Biografia

Figlio del pittore Ferdinando Sermei si formò tra Orvieto e Roma presso la bottega di Cesare Nebbia.

Nel 1608 si stabilì ad Assisi e ne ottenne la cittadinanza tre anni più tardi. La carriera del Sermei è assai lunga e si sviluppa non solo ad Assisi, ma in tutta l'Umbria. Toccò le città di Todi, Perugia, Bastia Umbra, Foligno e Terni. Per quanto riguarda la sua attività nell'assisano è a lui che si devono gli ultimi lavori nella Basilica di San Francesco, (come il Giudizio Universale nel catino absidale della Basilica inferiore), nella Chiesa Nuova, nel Palazzo Vescovile, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, e nel Santuario di Rivotorto dove sono ancora esposte 12 dei suoi 16 tele in olio.Elvio Lunghi, La vita nel tugurio di Rivotorto vista attraverso gli occhi di Cesare Sermei (1653) da San Francesco e Rivotorto, Casa Editrice Francescana Assisi (2004) ed. Egidio Canil.

Sermei collaborava con altri artisti, per esempio Girolamo Martelli and Giacomo Giorgetti.

Il linguaggio del Sermei risulta molto espressivo e diretto; le opere da lui realizzate sono chiare, immediate, di facile comprensione. Egli utilizza lo spazio servendosi di elementi architettonici che servono da sfondo pur non avendo tuttavia, una forte apertura naturalistica; i veri protagonisti del dipinto sono sempre i personaggi realizzati in maniera maestosa, magniloquente e tuttavia umana. Nello stile del Sermei forte è l'influenza della tarda maniera romana, delle suggestioni di Giovanni Baglione prima e del Cavalier d'Arpino poi, da cui il Sermei prende spunto.

Note

Bibliografia Elvio Lunghi e Paola Mercurelli Salari, Cesare Sermei. Pittore Devoto nell’Umbria del Seicento. Foligno: Edizioni Orfini Neumeister, 2015.

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