È conosciuto, in particolare, per aver studiato le conseguenze, nell'arte e nell'estetica, delle nuove tecnologie, introducendo nel dibattito internazionale una nuova prospettiva teorica, attraverso concetti come "estetica della comunicazione", "sublime tecnologico", "blocco comunicante", "estetica del flusso".
Biografia È stato professore ordinario di Estetica all'Università di Salerno e, come professore incaricato di Metodologia e storia della critica letteraria e di Etica ed estetica della comunicazione, ha contemporaneamente insegnato per molti anni nelle Università degli Studi di Napoli "L'Orientale" e di Nizza (Sophia-Antipolis). All'Università di Salerno ha fondato e diretto, dal 1985, Artmedia, Laboratorio permanente dedicato al rapporto tra tecno-scienza, filosofia ed estetica, organizzando su queste tematiche decine di iniziative di studio, mostre e convegni internazionali. Nel 1991 il suo libro L'estetica dei media ha ottenuto il Premio Nazionale "Diego Fabbri". Ha pubblicato una trentina di libri; alcuni di essi e numerosi suoi saggi sono tradotti e pubblicati in Europa e in America.
Pensiero Il suo lavoro teorico si è svolto in due momenti successivi ed ha seguito due fondamentali direzioni di ricerca: l'interpretazione socio-politica e filosofica delle avanguardie artistiche del XX secolo, e l'elaborazione di una filosofia della tecnica costruita soprattutto attraverso l'analisi dei cambiamenti che la nuova situazione tecno-antropologica ha indotto nell'arte e nell'estetico.
Per quanto riguarda la prima delle due direzioni indicate, egli, a partire dalla fine degli anni sessanta, ha fornito un complesso di interpretazioni filosofiche ed estetiche di numerosi movimenti dell'avanguardia artistica e letteraria. Momenti di particolare rilievo in questo ambito di ricerca possono essere considerati i suoi lavori su Marcel DuchampMario Costa, Duchamp et le "reste", in "Traverses", 11, Parigi 1978, pp. 75-81. e sulle funzioni della moderna critica d'arte,Mario Costa, Sulle funzioni della critica d'arte e una messa a punto a proposito di Marcel Duchamp, Napoli, Ricciardi Editore, 1976; Mario Costa, L'oggetto estetico e la critica, Edisud, Salerno 2007. nonché i suoi studi sul "lettrismo"Mario Costa, Il 'lettrismo' di Isidore Isou. Creatività e Soggetto nell'avanguardia artistica parigina posteriore al 1945, Carucci Editore, Roma 1980; Mario Costa, Il 'lettrismo'. Storia e Senso di un'avanguardia, Morra, Napoli 1991. e sullo "schematismo",Mario Costa, Schéma et concept de l'ornement au schématisme, in "Schéma et schématisation", 54, Parigi 2001, pp. 27-34. Si veda anche Signe, forme, schéma, ornement, in "Schéma et schématisation", 57, Parigi 2002, pp. 103-106. movimenti artistici di grande importanza, anche estetologica, ma, all'epoca, pressoché ignoti in Italia.
Per quanto riguarda la seconda delle direzioni indicate, il suo pensiero si è a sua volta sviluppato secondo due assi fondamentali: uno riguardante le conseguenze sociali ed etiche della comunicazione tecnologica, riassunte soprattutto nel libro La televisione e le passioni del 1992 che analizza gli effetti disgreganti e distruttivi della televisione, e poi nel più recente La disumanizzazione tecnologica del 2008, e l'altro, dominante rispetto al primo, consistente in un ripensamento del senso che l'"estetico" e l'"artistico" vanno assumendo nella fase attuale delle nuove tecnologie elettro-elettroniche e digitali della scrittura, dell'immagine, della spazialità, del suono e della comunicazione,Mario Costa, L'estetica dei media. Avanguardie e tecnologia, Castelvecchi, Roma 1999; Mario Costa, Il sublime tecnologico. Piccolo trattato di estetica della tecnologia, Castelvecchi, Roma 1998; Mario Costa, Arte contemporanea ed estetica del flusso, Mercurio, Vercelli 2010. Inoltre: Technology, Artistic Production and the "Aesthetics of communication", in "Leonardo", 24, 2, 1991, pp. 123-125; Tecnologie e costruzione del testo, L'Orientale, Napoli 1998; L'esthétique de la communication et le temps technologique, in "Art Press", 258, Parigi 2002, pp. 38-39; Reti e destino della scrittura, in "Actes du Séminaire 2000-2001"; L'esthétique de la communication et le temps technologique, in Art Press, 258, Parigi 2002, pp. 38-39; La musique dans l'espace technologique, in "Actes du Colloque Les Trans-interactifs", Parigi, Centre Culturel Canadien, 4/5, 1988, Collection Déchiffrages, pp. 97-103; Photographie et phénoménologie de la présence, in "La Recherche Photographique", 7, Parigi 1989, pp. 17-20. ciò che lo ha condotto ad una radicale ed originale reimpostazione teoretica di tutto il campo investigato.Sulla diffusione e la rilevanza del suo pensiero, si vedano tra gli altri: Philippe Bootz, The thesis of Walter Benjamin and Mario Costa, in Philippe Bootz, Sandy Baldwin, Regards Croisés, West Virginia University Press, 2010, pagg. 11-25; Alberto Abruzzese, Il compiersi della pubblicità dal manifesto metropolitano ai linguaggi elettronici del presente: pretesti, testi e questioni, in AA.VV. (a cura di Riccardo Lattuada), Nuove tendenze ed esperienze nella comunicazione e nell'estetico, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1992, pagg. 55-83; Leila Amaral, O Caráter festivo da ciberarte, in "Civitas. Revista de Ciências Sociais", Pontifícia Universidade Católica do Rio Grande do Sul, Brasil, 9/2, 2009, pagg. 209-223; Priscilla Arantes, Arte e midia: perspectivas da estética digital, Editora Senac, São Paulo, 2005, pagg. 58-60 e 166-169; Walter Zanini, A arte de communicaçâo telematica: a interatividade no ciberspaço, in "Ars. Revista do Departamento de Artes Plasticas", ECA/USP, 1/1, São Paulo, 2003, pp. 11-34; Umberto Roncoroni, Benjamin y la téoria de lo sublime tecnologico, in "Contratexto digital", 4/5, pagg.3-9; Derrick de Kerckhove, L'estetica dei media e la sensibilità spaziale. Riflessioni su un libro di Mario Costa, in "Mass Media", IX/4, 1990, pagg. 35-53; Frank Popper, L'art à l'âge électronique, Paris, Hazan, 1993, pagg. 122-139. Negli ultimi suoi lavori (Ontologia dei media del 2012, e Dopo la tecnica del 2015) la prospettiva teoretica si è andata ulteriormente approfondendo dando luogo ad una compiuta filosofia dei media e della tecnica in quanto tale.
Alcune opere rappresentative L'estetica dei media (1990 e 1999) può considerarsi, per i contenuti trattati e per la inedita metodologia di indagine instaurata e seguita, un libro che apre un nuovo campo di ricerca, prima del tutto ignorato ed inesplorato dalle discipline estetologiche, quello appunto della "estetica dei media", da non confondere, ad esempio, con l'estetica della fotografia o con quella del cinema, alle quali ha comunque dedicato altri suoi importanti lavori. Il libro in questione segue ai diversi contributi teorici relativi all'estetica della comunicazione le cui identificazione, nominazione e formulazione teorica risalgono al 1983, e che è ora rappresentata, nella sola Italia, da numerose Cattedre e indirizzi universitari. Il sublime tecnologico (1990 e 1998) è considerato il lavoro più noto e più innovativo di tutta la sua produzione teorica; è in esso che, considerando le conseguenze indotte nel campo dell'arte e dell'estetico dalla nuova situazione tecno-antropologica, si parla dell'oltrepassamento della dimensione dell'arte e delle categorie ad essa connesse, nella direzione di una nuova forma di sublime, quella appunto del sublime tecnologico, con tutto quello che questo concetto implica e comporta. La nozione del sublime tecnologico è stata diffusamente accolta e seguita sul piano internazionale della teoria estetica ed ha sollecitato un incalcolabile numero di sperimentazioni da parte di artisti di tutto il mondo. Arte contemporanea ed estetica del flusso (2010) traccia le linee di una nuova estetica e della sperimentazione artistica che da essa può scaturire. Si tratta da una parte di un violento e argomentato pamphlet contro l'arte contemporanea, ritenuta “una congerie più o meno sgradevole di nullità mercantili”, e dall'altra della tematizzazione ed elaborazione del concetto di “flusso estetico tecnologico”, considerato come ultima e residua possibilità di sperimentazione per gli artisti e come chiave per comprendere alcuni aspetti dell'ontologia contemporanea. Dopo la tecnica (2015) ripercorre la storia delle varie epoche della tecnica sottolineandone la discontinuità e la capacità di agire configurando, ogni volta in maniera diversa, l'organizzazione antropologica di chi da esse è abitato. Sulla base di questi presupposti, si mostra come la tecnica, una volta connessa e dipendente dai bisogni umani, si va rendendo incondizionatamente autonoma forzando l'uomo a vivere dentro di essa, ad appartenerle e a favorire il suo sviluppo. Ebraismo e arte contemporanea (2020) e Ebraismo e avanguardie (2020) sostengono la tesi, e cercano di dimostrarla, dell’influenza dell’ebraismo sulle avanguardie americane del secondo dopoguerra.
Pubblicazioni Arte come soprastruttura, Napoli, CIDED, 1972 Teoria e Sociologia dell'arte, Napoli, Guida Editori, 1974 Sulle funzioni della critica d'arte e una messa a punto a proposito di Marcel Duchamp, Napoli, M.Ricciardi Editore, 1976 Il ‘lettrismo’ di Isidore Isou. Creatività e Soggetto nell'avanguardia artistica parigina posteriore al 1945, Roma, Carucci Editore, 1980 Le immagini, la folla e il resto. Il dominio dell'immagine nella società contemporanea, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1982 Il sublime tecnologico, Salerno, Edisud, 1990 L'estetica dei media. Tecnologie e produzione artistica, Lecce, Capone Editore, 1990 Il ‘lettrismo’. Storia e Senso di un'avanguardia, Napoli, Morra, 1991 La televisione e le passioni, Napoli, A.Guida, 1992 Lo ‘schematismo’. Avanguardia e psicologia, Napoli, Morra, 1994 Lo ‘schématisme parisien’.Tra post-informale ed estetica della comunicazione, Fondazione G.E.Ghirardi, Piazzola sul Brenta (Padova), 1995 Sentimento del sublime e strategie del simbolico, Salerno, Edisud, 1996 Della fotografia senza soggetto. Per una teoria dell'oggetto tecnologico, Genova/Milano, Costa & Nolan, 1997 Il sublime tecnologico. Piccolo trattato di estetica della tecnologia, Roma, Castelvecchi, 1998 Tecnologie e costruzione del testo, Napoli, L'Orientale, 1998 L'estetica dei media. Avanguardie e tecnologia, Roma, Castelvecchi, 1999 L'estetica della comunicazione. Come il medium ha polverizzato il messaggio. Sull'uso estetico della simultaneità a distanza, Roma, Castelvecchi, 1999 Dall'estetica dell'ornamento alla computerart, Napoli, Tempo Lungo, 2000 Internet e globalizzazione estetica, Napoli, Tempo Lungo, 2002 New Technologies, Artmedia-Museo del Sannio, ottobre 2003 Dimenticare l'arte. Nuovi orientamenti nella teoria e nella sperimentazione estetica, Milano, Franco Angeli, 2005 Phenomenology of New Tech Arts, University of Salerno, November, 2005 L'oggetto estetico e la critica, Salerno, Edisud, 2007 La disumanizzazione tecnologica. Il destino dell'arte nell'epoca delle nuove tecnologie, Milano, Costa & Nolan, 2007 Della fotografia senza soggetto. Per una teoria dell'oggetto estetico tecnologico, Milano, Costa & Nolan, 2008 Arte contemporanea ed estetica del flusso, Vercelli, Mercurio Edizioni, 2010 Ontologia dei media, Milano, Postmediabooks, 2012 Dopo la tecnica. Dal chopper alle similcose, Napoli, Liguori Editore, 2015 L’uomo fuori di sé, Milano, Mimesis, 2018 Ebraismo e arte contemporanea, Milano, Mimesis, 2020 Ebraismo e avanguardie. Per una genealogia dell'arte contemporanea, Salerno, EdiSud Salerno, 2020
Progetti Il lavoro teorico di Costa teso, tra l'altro, a definire la nuova epoca dell'estetico connessa alle neo-tecnologie elettro-elettroniche e digitali, e a fare in modo che questa si andasse ben configurando e definendo, si è, per ciò stesso, sempre accompagnato ad un'intensa attività di promozione estetico-culturale: