza americana) e aveva bisogno di nuove riforme fiscali per sopravvivere. Carlo supportò alacremente la rimozione degli storici privilegi finanziari dell'aristocrazia, ma si oppose alla riduzione dei privilegi sociali della chiesa e della nobiltà. Egli credeva fermamente che le finanze francesi potessero essere riformate senza cambiamenti da parte della monarchia, giungendo a dichiarare "è questo il tempo di riparare, non di demolire".
Luigi XVI si trovò costretto a convocare gli Stati Generali, che non si riunivano più da 150 anni, nel maggio del 1789 per ratificare le riforme finanziarie. Assieme alla sorella Elisabetta, Carlo era il membro più conservatore della famigliaFraser, p. 326. e si oppose categoricamente alle richieste del Terzo Stato di incrementare il proprio potere di voto. Questo gli attirò anche le critiche del re suo fratello, che lo accusò di essere "più realista del re". Nel giugno del 1789 i rappresentanti del Terzo Stato si proclamarono Assemblea nazionale, con l'intento di dare alla Francia una nuova costituzione.Fraser, p. 274–278.
Assieme al Barone di Breteuil Carlo cospirò per fare deporre il ministro delle finanze francese, il liberale Jacques Necker, fatto che poi avvenne ma che portò alla Presa della Bastiglia il 14 luglio successivo. Su insistenza di Luigi XVI e di Maria Antonietta, Carlo e la sua famiglia lasciarono la Francia tre giorni dopo, il 17 luglio, assieme a molti altri cortigiani, tra cui la duchessa di Polignac, la favorita della regina.Fraser, p. 338.
Vita in esilio
Carlo e la sua famiglia decisero di trovare rifugio in Savoia, patria di sua moglie,Fraser, p. 340. dove vennero raggiunti da alcuni membri della famiglia dei Borbone-Condé.Nagel, p. 65. Nel frattempo, a Parigi, Luigi XVI dibatteva con l'Assemblea Nazionale, legata a riforme radicali che portarono alla costituzione francese del 1791. Nel marzo di quello stesso anno l'Assemblea emise anche un decreto in caso di morte prematura del re. Venne stabilito che, in caso di morte del re, l'erede Luigi Carlo, che era ancora minorenne, avrebbe avuto un reggente, individuato nella persona del conte di Provenza o del duca di Orléans o, in mancanza di qualcuno, il reggente avrebbe potuto essere eletto, tralasciando quindi completamente i diritti di Carlo nella linea di successione, posti appunto tra il conte di Provenza e il duca di Orléans.Fraser, p. 383.
Carlo, nel frattempo, lasciò Torino e si diresse a Treviri dove suo zio, Clemente Venceslao di Sassonia, era arcivescovo elettore. Carlo preparò da qui un'invasione controrivoluzionaria della Francia, ma una lettera di Maria Antonietta la rimandò sino a quando la famiglia reale non fosse fuggita da Parigi raggiungendo le truppe regolari comandate dal generale de Bouillé a Montmédy.Nagel, p. 103. Dopo che la famiglia reale venne bloccata durante la fuga a Varennes, Carlo si spostò a Coblenza dove lui, il conte di Provenza e i principi di Condé, recentemente fuggiti dalla Francia, dichiararono la loro intenzione di invadere la Francia. Il conte di Provenza inviò diversi dispacci ai sovrani europei richiedendo assistenza, mentre Carlo organizzò la corte in esilio nell'Elettorato di Treviri. Il 25 agosto i regnanti del Sacro Romano Impero e della Prussia firmarono la Dichiarazione di Pillnitz, che chiedeva formalmente alle altre potenze europee di intervenire in Francia.Nagel, p. 113.
Il giorno di Capodanno del 1792 l'Assemblea Nazionale dichiarò tutti i membri della famiglia reale che avevano abbandonato il Paese come traditori, ripudiando i loro titoli e confiscando le loro terre.Nagel, p. 118. A questa misura fece seguito poi la sospensione e quindi l'abolizione della monarchia nel settembre del 1792. La famiglia reale venne imprigionata e il re e la regina furono messi a morte nel 1793,Fraser, p. 399, 440, 456; Nagel, p. 143. mentre il loro secondogenito Luigi Carlo, erede al trono dopo la morte del fratello maggiore Luigi Giuseppe, morì nel 1795 di malattia e di trascuratezza da parte dei suoi carcerieri nella Torre del Tempio ove era stato rinchiuso dopo la morte dei suoi genitori.Nagel, p. 152-153.
Quando scoppiarono le guerre rivoluzionarie nel 1792, Carlo fuggì in Gran Bretagna, dove re Giorgio III gli offrì un generoso supporto. Carlo visse a Edimburgo e a Londra con la sua amante Louise de PolastronNagel, p. 207.. Suo fratello maggiore, proclamato Luigi XVIII dopo la morte anche di suo nipote nel giugno del 1795, si portò invece a Verona e quindi al Palazzo Jelgava, presso Mitau (attuale Lettonia), dove il figlio di Carlo, Luigi Antonio, sposò l'unica figlia sopravvissuta di Luigi XVI, Maria Teresa, il 10 giugno 1799. Nel 1802 Carlo supportò suo fratello, coprendo numerose sue spese. Nel 1807 Luigi XVIII si spostò anch'egli in Gran Bretagna.Nagel, p. 210, 222, 233–235
Restaurazione borbonica
A gennaio del 1814 Carlo lasciò segretamente la sua abitazione a Londra per unirsi alle forze coalizzate nella Francia meridionale. Luigi XVIII, relegato su una sedia a rotelle per problemi fisici, supportò Carlo con delle lettere patenti che lo nominavano Luogotenente Generale del regno. Il 31 marzo gli alleati presero Parigi. Una settimana più tardi Napoleone Bonaparte abdicò. Il senato francese dichiarò Luigi XVIII restaurato. Carlo giunse nella capitale il 12 aprileNagel, p. 153. e continuò a ricoprire la carica di Luogotenente Generale del regno sino all'arrivo di Luigi XVIII dall'Inghilterra. Durante il suo breve periodo come reggente, Carlo creò la polizia segreta ultrarealista, che rispondeva a lui solo senza che nemmeno Luigi XVIII ne fosse informato. Questa operò per cinque anni.Price, p. 11-12.