Carmen è una novella di Prosper Mérimée, pubblicata nel 1845, da cui è tratta l'omonima opera di Georges Bizet.
Trama Mérimée racconta i fatti in prima persona e col suo nome reale, specificando che sono realmente accaduti durante un suo viaggio in Spagna nel 1830. Durante una sosta a Malaga, l'autore viene incuriosito da un uomo dall'aspetto minaccioso; la sua guida lo mette in guardia, poiché ha riconosciuto Don José Navarro, noto omicida in latitanza. Nonostante questo, i due finiscono per fare amicizia e alloggiano nella stessa locanda. La guida decide di denunciare Navarro, ma durante la notte Mérimée lo avverte del pericolo, consentendogli di scappare.
Giunto a Cordova Mérimée incontra Carmen, una fascinosa zingara che gli predice la sorte. Improvvisamente riappare Don José, il quale, nonostante le proteste di Carmen, trascina via l'autore. Il criminale rifiuta di spiegargli perché, e scappa nuovamente. Qualche mese dopo Mérimée viene a sapere che Don José è stato catturato e verrà giustiziato il giorno successivo; va dunque a fargli visita in carcere, dove l'uomo gli racconta la sua vita.
Il vero nome di Don José è José Lizarrabengoa: dopo aver ucciso un uomo per futili motivi, egli è stato costretto a scappare e a cambiare nome. Giunto a Siviglia, si unisce a un plotone di "dragoni", soldati con funzioni di polizia. Un giorno Don José incontra Carmen, che lavora nella fabbrica di sigari da lui presidiata: Don José è costretto ad arrestarla, poiché la donna ha ferito una collega durante un litigio; Carmen però usa le sue arti seduttive per convincerlo a lasciarla libera. Don José viene quindi condannato a un mese di prigione per insubordinazione.
Uscito di prigione, Don José ritrova Carmen e i due intrattengono una breve relazione; poco tempo dopo lui viene colto dal sospetto che lei lo tradisca con un giovane tenente e, al colmo della gelosia, lo uccide; è così costretto a fuggire e unirsi alla banda di fuorilegge di cui fa parte la stessa Carmen. Durante la permanenza all'interno della banda, Don José scopre che Carmen è in realtà sposata con uno dei membri, e uccide anche quest'ultimo. Carmen però si innamora di Lucas, un giovane picador: abbandona perciò sia José che i suoi compagni fuorilegge e va a vivere con lui.
Don José ritrova Carmen e la supplica di emigrare con lui in America, ma la zingara rifiuta affermando di sapere che lui è destinato ad ucciderla, e di voler rimanere libera fino all'ultimo. Comprendendo di averla persa per sempre, José la pugnala per poi costituirsi ed essere condannato a morte per tutti i delitti compiuti.
Al termine del resoconto, Mérimée descrive gli usi e costumi degli zingari che ha avuto modo di osservare durante il viaggio.
Differenze rispetto all'opera L'opera di Bizet è basata sulla terza parte del racconto di Mérimée, ma ne tralascia molti elementi, ad esempio la parte che riguarda il marito di Carmen. Alcuni ruoli minori sono approfonditi, soprattutto quello di Lucas, che viene ribattezzato Escamillo e promosso a matador. Molte delle parti femminili dell'opera non trovano riscontro nel racconto, in particolare quella di Micaela.
Edizioni italiane Prosper Mérimée, Colomba-Carmen, trad. di Fabio Ara, Milano, Mondadori, 1969. Prosper Mérimée, Carmen - Colomba, trad. M. Cavagna, Milano, Frassinelli, 1996.
Bibliografia Carmen in English (1903 translation), accessed Nov. 16, 2006 Brown, William Edward (1986). A History of Russian Literature of the Romantic Period, Volume 3. Ardis. p. 238. ISBN 0882339389.(google books). Mérimée, Prosper (1973). Les Âmes du Purgatoire, Carmen. Paris: Garnier Flammarion. Mérimée, Prosper (1846). Carmen. Paris: Michel Lévy. Henri Martineau, editor. Mérimée, Prosper (1951). Romans et Nouvelles. Paris: Bibliothèque de la Pléiade. p. 814. Cited by Decottignies. Robinson, Peter (1992). Mérimée's Carmen. In McClary, Susan. Georges Bizet, Carmen. Cambridge University Press. p. 1. ISBN 0-521-39897-5.(google books).
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