Il Trio Lescano è stato un gruppo vocale femminile in lingua italiana, in attività dal 1936 al 1943 e formato dalle sorelle di origine ungaro-olandese Quest'ultima nel 1946 lasciò il gruppo e fu sostituita dalla cantante italiana Maria Bria (Torino, 28 marzo 1925 – Torino, 19 giugno 2026).
Il nome Lescano è l'italianizzazione del cognome delle tre sorelle. Sebbene fossero nate nei Paesi Bassi e parlanti native della lingua olandese, le tre sorelle erano cittadine ungheresi iure sanguinis. Mantennero la cittadinanza ungherese sino alla naturalizzazione italiana, avvenuta nel 1942.
Storia La famiglia Le tre sorelle Leschan erano figlie di August Alexander (1877-1945), acrobata trapezista ungherese nato nel 1877 a Budapest, e di Eva de Leeuwe (1892-1984), cantante d'operetta, ebrea olandese, nata ad Amsterdam. Molti parenti di Eva erano musicisti: il nonno materno Machiel Vreeland (1838-?), il padre David De Leeuwe (1854-1940), violinista, ed anche tre fratelli, pianisti.
Alexander (sposato in prime nozze nel 1901 con Helena Libot, 1879-1908, acrobata, figlia del proprietario e direttore del Cirque Libot, François Jean Libot, dalla quale ebbe le figlie Marie Françoise, 1898-1987, e Diane, 1901-1995: di cui s’ignorano i rapporti con le sorellastre) contrasse matrimonio con Eva il 7 luglio 1910 ad Amsterdam. Cantante, in quell’epoca anche Eva lavorava negli spettacoli del circo: forse eseguendo arie d’operetta in coppia con la sorella Rebecca nell’intervallo tra i vari numeri.
Il periodo circense e il debutto nella danza
A causa di un incidente occorsogli durante un numero, Alexander rimase invalido e dovendo lasciare il trapezismo continuò a lavorare nel circo con successo come clown e presentatore. Nel 1924, durante una tournée in Algeria, nacque Alexander jr., l’unico figlio maschio della coppia, il quale tuttavia morì appena nove mesi dopoMedardo Vincenzi, Intervista ad Alessandra Lescano (febbraio 1985); reperibile http://www.trio-lescano.it/pdf/Medardo_Vincenzi,_Intervista_ad_Alessandra_Lescano.pdf. Questa disgrazia causò un allontanamento tra i coniugi, o forse contribuì a intensificare i dissapori già presenti tra loro: cosicché nel 1926, mentre Eva e le figlie risultano domiciliate a L’Aja, nulla si sa di Alexander, che l’anno seguente appare tornato in Ungheria.All’epoca, Alexander aveva probabilmente già ottenuto il divorzio dalla moglie. [v. Medardo Vincenzi, cit.]. L’informazione che egli non risulta più residente nei Paesi Bassi, perché tornato in Ungheria è contenuta in un documento datato Amsterdam, 13 settembre 1927 e la dobbiamo a Giacomo Branca
Nella città olandese, con ogni probabilità, Alexandrina e Judik vennero avviate alla danza studiando nella scuola di Louise Bouwmeester. In alcune interviste rilasciate negli anni Ottanta, Alessandra affermò d’avere studiato danza classica a Parigi (forse presso Vera Trefilova, 1875-1943, maestra della sua amica e collega Riemke van der Voort, 1911-89), e asserì altresì d’essere stata, a sedici anni, «prima ballerina nei teatri dell’opera di Amsterdam, Rotterdam e L’Aja»: ciò che, come altre sue affermazioni in merito e riguardanti anche altri aspetti della loro carriera e della loro vita, alla luce delle informazioni di cui oggi si dispone appare destituito di fondamento.
Con il Ballet Dickson (1928-1930) Verso la fine del 1928 Alexandrina e Judik, coi nomi d’arte di Sally e Jetje Sandro (il patronimico artistico del loro padre, come clown, era August Sandro) entrarono a far parte della troupe di danze acrobatiche "Ballet Dickson" di Simon Dekker-Dickson (1892-1945), assieme ad Eva, collaboratrice delle dieci ragazze e aiuto-coreografa. Mentre la piccola Catharina restò a L'Aia a studiare in collegio, lasciata in custodia presso la zia e madrina Matje II de Leeuwe (1885-1968), Alexandrina, Judik ed Eva seguirono il Ballet Dickson in una tournée in Argentina (aprile-maggio 1929) e quindi in Spagna; le due ragazze si esibirono in coppia, ma più volte Alexandrina con Riemke van der Voort, e Judik da sola.
The Sunday Girls (1930-1933)
Il 1º agosto 1930, al ristorante Lido nei Jardines del Buen Retiro di Madrid, avvenne il debutto di "The Sundays Girls", un complesso di danze acrobatiche formato da otto ragazze: Sally, Jetje, Riemke, Sjaan Valk, Jopie Hoekman, Greet Schenke, Jopie Hijdewijk ed Engeltje Stobbe (che in casi particolari si allargava a dieci ed anche a dodici elementi), la cui vedette restava la bravissima Jetje-Judik. Benché allora la troupe rientrasse ancora nella compagnia del Gran Ballet Dickson, suo manager era il torinese Enrico Portino (Torino, 1881 - Roma, 1936), ex squadrista e giornalista, nuovo compagno di Eva, che questa aveva conosciuto probabilmente nel marzo 1929, a bordo della motonave “Conte Verde” diretta a Buenos Aires col Ballet Dickson.
"The Sundays Girls" si esibirono dapprima a Madrid e Barcellona, e lasciando i Ballet Dickson verso la primavera del 1931 si associarono alla compagnia di Harry Flemming (1901-?: elegante e avventuroso ballerino nero nato a New York e cresciuto in Germania, uno dei primi a promuovere in Europa il tip-tap e certe danze latino-americane), in una tournée europea attraverso Francia, Germania, Svizzera, Spagna, Portogallo e Paesi Bassi.
The Sunday Sisters (1933-1935)
Dopo altre esibizioni del gruppo, soprattutto in Spagna, e in genere in associazione con alcune delle principali vedettes locali, alla fine del 1932 la formazione di Eva e Portino partì per una tournée in Medio Oriente, toccando sicuramente l’Egitto. Qui, forse, anche a causa della defezione di alcune danzatrici, essi concepirono l’idea di restringere il complesso alle sole Jetje e Sally, col nuovo nome di The Sunday Sisters; esso fu attivo a partire dalla metà del 1933, anche se è provato che qualche ragazza del vecchio gruppo continuò a esibirsi con loro.
The Sundays Girls si produssero in Siria e nel Libano; nell’autunno-inverno 1933 furono in GreciaReca la data dell’11 novembre 1933, e l’intestazione da Atene, il Contrat d’Engagement - forse una bozza, perché non firmato - redatto dall’impresario Enrico Portino per Aristides Vasilewski, proprietario del Music Hall Cabaret Hollywood di Atene: dove viene citato il «Trio Sunday Girls» [sic], trio de dances, a cui spetterebbe una paga di 800 dracme giornaliere. [Fondo Portino], proseguendo la loro tournée in altri paesi d’Europa. Nel 1935, dopo le esibizioni in Polonia«Ricordo che nel 1935 approdammo da Varsavia a Torino, città nella quale ci trovammo subito benissimo», così Alessandra nell’intervista a Vito Orlando, Tre sorelle venute dai Paesi Bassi: un trio entrato nella leggenda, ne “La Gazzetta di Parma”, 12 agosto 1981. Leggilo in AdD, Le quattro interviste rilasciate da Sandra Lescano 1981-85, forse anche per le precarie condizioni di salute di Portino, decisero di cessare temporaneamente l’attività e trasferirsi in Italia, a Torino.
A Torino. L'incontro con Prato e la nascita del Trio (1935-1936)
Giunte a Torino nel 1935, presero inizialmente alloggio con Portino in un appartamento in via Lanfranchi 24 (gli altri tre successivi furono: in piazza Vittorio Veneto 23, presumibilmente dal gennaio 1937, in via degli Artisti 26, dal 26 settembre 1940 circa al 1943, in via Cesare Battisti 3, nella pensione per artisti gestita dalla famiglia Martellacci, stabilmente dal 15 ottobre 1945 al giugno 1948 Alessandra e Giuditta, alla fine del 1952 circa Caterinetta); Eva e le due figlie, consce di non poter più intraprendere faticose tournée, e d’altra parte probabilmente ormai stanche di condurre quel tipo di vita, erano ansiose di tentare nuove vie per esprimersi artisticamente, e nel contempo sbarcare il lunario. Già negli spettacoli delle Sunday Sisters coreografie e numeri di danza erano spesso accompagnati col canto; fu dunque al canto che esse s’indirizzarono («Giunto in Italia, il Duo Lescano si esibì nei tabarin nei suoi numeri di danza» ebbe più tardi a ricordare Riccardo MorbelliRiccardo Morbelli, Incontri musicali: il Trio Lescano, testo della trasmissione radiofonica andata in onda dalle 13.27 alle 13.55 di mercoledì 13 settembre 1950 sulla stazione della Rete Rossa.).
Decisiva fu, appunto, la conoscenza, presso lo storico negozio di strumenti musicali Chiappo in piazza Vittorio Veneto angolo via Bonafous, del maestro Carlo Alberto Prato (Susa, 1909 - Torino, 1949), uno dei curatori dei programmi musicali della sede torinese dell’EIAR: il quale, udite cantare Alexandrine e Judik, e appreso dell’esistenza d’una terza sorella, Catharina, che studiava e viveva a L’Aja, suggerì ad Eva di portarla a Torino, impegnandosi a impartire alle tre ragazze lezioni di canto; il suo intento era di costituire un trio sull’esempio delle statunitensi Boswell Sisters, che proprio allora, dopo una carriera ultradecennale avevano sciolto il loro complesso artistico. Eva si recò nei Paesi Bassi e tornò con Catharina, la cui voce, dal timbro sopranile, era la più alta e gradevole.
Nonostante i musicisti presenti in famiglia, le sorelle Leschan avevano solo vaghissime cognizioni musicali (a differenza delle Boswell Sisters, che erano delle musiciste fatte e finite) e non sapevano (né mai seppero) leggere la musica sul pentagramma. Dopo qualche mese d’intensissime lezioni (della durata quotidiana di otto-dieci ore, e talvolta anche di più, domeniche incluse, com’è riportato anche da altri testimoni oltre alle dirette interessate), Prato riuscì a produrre il miracolo: individuando di ciascuna la giusta tonalità di voce e insegnando loro il canto armonizzato, al punto tale che - l’affermazione è del maestro Cinico AngeliniToh! Chi si risente, interviste di Carlo Loffredo a personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport: anno 1979, reperibile nel sito "Ricordando il Trio Lescano", AdD, Documenti sonori - esse appresero ad «auto-armonizzarsi», lasciando ammirato per la loro bravura il compositore Pietro MascagniMedardo Vincenzi, cit. L’aneddoto raccontato da Alessandra nell’85 era già stato ricordato da Caterinetta nell’intervista del 1956.
Il debutto all'EIAR (1936)
Per esibirsi le sorelle Leschan italianizzarono i nomi e il cognome: il loro divenne il "Trio Vocale Sorelle Lescano". Dopo alcune esibizioni pubbliche (la prima avvenne a Trieste e fu seguita da altre a Cortina, Stresa e SanremoQueste città sono ricordate da Alessandra in alcune sue interviste degli anni Ottanta), grazie anche all’interessamento di Riccardo Morbelli, futuro paroliere di tante loro canzoni, il trio esordì nell'ambito delle trasmissioni di musica leggera dell'EIAR programmate da Radio Torino, e venne messo sotto contratto dalla Parlophon, etichetta discografica allora distribuita dalla Cetra.
Il loro primo brano registrato, Guarany Guaranà, fu inciso il 22 febbraio 1936Adriano Mazzoletti, Il jazz in Italia. Dalle origini al dopoguerra; Laterza Editore, 1983, pp. 244-245; seconda edizione: Il jazz in Italia. Dalle origini alle grandi orchestre, EDT, 2004, pp. 333-334 con l’Orchestra della Canzone dell'EIAR diretta da Cinico Angelini, e pubblicato nel marzo dello stesso anno (GP 91913). Le Lescano incontrarono subito grande favore presso il pubblico: Topolino al mercato (GP 92055), Anna (GP 91976), e il Valzer della fisarmonica (GP 92064) si segnalano come i loro primi successi. Quell'anno stesso esse presero parte anche a varie esibizioni pubbliche, e lavorarono nella rivista Basta con le donne; Portino organizzò una loro breve tournée nel nord Italia, col concorso del Quartetto Jazz Prato, di cui allora faceva parte anche Giuseppe Funaro, nonché di un illusionista e un medium; poche settimane dopo, il 28 dicembre, questi però moriva improvvisamente a Roma.
I primi anni d'oro (1937-1938)