La Nouvelle Histoire ('nuova storia') è una corrente di pensiero storico che mira all'ampliamento dell'orizzonte di osservazione dello storico mediante la scoperta di nuovi oggetti e lo studio delle scienze sociali, ricorrendo a metodi quantitativi sempre più sofisticati. Essa fu espressa dalla École des Annales: si tratta di quello che, probabilmente, è il più importante gruppo di storici francesi del XX secolo, che divenne celebre per aver introdotto tali rilevanti innovazioni metodologiche nella storiografia.

Storia Il nome del gruppo - che viene di solito indicato semplicemente come Les Annales - deriva dalla rivista Annales d'histoire économique et sociale fondata nel 1929 da Marc Bloch e Lucien Febvre, tuttora esistente e dal 1994 pubblicata con il titolo di Annales. Histoire. Sciences sociales.

A Febvre e Bloch si aggiunse il belga Henri Pirenne, studioso di storia economica, che propugnava l'analisi storica comparata, ovvero una disciplina che mette a confronto diversi aspetti della storia. L'espressione Nuova Storia viene utilizzata per la prima volta da Henri BerrH.Berr, Revenue de synthèse historique, t.50, pag 19. nel 1930, in cui l'aggettivo “Nuova” fa riferimento al movimento statunitense della New History del 1912.

L'elemento di iniziale novità nell'approccio di Marc Bloch e Lucien Febvre fu il coinvolgimento nello studio della storia di altre disciplineDi Stefano, Rossella, La storia contemporanea nelle "Annales", Memoria e ricerca : rivista di storia contemporanea. Fascicolo 12, 2003 (Cesena (Forlì) : Roma : [poi] Milano : Società Editrice Ponte Vecchio ; Carocci ; Franco Angeli, 2003)., dalla geografia alla sociologia. Nei primi anni di lavoro presso l'Università di Strasburgo collaborarono strettamente con studiosi di altre scienze sociali e ne acquisirono parte dei metodi.

Dopo la seconda guerra mondiale la corrente di studio ottenne un riconoscimento istituzionale con l'assegnazione della 6º sezione della École pratique des hautes études di Parigi (dal 1975 École des Hautes Études en Sciences Sociales) che Lucien Febvre diresse fino alla morte, avvenuta nel 1956. Il suo successore fu Fernand Braudel. Negli anni successivi divenne una delle più influenti correnti di studio della storia. La terza e attuale generazione è rappresentata da Jacques Le Goff (morto nel 2014), Pierre Nora e Michel Vovelle (morto nel 2018).

Metodologia Questa corrente pone la storia tra le Scienze sociali (nuovo campo del sapere emerso nei primi anni del ‘900) sulla base di due elementi fondamentali: il suo rinnovamento integrale e il radicamento in tradizioni antiche e solide. Numerose scienze si sono modernizzate in questo particolare settore senza che tutto il loro contenuto ne venisse modificato. La geografia è stata una delle prime, grazie allo sviluppo della Geografia Umana promossa da Albert Demangeon e Jules Sion. La geografia intesa come “scienza dell'uomo” ha influenzato il pensiero di alcuni maestri della nuova storiografia in particolare Lucien FebvreL.Febvre: Deux amis géographes, in «Annales d'histoire sociale», III, 1941., Marc Bloch e Fernand Braudel. Lo stesso Febvre sottolineò la particolare associazione tra geografia umana e nuova storia.

Per la Nuova Storia assume grande importanza anche la cartografia. Con essa non facciamo riferimento alle carte topografiche e illustrative, ma a carte di ricerca e spiegazione con lo scopo di cogliere la durata iscritta nello spazio e di formulare ipotesi esplicative suggerite dalle correlazioni tra fenomeni che fanno riferimento ad aree sovrapposte e discordanti. La Nuova Storia non si è limitata ad aprire a nuovi orizzonti e nuovi indirizzi, ma si è proclamata Storia Globale, rivendicando il rinnovamento di tutto il settore storiografico. Ha allargato il campo della documentazione storica: scritti di ogni genere, documenti figurativi, reperti archeologici, documenti orali, fotografie, utensili di vario tipo sono per la Nuova Storia tutti documenti di prim'ordine.

Un altro elemento innovativo apportato da questa corrente è lo spostamento dell'attenzione dallo studio della storia degli "eventi" (histoire événementielle) a favore dello studio della storia delle strutture: «la scuola francese, specialmente quella fiorita all’ombra dell’Università degli studi di Strasburgo con Marc Bloch e Lucien Febvre, che, dando vita, nel 1929, alla prestigiosa rivista «Annales d’histoire économique et sociale», hanno realizzato una rivoluzione copernicana nel campo degli studi storici, i cui effetti sono ancora oggi visibili.

Da quel momento è iniziata quella che Jacques Le Goff ha chiamato «la nouvelle histoire», attenta alle psicologie collettive, alla sensibilità e alla mentalità religiosa, agli uomini comuni e alla vita quotidiana. In questa maniera, venivano recuperati alcuni soggetti, come le donne, i contadini e i poveri: i "marginali", perché rimasti ai margini della grande storia. In passato, essi non erano stati degni dell'attenzione dalla storiografia tradizionale, e perciò da essa sic et simpliciter trascurati. Con il recupero dei nuovi soggetti storici, è stata ridimensionata la concezione eroica della storia, di sallustiana memoria, e si è registrata un’attenzione non solo alla qualità – uomini ed eventi considerati “eccezionali” – ma anche e soprattutto alla quantità – gli uomini comuni, la gente semplice, il popolo “minuto”, i reietti, “i vermi della terra”, gli “avanzi della storia”»Viscardi, Giuseppe Maria, Dalla storia della pietà alla storia sociale e religiosa: l'itinerario culturale di Gabriele De Rosa, Ricerche di storia sociale e religiosa. A. XXXVI, numero 72 - Nuova serie - Luglio-Dicembre, 2007, Roma : Edizioni di storia e letteratura, 2007, pp. 196-197..

La rivista delle Annales La tradizione che sta dietro alla Nuova Storia risiede nelle Annales d’histoire économique et sociale, rivista internazionale fondata nel 1929 da Marc BlochM.Bloch: Apologie pour l'histoire ou métier d'historien e Lucien FebvreL.Febvre: Combats pour l'Histoire..

Scopo di questa rivista fu quello di liberare la storia dalla miopia connessa alla sua natura disciplinare. Inoltre, attraverso essa si desiderò affermare due direzioni innovatrici espresse dai due aggettivi che componevano il titolo della rivista: economica e sociale. Con l'aggettivo “economica” si cercava di ampliare il campo relativo agli studi economici quasi completamente trascurato dalla storia tradizionale; mentre l'uso dell'aggettivo “sociale” era teso a superare gli sbarramenti che separavano la storia dalle scienze vicine a essa, in particolare dalla sociologia. Tra il 1924 e il 1939 la battaglia delle Annales si inasprì contro la storia politica: per gli annalisti questa è da un lato una storia-racconto e dall'altra una storia di avvenimenti, ovvero una storia “evenemenziale” .

In seguito alla seconda guerra mondiale, le Annales e gli storici che ruotavano intorno a essa impressero un'ulteriore spinta alla nuova storia. Dopo aver cambiato più volte nome a causa della guerra e dell'occupazione tedesca, dal 1946 la rivista portò un nuovo titolo indicante un ampliamento dei suoi orizzonti: “Annales. Economies – Sociètès – Civilisations”. Accanto ai tradizionali studi economici e sociali, si ha la comparsa del termine “civiltà” che racchiude in esso “il materiale e lo spirituale”. Marc BlochM.Bloch: Apologie pour l'histoire ou métier d'historien, cit., p. 96. nell'“Apologie pour l'histoire ou Mètier d'historien” giustifica l'uso del termine civiltà al plurale: "Abbiamo riconosciuto che, in una società, qualunque essa sia, tutto si lega e si condiziona vicendevolmente: la struttura politica e sociale, l'economia, le credenze, le manifestazioni più elementari come le più sottili della mentalità".

I maestri delle Annales conducono un'indagine sull'uso del termine civiltà, distaccandosi dall'uso che ne fa Arnold ToynbeeA.Toynbee: A study of History, 12 voll., Londra, 1934-1961 il quale fa una confusione di lessico e di pensiero assimilando abusivamente società e civiltà attraverso un metodo comparativo basato su numerosi anacronismi, il ricorso a metafore e una filosofica vitalità.

Obiettivo delle Annales è quello di far comprendere i problemi della storia: “dare una storia non automatica, bensì problematica”Face au vent manifeste des «Annales nouvelles», 1946 in Combats pour l'Histoire, cit. pag. 42.. A testimonianza di ciò grande importanza hanno le due opere dei fondatori: "La società feudale" di Marc Bloch incentrata sui modi di vivere e di pensare delle classi sociali, e della storia del potere e dei poteriM. Bloch: Le societé fèodale, Albin Michel, 1939; traduzione italiana: "La società feudale", Torino, Einaudi, 1949.; "Il problema dell'incredulità nel secolo XVI: la religione di Rabelais" di Lucian Febvre che si focalizza in particolar modo sul centro religioso che ha caratterizzato il XVI secoloL. Febvre: Il problema dell'incredulità nel XVI secolo: la religione di Rabelais, Torino, Einaudi, 1978.. Si parla di una nuova storia che cerca di aprirsi più ampiamente al mondo intero, fuori e contro ogni eurocentrismo.

Le origini della Nuova Storia La Nuova Storia può richiamarsi ad alcuni dei più grandi nomi della storiografia e della filosofia a partire dal XVIII secolo.

I due precursori che anticiparono - nella loro speculazione teorica - l'esigenza dei una nuova storia sono stati lo storico Michelet e l'economista francese Fraçois Simiand. Nell'introduzione alla Historie de FranceL'Histoire, Parigi, A. Collin, 1964, cit., pp.261-265. del 1869, Michelet aveva sottolineato ancora una volta il rifiuto di una storia politica, auspicando una storia totale e profonda attraverso il richiamo a due orientamenti essenziali per la nuova storia. Da un lato una storia materiale, annunciatrice della storia della cultura, capace di interessarsi al climaLe Roy Ladurie, Histoire du Climat depuis l'an mil, Parigi, Flammarion, 1967, all'alimentazioneJ.J.Hemardinquer: Pour une histoire de l'alimentation, Parigi, A.Collin, 1970; J.P.Aron: Essai sur la sensibilité alimentaire à Paris au XIX siècle, Parigi, A.Collin, 1967., alle condizioni fisiche degli individuiJ.Revel e J.P.Peter, Le corps: l'homme malade et son histoire in Faire de l'Histoire, cit., t.III;; dall'altro una storia spiritualeJ.Le Goff: Les mentalités, une histoire ambigue in Faire de l'Histoire, cit., t.III., ovvero una storia dei costumi.

Simiand, pur non essendo uno storico, ha avuto molti titoli di merito nei confronti della Nuova Storia. Nel memorabile articolo Méthode historique et science sociale, Simiand denunciò "tre idoli della tribù degli storici"F. Simiand: Méthod historique et science sociale in «Revue de synthèse historique», 1930.. L'idolo politico, inteso come lo studio dominante della storia politica, dei fatti politici, delle guerre, ecc., che porta ad attribuire a questi avvenimenti un'importanza esagerata; L'idolo individuale, vale a dire il concepire la storia come storia di individui e non come studio dei fatti; L'idolo cronologico, ovvero l'abitudine di perdersi in studi sulle origini, in indagini su varietà particolari. Eliminare la storia politica fu l'obiettivo primario delle "Annales" e resta primario anche per la Nuova Storia. Altro obiettivo fondamentale è quello di sbarazzarsi della storia dei grandi uomini conferendo un nuovo statuto scientifico alla biografia. Un ultimo grande compito è quello di rivedere le abitudini cronologiche degli storici, compito affrontato molto timidamente. Dunque, la Nuova Storia deve orientarsi verso una presa in considerazione della molteplicità dei tempi storici e dell'elaborazione di regole precise della lunga durata.

La Nuova Storia oggi La ricerca storica deve tener conto dei nuovi metodi, dei nuovi problemi e dei nuovi sviluppi. In Faire de l'histoireJ.Nora, J.Le Goff: Faire de l'histoire, 3 voll., Parigi, Gallimard, 1974, la nuova storia, è stata definita sulla base di questi aspetti e delle nuove prospettive.