La lingua parlata in Galilea e Giudea all'epoca di Gesù era l'aramaico giudaicoSi veda, tra l'altro, e probabilmente laramaico parlato da Gesù per comunicare con i suoi discepoli ne era un dialetto galileo caratterizzato dalla presenza di alcune parole in ebraico e in greco, anche se esiste un certo dibattito accademico su fino a qual punto.

Storia I villaggi di Nazareth e di Cafarnao, dove visse Gesù, erano principalmente comunità di lingua aramaica, anche se tra le persone colte della zona orientale dell'Impero romano il greco veniva ampiamente parlato. Gesù sicuramente conosceva l'ebraico in modo da affrontare qualsiasi dibattito sulla Bibbia ebraica, e avrebbe potuto aver appreso la lingua greca grazie ai commerci con la vicina Zippori.

L'aramaico, lingua semitica, era una lingua comune del Mediterraneo orientale durante e dopo l'Impero neoassiro, il neobabilonese, e quello achemenide (722 a.C. a 330 a.C.). Anche dopo l'invasione dei Romani, avvenuta nell'anno 63 a.C., l'aramaico restò una lingua comune in Palestina. In effetti, a prescindere dalla crescente importanza della lingua greca, l'utilizzo dell'aramaico era in espansione, e attorno al 200 d.C. divenne la lingua predominante tra gli Ebrei sia in Giudea e Galilea che ovunque nel Vicino Oriente. L'aramaico rimase la lingua prevalente fino alla conquista arabo-islamica da parte del Califfato nel VII secolo.

Gesù Cristo e i suoi discepoli parlavano un dialetto della Galilea che si poteva distinguere chiaramente da quello parlato a Gerusalemme (Matteo commentato dalla Jewish Encyclopedia). Nello stesso periodo, veniva scritta la Mishnah in ebraico, lo scrittore giudeo-romano Giuseppe Flavio scriveva in aramaico, e Filone di Alessandria e Paolo di Tarso scrivevano in lingua greca. In aggiunta, dal momento che Gesù sicuramente conosceva la Bibbia ebraica, rimane implicito che avesse conoscenza dell'ebraico biblico a meno che avesse accesso ai Targumim in aramaico, (tramandati sia in forma orale che scritta), e se era un carpentiere, e dunque commerciava con le élite, avrebbe potuto conoscere il greco perché era la lingua franca per il commercio internazionale nella parte orientale del bacino del Mediterraneo, dove aveva sostituito l'aramaico, sin dal tempo della conquiste fatte dal macedone Alessandro Magno (336 a.C. - 323 a.C.) e per il consolidamento eseguito dai Seleucidi (Vedi anche Giudaismo ellenistico e Septuaginta).

Anche la maggior parte degli apostoli provenienti dalla regione della Galilea parlavano l'aramaico. Il messaggio della Cristianità si sparse (inizialmente negli insediamenti dove si parlava ebraico-aramaico) lungo tutta la Cananea, la Siria e in Mesopotamia, arrivando fino alle regioni dell'attuale Kerala in India.

In effetti nella lingua aramaica (o lingua siriaca); "Aram" è la parola ebraica che indica la Siria.

Retroterra culturale e linguistico di Gesù È noto che Gesù sia stato educato nella Fede ebraica e che sia cresciuto in una famiglia ebraica della Galilea. A partire dall'VIII secolo a.C., per più di un millennio la lingua degli ebrei fu l'aramaico, in seguito alla distruzione del Regno del nord di Israele da parte dell'Impero neo-assiro (722 a.C.) e in seguito al forzato Esilio a Babilonia degli ebrei del Regno di Giuda (586 a.C.). La lingua aramaica "standard" si era formata nella città di Damasco. L'aramaico degli ebrei palestinesi rimase via via contaminato da un buon numero di parole ebraiche e da una grammatica che si ispirava all'ebraico. Oggi tale idioma è considerato appartenere al gruppo dei "dialetti aramaici occidentali".

Nel I secolo d.C. l'aramaico occidentale era dominante nelle regioni della Samaria e della Galilea, da dove proveniva Gesù Cristo, ma contemporaneamente doveva persistere una forma tardiva di ebraico parlato, prossima alla lingua ebraica rabbinica, che veniva ancora usata vernacolarmente in GiudeaMiguel Perez Fernandez, An Introductory Grammar of Rabbinic Hebrew (Leiden, Netherlands: Koninklijke Brill 1997): "In terms of dialect geography, at the time of the tannaim Palestine could be divided into the Aramaic-speaking regions of Galilee and Samaria and a smaller area, Judaea, in which Rabbinic Hebrew was used among the descendants of returning exiles."Sáenz-Badillos, Ángel and John Elwolde. 1996. A history of the Hebrew language. P.170-171: "Simplifying matters, we can say that the most widely-spoken language was Galilean Aramaic in Galilee, Samaritan Aramaic in Samaria, and Rabbinic Hebrew in Judaea, although, as we have already indicated, at certain times and places more than one language may have been used., specialmente nei dintorni di GerusalemmeSpolsky, Bernard and Elana Goldberg Shohamy. The languages of Israel: policy, ideology and practice. P.9: by the beginning of the Common Era, "Judeo-Aramaic was mainly used in Galilee in the north, Greek was concentrated in the former colonies and around governmental centres, and Hebrew monolingualism continued mainly in the southern villages of Judea."Smelik, Willem F. 1995. The Targum of Judges. P.9. Per alcuni giudei, l'ebraico rimase la lingua vernacolare principale, fin verso il III secolo d.C.Bendavid, Abba, 1967. leshon miqra ulshon Haxamim. 2 vols. Jerusalem.

Quasi tutta la Bibbia ebraica è stata scritta in ebraico biblico inclusi i libri redatti nel periodo del Secondo Tempio, ed alcuni libri deuterocanonici, come certamente il Siracide e forse il primo libro dei Maccabei. Ciò rende probabile che parte dei Giudei capaci di leggere conoscesse le Scritture in ebraico, specialmente dal momento che ebraico ed aramaico sono lingue affini, e alcune porzioni della bibbia ebraica sono state scritte in aramaico biblico. Inoltre, la scrittura quadrata era originariamente appannaggio dell’aramaico, mentre artefatti del periodo classico (durante il periodo del Primo Tempio) come l'iscrizione di Siloam e gli ostraca di Lachish, erano scritti in alfabeto paleo-ebraico.

Targumim Esistevano anche i testi noti come Targumim, traduzioni in aramaico della Bibbia Ebraica, anche se gli studiosi sono in disaccordo su quanto ampiamente questi testi circolassero nel primo secolo in Israele, possibilmente utilizzati soltanto in circostanze particolari. A Qumran poteva essere arrivato soltanto il Targum di Giobbe, un libro specialmente problematico della Bibbia Ebraica che vide l'utilizzo del Targum per scrivere le traduzioni in greco (LXX Giobbe 42:17ff.), anche se i testi in aramaico vennero trovati anche lì. L'utilizzo dei Targumim nelle sinagoghe non divenne abitudinario fino alla fine del II secolo d.C., dopo il forte declino nell'utilizzo della lingua ebraica parlata in seguito alla catastrofe provocata dalle guerre giudaiche e dalla rivolta di Bar Kochba.

Sin dal II secolo a.C., la Giudea era stata sotto la forte influenza della Civiltà ellenistica, e la lingua greca rapidamente divenne la lingua internazionale del bacino del Mediterraneo orientale, rimpiazzando l'aramaico, e dunque divenne la lingua dei mercanti viaggiatori. Dunque è possibile che Gesù conoscesse almeno il greco dei commerci. Il Nuovo Testamento canonico si ritiene sia stato scritto originariamente in lingua greca, includendo molte citazioni prese dalla Septuaginta, .

Quando nel Nuovo Testamento si leggono i passi dove Gesù cita la Bibbia ebraica, le citazioni presentate correlano più strettamente con la Bibbia dei Settanta. La maggior parte degli studiosi suggerisce che gli autori del Nuovo Testamento abbiano usato un'edizione della Septuaginta, piuttosto di aver tradotto una fonte in ebraico (o in aramaico). Comunque, tra i Manoscritti del Mar Morto, in aggiunta alle varie versioni ebraiche della Bibbia che rassomigliano al Testo Masoretico molto più tardo, vi sono alcune versioni ebraiche che aderiscono più strettamente alla versione in greco della Septuaginta (in modo simile a quello del Pentateuco samaritano) e ad alcuni testi fuori dalla corrente principaleThe Canon Debate, McDonald & Sanders editors, 2002, chapter 6: Questions of Canon through the Dead Sea Scrolls by James C. VanderKam, page 94, citing private communication with Emanuel Tov on biblical manuscripts: Qumran scribe type c.25%, proto-Masoretic Text c. 40%, pre-Samaritan texts c.5%, texts close to the Hebrew model for the Septuagint c.5% and nonaligned c.25%..

Frasi in aramaico nel Nuovo Testamento Greco Il Nuovo Testamento Greco contiene la traslitterazione di alcune poche parole e frasi semitiche - alcune in aramaico, alcune in ebraico e altre attribuibili a entrambe le lingue. Determinare la lingua specifica è spesso difficile, non soltanto perché l'aramaico e l'ebraico sono strettamente correlati, ma anche perché l'ebraico parlato ai tempi di Gesù si pensa fosse ebraico della Mishnah - una variante fortemente influenzata dall'aramaico,Fassberg, Ellis Fassberg and Ali Hurvitz, Biblical Hebrew in its Northwest Semitic setting. P,225Fernández, Miguel Pérez and John Elwolde. 1999. An introductory grammar of rabbinic Hebrew, pag. 5. che aveva già incorporato una grande quantità di parole aramaiche (e ancora più parole vennero adottate successivamente nell'ebraico medievale e moderno, derivato da fonti talmudicheThe Cambridge History of Judaism: The late Roman-Rabbinic period (ed. W.D.Davies, S.T.Katz and L.Finkelstein). P.488). Quando lo stesso testo si riferisce al linguaggio di quelle glosse semitiche, utilizza parole che significano "ebraico"/"giudaico"E.g.Acts 21:40; 22:2; 26:14: têi hebraïdi dialéktôi, letteralmente 'nel dialetto ebraico', ma questo termine viene spesso applicato a parole e frasi che sono sicuramente aramaiche;Fitzmyer, Joseph A. A Wandering Armenian: Collected Aramaic Essays. P.43: "The adverb (and its related expressions) seems to mean 'in Hebrew', and it has often been argued that it means this and nothing more. As is well known, it is used at times with words and expressions that are clearly Aramaic. Thus in John 19:13, is given as an explanation of the Lithostrotos, and is a Grecized form of the Aramaic word gabbětā, 'raised place.'"The Cambridge History of Judaism: The late Roman-Rabbinic period. 2006. P.460: "Thus in certain sources Aramaic words are termed "Hebrew," ... For example: η επιλεγομενη εβραιστι βηθεσδα "which is called in the Hebrew tongue Bethesda" (John 5.2). This is not a Hebrew name but rather an Aramaic one: תיב חסדא, "the house of Hisda". per questa ragione, viene spesso interpretato come indicante "la (lingua aramaica) vernacolare dei Giudei" nelle traduzioni recenti.E.g. Geoffrey W.Bromley (a cura di), The International Standard Bible Encyclopedia, W.B.Eerdmans, Grand Rapids, Michigan 1979, 4 vols. vol.1 sub.'Aramaic' pag. 233: 'in the Aramaic vernacular of Palestine' I "semitismi" sono principalmente parole attribuite a Gesù Cristo da San Marco evangelista, e forse avevano uno speciale significato a causa di questo.

Una minoranza di studiosi ritiene che tutto il Nuovo Testamento o la maggior parte di esso sia stato originariamente scritto in lingua aramaica. Questa posizione, nota come priorità aramaica, . ; comunque, considerano probabile che .

Talita kum (Ταλιθα κουμ) Vangelo di Marco

Presa la mano della bambina, le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico, alzati!».

Questo versetto fornisce una frase in aramaico, attribuita a Gesù mentre riporta la bambina in vita, traslitterata in greco come ταλιθα κουμ.

Alcuni manoscritti biblici in greco (Codex Sinaiticus, Vaticanus) oppure il Vangelo di Marco riportano questa forma, ma altri (Codex Alexandrinus, il tipo testuale bizantino e la Vulgata) scrivono invece κουμι (koumi). La seconda forma è entrata a far parte del Textus Receptus, ed è la forma che appare nella Bibbia di re Giacomo della Chiesa Anglicana.