La riabilitazione equestre (in inglese Therapeutic Riding, da cui la sigla TR) è un tipo di riabilitazione che utilizza come mezzo terapeutico il cavallo.
Per quanto di recente introduzione rappresenta già un'importante risorsa sul piano riabilitativo, rieducativo e di integrazione sociale per i soggetti con disabilità, anche laddove non sembrano esserci più risorse consentendo talora il riavvio del processo riabilitativoAllori P et al (2006) - La riabilitazione equestre come modalità riabilitativa per il riavvio dell'intervento nel soggetto con disabilità. Atti XXIII Congr Naz SINPIA, Padova-Abano Terme, 25-28 ottobre 2006. Padova Imprimitur Ed, Padova: 584-586.Pasquinelli A et al (2006) - Basic Criteria for Evaluation of Therapeutic Riding in Subjects Affected by Neuromotor Disorders: Methodology, Assessments, Results. Proceed XIIth Intern Therapeutic Riding Congr, Brasilia, August 8-12, 2006: 71; in estenso: CD FRDI Ed.Pasquinelli A et al (2008) - La Riabilitazione Equestre. Valobra GN, Gatto R, Monticone M (Eds) “Nuovo Trattato di Medicina Fisica e Riabilitazione”. UTET Scienze Mediche Ed, Milano, Vol II: Tecniche: 1057-1076..
Si applica a soggetti con disabilità neuromotoria, psichica, cognitiva; può rappresentare un valido strumento rieducativo anche per soggetti con disagio sociale, tossicodipendenti, ecc. Richiede centri adeguatamente attrezzati, metodologia di applicazione rigorosa e un'équipe di professionisti con preparazione specifica, coerente con la qualifica rivestita all'interno dell'équipe.
L'ippoterapia non è sinonimo di riabilitazione equestre ma è una delle discipline che la compongono.
Storia L'uso dell'equitazione per la salute ha origini molto antiche: già Ippocrate (460-370 a.C.) aveva sottolineato gli effetti benefici della sua pratica sulla salute del corpo e della mente.
In tempi recenti i primi paesi a utilizzare il cavallo in modo sistematico nella riabilitazione dei disabili furono quelli scandinavi ed anglosassoni. In Italia la riabilitazione equestre è stata applicata in ambito riabilitativo a partire dal 1972. Dal 1995 si è assistito ad un notevole sviluppo in tutti i versanti, organizzativo, scientifico, formativo, analogamente a quanto è avvenuto a livello internazionale. Attualmente sono più di 50 le nazioni che utilizzano la riabilitazione equestre a scopo terapeutico.
Nel 1980 è stata fondata l'organizzazione internazionale "The Federation of Riding for the Disabled International" (FRDI) che raccoglie, come membri a pieno titolo ("full members"), le associazioni nazionali non profit riconosciute come rappresentative per i diversi paesi; altre associazioni o i singoli vengono associati come membri associati ("associate member").
In Italia le associazioni nazionali membri a pieno titolo della FRDI sono l'"Associazione nazionale italiana per la riabilitazione equestre" (ANIRE), con sede a Milano, l'"Associazione italiana famiglie, enti e professioni contro le malattie neurologiche e psichiatriche dell'età evolutiva" (Associazione "Lapo" ), con la sua "Sezione per lo studio, l'aggiornamento e la sperimentazione della riabilitazione equestre e degli sport equestri per disabili" (LRE), con sede a Firenze e la "Federazione italiana sport equestri" (FISE), con sede a Roma.
La sua definizione come "modalità di riabilitazione che utilizza come mezzo terapeutico il cavallo", fu inizialmente espressa nel congresso internazionale della disciplina, tenutosi ad Amburgo nel 1982Klüwer C (1994) - Some considerations regarding the development of the Federation Riding for the Disabled International. Eaton PA (Ed): Proceed VIIIth Intern Therapeutic Riding Congr, Hamilton, New Zealand, January 17-20, 1994. National Training Resource Centre Ed, Levin, New Zealand: 165- 167. e ulteriormente precisata in seguito da Pasquinelli e Papini (1997)Pasquinelli A, Papini M (1997) - Therapeutic Riding as a University Curriculum for Post-Graduate Physicians in Child Neurology and Psychiatry. NAHRA (Ed), Denver: Proceed IXth Intern Therapeutic Riding Congr, Denver, Co, USA, July 14-19, 1997: 86-89. e da Hatton-Hall and Claridge (1998)Hatton-Hall C, Claridge A (1998) - Volunteer's and Professional's Training and Qualifications for Riding Therapists in the UK: Partnership or Conflict?. Scientific and Educational J Therapeutic Riding: 18-32.. La definizione e le caratteristiche della disciplina sono quindi state codificate dalla FRDI (2000) e ulteriormente sistematizzate da Pasquinelli (2008).
Caratteristiche La riabilitazione equestre nasce dall'integrazione di sport equestri, che ne costituiscono il presupposto tecnico, e della riabilitazione vera e propria, che ne rappresenta la finalità specificaPapini M (1996) - Handicap e Riabilitazione Equestre. Papini M, Pasquinelli A (Eds) "Principi Pratici di Riabilitazione Equestre". UTET Periodici, Milano: 36-44..
Presenta tre particolari caratteristiche: rappresenta un momento di unione fra terapia e sport; consente al soggetto con disabilità di entrare in contatto con la natura, rappresentata dal cavallo e dall'ambiente in cui l'animale si muove; viene abitualmente svolta in gruppo, favorendo l'integrazione sociale, resa più agevole anche dal fatto che si svolge in un ambiente non medicalizzato, ancorché altamente professionale, che di per sé favorisce e accoglie momenti di libertà espressiva.
Fasi del percorso riabilitativo
La riabilitazione equestre si articola in quattro discipline principali: Ippoterapia ("Hippotherapy"): si basa sull'uso del movimento del cavallo come strumento terapeutico senza prevedere l'intervento attivo del soggetto. Si applica a soggetti con patologia neurologica e psichica medio-grave. Lo scopo è quindi più riabilitativo che rivolto all'insegnamento delle tecniche di equitazione. L'ippoterapia può però essere utilizzata anche in soggetti con forme di disabilità più lievi prima di passare alla rieducazione equestre. Rieducazione equestre e volteggio ("Remedial/Educational Riding and Vaulting"): prevedono l'intervento attivo del disabile nella guida del cavallo. Lo scopo è l'acquisizione delle tecniche di equitazione oltre al conseguimento degli obiettivi propri dell'area sociosanitaria (riabilitativi neuromotori, psicologici, comportamentali, educativi, sociali, ecc.). Trova una peculiare indicazione in soggetti con disabilità neuromotoria medio-lieve o con problematiche cognitivo-comportamentali. Il volteggio rappresenta una disciplina a sé: consiste nell'eseguire esercizi a corpo libero sul cavallo alle varie andature. L'attività viene svolta in gruppo nell'assoluto rispetto di regole, tempi e spazi. Richiede personale, cavalli ed attrezzature specifiche. Trova applicazione solo nella disabilità psichica o motoria lieve (impaccio motorio). Il volteggio sviluppa lo spirito di gruppo, la fiducia nei compagni, affina la creatività, l'elasticità, la precisione, la coordinazione, l'equilibrio. In Italia è stato introdotto solo recentemente ma sta diffondendosi rapidamente per i suoi ampi risvolti soprattutto nella patologia psichica (miglioramento comportamentale, integrazione sociale, ecc.) Equitazione sportiva per disabili ("Sport Riding for the Disabled"): questa disciplina segna il passaggio ad una situazione integrata sul piano relazionale e sociale. Può essere svolta attività agonistica vera e propria (l'equitazione sportiva per disabili è disciplina paralimpica) o comunque attività competitiva o dimostrativa (show a cavallo, caroselli) o di giochi a cavallo. È la fase della riabilitazione equestre più strettamente connessa con l'attività di aggregazione e socializzazione. Attacchi ("Driving")Attacchi (“Driving”): attività equestre in cui si guida una carrozza attaccata a un cavallo, a una pariglia, a un tiro a quattro.: in Italia la sua applicazione alla riabilitazione equestre è agli inizi, in quanto si tratta di disciplina degli sport equestri ancora in via di sviluppo. Si applica a soggetti con disabilità neuromotoria o psichica di grado variabile; richiede spazi ampi e specifici, attrezzature, cavalli e personale particolarmente specializzato.
La riabilitazione equestre con le discipline che la compongono può rappresentare, laddove consentito dalla patologia del soggetto, "una delle poche opportunità concrete di percorso riabilitativo", come definito da Papini nel 1996: il percorso consiste nel passaggio da una forma di "riabilitazione tecnica"Riabilitazione tecnica: intesa a ridurre al minimo l'incompetenza funzionale propria della disabilità attraverso tecniche sanitarie specifiche. che attiene all'ippoterapia, a una di "riabilitazione integrata"Riabilitazione Integrata: riabilitazione che più degli altri coglie gli aspetti sani del soggetto e consente loro di emergere e di affermarsi (Papini, 1996). Sfrutta gli aspetti di risanamento spontaneo presenti nell'ambiente e si realizza quando l'intervento riabilitativo sulla disabilità (Riabilitazione Tecnica) è inserito all'interno di un'attività svolta insieme a soggetti normodotati (Riabilitazione Sociale), rendendo così possibile l'integrazione degli interventi., che attiene alla rieducazione equestre e al volteggio, a una di "riabilitazione sociale"Riabilitazione sociale: intesa a ridurre le problematiche connesse con l'handicap, cioè a quell'aspetto della disabilità che riguarda le implicazioni di identità personale e di ruolo familiare e sociale, mediante interventi centrati inizialmente sulle problematiche interattive madre/bambino, poi su quelle familiari e microsociali e infine sull'integrazione psicosociale e individuale., che attiene all'equitazione sportiva per disabili. Ciò comporta una marcata complessità di applicazione ma, laddove applicata con metodologia rigorosa da un'équipe multiprofessionale, può rappresentare una possibilità concreta di acquisizione di risultati assai positivi e spesso insperati.
Indicazioni
La riabilitazione equestre trova indicazione sia in soggetti con patologia psichica che neuromotoria grazie alle particolari caratteristiche dello strumento utilizzato, il cavallo. Infatti da una parte si ha l'instaurarsi di una complessa interazione cavallo/cavaliere, fondamentale per tutti i soggetti e in particolare per quelli con problematiche psichiche, dall'altra la peculiarità della "posizione" assunta a cavallo e delle andature dell'animale risulta estremamente utile per il trattamento di soggetti affetti da patologia neuromotoria (acquisizione di migliori competenze posturali e di equilibrio, regolarizzazione del tono muscolare e della forza).
La finalità è quella di ridurre la specifica disabilità e di favorire l'integrazione del soggetto con disabilità; si colloca infatti tra le forme di attività più stimolanti e ricche di esperienze positive nell'ambito delle terapie tese a favorire la conquista dell'autostima, dell'autonomia personale, dell'inserimento sociale.
Applicazione della riabilitazione equestre nella patologia psichica