Lisbon Story è un film del 1994 diretto da Wim Wenders.

Commissionato dalla città come un semplice documentario su Lisbona, il regista durante le riprese decide di trasformarlo in un film.

È stato presentato nella sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes 1995.

Lisbon Story è stato dedicato a Federico Fellini,Come anche appare nella scena iniziale del film. scomparso nel 1993.

Trama Philip Winter, un tecnico del suono tedesco, a seguito di una lettera pervenutagli da Lisbona, vi si reca per registrare l'audio di un film che sta girando un suo amico regista Friedrich Munro, apparso nel precedente film di Wenders Lo stato delle cose.Nell'epilogo, l'uomo sembrava cadere sotto i colpi dei killer americani. Questi fa uso di una vetusta cinepresa a manovella con la pellicola in bianco e nero, come ai tempi del cinema muto. Giunto avventurosamente nella capitale portoghese, Phillip trova la casa del regista disabitata e ad attenderlo alcuni ragazzini patiti della videocamera. Tra i suoni di Lisbona, il gioco con i giovanissimi e l'innamoramento con la cantante Teresa del gruppo folk dei Madredeus, Philip crea i suoni per il girato di Friedrich, nell'attesa di avere notizie. Degli indizi lasciati da Ricardo, una giovane conoscenza del regista, lo porteranno all'incontro con il suo amico il quale incredibilmente gli domanda il motivo della sua presenza a Lisbona. Munro gli spiega di aver abbandonato da tempo il progetto poiché non crede più nel valore del cinema, ritenendo non si possa realizzare alcunché di valido, preferendo così vagabondare filmando immagini da una telecamera appesa dietro la spalla, lasciando solo alla realtà e ai futuri spettatori il compito di interpretare la "vita" sotto gli occhi dell'apparecchio. Philip tuttavia, grazie a un messaggio lasciato proprio in una delle telecamere, lo indurrà a ricominciare le riprese che aveva interrotto, facendogli capire che le immagini abbiano ancora qualcosa da raccontare.

La poesia di Pessoa Il protagonista Philip Winter legge di tanto in tanto Poesie Esoteriche del poeta portoghese Fernando Pessoa. Wenders sul film

Omaggi cinematografici Wenders onora il vecchio maestro del cinema d'autore europeo, Manoel de Oliveira, con un cameo; al termine della sequenza Oliveira si allontana scherzosamente imitando la buffa camminata di Chaplin. Ai cineoperatori delle origini del cinema (un omaggio all'anniversario dei cent'anni) alludono le pellicole mute, di un bianco e nero che vira sul color seppia, girate con passo diverso da Friedrich con la sua vecchia cinepresa. A Federico Fellini sono dedicate l'inquadratura iniziale, e quella finale; e “Federico” è il nome del protagonista del film, un protagonista misterioso che vedremo solo alla fine. Un sottile richiamo è evidente anche ai propri film definiti "Trilogia della strada": l'ingegnere del suono in Lisbon Story, Philip Winter, ha lo stesso nome ed è interpretato dallo stesso attore (Rüdiger Vogler) del protagonista di Alice nelle città (1974), sebbene il personaggio Phil Winter fosse uno scrittore nel primo film. Il nome Winter è ripetuto in Nel corso del tempo (1976), interpretato anch'esso da Vogler, anche se là il suo nome completo è Bruno Winter ed è un meccanico di apparecchiature di proiezione. Anche Lo stato delle cose fu girato a Lisbona nel 1981. Patrick Bauchau interpreta di nuovo il regista, e il suo nome ("Monroe") allude a quello di "Munro". La musica La musica ha un ruolo di protagonista e il film è fortemente segnato dall'incontro fra il regista e il gruppo musicale Madredeus (anche se non è l'unica presenza musicale in quanto Jürgen Kniepe, già collaboratore del regista nei precedenti lavori, è autore del tema dell'arrivo di Winter a Lisbona e del commento musicale alla scena dell'incontro con Friedrich). Racconta Wenders: "...La città di certo aveva ispirato il gruppo e la loro musica, ora la loro musica ci aiutava ad entrare nella città e a trovare la nostra strada all'interno della storia. Non ho mai fatto un film prima di questo che fosse così tanto ispirato dalla musica sin dall'inizio."Giuseppe Gariazzo, Roberto Lasagna e Saverio Zumbo, Wenders story. Il cinema, il mito, pp. 118-130 Le canzoni dell'album Ainda che si ascoltano nel film: Guitarra Ainda O Tejo Alfama A Cidade e os campos Milagre

I luoghi delle riprese Il film è stato girato quasi interamente a Lisbona, soprattutto nei quartieri storici come Alfama e nelle strade del centro storico. Altri luoghi riconoscibili sono Largo das Portas do Sol e Palácio dos Condes de Belmonte. Il film nacque come progetto commissionato alla città nell'ambito di “Lisbona Capitale Europea della Cultura 1994”, ma Wenders trasformò il documentario previsto in un'opera di finzione. Alcune sequenze furono girate anche a Francoforte, da cui parte il protagonista Philip Winter nel suo viaggio verso il Portogallo.

Le macchine del cinema

La moviola su cui lavora il protagonista Phillip Winter è una Prevost 35mm a due piatti presumibilmente degli anni '50 prodotta dalle Officine Prevost Milano. Si tratta di un modello di moviola orizzontale realizzata per la prima volta alla fine degli anni '20 dall'Ing. Attilio Prevost (1890-1954).

Note

Bibliografia

Marcelino Santos, "The Image of the City - Wim Wenders' Lisbon Story", City + Cinema: Essays on the Specificity of Location in Film, Datutop 29, 2007. Giuseppe Gariazzo, Roberto Lasagna e Saverio Zumbo, Wenders story. Il cinema, il mito, Alessandria, Falsopiano, 1997.

Collegamenti esterni

Categoria:Film drammatici Categoria:Road movie Categoria:Film diretti da Wim Wenders Categoria:Film ambientati a Lisbona