LEnte Italiano per le Audizioni Radiofoniche (EIAR) fu un ente pubblico italiano titolare della concessione esclusiva per le trasmissioni radiofoniche in Italia dal 1927 al 1944.
Operò in regime di monopolio e gestì anche le prime trasmissioni televisive sperimentali nella zona di Roma tra il 1938 e il 1940. Durante il periodo fascista, l'EIAR trasmise i programmi radiofonici ufficiali del governo. La sua sede principale si trovava a Roma, con la direzione generale a Torino in via Bertola 40.
Storia
Origine dalla URI (1927)
Con Regio decreto legge 17 novembre 1927, n. 2207 venne stabilita la trasformazione dell'Unione Radiofonica Italiana (URI) in EIAR, ente pubblico economico con personalità giuridica. Il successivo 15 dicembre venne stipulata la nuova convenzione (resa esecutiva dal R.D. 29 dicembre 1927, n. 2526) che affidava all'EIAR la gestione della radiofonia circolare per i successivi 25 anni. Le trasmissioni furono poste sotto il controllo del regime, attribuendo le relative competenze al Ministero delle poste e telegrafi e riservando a esso la nomina di quattro consiglieri di amministrazione.
Espansione della rete negli anni Trenta All’inizio degli anni Trenta, come stabilito dal R.D. n. 2207/1927, l'EIAR avviò un importante piano di espansione e potenziamento della rete radiofonica. Tra le nuove stazioni costruite vi furono: Trieste, attiva con prove tecniche almeno dal 16 agosto 1931 e inaugurata ufficialmente il 28 ottobre; Bari, con prove iniziate almeno dal 7 agosto 1932 e inaugurazione il 6 settembre; Palermo, con prove tecniche dal 1º giugno 1931 e inaugurazione il 14 giugno.
Furono inoltre costruite nuove trasmittenti a Firenze, Milano (gemella di Roma Santa Palomba) e potenziate le stazioni esistenti di: Genova, con lavori effettuati tra il 17 e il 23 agosto 1931; Bolzano, trasferita in una nuova sede e inaugurata il 28 ottobre 1931; Roma, che vide il trasferimento della sede in un nuovo edificio.
Il 1º luglio 1930 fu inaugurato dall'EIAR il Centro Radio Imperiale di Prato Smeraldo, tra le vie Ardeatina e Laurentina a Roma. Questa struttura era destinata alla trasmissione di programmi di propaganda e notiziari rivolti agli italiani all’estero. Inoltre, erano previste ritrasmissioni di programmi prodotti dalle sedi regionali dell’EIAR. Le frequenze principali utilizzate furono la stazione 2R0 su 25,4 metri (11.810 kHz) e la stazione R03 su 31,13 metri (9.635 kHz).
Controllo e sviluppo tra SIP e IRI (1931-1934) Il 1º luglio 1931 la Società Idroelettrica Piemonte (SIP) acquisì il controllo della Radiofono, che a sua volta era azionista di maggioranza dell'EIAR. Successivamente, il 23 marzo 1933, la SIP divenne direttamente azionista di maggioranza dell'EIAR.
Nel gennaio 1932 fu inaugurato il nuovo centro di produzione di via Asiago 10, a RomaAnnuario RAI 1988 1989, Torino, Nuova ERI, 1989.. Il palazzo comprendeva tre piani fuori terra e due sotterranei. Gli auditoria erano sette: in particolare la sala A era dedicata alla lirica e sinfonica; la sala B alla musica da camera; un terzo studio al teatro di prosa; due studi piccoli erano utilizzati per i giornali radio.
Il 17 dicembre 1933, le stazioni radiofoniche di Milano II e Torino II iniziarono a trasmettere i programmi delle stazioni meridionali (Roma, Napoli e Bari), che erano tra loro collegate via cavo. Successivamente, il 18 marzo 1934, la stazione di Roma II iniziò a trasmettere i programmi delle stazioni settentrionali (Torino, Milano e Genova), anch'esse collegate via cavo. Questo sviluppo segnò l'inizio della formazione di due canali radiofonici distinti in Italia.
Entro il 1934, la SIP entrò a far parte del gruppo IRI. Questo doppio passaggio determinò due importanti conseguenze: l’ingresso della SIP comportò la cosiddetta "piemontesizzazione" dell’EIAR, con il conseguente ruolo centrale della sede di Torino nello sviluppo delle tecnologie e nella produzione delle trasmissioni non politiche; l’ingresso dell’IRI invece pose l’EIAR sotto il diretto controllo statale.
Il 28 ottobre 1934 iniziarono le trasmissioni dirette verso l'America Settentrionale, seguite il 12 marzo 1935 da quelle destinate all'America meridionale e all'Estremo Oriente. Successivamente, il 14 aprile dello stesso anno, partirono le trasmissioni rivolte ai paesi del Mediterraneo.
Cambiamenti di competenze e controllo ministeriale (1935-1938) Con il Regio Decreto-LeggeRegio Decreto-Legge (R.D.L.), perché si trattò di un provvedimento emanato dal governo con valore di legge, adottato in via d'urgenza. I Regi Decreti (R.D.) invece furono atti normativi emanati dal re su proposta del governo, ma senza la stessa urgenza e potere immediato di legge. 26 settembre 1935, n. 1829, la competenza sui programmi radiofonici fu trasferita al Ministero per la stampa e la propaganda, mentre quella sugli impianti tecnici rimase al Ministero delle Comunicazioni.
Il 9 agosto 1936 fu completato il collegamento via cavo tra tutte le stazioni radiofoniche italiane, consentendo una trasmissione più efficiente e coordinata dei programmi su scala nazionale.
Il 28 ottobre 1937, la stazione radiofonica Roma III dell'EIAR iniziò le trasmissioni del "Terzo programma", caratterizzato da un contenuto più popolare rispetto agli altri canali esistenti. Questa iniziativa faceva parte di un piano più ampio di diversificazione dell'offerta radiofonica, che includeva anche stazioni come Firenze I, Napoli I, Milano II, Torino II, Genova II e Bari II, contribuendo alla formazione di un sistema multicanale.
Il 9 maggio 1938 iniziarono le trasmissioni della stazione radio a onde corte di Addis Abeba, istituita dall'EIAR per rafforzare la comunicazione con le colonie italiane in Africa Orientale.
Periodo della Seconda guerra mondiale e post-liberazione (1939-1944) Nel 1940 fu realizzato il film Ecco la radio!, diretto da Giacomo Gentilomo e prodotto dall'EIAR, con l'intento di rappresentare cinematograficamente una giornata-tipo della radio pubblica italiana. Il film segue simbolicamente l'intera programmazione quotidiana dell'EIAR, partendo dal giornale radio del mattino, passando per rubriche come la ginnastica da camera, i consigli per la casa, le trasmissioni scolastiche e le trasmissioni musicali, fino alla sera. La pellicola si chiude con un ampio quadro corale che vede coinvolti cantanti, orchestrali e speaker, tra cui il Trio Lescano che interpreta il brano Oh! Ma-ma!.
Il 23 giugno, a seguito dell’ingresso dell’Italia nella seconda guerra mondiale, l’EIAR unificò le trasmissioni radiofoniche su tutto il territorio nazionale. La programmazione fu centralizzata e indirizzata principalmente verso tre ambiti: informazione e commento, intrattenimento e propaganda. Il Giornale Radio aumentò le sue edizioni quotidiane da sei a otto e, alle ore 13, veniva trasmesso il bollettino del Quartier Generale delle Forze Armate. Inoltre, le trasmissioni vennero anticipate nella chiusura alle 22, la musica da ballo fu eliminata e la programmazione musicale leggera fortemente ridotta. Il 14 giugno 1942, l'EIAR ripristinò la programmazione separata in due canali durante l'orario serale, denominati "Programma A" e "Programma B". Questa decisione segnò un ritorno alla diversificazione dell'offerta radiofonica, interrotta nel 1940 con l'unificazione delle trasmissioni a seguito dell'ingresso dell'Italia nella seconda guerra mondiale. La ripresa della programmazione su due canali consentì una maggiore varietà di contenuti, rispondendo alle esigenze di un pubblico più ampio.
In questo periodo alcune canzoni ebbero come oggetto le trasmissioni dell'EIAR, contenendo precisi riferimenti a personaggi e programmi radiofonici dell'epoca. Tra queste si ricordano:
"L'uccellino della radio" (1940), composta da Gino Filippini con testo di Angelo Nizza e Riccardo Morbelli, interpretata da Silvana Fioresi, si ispira al celebre segnale acustico utilizzato dall'EIAR per indicare le pause tra le trasmissioni, noto come Uccellino della radio. "Quando la radio canta" (1940), composta da Nando Prato e Riccardo Morbelli, interpretata da Alberto Rabagliati, celebra il ruolo della radio come mezzo di intrattenimento e diffusione musicale, riflettendo l'importanza dell'EIAR nella vita quotidiana degli italiani. "La famiglia canterina" (1941), scritta da Bixio Cherubini e Cesare Andrea Bixio, interpretata dal Trio Lescano e da Ernesto Bonino, menziona esplicitamente direttori d'orchestra e cantanti dell'EIAR, come Cinico Angelini e Pippo Barzizza, offrendo un ritratto ironico e affettuoso dell'ambiente musicale radiofonico dell'epoca.
Dopo il Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943 e la conseguente occupazione militare tedesca e divisione territoriale, le sedi locali dell'EIAR continuarono a operare autonomamente. Le stazioni radio di Palermo, Napoli e Bari furono poste sotto il controllo del Psychological Warfare Branch degli Alleati, che ne gestì le trasmissioni con finalità di propaganda e informazione nelle zone liberate. La stazione radio di Roma, invece, fu chiusa poco dopo la liberazione della città nel giugno 1944. Con il Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 457 del 26 ottobre 1944, l'ente riprese ufficialmente le attività nell'Italia liberata assumendo la nuova denominazione di Radio Audizioni Italiane (RAI).
La trasformazione in Rai (1945) Il 26 ottobre 1944, con il decreto legislativo luogotenenziale n. 371, il governo del Regno del Sud decretò la soppressione dell’EIAR e la nascita della RAI – Radio Audizioni Italiane, con sede a Roma e sotto la vigilanza del Ministero delle poste e delle telecomunicazioni. La trasformazione divenne effettiva nel corso del 1945, segnando l’inizio del servizio pubblico radiotelevisivo italiano in una nuova veste democratica e post-fascista.
Tavole riassuntive sugli impianti
La rete EIAR, al massimo della sua estensione, contava i seguenti impiantiSe non specificato altrimenti i dati provengono da :
+Onde medieNominativodella stazioneAttivazioneFrequenza(kHz)Onda(m)Potenza(kW)Ancona15 luglio 19381348222,61Bari I6 settembre 19321059283,320Bari II26 ottobre 19351357221,11Bologna I9 agosto 1936986304,350Bologna II28 ottobre 19400,25Bolzano12 luglio 1928536559,710Cerviagennaio 194225Catania27 novembre 1938565531,03Firenze I21 aprile 1932610491,8100Firenze II28 ottobre 19371140263,210Firenze III28 aprile 19401258238,51Genova I28 ottobre 19281140263,210Genova II28 ottobre 19371357221,15L'Aquila28 ottobre 19401Milano I8 dicembre 1925814368,650Milano II30 ottobre 19321357221,15Milano III1º aprile 19381429210,05Napoli I14 novembre 19261303230,210Napoli II4 novembre 19371429210,01Padova10 giugno 19391348222,60,25Palermo14 giugno 1931565531,03Roma I6 ottobre 1924713420,8100Roma II18 marzo 19341222245,560Roma III28 ottobre 19371357221,11Sanremo28 ottobre 19391348222,65Torino I11 febbraio 19291140263,230Torino II17 dicembre 19331357221,15Torino III28 ottobre 19381429210,05Trieste28 ottobre 19311140263,210Tripoli12 novembre 19381104271,750Venezia28 ottobre 19391492201,15Verona28 ottobre 19391429210,01Zaraaprile 1942Spalato5 maggio 1941Lubiana28 aprile 19415 (?)
La potenza totale all'antenna impiegata era pari a 588,5 kW.
+Onde corteSededella stazioneNominativoFrequenza(kHz)Onda(m)Potenza(kW)Addis AbebaABA965031,091Roma2 RO 3963031,151002 RO 41181025,401002 RO 61530019,61502 RO 81782016,84502 RO 9967031,02252 RO 151176025,5125
Quando cambiava la stazione di origine delle trasmissioni (operazione detta "inversione") veniva messo in onda il cosiddetto uccellino della radio.
Innovazioni tecnologiche e infrastrutture L’EIAR svolse un ruolo cruciale nello sviluppo delle infrastrutture e delle tecnologie radiofoniche in Italia durante gli anni Trenta e Quaranta. Seguendo il piano di espansione previsto dal Regio Decreto n.2207/1927, l’EIAR ampliò significativamente la sua rete di trasmissione costruendo nuove stazioni radio in diverse città strategiche, tra cui Trieste, Palermo, Bari, Firenze, Milano, Genova, Bolzano e Roma.