Il Periodo tardo dell'Egitto è la fase della storia egizia che comprende le dinastie che vanno dalla XXVI alla XXXI coprendo un arco di tempo dal 672 a.C. al 332 a.C. e susseguendosi quindi al Terzo periodo intermedio.Franco Cimmino, Dizionario delle dinastie faraoniche, pag. 470 Si tratta di un periodo in cui l'Egitto perde la sua autonomia a causa del susseguirsi di occupazioni del territorio da parte di diverse popolazioni straniere.
XXVI dinastia
Nel 671 a.C. gli Assiri invasero l'Egitto sotto la guida di Esarhaddon.Nicolas Grimal, Storia dell'antico Egitto, pag. 447 Nel 669 a.C. Taharqa ripiega verso il Sud portando Esarhaddon ad intervenire e perire nella battaglia che viene così interrotta. La guerra viene ripresa da Assurbanipal e porta alla fuga del faraone a Tebe. Gli Assiri ricevono l'omaggio dell'Alto Egitto ed in seguito al loro abbandono del territorio egizio, i sovrani del Delta stabiliscono contatti con Taharqa. Assurbanipal viene informato del complotto e così fa catturare, giustiziare e deportare i congiurati a Ninive.Nicolas Grimal, Storia dell'antico Egitto, pag. 448 L'Egitto si trova per la prima volta sotto un'occupazione straniera che si differenzia da quella precedente dei sovrani nubiani e quella anteriore libica, entrambe partecipi dello stesso orizzonte culturale.Sergio Donadoni, L'Egitto dall'epoca tarda al periodo tolemaico, pag. 20
Necao I, sovrano di Sais, viene graziato da Assurbanipal e affermato come re di Sais; suo figlio Psammetico viene fatto signore di Atribi. Un tentativo di riconquista dell'Egitto da parte di Tanutamani porta alla morte di Necho e alla repressione di Assurbanipal che invia una sua armata contro l'Egitto (664 a.C.) riprendendo Menfi e portando al saccheggio di Tebe.Nicolas Grimal, Storia dell'antico Egitto, pag. 448-450
Alla morte di Necao I, suo figlio Psammetico I viene riconosciuto dagli Assiri come l'unico re d'Egitto. Egli assume l'amministrazione del paese e, tramite alcune alleanze, riesce ad impadronirsi della Tebaide garantendosi la nomea di riunificatore del paese. Grazie a Psammetico si sviluppa l'immigrazione di popolazione greca che incentiva lo scambio di merci e di informazione storiche tra i due popoli. Questo processo viene però tenuto sotto controllo grazie alla campagna nazionalista del faraone.Nicolas Grimal, Storia dell'antico Egitto, pag. 451-453 La presenza nel territorio egizio di questi stranieri diventa un elemento fondamentale per lo sviluppo storico del paese: da un lato, grazie alle testimonianze greche, gli avvenimenti egiziani sono collegati ai casi della Grecia; dall'altro porta alla nascita dell'impostazione monetaria necessaria per pagare i mercenari greci.Sergio Donadoni, L'Egitto dall'epoca tarda al periodo tolemaico, pag. 21
Nel 653 Psammetico I scaccia le guarnigioni assire segnando l'effettiva riunificazione dell'Egitto. La sua dinastia inaugura una fase di intensa rinascita culturale: nell'arte, nell'architettura funeraria e nella letteratura si afferma un consapevole ritorno alle forme del Medio e dell'Antico Regno, fenomeno noto come arcaismo saita.Nicolas Grimal, Storia dell'antico Egitto, pag. 458
Necao II succede al padre nel 610 e viene ricordato per la flotta da lui costruita, capace di circumnavigare l'Africa, e per aver avviato lo scavo di un canale di collegamento tra il Nilo e il Mar Rosso.Nicolas Grimal, Storia dell'antico Egitto, pag. 461 Tenta di conquistare la Palestina riuscendo a conservare il controllo della Siria contesa con i Babilonesi.Nicolas Grimal, Storia dell'antico Egitto, pag. 459-460
Dopo che Nabucodonosor II si impadronisce di Gerusalemme, il nuovo faraone Psammetico II incoraggia la popolazione alla ribellione con conseguenze disastrose per il regno di Giuda.Nicolas Grimal, Storia dell'antico Egitto, pag. 462
Ad affrontare i problemi generati dalla rivolta di Sedecia tocca al figlio di Psammetico II, Aprie. L'esercito egizio, al contrario della flotta, non riesce a riscuotere buoni successi e il tentativo di soccorrere Sedecias termina con la caduta di Gerusalemme (587 a.C.). Questa sconfitta porta al formarsi di sommosse e guerre civili egiziane; il generale Amasis viene proclamato re e, appoggiato dalle forze nazionaliste del paese, ingaggia uno scontro vittorioso con Aprie, affiancato da soli mercenari.Nicolas Grimal, Storia dell'antico Egitto, pag. 463
Detentore del trono, Amasis si dedica all'integrazione dei popoli stranieri e soprattutto greci cercando di accrescere le proprie alleanze in vista della ricostruzione ad opera dei Persiani di un potente impero.Nicolas Grimal, Storia dell'antico Egitto, pag. 464 Il faraone arriva addirittura a promuovere l'istituzione di una polis greca entro i confini dell'Egitto e annette Cipro alla sfera d'influenza egiziana.Sergio Donadoni, L'Egitto dall'epoca tarda al periodo tolemaico, pag. 23 Verso il 568 a.C. Nabucodonosor invade l'Egitto. Tuttavia gli eserciti di Amasis sconfiggono i Babilonesi (sebbene l'autore non abbia elaborato i particolari e non ci siano noti resoconti dettagliati di questa invasione,Alan B. Lloyd, "The Late Period" in The Oxford History of Ancient Egypt (cur. da Ian Shaw), Oxford University Press, 2002, pp. 381-82 Erodoto riporta che questo faraone ebbe un regno lungo e fiorente).Erodoto, II, 177, 1.
Nel 526 a.C. muore Amasis, Cambise II marcia con il suo esercito sull'Egitto annientandone i tentativi di difesa grazie anche a stratagemmi legati alle credenze egizie e alla mal riposta fiducia dei faraoni nei confronti dei mercenari greci,Sergio Donadoni, L'Egitto dall'epoca tarda al periodo tolemaico, pag. 25 costringendo Psammetico III a ritirarsi a Menfi.Nicolas Grimal, Storia dell'antico Egitto, pag. 465
XXVII dinastia
Con la disfatta di Psammetico III l'Egitto perde gran parte dei suoi alleati. Cambise II trova appoggi militari e viene ben accolto nel paese adottando una titolatura completa.Nicolas Grimal, Storia dell'antico Egitto, pag. 468 Nel 522 a.C., al ritorno di Cambise II in Asia, l'Egitto viene affidato al satrapo Ariande, in seguito sospettato d'infedeltà e condannato a morte da Dario I.Nicolas Grimal, Storia dell'antico Egitto, pag. 471 Dario I riorganizzò l'amministrazione del paese, avviò lavori templari — tra cui l'ampliamento del tempio di Ibi nell'oasi di Kharga — e portò a termine il canale tra il Nilo e il Mar Rosso iniziato da Necao II.
A causa della sconfitta dell'esercito persiano da parte dei Greci (battaglia di Maratona), Dario concentra le sue attenzioni su altri fronti e la popolazione egiziana ne approfitta per ribellarsi. Serse I succede al trono d'Egitto e stronca la rivolta ma dopo la sua disfatta a Salamina contro l'esercito greco, una nuova sommossa coinvolge il territorio egiziano. Il regno di Serse fu più gravoso per la popolazione e coincise con l'interruzione delle registrazioni del toro sacro Api a Menfi.Nicolas Grimal, Storia dell'antico Egitto, pag. 472
Inaro, figlio di Psammetico, insorge costringendo Artaserse a dover fronteggiare una rivolta. Affiancate dai greci, le truppe di Inaro si impadroniscono di tutto il Basso Egitto ma trovano una battuta di arresto a Menfi.
Nel 424 a.C. ad Artaserse succede Dario II che si trova a fronteggiare i tentativi dei greci di far insorgere le popolazioni egiziane contro gli invasori persiani.Nicolas Grimal, Storia dell'antico Egitto, pag. 473
XXVIII dinastia
Amirteo si ribella nel 404 a.C. e alla morte di Dario II si fa incoronare faraone, espellendo i Persiani con l'aiuto di mercenari cretesi. Non si conosce il motivo della fine del regno di Amitreo e quindi la fine della XXVIII dinastia ma si pensa che Amirteos offese in qualche modo i dettami della legge, per cui al figlio fu negata la successione.
XXIX dinastia
La XXIX dinastia inizia con la proclamazione a faraone di Neferite I nel 399 a.C. e si caratterizza per il tentativo dei faraoni di mantenere una certa indipendenza dalla Persia. Per far ciò l'Egitto si allea con Sparta mettendo a sua disposizione l'esercito e la flotta egiziana.
Alla morte di Neferite il potere viene conteso da due fazioni. Hakor sale al trono e si trova a fronteggiare un tentativo di conquista da parte dell'esercito persiano in tregua con Sparta. Il faraone trova un alleato in Evagora I, re di Cipro, e ferma l'avanzata persiana che sposta così le sue attenzioni su Salamina. Evagora chiede aiuto ad Hakor che però giudica persa la causa dell'alleato ed è quindi costretto a chiedere una pace. Hakor riuscì tuttavia a respingere nel 385 a.C. una potente invasione persiana con l'aiuto di mercenari greci agli ordini del generale Cabria.Nicolas Grimal, Storia dell'antico Egitto, pag. 474-477
XXX dinastia
Il figlio di Hakor, Neferite II, dopo aver sostituito il padre viene detronizzato da Nectanebo I che dà il via alla XXX dinastia. I persiani erano ormai sul punto di conquistare l'Egitto e nel 373 a.C. le loro forze si uniscono a quelle greche per dare il via ad un'avanzata. L'esercito si spinge fino a Menfi dove a causa delle diffidenze tra le truppe alleate, l'esercito del faraone riesce a riorganizzarsi e a sconfiggere gli invasori.Nicolas Grimal, Storia dell'antico Egitto, pag. 478
Dal 365 a.C. il trono dell'Egitto passa a Teos che, dopo aver imposto pesanti provvedimenti fiscali, cerca di conquistare la Siria-Palestina grazie allo sfruttamento di mercenari greci. Il malcontento scaturito dall'aumento delle imposte incoraggia un colpo di Stato che porta Nectanebo II al trono; Teos, abbandonato dalle truppe, è costretto a rifugiarsi alla corte achemenide.Nicolas Grimal, Storia dell'antico Egitto, pag. 479-480
Nectanebo II seppe resistere a un ulteriore tentativo di invasione persiana nel 351 a.C. e promosse un esteso programma di costruzioni templari e il potenziamento dei culti degli animali sacri — in particolare il toro Api e il toro Buchis — in ogni parte dell'Egitto. L'Egitto torna tuttavia ad essere il bersaglio dell'espansione persiana. L'avanzata di Artaserse III costringe il faraone a ritirarsi a Menfi ed in seguito a fuggire al Sud. Si instaura così un'egemonia persiana.Nicolas Grimal, Storia dell'antico Egitto, pag. 481
XXXI dinastia
La XXXI dinastia corrisponde alla seconda dominazione persiana. La dominazione persiana durò meno di un decennio: nel 332 a.C. Alessandro Magno conquistò l'Egitto senza incontrare resistenza significativa — la popolazione lo accolse come liberatore — aprendo la fase ellenistica con la fondazione di Alessandria e il successivo regno dei Tolemei.
Note
Bibliografia
Voci correlate Storia dell'antico Egitto
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